Non c’e’ Pasqua senza la Passione.

Un copilota si schianta su una montagna in Francia trascinando con se altre 149 persone. In Germania non si parla d’altro. La TV, la radio, i colleghi che aggiungono dettagli, aggiungono supposizioni su quello che e’ stata una delle piu’ grandu tragedie aeree dell’Europa.
Ho immaginato nei gionri scorsi come deve essere stato. Come il capitano bussava a quella porta invano e gli altri paseggeri piano a piano in quegli ultimi minuti si rendevano conto di quello che stava succedendo. Su quell’aereo pieno di bambini. Mi immagino quella coppia con il bimbo di tre mesi, premurosi e affettuosi e poi enl momento del panico. Deve essere stato tremendo. Poi mi immagino l’impatto. Un impatto che ha compresso tutto insieme: allumino, plastica e carne tutto insieme fino ad esplodere e sparpagliare il tutto su quella montagna. Quella montagna da sempre li, che era tranquilla, luogo di lupi e falchi e a un certo punto vien cosparsa di morte, viene cosparsa della amalgama fatta di alluminio, plastica, passeggeri, sogni e sperante. Tutto vien messo allo stesso livello tutto viene azzerato in quel momento. Nel mio immaginare penso che quell’attimo , quel momento , sia stato cosi’ veloce e senza significato fisico per gli occupanti che si siano trovati direttamente davanti a Lui a chiedere al copilota perché lo avesse fatto.

Gia’ il perché. Tutti , ma proprio tutti, si chiedono il perché. Sulla stampa e le TV parlano delle sue condizioni mentali, che perdeva la vista e che avrebbe perso presto la possibilita’di volare. Questo sembra sia bastato per prendere la decisione di uccidersi , di schiantarsi contro un muro di roccia insieme ad altre 149 persone. Probabilmente si sentiva la vita e il successo scivolargli fra le mani. Un ragazzo di 27 anni con un possibile fulgido futuro che doveva rinunciarvi, che si sarebbe sentito uno scarto, messo a margine della nostra societa.

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Ho sentito in chiesa questa frase sta sera, durante l’omelia: non c’e Pasqua senza Passione. Non c’e’ ressurezione senza passare per la morte e non c’e’ vita che non abbia una croce che non abbia una Passione da affrontare e la Passione e’ commisurata alle nostre capacita’ .

Sabato abbiamo fatto una gita. La strada ci ha portato in mezzo a una serie di colline stupende. Non vi eravamo mai stati, il navigatore ci guidava. Usciamo dall’ennesimo paesino , saliamo un’altra collina poi finalmente ci siamo. Entriamo nella Westerwaldklinik. Una clinica per riabilitazione. Ci aspetta un’ amica. La moglie di un mio collega. Arriviamo dall’alto alla clinica e si presenta immensa posta quasi alla sommità di una collina. Contornata di strade pedonali che si inerpicano nel bosco. Trovato il parcheggio ci portiamo all’ingresso. Questo da’ su uno spazio al chiuso immenso pieno di piante e tavolini messi qui e la’. L’ atmosfera e’ rilassata, c’é chi legge, chi naviga in internet con il tablet, chi beve un caffè. Sentiamo dei bambini vociare e vediamo finalmente la coppia di nostri amici. Ci avviciniamo e facciamo i saluti di rito : sono passati quasi due anni dall’ultima volta che ci siamo incontrati. Siamo in una clinica perché lei ha avuto un ictus. Lei madre di tre figli, quarantenne, laureata in economia, pronta , dopo l’ultima gravidanza , a tornare al lavoro, a ributtarsi a capofitto nella frenesia del lavoro, si e’ dovuta fermare. Poi ci racconta con estrema lucidità che si sente bene, che ha perso una piccola parte del cervello, che fa fatica a concentrarsi, che si e’ dimenticata completamente il Francese e non riesce più a fare di conto. Un mese dovrà stare in questa super clinica di lusso, tutto pagato dall’assicurazione della pensione. Un mese a quasi un ora di distanza dal marito e dai tre figli piccoli che la vedranno solo nel fine settimana. Nella clinica farà ginnastica, esercizi in piscina e altri per riabilitare quelle funzioni che ha perso e che riprenderà forse in tre o quattro anni.
La mano destra la muove poco, ne ha perso sensibilità e non riesce più’ a scrivere. Facciamo una passeggiata candidamente ci dice che e’ un segno di Dio che le intima di fermarsi, di occuparsi d’altro.

Anche questa vita poteva essere vista una vita da scartare, da buttare, da ritenersi inutile ma la nostra amica, forse perché’ piu vecchia del copilota Germanwings, trova un appiglio, trova al forza, l’umiltà di rivolgersi al Padre a fare un passo indietro e ce lo dice con il sorriso.

E tutti che si chiedo il perché del gesto del copilota, e tutti che non capiscono. Ho scritto altre volte su questo blog che non tanto lontano dalla nostra città vi e’ un ponte dell’ autrostrada che attraversa la Mosella. Il ponte corre a più’ di duecento metri sopra il fiume e regolarmente ogni anno si buttano di sotto 5 o 6 persone. Non lo scrivono sui giornali per non farne pubblicità’ ma continuano a chiedersi il perché senza avere una risposta. Ma come ? In Germania abbiamo tutto, soldi, lavoro, mangiare, tutti i diritti di questo mondo e … e ogni anno 5 o 6 persone nella mia piccola città’ si buttano di sotto. Si buttano di sotto senza speranza, senza avere più progetti , sentendosi inutili non riuscendo a vivere il prossimo secondo, pensando come se il prossimo secondo della propria vita non potesse che essere un’eterna tragedia.

La vita e’ come un battito di ciglia, si e’ bambini e poi d’incanto ci si trova adulti e poi padri. Non si ha spesso il tempo di fermarsi e pensare se stiamo andando nella direzione giusta ma prima o poi arriva in qualche modo la chiamata, arriva Lui che ci bussa sulla spalla. Lo fa in tanti modi diversi e dei più strani, sta a noi ascoltarlo e rimetterci sulla giusta strada.

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Il terrore sta vincendo. 

Era un po’ che non volavo.

Corro veloce in macchina, sono un po in ritardo per il volo. Cioè, non è che sia in ritardo ma da sempre ho la regola di arrivare un ora e mazza prima del volo, il navigatore impietoso mi dice invece che arriverò solo un ora e 10 minuto prima. Va beh, oggi era il compleanno di Annamaria, i preparativi e tutto il resto , ho perso quei venti minuto. È domenica e sulla A48 la maggior parte della gente resta nelle prime due corsie, guidando sonnecchiamente in un bel sole di fine marzo. Io e pochi altri sfrecciamo a quasi 170. Senza limite, autostrada senza limite. Come è possibile che sia senza limite questa autostrada, eppure è così. Si può sfrecciare anche ai 300 teoricamente. Mi sfiora questo pensiero mentre affronto l’ ennesima curva. Si infatti , anche se non c’ e limite è tutta una curva. Possibile? Penso quindi a cosa sia lavorare in Germania, dato che ci lavoro da quasi cinque anni. Effettivamente lavorare qui è come percorrere questa autostrada : si può andare veloci ma non ci sono rettilinei, non ci sono mai tratti in cui ci su può rilassare, si può tirare il fiato, no. Se si vuole essere sulla cresta dell’onda bisogna avere mille attenzioni, non ci si può rilassare. Arriva finalmente un tratto con limite ai 130 e posso appunto rilassarmi. Appena passato il cartello del limite la macchina inizia ad ondeggiare paurosamente. Mi guardo intorno e anche i guidatori delle altre auto sembrano sul tagada (beh per che non sapesse cosa sia… È una giostra fatta da una piattaforma circolare, ci si sale e questa piattaforma ruota si inclina e sobbalza per il piacere degli occupanti). Qui di anche andando piano non riesco. A rilassarmi e finite le onde sull’asfalto ritorno a spingere il pedale, sono in ritardo! 
Arrivo all’aeroporto di Colonia, tre mila svincoli e come solito prendo quello sbagliato, pazienza, parcheggerò nel parcheggio più caro. Mi accorgo pero di essere davanti al terminal sbagliato, rimpiango. Sempre quei trenta minuti di riserva che avevo per abitudine sempre tenuto in tutti i miei viaggi e che ora non ho. Non serve rimpiangere e mi affretto. 
Finalmente dopo quindici minuti riesco a fare il check-in e mi presento al gate, mi metto in fila per i soliti controlli. Vedo fuori dal gate dei disegni in cui spiegano che per 3 secondi devo alzare le braccia, boh. Sarà quando ti scannano che devi tirare su le braccia? Va beh, tanto negli stati uniti per il fatto che avevo il pizzetto e forse un’aria arabeggiante mi hanno sempre controllato fino all’ultimo pelo. 
Poso la mia roba sullo scivolo, estraggo l’ ipad, il tipo mi dice anche la cintura. Va beh, ribatto, non mi ha mai dato problemi. Lui insiste, io mi spoglio della cintura. Mi chiede se ho le tasche vuote. Beh ho un fazzoletto e… Una graffetta, come ci sarà finita li? Poso la graffetta, e faccio la finta nel riprendermi il fazzoletto. Il tipo insiste che invece devo posare anche quello. Eh? Ma è di stoffa? Lui dice che le tasche devono essere vuote per il personal scanner e qualcosa che non capisco. Mi giro e realizzo passo dentro a un cilindro di vetro, tiro su le braccia come nel disegno che avevo visto, e il tipo che mi aspetta fuori dal cilindro mi dice di non muovermi. Sono fuori e guardo insieme al tipo uno schermo lcd, compare il mio corpo con evidenziate delle parti gialle vicino al collo. Lui mi tasta li e poi dice che posso andare. 
  
Mi guardo attorno e solo in quel momento vedo tutta la polizia che c’e intorno, vedo tutti i passeggeri come topi messi in fila, passare tutti attraverso quel coso per essere scannati. 
Passo oltre e cerco di recuperare le mie cose, soppratutto la cintura per evitare che mi caschino i pantaloni. Aspetto paziente e una signorina molto gentilmente mi chiama, mi invita ad aprire lo zaino. Ci siamo, penso, lo hanno trovato. Apro lo zaino lentamente, so bene a cosa punta: estraggo il calibro e glielo mostro.
   

 

 Lei mi guarda strano ,io le dico che l’ho sempre portato con me in tanti viaggi. Lei ha dubbi e chiede a un collega che conferma che non ci sono problemi.
Possibile che per tutto il terrore che c’e’ nel mondo ci costringiamo a controllarci fino all’ultimo capello? Possibile che il terrore stia vincendo in questo modo su di noi? Come topi costretti in lunghe file, come topi a scappare dalle nostre paure. Controllare è giusto e sacrosanto penserà il lettore. Ma controllare cosa? E quanti sara’ abbastanza? Su un aereo salgono circa 2-300 persone, mettere una bimba su uno di questi , non sarebbe l’equivalente di mettere uno zaino pieno di tritolo in un cinema? Quando metteremo i personal scanner anche nei cinema quindi? E le discoteche? I palazzetti dello sport e gli stadi? Dove arriverà il terrore, dove si spingerà la mostra paura? Dov’e’ il limite? Mi immagino nel futuro voli in cui saremo divisi tra maschi e femmine e tutti in biancheria intima, per paura di nascondere qualcosa nelle tasche. E dopo essersi spogliati, una voce rassicurante dal microfoni dirà che potremo raccogliere i nostri indumenti nei contenitori com il nostro nome all’aeroporto di arrivo. 
Controllare è giusto. Una volta, in uni dei miei tanti voli, mi dimenticai il gps logger (praticamente una specie di porta chiavi che memorizza la posizione nel globo terrestre a intervalli regolari) che usavo con la mountain bike acceso nello zaino. Feci un volo, mi sembra bologna – colonia. Qualche giorno dopo trovai la traccia all’ interno del dispositivo e su google earth potevo vedere la rotta con una precisione di due metri , del mio volo. Potevo vedere a che altezza eravamo passati sulle alpi,  quando il pilota aveva virato per prendere la direzione dell’aeroporto di colonia.  Non basterebbe un pirla qualsiasi , appunto con un gps logger da 30€, tracciare un paio di rotte civili,appostarsi con un lancia razzi,che i terroristi anche se fanno morire di fame le loro famiglia hanno di sicuro,e tirare giu in un giorno prefissato tre o quattro aerei di linea? Non sarebbe l’ennesima vittoria del terrore? 
Ma noi preferiamo nasconderci, preferiamo metterci l’ennesima armatura,preferiamo ributtare a mare,preferiamo erigere muri, barriere con filo spinati , metal detector e il personal scanner. Non stiamo sbagliando tutto? Invece di proteggerci dall’altro non dovremmo tendergli la mano? 

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Dolce e Gabbana

La notizia è giunta fin qui in Germania. Anche i partecipanti al mio corso di italiano avevano sentito le dichiarazioni fatta dalla casa di moda contro il matrimonio gay e soprattutto contro l e relative adozioni o i figli “sintetici” ottenuto in modo abominevole dalle coppie gay (miscugli di sperma, uteri in affitto, banche ovuli con cataloghi per scegliere la donna con le caratteristiche migliori). A tutti è nota, altresì, la reazione di Elton John e di altri famosi e miliardari gay e lesbiche di tutto il mondo. Reazione aggressiva e urlata che secondo anche alcuni dei miei corsisti, tutti solitamente moderati e cauti (direi diplomatici come spesso sono i tedeschi), è indice di qualcosa che non va. Chi urla troppo e minaccia spesso sa di essere nel torto. Ma finchè sono io a dirlo, cresciuta e plagiata da una famiglia tradizionale, con genitori normali e non separati e non divorziati, le mie parole suonano a vuoto.

Ora però sei persone cresciute in famiglie non tradizionali, da genitori omosessuali, hanno scritto una lettera ringraziando Dolce e Gabbana per il coraggio dimostrato e incoraggiandoli a non fare alcuna marcia indietro a fronte della violenza verbale e non solo delle lobby gay.

Allego qui di seguito il sito dove è possibile avere notizia della lettera che viene dagli Stati Uniti, che essendo più avanti di noi in questi nuovi diritti e libertà, già sperimentano le conseguenze degli stessi e i disastri sociali che esse portano.

http://www.tempi.it/lettera-a-dolce-e-gabbana-da-sei-figli-cresciuti-da-coppie-gay-grazie-per-il-vostro-coraggio#.VQxEOcsS37B

 

Non aggiungo niente, solo vorrei che ci si accorgesse che la tanto proclamata libertà (proclamata proprio dalle lobby gay che spesso non sono rappresentative neppure dei gay stessi) si sta limitando notevolmente.

le diverse forme di aggressività con cui si manifesta e prende piede il pensiero unico dominante sono indice di un totalitarismo, di cui spesso la gente non si accorge, perchè non trovail tempo per riflettere criticamente nè, a volte, ha  gli strumenti adeguati per capirlo. Il disegno d i legge Scalfarotto, che prevede il reato di omofobia, in pratica introduce un reato di opinione, come al tempo del Fascismo e del nazismo. Questa è la verità. Le contro manifestazioni organizzate dalle lobby gay contro le autorizzate e pacifiche manifestazioni delle sentinelle in piedi o dei movimenti per la vita sono indice dello stesso clima di intimidazione che si crea attorno a chi porta avanti valori tradizionali, o “peggio”, cristiani.

Forse il caso Dolce e Gabbana, dovrebbe essere l’ennesima opportunità per noi per riflettere su cosa capita sotto i nostri occhi sonnacchiosi e svegliarci dal torpore del “va bene tutto”, “è tutto lecito”, “è tutto opinabile”, in fondo rimango libero di fare e dire  quello che voglio”. Non è più così. Risvegliamo le coscienze e soprattutto vegliamo sull’educazione che ricevono i nostri figli anche a scuola dove ormai imperversa l’ideologia gender.

 

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Da ieri l’aborto è un diritto umano- autore Sara.

E’ di ieri il voto favorevole al parlamento europeo del Rapporto Panzeri sui diritti umani che invoca il diritto all’aborto e spinge i Paesi membri ad introdurre le nozze gay.. Quale telegiornale oggi ne ha parlato? io lo ho letto sulla NUova bussola quotidiana…. Questa risoluzione introduce fra i diritti umani anche l’aborto ed è stata approvata anche da politici sedicenti cattolici….

Delle due l’una: o non lo sono di fatto ma solo di facciata , quando si tratta di essere eletti per raccogliere i voti di qualche vecchietta che ancora frequenta la chiesa, o fanno parte di quella categoria di cattolici annacquati, confusi, ignoranti che purtroppo dilaga ovunque.

Il diritto umano (naturale) prevede, in tutte le culture e in tutte le religioni ma anche presso gli atei e gli agnostici, il divieto di uccidersi fra uomini. Questo è un diritto naturale, che preesiste allo Stato e a qualsivoglia forma di sovrastruttura sociale ed economica. Che serve per consentire la civile convivenza. L’aborto è per definizione l’uccisione di un essere umano non ancora venuto al mondo ma già concepito, già in fieri, hic et nunc.

Come la mettiamo? è ignoranza, mala fede, ennesima dimostrazione del livello culturale e mentale delle persone che eleggiamo a rappresentarci? A volte basterebbe una semplice laurea in giurisprudenza e un po’ di buon senso per non cadere in simili errori abominevoli. E l’ignoranza nostra rende ancora più facile il compito di chi lavora contro tutti i buoni valori che hanno retto la società fino ad oggi. Per inciso: oggi anche nelle scuole non si predica, in campo sessuale, neppure verso i più piccoli, che  sessualità  deve far rima con responsabilità e quindi con maturità, si dice alle ragazze come non restare incinta, dando per scontato che sia giusto fare sesso già alle elementari ( posto che già in quarta e quinta elementare si parla di questo… anche qui in Germania). lezioni che forse in futuro potremo risparmiarci, vista l’accessibilità in ogni caso all’aborto, elevato a diritto umano.

Bene, ora che anche l’Europa, la civile vecchia Europa, spalanca a pieno titolo le porte, all’omicidio legalizzato e programmato, possiamo benissimo concludere che l’uomo non ha alcuna dignità, che non esistendo un Creatore a cui rendere conto, ma essendo noi stessi creatori e distruttori di tutto, possiamo fare e disfare, disporre a nostro piacimento di qualsiasi cosa. Se una mamma può legalmente sentirsi giustificata a uccidere il proprio bambino, io non capisco perchè continuare a vietare l’omicidio e l’assassinio. Che differenza fa? Se un adulto non è più chiamato a rispondere delle proprie azioni, e delle conseguenze delle stesse e può eliminarle come se non fosse mai successo niente, aboliamo  tutti i codici penali e civili dalla circolazione. Siamo arretrati a livello primordiale delle bestie o dei bambini appena nati. Siamo irresponsabili, possiamo fare tutto e dire tutto (tranne parlare male delle nuove ideologie gender e dei nuovi pretesi “diritti civili”). Possiamo scopare liberamente e con chiunque e poi eliminare le conseguenze del nostro atto istintivo e non sentirci colpevolizzati da nessuno e da niente. Non male?

E noi cattolici, quelli che ancora sanno cosa significa per davvero esserlo, ossia amare e rispettare la dignità umana fin dal suo concepimento, dormiamo, continuiamo a dormire, pensando di potercela cavare restando nel nostro piccolo angolo protetto…. Continuiamo a mantenere una classe politica che , anche a livello europeo, sta mandando tutto in malora.

e allora, buona notte e sogni d’oro a tutti.

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La saggezza antica e i tempi moderni- Sara

Purtroppo o per fortuna ho il tempo per cercare di informarmi anche attraverso fonti di informazione che non sono costituite dai soliti giornali che si trovano in edicola e che diffondono il cosidetto “pensiero unico dominante”. Io leggo “la nuova bussola quotidiana” e “Aleteia” e “la Croce”, tutti quotidiani on-line che forniscono una lettura critica e libera di ciò che sta capitando in giro per il mondo e in Italia. Sono quotidiani cattolici, ma a me sembrano gli unici rimasti a combattere contro il non senso dei nostri gironi, al disorientamento in cui l’uomo sta precipitando da quando abbiamo deciso di sostituire anche a livello legislativo i valori su cui si era fondata fino ad oggi la nostra società e li abbiamo sostituiti con il relativismo di cui è portatore il super-uomo odierno, già profetizzato da Nietzsche. L’uomo ha ucciso Dio, non solo suo Figlio 2000 anni fa, e  vi ha preso il posto e oggi, libero creatore senza più vincoli, annaspa nella sperimentazione oscena che leggo sui giornali.

Ho letto di tre ragazzi in Tailandia che si sono sposati con rito pagano (non riconosciuto dalla legge del loro stato), ho letto di tre lesbiche che si sono sposate in America, una delle quali aspetta un figlio grazie allo sperma di un donatore anonimo, si legge ormai ovunque di adozioni da parte di omosessuali e di aborto senza limitazioni. Tutto quello che la dottrina cattolica predica da sempre è messo non solo in discussione ma ormai è quasi proibito. Proibito parlarne, proibito citarla: pena denunce, intimidazioni e in qualche stato, pena anche il carcere. Persino  la Chiesa ha perso, in alcuni casi, il coraggio di difendere il proprio credo.

In un mondo dove gli adulti giocano a fare i bambini, inventando regole allucinanti, gli unici a farne le spese sono, come sempre, i bambini. Mia figlia di dieci anni mi ha raccontato che alcune sue amiche hanno un video gioco dove due donne si devono sposare  e bisogna organizzare tutta la festa e poi ne nasce anche un figlio. I grandi programmano questi tipi di giochi e plagiano i piccoli innocenti. Inizia come un gioco, acriticamente accettato da una generazione che non si fa più domande, e poi si insinua nella testa la normalità di qualcosa che normale non è. Così poi da grandi, questi futuri adulti troveranno normale tutto, anche le unioni omosessuali. Bisognerebbe poi che in quel video gioco si spiegasse che perchè due donne abbiano un figlio devono andare a comprare lo sperma di uno sconosciuto che per bisogno di soldi, diventerà padre, a sua insaputa di una creatura che mai conoscerà. O che perchè due uomini abbiano un figlio, dovranno pagare un utero in affitto di qualche disperata che per soldi porterà nel proprio grembo un bimbo e poi lo dovrà affidare alle cure amorevoli di quattro braccia muscolose e piene di peli. Bisognerebbe spiegare tutto ai bambini. Invece no.

I soliti adulti che giocano con i loro genitali, avendo forse solo questo problema in testa, hanno poi deciso che deve essere un problema anche dei bambini che frequentano la scuola dell’infanzia. E quindi via libero ai programmi di educazione gender che prevedeno “giochi del dottore” e palpeggiamenti nelle zone genitali ” anche per bambini di tre anni. Questo sotto il titolo, apparentemente innocente e per i genitori fuorviante , di “rispetto dell’altro”. A me era stato insegnato che il rispetto consiste proprio nel non mettere le mani addosso agli altri. In più mi chiedo che ne sarà di queste creature, alle quali non viene detto niente dei sentimenti, ma solo delle reazioni morbose del corpo stimolato dalle mani. Che adolescenti avremo, se a tre anni hanno già sperimentato tutto? Se inizia così presto l’interesse sessuale, avremo adolescenti stanchi già di tutto, senza grosse curiosità e forse portati a cercare qualcosa di sempre più, più eccitante, più proibito. Che è poi quello che sta già succedendo in questi casi di unioni poligame omosessuali o bisessuali. Manca il senso della misura, manca il pudore , mancano in fondo i sentimenti. Si affronta la sessualità totalmete scissa dall’affettività. Di cui nessuno parla. Nessuno più ne parla. La sessualità diventa uno sport per soddisfare gli istinti e poi non lamentiamoci che la metà delle unioni finisce per colpa di tradimenti reciproci……

Vorrei inoltre poter spiegare a queste unioni a tre, quanto difficile sarà gestire la prole. Mia bisnonna diceva che due donne non stanno bene nella stessa casa neppure quando una delle due è solo appesa in un quadro, Figuriamoci tre donne sotto lo stesso tetto!!! Questa è la saggezza che vogliamo calpestare. Non voglio pensare a quando le tre donne litigheranno. Non voglio neppure immaginare quello che proveranno a sentire dividere il nome “mamma” in tre persone. Le gelosie e le rivalità per competere nel cuore dell’innocente di turno che invece di avere di fronte una nevrastenica ne avrà due o tre o più….

GLi adulti giocano, sperimentano, mai sazi di niente. La saggezza degli antichi la vogliano calpestare, le  tradizioni pure. Senza pensare che si può sperimentare in campo tecnologico finchè si vuole, ma non nel campo dei sentimenti e del genere umano che è sempre quello da quando è comparso sulla terra. Vogliamo, oggi , invertire tutto, reinventare un essere umano assessuato, in grado di reinventarsi ogni giorno, gusti sessuali compresi. Vogliamo rendere la donna più mascolina, per competere con l’altro sesso. Perdendo così la ricchezza che è insita nella donna, le sue qualità uniche. Stiamo snaturalizzando l’uomo che si sottopone a trattamenti di depilazione e di make up. Stiamo invertendo tutto per poi concludere che era tutto meglio prima.

Se questo è il mondo in cui mi tocca vivere almeno mi sia lasciata la libertà di dire quello che voglio. Di insegnare ai miei figli quello in cui credo da lpiù profondo del cuore. Che non c’è nulla di più bello che vedere un uomo innamorato di una donna e che creano una famiglia insieme sotto il vincolo di un matrimonio contratto davanti a Dio e che a Dio rendono conto. E lo dico non perchè questo “stereotipo” mi sia stato imposto o inculcato da una cultura in via di scomparsa, ma perchè lo sperimento sulla mia pelle tutti i giorni da quando ho conosciuto mio marito. Sulle relazioni omosessuali e sugli effetti sui “figli” che crescono in quelle situazioni esistono già studi accrediti, ma messi all’indice e non divulgati al grande pubblico, che dimostrano che gli effetti sono disastrosi: infedeltà maggiore, suicidi dei figli in numero maggiore che all’interno delle famiglie tradizionali, problemi psicologici ecc. Questa è la verità che il pensiero unico vuole tacere.

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La cina e’piu’vicina.

… ma il movimento e’ relativo …
Ho un collega cinese. E’di dieci anni più giovane di me. Ha finito gli studi in Germania dove ha anche trovato la ragazza che e’ diventata poi sua moglie ed ha quindi deciso di rimanere qui, in Germania appunto.

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Ogni tanto si prendere 1 mese di ferie per tornare in patria per vedere i parenti e fare qualche documento che non potrebbe fare stando qui. La domanda che gli pongo ogni tanto e’ ovvia : ma rimarrai sempre qui in Germania? Lui ammicca, non ha una risposta diretta. Il fatto e’ che se prende la cittadinanza tedesca poi non può più tornare indietro , non può più riprendere quella cinese e la doppia cittadinanza non e’ permessa. Poi ci pensa un po. Mi dice quindi che in Cina ci sono solitamente 5 giorni di ferie, in Germania 6 settimane , quindi il confronto e’ impari. Ci sono giorni di ferie extra solo per persone con lavori importanti mentre per gli operari normali, quelli che vengono a volte presi per la giornata o mandati a casa nel giro di pochi secondi, per quelli ci sono solo 5 giorni e le feste nazionali, come il capodanno cinese.Perché quindi tornare in Cina? Io ammicco e penso all’Italia, al mio primo periodo lavorativo. Si i Germania non i sta male, aggiungo, si lavorano poco più di 8 ore , alle 17:30-18:00 al massimo sono a casa. Molti colleghi hanno il contratto a 35 ore settimanali. Prima facevo sempre 10 ore di media e dovevo restare fuori di casa 12 ore, dalle 7 alle 19. Lui mi guarda, si , mi dice, anche in Cina e’ simile la situazione ma la gente che rimane in ufficio fino a tardi poi dopo un po’ guarda video su youtube o altre stravaganze in rete e’ un rimanere in ufficio solo di facciata.

La Cina si sta avvicinando all’Italia e all’occidente, la Cina sta capendo che vivere per lavorare non ha senso e si sta umanizzando, sta virando verso il capitalismo e le persone iniziano a capire cosa sono i diritti, cosa sono le ferie, che c’è’ ben altro che infilare una resistenza in uno stampato tutto il giorno.

E noi? Vogliamo andare vero la Cina imitando l’estrema flessibilità dei loro lavoratori?

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Come faccio a tacere?

Si tratta di una prof. che in un liceo esprime la sua opinione. Ricalca l’ ondata della tragedia di Charlie Hebdo in cui, dopo questa, si sono sentiti in dovere quasi di poter esprimere la propria opinione, su tutto, a qualsiasi costo. Per dimostrare al mondo che l’Europa è il posto dove tutto si può dire, tutto si può esprimere. Questa prof. addirittura firmandosi, va contro al pensiero di moda, si espone, va allo scoperto contro il pensiero dominante che l’omosessualità’ non va fermata, non va criticata ma anzi va spinta: tutto è concesso.Nell’articolo poi si parla di un ragazzo che viene ferito dalla presa di posizione della prof. Lui viene ferito perché si sente omo-affettivo, si sente nel giusto , si sente legittimato dal clima di oggi a rivendicare tutti i suoi diritti, a ergersi paladino della libertà’ di fare e di essere, si sente convinto e arcisicuro dei suoi sentimenti dato che appunto la società in cui viviamo non ha dubbi ad affermare che sono buoni e puri senza ombra di dubbio. Io come cristiano non sono contro, sono contento che questo si senta libero di esprimersi ma se affermo che nel Vangelo , ci sta scritto che la sodomia non va bene… subito questo si sente offeso, si sente discriminato, si parla di vecchio retaggio. Ma non eravamo partiti da Charlie Hebdo? Dal fatto che si e’ liberi di dire quello che uno vuole, che ognuno ha la suo opinione? Non posso allora leggere liberamente le lettere di San Paolo ai romani in cui scrive contro ai comportamenti omosessuali? E cos’è un vecchio retaggio? Le lettere di Paolo hanno 2000 anni?!?!
Nell’articolo sopra prende poi posizione una ragazza facendo un paragone tra la sessualità e gli spaghetti allo scoglio. Secondo lei gli spaghetti allo scoglio sarebbero buoni perché ci stanno cozze e vongole e … con questo? Mia figlia Matilde odia gli spaghetti allo scoglio e per questo non lo può dire? Se a sta ragazza piacciono tanto gli spaghetti allo scoglio, perchè non si può urlare ai quattro venti che non sono nulla rispetto ai tortellini? La stessa nell’ articolo dice che va beh la libertà di espressione ma va usato il pudore. Eh? Ma come , i tipi di Charlie Hebdo calpestano tutti i pudori possibili e invece non si può affermare che , sempre secondo me , essere gay non va bene?E questo finto liberismo sfrenato dove ci guiderà, avremo dei limiti? O i limiti sono dettati solo da un senso del pudore , un senso del pudore del pensiero dominante? Un senso del pudore che se poi non sei d’accordo automaticamente sei bigotto, xenofobo ed omofobo? Che appunto loro possono fare vignette della trinità’ composta da 3 omosessuali ma a noi e’ vietato dire che facendo i gay forse non si va in paradiso. Ma se sono cosi sicuri di essere nel giusto, di fare tutto secondo natura, perché’ se la prendono allora se diciamo che e’ peccato? E il pudoreMa chi ci da’ questo senso del pudore? il credere comune? Io preferisco mettermi in secondo piano, preferisco leggere la parola di Dio e seguire quella, quella ci ha dato per millenni la strada, ci ha guidato fino a qui.
La mia speranza e’ che tra i giovani di quel liceo ci sia qualcuno che colga con senso critico tutta la faccenda e che magari stia un po’ dalla parte della prof.

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