Il Papa, il peccato e l’enciclica…

Il Papa ha publicato un nuovo documento sulle famiglie. Il clamore e’ tanto. Sulla stampa nazionale ci sono titoli a non finire sulle “aperture” del Papa. Le reazioni si possono classificare in 3 grossi gruppi :* persone normali, che vanno in chiesa quando se ne ricordano, che vivono l’era Bergolio sull’entusiasmo delle “aperture” , che trovano questo Papa simpatico,e ben venga il “voiamosi bene”

* i cattolici praticanti si dividono poi in altri sottogruppi

    * quelli che rileggono i vari messaggi Vangelo alla mano ma che il Papa e’ infallibile e quindi ha sempre ragione… la fine dei loro ragionamenti finisce col tornare sempre e comunque sulla dotrina originale, a quello che dicevano San Pietro e San Paolo e a tutto quello che ne e’ conseguito. Quindi quello che scrive e dice Bergoglio e’ interpretabile come la sua volonta’ di rimanere sulla rotta tracciata da Pietro condita da un’apertura totale ma che i media travisano. I media travisano perche’ hanno l’occasione di poter travisare, le argomentazioni Papali e tutto e’ ampiamente interpretabile e distorcibile a come loro vogliono.

    * altri sono confusi. Non capiscono cosa stia scrivendo il Papa, non capiscono dove stia andando e tutti intorno sembrano felici ed entusiasti , “voiamosi bene” ancora di piu’ e poi lo dice il Papa.

    * ci sono altri che invece alzano un muro, si girano dall’altra parte, rimpiangono Ratzinger e Giovanni Paolo II. Non capiscono la direzione intrapresa. Parlano di una sovversione della chiesa stessa e di una sua imminente distruzione.

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E io? Ho dovuto viaggiare molto negli ultimi giorni e ho potute sentire la radio ufficiale tedesca che annunciava, con il solito rigore e freddezza , la svolta epocale del Papa. Poi hanno intervistato un comico , ateo , che in passato aveva fatto una farsa su San Paolo peche’ , diceva lui , colpevole della famosa lettera ai Romani in cui metteva al rogo i sodomiti. Questo comico diceva quindi che il Papa e’ simpatico, molto meglio del precedente , ma non ne e’ tanto sodisfatto. Infatti secondo lui non ci sono affermazioni sulle coppie omosessuali che , sempre secondo questo comico, fanno parte della soceta’ odierna, sono un dato di fatto . Il Pontefice infatti ha fatto questa apertura ai divorziati, perche’ non anche ai gay? Secondo questo infatti ci sono tanti cattolici gay che soffrono per questa loro esclusione dalla fede. 
Io rimanevo sempre piu´ confuso mentre macinavo chilometri sulle autostrade tedeche. Mi venivano alla mente varie immagini a partire da San Francesco che si buttava nei rovi , passando per i martiri cristiani sbranati dai leoni e arrivando a Massimiliano Kolbe che si offriva al posto di un padre di famiglia ai nazzisti. Che confusione, si dira´.

Il Papa vuole attiare piu’ persone possibili verso la chiesa e il suo intento sembra quello di voler piacere tutti e questo gli riesce. Tanti fuori dalla chiesa, fuori dal mondo cattolico , parlano di lui, lo approvano. Ma la chiesa ha un dottrina, delle regole secolari , una identificazione netta di cosa e’ peccato. E il mio problema nel recepire questo nuovo dcumento e´ proprio il rapporto con il peccato. Il peccato e’ quella cosa che ci allontana da noi stessi, che ci porta lontano dalla perfezione divina che abbiamo in noi , che ci avvicina alle bestie. Infrangere i 10 comandamenti e’ peccato e tanti pensano che per questo la chiesa ci dannera’ ci mette all’inferno, tanti pensano che nel passato la chiesa abbia soppresso la gente con il timore di farli andare all’inferno. In realta’ i 10 comandamenti ci sono stati dati per farci felici. Il Creatore ci ha detto : se rispetti queste 10 regole sarai felice. Il Creatore e’ sempre la’ infatti ad accoglierci , a perdonarci, a rimettere le cose a posto ma il peccato comunque rimarra’ nei nostro cuore e per togliercelo , secondo la tradizione, ci sara’ il purgatorio.

Bergolio invece nel suo documento annacqua un po’ tutto. Relativizza certi peccati , perdona. Il perdono e’ una gran cosa, il perdono e’ divino ma appunto spetta a Lui. Il Papa invece si pone di fronte all’umanita’ intera e dice “ma si dai , hai diritto a rifarti una vita, quello che e’ stato e’ stato , scordiamoci u passato…”. Ma come allora? Uno si sposa, poi magari non funziona …. “vede Padre non avevamo mai fatto sesso prima del matrimonio, come potevo sapere che non era bravo…. invece l’elettricista…sapesse… adesso mi sposo con lui….” “sa padre mio padre mi pichiava e per uscire di casa mi sono dovuta sposare con il primo che capitava….”

Tutti casi capibili, che fanno dire : eh si tu ti devi rifare una vita. Mi chiedo allora qual´ e’ la vita che vogliamo e di cui abbiamo diritto? Abbiamo diritto ad essere felici , a farci una famiglia? Diritto a procreare? Mi chiedo : il Creatore e’ questo che voleva?

Non dovremmo tendere alla santita’? Non dovremmo anche noi buttarci nei rovi per sfuggire alle tentazioni della carne? Al darsi ai leoni nel nome del nostro Dio sfuggendo magari a chi ci offra una scappatoia? A consegnarsi ai nazisti , consapevoli che il nostro Dio sarebbe stato li? Sacrificare la nostra vita per l’amor del nostro Dio che ci dice ,che ci scrive nei nostri cuori  , senza bisogno di procolami , cosa sia giusto? Questo documento del Papa e’ un po’ come dire : si siamo umani, sbagliamo tutti , meglio volare basso. Siamo sicuri di non voler piu’ cercare le stelle?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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360 giorni all’alba…

Si signore tente… E la burba si innarcava rigida nella sua uniforme piú grande di quello che doveva essere….

360 giorni all’alba, uno per uno si contavano quei giorni.

Quando ero piccolo ho visto qualche film sulla leva militare. I ricordi sono confusi ma si raccontava sempre degli scherzi che i ‘nonni’ facevano alle burbe, gli allenamenti, il poligono di tiro. Tutti ricordi sbiaditi e quando tocco poi a ma fare i militare optai per il servizio civile. Giocare al soldato non me sentivo proprio e non avrei voluto mai trovarmi nella condizione di dover uccidere qualcuno. La leva un ricordo.
A volte leggo che l’informazione in italia è pilotata, è di regime. Che centra tutto questo? Una nostra amica italiana qui in Germania ci ha detto che suo figlio di 17 anni ha ricevuto la cartolina per i tre giorni! Lei vive con la famiglia in Germania da 20 anni ma suo figlio ha ancora la cittadinanza italiana e , dopo il decreto dello scorso luglio della ministra Pinotti, farà i militari! Parola diventata antica ma sarà cosi. Quello che mi chiedo : come mai non si legge un rigo sulla stampa? Come mai non c’e un servizio del telegiornale? A volte fanno servizi ‘riempitivi’ parlando che so, di come i cani perdano più pelo, o come preparassi alla prova costume o puttanate del genere ma del fatto che migliaia di giovani debbano riprendere in mano un arma…. Nulla? Giovani , al plurale : infatti la leva sara´ per maschi e femmine!
E ci pensate alle caserme? Tutti a rispolverare le bici dei bersaglieri, a rimettere in pennacchi, a cucire divise, stampare elmetti…. Ma non avevamo finito i soldi

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Sono nessuno!!!

Lo gridava Ulisse al ciclope.

Lunedì mattina come tanti. I bimbi che si preparano di corsa. Io faccio la doccia dopo la colazione, scendo le scale. Preparo la borda, metto dentro i panini. Cerco il marsupio in pelle. Mi è caro dato che l’ho comprato all’inizio della nostra avventura tedesca, ormai quasi sei anni fa. Sul piano non c’e. Cerco sul mobile bianco li vicino ma anche li non c’e. Lo avrà preso Sara? Ieri ,domenica, siamo stati a messa in una parrocchia di italiani a mezz’ora di strada. Dopo la messa ci siamo ritrovati con il parroco italiano per bere un caffè e scambiate qualche battuta. L’atmosfera era rilassata, i nostri bimbi si sono abbuffati di torte e hanno fatto il solito marasma. Sicuramente il marsupio è rimasto nel passeggino, basta che io vada in macchina a cercarlo. Inizia a fare tardi, mi affretto ad aprire la machina, rovisto in quello che dovrebbe essere un baule ma che si trasforma sempre più in un immondezzaio tra cartacce, mele avanzare, bucce di banane. Cerco e ricerco ma il marsupio non c’e. Che fare? Del gruppo di italiani che abbiamo incontrato domenica ho un numero. Che sia aperta adesso la parrocchia? Sono le 7:30 ma la chiamo lo stesso e dopo qualche tentativo mi dà il numero della custode. La chiamo, magari mi evito di andare là ma nulla. Scatta sempre la segreteria. Nel marsupio ho tutto: carta d’identità, carte di credito, patente, tessera per donare il sangue, un paio di cavi usb e anche un crocefisso. Come faccio ad andare a lavorare? Esco di casa diretto a quella parrocchia. Non ho la patente ma che posso farci? Durante il percorso realizzo che sono nessuno. Un sacco di pensieri affollano la mia mente. Ho perso la patente ed è ancora italiana ma sono residente all’estero quindi non posso più rifarla in italia. Dovrei recarmi presso l’ufficio preposto qui in Germania e spiegare l’accaduto ma che documento potrei mostrare? Come farei a dimostrare che io sono io? Dovrei andare all’anagrafe e richiedere un certificato di nascita? In tasca ho 5€ che ho raccattato nella tasca di emergenza che ho nella borsa. Sono sempre nessuno. Ho perso anche la carta d’identità, come faro a rifarla? Devo andare al consolato? Che cavolo di documento potro mostrare? In quel momento il display della macchina mostra che sono in riserva. Sono a metà strada per arrivare a quella parrocchia e sono in riserva. Penso ai 5€ che ho in tasca. Premo il pulsante per scorrere nei vari menu del display della macchina: 30km di autonomia. Me ne mancano 15 ad arrivare. Se là c’e il mio marsupio poi farò il pieno. E se non c’e? Rallento la marcia. Mi sento sempre nessuno! Ma dov’e che mi sto recando? Per fortuna che ho la posizione sul navigatore del giorno prima altrimenti non saprei come arrivare a quella chiesa. E se mi fermano per un controllo? Come facci a dire dove ho perso i documenti se non so neanche come si chiama quel paesino? Sara mi chiama : non ha trovato nulla in casa ma mi da una speranza. A casa infatti ho il passaporto. Quello potrebbe essere un filo per riprendere la mia identità perduta. 
Arrivo finalmente alla chiesa. Sembra tutto deserto. Lunedì mattina alle 8! Scendo dalla macchina e cerco per terra sperando di vedere qualcosa. Mi dirigo verso la sala in cui abbiamo pasteggiato. Suono e qualcuno mi apre. Spiego il caso e finalmente la custode mi accompagna in quella sala dove potrei riprendere la mia identità… Cerchiamo sulle sedie, sotto i tavolo. Ci sono ancora per terra le briciole che abbiamo fatto il giorno prima ma del mio marsupio nulla! Lascio il mio numero di telefono in caso trovino qualcosa e riprendo la strada per Koblenz. In tasca sempre 5€ , l’autonomia della macchina cala, il mio piede sempre più leggero. Per fortuna tutta la strada è in discesa, per fortuna arrivo in vista del Reno e dei suoi ponti. Decido di andare dalla Polizia, non c’e altro da fare che denunciare lo smarrimento. Allo sportello mi dicono che in questi casi bisogna andare al comune, nel centro città. Ho sempre e i solo 5€ in tasca e se mi chiedono spese o bolli vari? Decido di tornare a casa. A casa Sara mi ha preparato un nuovo portafogli con qualche soldo e il passaporto. Chiamo la banca, in pochi minuti e la carta è bloccata. Ne spediranno una in pochi giorni. Torniamo io e Sara in entrata, ho la giacca addosso per tornare a sbrigare tutte le pratiche nei vari uffici. Chissà dov’e finito il mio marsupio? Poi Sara vede a terra uno zaino piccolo piccolo verde che Annamaria, la nostra bimba di due anni, a volte lo usa per giocare e ci mette dentro di tutto. Lo solleva, lo sente stranamente pesante e….. Li dentro in tutto quel tempo in tutto quel parapiglia c’era il mio marsupio, la mia identità, le mie cose care, le foto dei bimbi, il crocifisso di don Carlo…. In tutto quel tempo è stato davanti a noi.

Un sorriso nasce sui nostri volti. E non so dire altro a Sara: “quando torna Annamaria riempila di baci!” E nella strada che faccio per correre al lavoro rivedo me in macchina che lascia il marsupio tra i sedili e poi io che la scarico dalla macchina e lei che aveva sulle spalle quel piccolissimo zaino verde. E non è stupendo? Pensare agli intrecci , alle avventure che si hanno in una famiglia , all’aiutarsi, al trovare una soluzione, al sorridere di tutto.  

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Ai giochi addio….

Entro in macchina, collego il cellulare alla radio e parto. Il telefono cercherà una canzone a caso per me, per accompagnarmi a casa dopo il lavoro. La musica esce dolce. La conosco bene. La sua dolcezza si spande piano piano. Il mio cuore regge poi quando il cantante dice ‘ai giochi addio….’ Non ce la faccio piu. Gli occhi mi si inumidiscono, una stretta forte al cuore. Ripenso al giorno del funerale di Virginia. Nella sala antistante la cappella c’era quella canzone. Una canzone malinconica. Una canzone che ricollego a quel mattoncino lego che le avevamo lasciato nella mano sinistra. Un lego con cui amava giocare, che teneva stretto anche quando la malattia se la stava portando via. E penso che quel lego è ancora là vicino a lei e io non sono riuscito a fare niente affinché lei potesse ancora giocare, potesse ancora restare bambina. Quanto mi mancano quei momenti in cui entravo in ospedale e lei contenta mi sorrideva. Quanto mi. Mancano quei momenti in cui la prendevo fra le braccia e le davo tanti baci sulla fronte. Momenti e attimi che sono scolpiti per sempre nella mia anima. Cicatrici che fanno un disegno che nessuno può capire. Solchi che attraversano la mia vita e che fanno quello che sono. Allora lì , dentro a uno di questi solchi, mi accorgo sempre di più come tutto sia bello e fantastico , mi accorgo sempre di più come debba ringraziare di tutto il disegno che Lui ha avuto su di me.Dio ha scelta e come dice la canzone … ‘Tu attendi un ospite 

favoloso e incognito, non sai che nome ha ‘… Penso sempre che quell’ospite fosse Gesù e che Lui voleva Virginia per se e non poteva essere altrimenti.

La canzone finisce, il mio viso è pieno di lacrime. Il cellulare me cerca un’altra ma in realtà mette su la stessa. Io ripercorro ancora con il mio cuore i passi della canzone. Forse ce l’ho due volte nella libreria delle canzoni, tanto vale aspettare la prossima. Ma non c’e una prossima il telefono mette su continuamente solo e quella canzone. Forse i bimbi hanno giocato con l’apparecchio qualche giorno fa’. O forse io ho ascoltato quella canzone la settimana scorsa. O forse Virginia è venuta a salutarmi e le lacrime non sono più cosi salate e amare ma diventano un grazie, ancora grazie. 

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Modernitá dilagante.

Ho letto un articolo tratto dalla repubblica: https://triskel182.wordpress.com/2016/02/22/perche-ho-dato-un-figlio-a-unaltra-federica-bianchi/#more-85816

La giornalista intervista via skype delle orgogliose mamme-cicogna, come si definiscono loro, americane. Con tono trionfale, la stessa giornalista confeziona e le descrive anche nei dettagli. Donne sicure di se, spigliate anche con una cultura. Ne viene fuori un quadro rassicurante, uno sguardo su quello che deve essere il nostro futuro ma non ce l’ho fatta. A un certo punto sono stato preso quasi da conati di vomito e non sono riuscito a finire l’articolo. Una dice che per lei è come diventato un lavoro. Che il fatto di farsi mettere in conta per altre coppie, è un piacere e che gli da la possibilità di occuparsi stando a casa del marito e degli altri due figli. Un’altra dice che ha la fortuna di essere fertile e vuole condividere questa fortuna anche con le coppie gay, è già alla terza gravidanza surrogata. Cultura, una donne piene di possibilità, non si sentono sfruttate, è una scelta. Una infatti la giornalista la definisce al limite della povertà, quella che ha studiato invece è laureata in sessuologia. Proprio un bel quadro. Questo è il futuro, questo è quello che ci aspetta: donne che fanno da contenitore per altre coppie per scelta, per emancipazione, per aver un lavoro stando a casa. Ma lei che lavoro fa? A i sto sul divano e covo, aspetto che il bambino arrivi a termine. Ma e i bambini? Vengono descritti , sempre in questo articolo, i bambini attorno a queste mamme. Perché queste mamme fanno bambini per gli altri ma ne hanno un paio di scorta anche oer loro, giusto per non sentirsi sole. E uno di questi si ammala di cancro. Caspita e che succede? Una coppia che voleva un bimbo da questa donna si tira indietro, la donna contenitore fa figli fallati, vogliamo scherzare? 
E le descrizioni continuano con leggerezza: queste famiglie fatte da bambini di terzo letto, mamme che rimangono in conta ma che sottolineano che non saranno dei fratelli. Tutto perfetto. Io ho 42 anni e i miei si sono separati quando ne avevo 13. Mio padre non lo vedo da 10 anni o più perché sembra sparito. Tutto questo è dentro di me, è una mancanza che ho , che mi ha reso più forte contro la vita ma è pur sempre una ferita che si è trasformata in una cicatrice. Come se in un muro di pietra mancassero dei mattoni. I bambini imparano a convivere con le cicatrici, imparano e diventano più forti e reagiscono ma le cicatrici rimangono. Cosa sarà di questi?
Perchè tutto queto fervore , quero impegno , queto scomodarsi di premi Nobe, di persone di cultura sul dare dei bambini a tutti comunque e dovunque non …. Ci si impegna a vietar la pena di morte? Proprio là in quel paese preso da tutti come faro di civiltà che è l’america si mandano ogni anno persone a fargli un’inieIone letale, a sterminarli con le persone dietro il vetro che guardano che faccia fa’ il condannato. E da questi vogliamo prendere cosnigli di civiltà?
Povero mondo.

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Felicità = Sesso

Giornalismo. Penso sia una delle professioni più affascinanti e potenti dei giorni nostri. Con le lo notizie condite di opinioni si possono influenzare le masse, cambiare governi, abbattere industrie. Ho sempre pensato che PRESA DIRETTA fosse un pezzo di giornalismo pulito, senza fronzoli ma alla ricerca della verità. Poi questa trasmissione che mi ha profondamente deluso. Mio opinione e come tale, con la libertà dei nostri tempi, esprimibile. Speravo che PRESA DIRETTA fosse una trasmissione diversa, che ci si potesse fidare , che desse voce alle opinioni della gente, che non cercasse di indirizzare, di incanalare. Il tema era scottante: il sesso. E quindi la trasmissione ha fatto un polpettone unendo discorsi diversissimi uniti solo da un filo comune : sbeffeggiare i cattolici, renderli ridicoli , antiquati e superati, inutili. Ma il punto di partenza è stato sbagliato o forse mai capito. Il punto di partenza infatti dell’opinine comune sul sesso è che questo debba essere alla portata di tutti, che è una cosa giusta per raggiungere la felicita’. Ebbene si : raggiunger l’orgasmo è quello che conta e tutti debbono averne accesso. Due artisti gay qualche tempo fa a Padova volevano ‘fare l’amore’ su un tetto di un teatro davanti a tutti per celebrare appunto questo mito, questo simulacro moderno che ci siamo creati. In Belgio ad esempio portano le prostitute ai carcerati perché scopare è un diritto anche per i carcerati. 
E quindi nel servizio della trasmissione mandata in onda si facevano vedere maestri di scuola tedeschi a Berlino davanti a falli di gomma che insegnavano agli studenti a infilare il preservativo e in fondo sottolineavano : anche nelle scuole cattoliche l’educazione sessuale è obbligatoria. Noi abitiamo in Germania da piu di 5 anni ed è vero. L’educazione sessuale è obbligatoria, lo confermo ma nella trasmissione di PRESA DIRETTA si parlava anche ‘sentimentale’. Cosa ben diversa dalla realtà. La nostra figlia più grande , in quarta elementare ha fatto lezioni di educazione sessuale ma sono state a livello medico spiegando come sono fatti i maschi e le femmine e come avviene il concepimento. Senza falli di gomma, senza video sulla prima volta e… Rullii di tamburi… Prima di questa lezione è stata fatta una riunione con i genitori, tra i quali diversi mussulmani, sono stati mostrati i libri di testo e discusso quali utilizzare con i bambini. 
Nei vari servizi poi veniva sottolineato da professorone intervistate come l’italia sia retrograda, come sia antiquata nella parità fra i sessi. Ma non era una puntata sul sesso? Cosa centra la parità fra i sessi? A ma nel nord europa sono più avanti, lì si che c’e il progresso. Io riporto allora casi concreti, toccati e vissuti. Cosa succede nella civilissima Germania della cancelliera Merkel? 
Gli asili nido qui non esistono. La materna partiva da tre anni poi è stata fatta una riforma e ora hanno l’obbligo di prendere i bambini da due anni di età ma gli asili non si sono ancora preparati e nella nostra città, la nostra penultima figlia, ha trovato posto a due anni e mezzo. Se una donna è in cinta ha 14 mesi in cui può restare a casa , se ha i nonni vicino , cosa molto rara in Germania, torna al lavoro ma la maggior parte delle volte resta vicino al piccolo fino a quando non può portarlo all’asilo e in questo caso perde per la maggior parte delle volte il lavoro. L’asilo poi tiene i bimbi fino alle 14:00 ma sempre se l’asilo è predisposto al pranzo, altrimenti la mamma deve riprendere il bimbo. Quindi? Quindi la mamma si trova praticamente costretta, sempre se non ha nonni, a lavorare mezza giornata. E alle elementari? Anche quelle finiscono alle 13, alcune con una spesa aggiuntiva tengono il figlio parcheggiato per un paio d’ore ma è una cosa che alle tedesche non piace e lo fanno di solito le famiglie di immigrati. Dov’e sta parità allora? Se una donna vuole fare carriera rinuncia alla famiglia, rinuncia a fare figli ed ecco il crollo delle nascite qui in Germania. Perché non si parla di questo nelle trasmissioni in cui ci si indigna della parità fra uomo e donna? In italia salvano la situazione i nonni ma nell’europa del nord è diverso. Le famiglie si spostano da una città all’altra nella corsa al posto migliore, al successo. Allora ci sono donne fantastiche che fanno un passo indietro e decidono di dare la loro vita ai figli, si sacrificano, buttano al vento anni di studi, di impegno al lavoro per educare i figli. Mia moglie? Certo ma anche tante colleghe e amiche tedesche che abbiamo conosciuto. Donne che capiscono che il mondo che abbiamo fatto va cosi e non c’e altra soluzione, non c’e alternativa per non lasciare i figli in una vita vuota davanti alla tv o a qualcosa di peggio.
Ma torniamo alla trasmissione che doveva parlare di sesso e invece parla anche di teoria gender, del gioco dei ruoli. Ci sono accuse a destra e a manca che in quel gioco si dovevano insegnare ai bimbi come toccarsi, come masturbarsi. La psciologa che lo aveva inventato era l’ha. Perche non glielo hanno chiesto se davvero era cosi? Io so il motivo. Esiste infatti un documento ufficiale dell’OMS che spiega come si debba insegnare ai bambini la masturbazione, come possano avere piacere dal proprio corpo. Ma sono matto? Ecco il link : http://www4.ti.ch/fileadmin/DECS/DS/CERDD/Educazione_sessuale/Documenti_riferimento/Standard_per_l_educazione_sessuale_in_Europa_OMS.pdf
Da pagina 39 dello stesso c’è la matrice, ossia la spiegazione tematica di cosa bisogna insegnare ai bambini divisi per fascia di età. Ma non è pedofilia questa? Tenere lezioni come tema ‘la masturbazione precoce’ per bambini dagli 0 ai 4 anni?
Per questo la psicologa ha visto bene di inserire questo tipo di gioco: ce lo dice l’europa! Ma nella trasmissione questi dettagli di fondamentale importanza sono stati evitati, sono stati mostrati i cattolici ferventi come bigotti, antiquati, inutili, lontano dal mondo.
Ma perché questi maledetti cattolici si attaccano con le unghie a quelle leggi impolverate che hanno scritto sulla Bibbia, che San Paolo illuminato da nostro Signore ci ha lasciato? Perche noi cattolici siamo sicuri che seguendo le parole di nostro Signore si trova la felicita, quella vera. Quella che i signori dell’OMS pensano di trovare nel sesso ma che nessuno di questi spieghi o faccia immaginare che dietro al sesso c’e un sentimento. Eh no! Il manuale che viene dall’Europa per i sentimenti non serve, serve solo a insegnarci come esprimerci al meglio mentre si fa sesso. Che c’e di più importante? 
Tante tabelle, tanti scritti, parole che si avviluppano come quelle delle trasmissioni spazzatura , tutti a dire che dobbiamo preparare i ragazzi alla pornografia, che è dappertutto , …ma nessuno che dica che la prima volta è l’unica, che le cose belle vanno aspettate, vanno sudate, vanno prese nel momento giusto… Perchè la vera trasgressione di oggi è non concedersi.
E perche non fanno trasmissioni invitando anche i cuori puri?

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Presa diretta su rai tre di ieri sera e le balle sul gender – autore Sara

Ieri sera e´ stato affrontato l´argomento tanto spinoso dei tabu´ del sesso.

Il tema e´ stato trattato nel modo piu´ disarmonico, confusionale e fazioso che io abbia mai visto. Forse perche´ conosco bene l´argomento “gender”, ma ho assistito al tentativo di confondere il tema dell´educazione sessuale nella scuola con quello dell´insegnamento (o meglio indottrinamento) della teoria del gender a cui molti genitori si sono opposti. Ho assistito alla giornalista scandalizzata perche´ un genitore si arrogava il diritto di educare il proprio figlio senza voler delegare alla scuola tutto l´argomento. Perche´ la sinistra da sempre vuole che la famiglia sia totalmente esautorata dall´educazione dei figli, e questo e´ cosa nota a tutti. Ho assistito ad una giornalista che rimaneva allibita di fronte alla risposta cristallina data dal papa´ che aveva risposto al figlio di circa quattro anni su come nascono i bambini, dicendo che vengono quando papa´ e la mamma si amano. Forse la laureata di turno, che non conosco, ma da come si comportava , credo non abbia figli e neppure immaginazione, pensava che ad un bambino di quattro anni, il padre si metta a spiegare tutto , camasutra compreso?

Ho assistito al tentativo diabolico di far passare il messaggio che la teoria del gender punta alla parita´ dei sessi nel mondo del lavoro e delle opportunita´. Cosa che ovviamente riguarda in prima persona il mondo degli asili e dei bambini di tre anni….. , per questo i vari governi pervertiti lottano tanto per introdurla nelle scuole dell´infanzia!!

Se fossero stati onesti avrebbero dovuto dirvi che la teoria del gender prende le mosse da molto lontano, dallo schifoso sessantotto, che cerca di instillare dubbi fin da bambini sulla propria identita´ sessuale fino a dirci che possiamo scegliere ogni giorno i nostri gusti sessuali. Ci dovevano dire che i programmi ministeriali, europei e italiani la prevedono come programma all´interno dell´educazione sessuale per corrompere ogni ingenuita´, ogni innocenza, per stimolare la sessualita´ fin dall´asilo. Perche´ chi la ha inventata e´ sicuramente un malato sessuale e pervertito.

La nostra bella e illuminante trasmissione, che paghiamo con i nostri soldi, ci ha infinocchiato e riempito di balle.

Ci ha fatto vedere poi l´esempio della Germania titolando “educazione alla affettivita´ e alla sessualita´. Io abito in Germania, e vi posso dire che di affettivita´ non si parla, che si inizia con l´educazione sessuale in quarta elementare dove a volte e´ capitato che vengano distribuiti preservativi (come al figlio di una mia amica) che il bambino si porta a casa e mostra ai genitori. Lo lascia sul tavolo e poi se ne va a giocare a pallone… Non si parla di affettivita´, si parla solo e unicamente di sesso dal punto di vista prettamente medico. Negli anni successivi si parla poi solo di contraccezione. Lo avete visto nell´intervista dove il responsabile del consultorio vi e´ venuto a raccontare che insegna tutto, sul piano tecnico, e che poi viene contattato anche per l´uso della pillola del giorno dopo. Gia´, lo ha detto come se avesse parlato del paracetamolo o dell´aspirina. Poi si ostinano a non capire perche´ i genitori possano essere preoccupati per quello che viene insegnato e detto a scuola. Anche perche´ io sono stata alunna e mi ricordo che quello che dicevano a scuola era vangelo, quello che dicevano i genitori sullo stesso argomento era ampiamente discutibile. Anche i miei figli mi dicono: “lo ha detto la maestra”. Se i mie figli venissero a scuola dicendo che la maestra ha detto loro che e´ normale innamorarsi di una persona dello stesso sesso, non avrei dubbi e ritirerei i miei figli il giorno stesso da quella scuola. Cosi´ come se venisse loro insegnato che non ci sono differenze fra uomini e donne, come quella meravigliosa filosofa, intervistata nella trasmissione ha provato a sostenere. Quella deve avere tanti problemi personali se sostiene che con il gender le ragazze impareranno che possono essere quello che vogliono e arrivare dove vogliono. Io conosco solo donne di quel tipo, libere e intraprendenti. Le donne hanno gia´ vinto tante battaglie ma spesso a discapito della loro femminilita´. Questo sostiene Costanza Miriano nel suo bellissimo libro “Sposati e sii sottomessa” che la giornalista della trasmissione ha cercato di svilire e distorcere in ogni modo.

Che schifo! che grosso schifo! Scusate lo sfogo ma di fronte a quella trasmissione non si puo´ rimanere in silenzio. Come ho sentito su  Radio Maria oggi: il 30 gennaio , con il Family day ,  e´ nato un popolo che si vuol far sentire, che non vuole piu´ restare in silenzio e continuare a tapparsi le orecchie per non sentire lo schifo che propagandano e cosi´ io parlo e voglio urlare che e´ tutto sbagliato e che fingere che sia tutto normale perche´ e´ politicamente corretto e´ solo ipocrisia. Pensate che Renzi dieci anni fa era in Piazza con il Family Day contro i  DICO e oggi propone e spinge una legge sul matrimonio delle coppie omosessuali. E` proprio vero che la politica corrompe tutti, anche i cattolici

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