Sempre avanti, anche sotto le bombe.

E’ passato un po di tempo, la polvere si e’ depositata , come fa’ su tutto. Un commento a quell’espressione del Papa che invitava a non essere conigli. Frase che ho visto in tv, non l’ho letta, non me l’hanno riferita ma l’ho vista con i miei occhi. Forse non ho capito bene la situazione , il paese in cui il Papa invitava a non essere conigli.
Sul momento ci sono rimasto male: attualmente abbiamo 4 figli terreni e una bimba in cielo. Ci sentiamo una famiglia numerosa, atipica. La gente , a volte, quando passiamo per strada ci contano e poi strabuzzano gli occhi. Come fossimo un fenomeno, un caso strano. Noi siamo innamorati dei bimbi, della vita che portano, dell’energia, del consumarsi nel vivere per loro, nel cercare di farli buoni cristiani.
La frase del Papa e’ stata ingigantita dai media come sono stati tenuti sotto la sabbia i vari distingue che ha fatto seguire e di tutti gli appelli che il Papa fa’ a sostegno della famiglia. I giornalisti gongolano quando possono far un torto, quando possono metter un po’ di zizzagna.
Come capo famiglia pero’ quella frase mi ha fatto pensare. Pensare se stiamo conducendo bene la nostra famiglia, se riusciremo a occuparci di ognuno dei nostri bimbi. Riguardo la nostra storia. Ci siamo sposati che non avevamo proprio una casa nostra e ce la siamo divisi con la mamma di Sara. La prima bimba, Sofia, nello stesso stato. Poi e’ arrivato Tancredi che stavamo facendo i lavori per dividere la casa di mia suocera in due. Poi Matilde, poi trasferimento in Germania mentre Sara aspettava Virginia…. Effettivamente non abbiamo mai aspettato di avere un po di tranquilita’, di essere “a posto”. Ci siamo sempre buttati, siamo sempre andati avanti quasi nella consapevolezza di essere protetti da qualcuno, come se sapessimo dove stavamo andando.

E cosi’ capita che ci sia in arrivo un altro bimbo… anzi , fatta l’ecografia del quarto mese, siamo certi che sta arrivando un’altra bimba! Io e Tancredi tifavamo un po’ per avere un maschietto, giusto un po’ per bilanciare le cose ma il Padre ha deciso in altro modo.

Mi sento quindi innamorato della vita e dei figli che Dio mi ha dato, non coniglio. Mi sento di voler condividere il pane che Dio mi da ogni giorno con i bimbi che mi ha dato e mi vorrà  dare. Perche’ avere paura? Perche’ fermarsi? Perche’ rinunciare al dono della vita che Lui ci ha fatto?

E se qualcuno ha un consiglio sul nome… ben venga, ne abbiamo gia’ usati tanti!

6 commenti

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6 risposte a “Sempre avanti, anche sotto le bombe.

  1. Ti riporto le parole di Pippo Corigliano: ” Papa Francesco si esprime con linguaggio semplice. Se dice che darebbe un pugno a chi offende sua madre e che l’Humanae Vitae non prescrive di partorire figli come conigli, sta dicendo che la libertà d’espressione va temperata con la prudenza e che la paternità dev’essere responsabile.”

    Caro Michele
    devi assolutamente stare sereno ed andare avanti come hai fatto fino adesso. Se si aspetta che tutto……. sia a posto e perfetto dove sta la fiducia nella Provvidenza? Inoltre mi sembra che abbiate, tu e Sara, la possibilità di mantenere e far crescere serenamente tutti i figli che Dio vorrà mandarvi e ricordate che ciò di cui un bimbo ha bisogno è dell’amore dei genitori, di pasti decenti, di crescere con sani principi, vedere che i genitori si vogliono bene e sono coerenti con ciò che insegnano loro. Una bella casa, gli abiti firmati, il superfluo, le settimane bianche, i divertimenti ecc.ecc. non sono importanti se respirano tutto il resto a cui accennavo.
    Non posso fare altro che augurarvi tutto il bene possibile per la nuova bimba che nascerà.❤

  2. Ah, dimenticavo qualche nome da suggerire: Benedetta, Francesca, Agnese,
    Paola, Cecilia, Teresa, Sara, Rachele, Miriam, Lucia….(possono bastare?). Ho pensato al nome di sante e personaggi della Bibbia per avere la loro protezione.

  3. Marco

    Non sei comunque un incosciente, semmai rinunci a un bel po’ di lussi in cambio d’ altro. C’è chi può e chi (anche volendo) non può. Ecco perché non si può vivere di solo lavoro: se vivi per lavorare o non hai un lavoro e non li fai, o lo hai così tanto che non riesci a farli.

  4. Daniela

    Cari Michele e Sara, che bella notizia! Ora Giulio ha quasi 6 mesi, ma più o meno un anno fa quando incominciava a vedersi la pancia in molti ci hanno detto “che coraggio che avete”. Forse perchè era il terzo, forse perchè siamo tutti e due sopra i quaranta, qualcuno mi ha detto che in questo momento di crisi mai si sognerebbe di fare un figlio. Noi abbiamo risposto che che il coraggio ci vuole per ben altre cose e che un bambino in arrivo è sempre una benedizione. Immagino che quest’estate ad agosto, per il campo famiglie di cui vi avevamo parlato sarete già imegnati…un abbraccio.

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