DJ Fabo , la vita e Dio.

 

Non volevo scrivere nulla su questo caso, sfuggivo la cosa. La sfuggivo perché mi ha colpito, come ha colpito tanti. Mi ha colpito perché mi sono immedesimato in quel ragazzo. Ho pensato come ci si trova a non poter vedere più´, a non per più´muoversi. Il girono prima una vita normale e poi bloccato, costretto su un letto.

Sono uscite tante discussioni tra me e qualche amico. Discussioni in cui ci ponevamo la stessa domanda : ma tu al suo posto cosa avresti fatto? Io non ho dubbi, non avevo dubbi , io avrei preso la croce sulle spalle, avrei percorso la china del calvario ma per tutti gli altri, ma proprio tutti non e´ cosi´.

Ma ho sempre sbagliato io. Ho sbagliato perché pudicamente non ho mai preso la discussione come credente ma ho cercato di convincere gli altri con discorsi logici, con discorsi di etica, di esempio positivo per la comunità ma tutto e´stato vano. Gli altri rispondevano che se si fossero trovati anche loro in quella condizione di farla finita in fretta. Tutti discorsi logici , tutti discorsi che giustificavano quello che DJFabo ha fatto. Il pensiero dominante? Non so come si chiama ma oggi giorno , per certi temi, sembra che la maggioranza la pensi tutta uguale., le voci fuori dal coro non ci sono e se ci sono sono ovattate , sono strane o arcaiche e radicali.

DJFabo ha vissuto la vita al limite: sport estremi , viaggi esotici, insomma una figata dietro l´altra. Altre vite sono molto più piatte, insignificanti e all´ombra della nostra società moderna ma a chi frega? A chi importa? Chi e´sulla cresta dell´onda vuol rimanerci a ogni costo e non c´e´ altro oltre all´onda e al vento fra i capelli. Tutti discorsi inutili che altri interlocutori non capiscono , non vogliono prendere un considerazione: quando si cade , si cade in quel modo in cui non rimane nulla , in cui , si dice, la vita non e´più´vita , meglio spegnerla. Meglio decidere quello che altri non possono o non vogliono.

Ma Dio invece dov´e´? Dove e´rimasto in tutto questo?

Purtroppo top mettiamo sempre in un angolo. Quasi fosse un parente scomodo, quello antipatico con cui non vogliamo parlare. Ci mettiamo quindi sopra a tutto e decidiamo anche per Lui.

Anche a me e´ capitato di precipitare, di cadere dall´onda. Di perdere il controllo della mia esistenza e di ritrovarmi con le ginocchia sbucciate e i sassi in bocca. Sono stato preso e mi ha messo una croce sulle spalle. Ma li´ in quel momento, quando stavo in ginocchio con la testa fra le mani Lui era li´. Lui mi ha confortato, ha lenito il mio dolore, mi ha dato il motivo del vivere, mi ha guarito. Non le ferite che avevo in quella caduta rovinosa verso il basso ma mi ha guarito dal mondo. Mi ha aperto gli occhi e mi ha fatto capire il motivo del vivere e dopo ripartire, riprendere in mano la vita e´stata una conseguenza.

Tutte le vite , proprio tutte, sono piene di croci : pesanti, leggere, lunghe, corte. Ogni´uno la sua. Oggi siamo convinti di potercela fare da solo, purtroppo non e´cosi´ ma abbiamo la fortuna di avere un Padre sempre pronto ad aspettarci, a curare le nostre ferite ed ad amarci. Sempre. Lui e´sempre li´.

2 commenti

Archiviato in Uncategorized

La Vita.

 

La vita ti investe, ti travolge, ti entra dentro e ti brucia poi ti butta in un angolo. La vita non si ferma, anche quando sei in quell´angolo lei e´li che ti guarda. Come un cucciolo di cane felice e sbavo so , aspetta che tu ti alzi.

Una volta stretto in quell´angolo ho realizzato quanto sono fortunato. In uno di quei momenti ho capito come sia fortunato ad avere fede. A credere in Dio che mi ha fatto e creato e messo li. Lui si mi ha fatto andare in quell´angolo. Mi ha dato la fortuna di potermi fermare, mi ha dato la possibilità di mettere la testa fra le mani e cercare dentro di me la risposta. Ma la risposta poi, non arriva mai da me. Arriva appunto da Lui. In quei momenti ho la possibilità di ascoltarlo. Ho la possibilità di abbassare la voce del mio ego e di cercare la Sua. E Lui , Lui nonostante tutti gli sbagli, nonostante tutte le cadute e tutte le volte che mi diceva , mi tirava in una direzione, nonostante tutte le mie promesse non mantenute, nonostante tutto questo … Lui e´li. E´li in quell´angolo vicino a me a consolarmi. A darmi forza, a curare le mie ferite.

E quindi guardo il cielo e lo vedo sempre più azzurro e lo vedo pieno , pieno di comprensione e amore che tra gli uomini non e´possibile sempre trovare e sento quindi di non essere solo e sento quindi che solo non lo ero mai.

E quindi , rialzandomi e guardando in faccia alla Vita che e´li e che vuole giocare con me, ho solo una domanda in testa.

Ma cosa ho fatto per meritarmi tutto questo?

2 commenti

Archiviato in Fede

Sie oppure lei o anzi du?

Il dare del Lei è una cosa che ho sempre trovato difficile. Infatti quando da bambino ho capito la differenza tra il lei e il tu , mi ha sempre dato un dubbio. Poi crescendo ho acquisito sicurezza e, fino agli ultimi anni in cui vivevamo in Italia, il tu era quasi automatico quando la controparte aveva la mia età oppure meno. Appunto dato che la mia età era la discriminante, crescendo diventava più facile. 

Poi la Germania e il tedesco.
Ricordo nei primi mesi in terra teutonica. Dovevo far cambiare olio alla mia auto. Un collega mi accompagnava e discutendo con il meccanico, forse ventenne, lo appellavo con il du. Avevo notato qualche rigidità nel ragazzo ma pensavo fosse dovuto al mio tedesco ancora stentato. 
Fuori dal concessionario poi il collega mi spiegava: in Germania bisogna sempre tenere le distanze indipendentemente dalla differenza di età bisogna darsi del Sie. Con la S grande! Ma come, se avrà avuto vent’anni , replicavo. Lui: non importa, si sarà sentito offeso dal fatto che gli davi del du. Questo mi colpì. Non volevo offendere nessuno! Anche il nostro capo ufficio di li a poco, ci diceva che lo potevamo appellare con il du, invece del classico Sie richiesto per la differenza tra i ruoli. La cosa mi stupì molto dato che fino a qualche settimana prima, comunicavo solo in inglese dove lo you con la y piccola si dice esattamente come lo You con la y grande.
Da allora ho cominciato a dare del Sie a partire da commessi di 16 anni all’insù. Il Sie rimaneva anche tra genitori di scuola e rigorosamente con gli insegnanti. E per passare al du? Lo si chiede gentilmente poi ci si presenta dicendo questa volta il nome e stringendosi la mano. Cioè fino a cinque minuti prima ci si chiamava per cognome e dopo ci si chiama per nome. Strano? Si ma almeno chiaro e limpido. Nessun dubbio legato all’età o alla carica sociale.
I mesi sono passati, ho cambiato lavoro, ho incontrato molta più gente e visitato molta più Germania. 
Mi trovavo nel basso Bayern per una fiera in cui presentavo una nostra nuova macchina. I clienti numerosi passavano dal nostro stand a chiedere informazioni. Dopo due battute mi rivolgevano subito il du. Sul momento non capivo.
Mi sentivo strano, quasi offeso come il ragazzo del concessionario di cui sopra. Forse perché sono italiano? Mi discriminano? 
Piano piano ho capito. La gente nel Bayern dal il du per farti sentire uno di loro, per abbassare le barriere e perdere quindi le distanze, per esserti vicino. Ma che bello! Allora du a tutti!!!

7 commenti

Archiviato in Uncategorized

Il Papa, il peccato e l’enciclica…

Il Papa ha publicato un nuovo documento sulle famiglie. Il clamore e’ tanto. Sulla stampa nazionale ci sono titoli a non finire sulle “aperture” del Papa. Le reazioni si possono classificare in 3 grossi gruppi :* persone normali, che vanno in chiesa quando se ne ricordano, che vivono l’era Bergolio sull’entusiasmo delle “aperture” , che trovano questo Papa simpatico,e ben venga il “voiamosi bene”

* i cattolici praticanti si dividono poi in altri sottogruppi

    * quelli che rileggono i vari messaggi Vangelo alla mano ma che il Papa e’ infallibile e quindi ha sempre ragione… la fine dei loro ragionamenti finisce col tornare sempre e comunque sulla dotrina originale, a quello che dicevano San Pietro e San Paolo e a tutto quello che ne e’ conseguito. Quindi quello che scrive e dice Bergoglio e’ interpretabile come la sua volonta’ di rimanere sulla rotta tracciata da Pietro condita da un’apertura totale ma che i media travisano. I media travisano perche’ hanno l’occasione di poter travisare, le argomentazioni Papali e tutto e’ ampiamente interpretabile e distorcibile a come loro vogliono.

    * altri sono confusi. Non capiscono cosa stia scrivendo il Papa, non capiscono dove stia andando e tutti intorno sembrano felici ed entusiasti , “voiamosi bene” ancora di piu’ e poi lo dice il Papa.

    * ci sono altri che invece alzano un muro, si girano dall’altra parte, rimpiangono Ratzinger e Giovanni Paolo II. Non capiscono la direzione intrapresa. Parlano di una sovversione della chiesa stessa e di una sua imminente distruzione.

    * 

E io? Ho dovuto viaggiare molto negli ultimi giorni e ho potute sentire la radio ufficiale tedesca che annunciava, con il solito rigore e freddezza , la svolta epocale del Papa. Poi hanno intervistato un comico , ateo , che in passato aveva fatto una farsa su San Paolo peche’ , diceva lui , colpevole della famosa lettera ai Romani in cui metteva al rogo i sodomiti. Questo comico diceva quindi che il Papa e’ simpatico, molto meglio del precedente , ma non ne e’ tanto sodisfatto. Infatti secondo lui non ci sono affermazioni sulle coppie omosessuali che , sempre secondo questo comico, fanno parte della soceta’ odierna, sono un dato di fatto . Il Pontefice infatti ha fatto questa apertura ai divorziati, perche’ non anche ai gay? Secondo questo infatti ci sono tanti cattolici gay che soffrono per questa loro esclusione dalla fede. 
Io rimanevo sempre piu´ confuso mentre macinavo chilometri sulle autostrade tedeche. Mi venivano alla mente varie immagini a partire da San Francesco che si buttava nei rovi , passando per i martiri cristiani sbranati dai leoni e arrivando a Massimiliano Kolbe che si offriva al posto di un padre di famiglia ai nazzisti. Che confusione, si dira´.

Il Papa vuole attiare piu’ persone possibili verso la chiesa e il suo intento sembra quello di voler piacere tutti e questo gli riesce. Tanti fuori dalla chiesa, fuori dal mondo cattolico , parlano di lui, lo approvano. Ma la chiesa ha un dottrina, delle regole secolari , una identificazione netta di cosa e’ peccato. E il mio problema nel recepire questo nuovo dcumento e´ proprio il rapporto con il peccato. Il peccato e’ quella cosa che ci allontana da noi stessi, che ci porta lontano dalla perfezione divina che abbiamo in noi , che ci avvicina alle bestie. Infrangere i 10 comandamenti e’ peccato e tanti pensano che per questo la chiesa ci dannera’ ci mette all’inferno, tanti pensano che nel passato la chiesa abbia soppresso la gente con il timore di farli andare all’inferno. In realta’ i 10 comandamenti ci sono stati dati per farci felici. Il Creatore ci ha detto : se rispetti queste 10 regole sarai felice. Il Creatore e’ sempre la’ infatti ad accoglierci , a perdonarci, a rimettere le cose a posto ma il peccato comunque rimarra’ nei nostro cuore e per togliercelo , secondo la tradizione, ci sara’ il purgatorio.

Bergolio invece nel suo documento annacqua un po’ tutto. Relativizza certi peccati , perdona. Il perdono e’ una gran cosa, il perdono e’ divino ma appunto spetta a Lui. Il Papa invece si pone di fronte all’umanita’ intera e dice “ma si dai , hai diritto a rifarti una vita, quello che e’ stato e’ stato , scordiamoci u passato…”. Ma come allora? Uno si sposa, poi magari non funziona …. “vede Padre non avevamo mai fatto sesso prima del matrimonio, come potevo sapere che non era bravo…. invece l’elettricista…sapesse… adesso mi sposo con lui….” “sa padre mio padre mi pichiava e per uscire di casa mi sono dovuta sposare con il primo che capitava….”

Tutti casi capibili, che fanno dire : eh si tu ti devi rifare una vita. Mi chiedo allora qual´ e’ la vita che vogliamo e di cui abbiamo diritto? Abbiamo diritto ad essere felici , a farci una famiglia? Diritto a procreare? Mi chiedo : il Creatore e’ questo che voleva?

Non dovremmo tendere alla santita’? Non dovremmo anche noi buttarci nei rovi per sfuggire alle tentazioni della carne? Al darsi ai leoni nel nome del nostro Dio sfuggendo magari a chi ci offra una scappatoia? A consegnarsi ai nazisti , consapevoli che il nostro Dio sarebbe stato li? Sacrificare la nostra vita per l’amor del nostro Dio che ci dice ,che ci scrive nei nostri cuori  , senza bisogno di procolami , cosa sia giusto? Questo documento del Papa e’ un po’ come dire : si siamo umani, sbagliamo tutti , meglio volare basso. Siamo sicuri di non voler piu’ cercare le stelle?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

10 commenti

Archiviato in Uncategorized

360 giorni all’alba…

Si signore tente… E la burba si innarcava rigida nella sua uniforme piú grande di quello che doveva essere….

360 giorni all’alba, uno per uno si contavano quei giorni.

Quando ero piccolo ho visto qualche film sulla leva militare. I ricordi sono confusi ma si raccontava sempre degli scherzi che i ‘nonni’ facevano alle burbe, gli allenamenti, il poligono di tiro. Tutti ricordi sbiaditi e quando tocco poi a ma fare i militare optai per il servizio civile. Giocare al soldato non me sentivo proprio e non avrei voluto mai trovarmi nella condizione di dover uccidere qualcuno. La leva un ricordo.
A volte leggo che l’informazione in italia è pilotata, è di regime. Che centra tutto questo? Una nostra amica italiana qui in Germania ci ha detto che suo figlio di 17 anni ha ricevuto la cartolina per i tre giorni! Lei vive con la famiglia in Germania da 20 anni ma suo figlio ha ancora la cittadinanza italiana e , dopo il decreto dello scorso luglio della ministra Pinotti, farà i militari! Parola diventata antica ma sarà cosi. Quello che mi chiedo : come mai non si legge un rigo sulla stampa? Come mai non c’e un servizio del telegiornale? A volte fanno servizi ‘riempitivi’ parlando che so, di come i cani perdano più pelo, o come preparassi alla prova costume o puttanate del genere ma del fatto che migliaia di giovani debbano riprendere in mano un arma…. Nulla? Giovani , al plurale : infatti la leva sara´ per maschi e femmine!
E ci pensate alle caserme? Tutti a rispolverare le bici dei bersaglieri, a rimettere in pennacchi, a cucire divise, stampare elmetti…. Ma non avevamo finito i soldi

5 commenti

Archiviato in Uncategorized

Sono nessuno!!!

Lo gridava Ulisse al ciclope.

Lunedì mattina come tanti. I bimbi che si preparano di corsa. Io faccio la doccia dopo la colazione, scendo le scale. Preparo la borda, metto dentro i panini. Cerco il marsupio in pelle. Mi è caro dato che l’ho comprato all’inizio della nostra avventura tedesca, ormai quasi sei anni fa. Sul piano non c’e. Cerco sul mobile bianco li vicino ma anche li non c’e. Lo avrà preso Sara? Ieri ,domenica, siamo stati a messa in una parrocchia di italiani a mezz’ora di strada. Dopo la messa ci siamo ritrovati con il parroco italiano per bere un caffè e scambiate qualche battuta. L’atmosfera era rilassata, i nostri bimbi si sono abbuffati di torte e hanno fatto il solito marasma. Sicuramente il marsupio è rimasto nel passeggino, basta che io vada in macchina a cercarlo. Inizia a fare tardi, mi affretto ad aprire la machina, rovisto in quello che dovrebbe essere un baule ma che si trasforma sempre più in un immondezzaio tra cartacce, mele avanzare, bucce di banane. Cerco e ricerco ma il marsupio non c’e. Che fare? Del gruppo di italiani che abbiamo incontrato domenica ho un numero. Che sia aperta adesso la parrocchia? Sono le 7:30 ma la chiamo lo stesso e dopo qualche tentativo mi dà il numero della custode. La chiamo, magari mi evito di andare là ma nulla. Scatta sempre la segreteria. Nel marsupio ho tutto: carta d’identità, carte di credito, patente, tessera per donare il sangue, un paio di cavi usb e anche un crocefisso. Come faccio ad andare a lavorare? Esco di casa diretto a quella parrocchia. Non ho la patente ma che posso farci? Durante il percorso realizzo che sono nessuno. Un sacco di pensieri affollano la mia mente. Ho perso la patente ed è ancora italiana ma sono residente all’estero quindi non posso più rifarla in italia. Dovrei recarmi presso l’ufficio preposto qui in Germania e spiegare l’accaduto ma che documento potrei mostrare? Come farei a dimostrare che io sono io? Dovrei andare all’anagrafe e richiedere un certificato di nascita? In tasca ho 5€ che ho raccattato nella tasca di emergenza che ho nella borsa. Sono sempre nessuno. Ho perso anche la carta d’identità, come faro a rifarla? Devo andare al consolato? Che cavolo di documento potro mostrare? In quel momento il display della macchina mostra che sono in riserva. Sono a metà strada per arrivare a quella parrocchia e sono in riserva. Penso ai 5€ che ho in tasca. Premo il pulsante per scorrere nei vari menu del display della macchina: 30km di autonomia. Me ne mancano 15 ad arrivare. Se là c’e il mio marsupio poi farò il pieno. E se non c’e? Rallento la marcia. Mi sento sempre nessuno! Ma dov’e che mi sto recando? Per fortuna che ho la posizione sul navigatore del giorno prima altrimenti non saprei come arrivare a quella chiesa. E se mi fermano per un controllo? Come facci a dire dove ho perso i documenti se non so neanche come si chiama quel paesino? Sara mi chiama : non ha trovato nulla in casa ma mi da una speranza. A casa infatti ho il passaporto. Quello potrebbe essere un filo per riprendere la mia identità perduta. 
Arrivo finalmente alla chiesa. Sembra tutto deserto. Lunedì mattina alle 8! Scendo dalla macchina e cerco per terra sperando di vedere qualcosa. Mi dirigo verso la sala in cui abbiamo pasteggiato. Suono e qualcuno mi apre. Spiego il caso e finalmente la custode mi accompagna in quella sala dove potrei riprendere la mia identità… Cerchiamo sulle sedie, sotto i tavolo. Ci sono ancora per terra le briciole che abbiamo fatto il giorno prima ma del mio marsupio nulla! Lascio il mio numero di telefono in caso trovino qualcosa e riprendo la strada per Koblenz. In tasca sempre 5€ , l’autonomia della macchina cala, il mio piede sempre più leggero. Per fortuna tutta la strada è in discesa, per fortuna arrivo in vista del Reno e dei suoi ponti. Decido di andare dalla Polizia, non c’e altro da fare che denunciare lo smarrimento. Allo sportello mi dicono che in questi casi bisogna andare al comune, nel centro città. Ho sempre e i solo 5€ in tasca e se mi chiedono spese o bolli vari? Decido di tornare a casa. A casa Sara mi ha preparato un nuovo portafogli con qualche soldo e il passaporto. Chiamo la banca, in pochi minuti e la carta è bloccata. Ne spediranno una in pochi giorni. Torniamo io e Sara in entrata, ho la giacca addosso per tornare a sbrigare tutte le pratiche nei vari uffici. Chissà dov’e finito il mio marsupio? Poi Sara vede a terra uno zaino piccolo piccolo verde che Annamaria, la nostra bimba di due anni, a volte lo usa per giocare e ci mette dentro di tutto. Lo solleva, lo sente stranamente pesante e….. Li dentro in tutto quel tempo in tutto quel parapiglia c’era il mio marsupio, la mia identità, le mie cose care, le foto dei bimbi, il crocifisso di don Carlo…. In tutto quel tempo è stato davanti a noi.

Un sorriso nasce sui nostri volti. E non so dire altro a Sara: “quando torna Annamaria riempila di baci!” E nella strada che faccio per correre al lavoro rivedo me in macchina che lascia il marsupio tra i sedili e poi io che la scarico dalla macchina e lei che aveva sulle spalle quel piccolissimo zaino verde. E non è stupendo? Pensare agli intrecci , alle avventure che si hanno in una famiglia , all’aiutarsi, al trovare una soluzione, al sorridere di tutto.  

3 commenti

Archiviato in Uncategorized

Ai giochi addio….

Entro in macchina, collego il cellulare alla radio e parto. Il telefono cercherà una canzone a caso per me, per accompagnarmi a casa dopo il lavoro. La musica esce dolce. La conosco bene. La sua dolcezza si spande piano piano. Il mio cuore regge poi quando il cantante dice ‘ai giochi addio….’ Non ce la faccio piu. Gli occhi mi si inumidiscono, una stretta forte al cuore. Ripenso al giorno del funerale di Virginia. Nella sala antistante la cappella c’era quella canzone. Una canzone malinconica. Una canzone che ricollego a quel mattoncino lego che le avevamo lasciato nella mano sinistra. Un lego con cui amava giocare, che teneva stretto anche quando la malattia se la stava portando via. E penso che quel lego è ancora là vicino a lei e io non sono riuscito a fare niente affinché lei potesse ancora giocare, potesse ancora restare bambina. Quanto mi mancano quei momenti in cui entravo in ospedale e lei contenta mi sorrideva. Quanto mi. Mancano quei momenti in cui la prendevo fra le braccia e le davo tanti baci sulla fronte. Momenti e attimi che sono scolpiti per sempre nella mia anima. Cicatrici che fanno un disegno che nessuno può capire. Solchi che attraversano la mia vita e che fanno quello che sono. Allora lì , dentro a uno di questi solchi, mi accorgo sempre di più come tutto sia bello e fantastico , mi accorgo sempre di più come debba ringraziare di tutto il disegno che Lui ha avuto su di me.Dio ha scelta e come dice la canzone … ‘Tu attendi un ospite 

favoloso e incognito, non sai che nome ha ‘… Penso sempre che quell’ospite fosse Gesù e che Lui voleva Virginia per se e non poteva essere altrimenti.

La canzone finisce, il mio viso è pieno di lacrime. Il cellulare me cerca un’altra ma in realtà mette su la stessa. Io ripercorro ancora con il mio cuore i passi della canzone. Forse ce l’ho due volte nella libreria delle canzoni, tanto vale aspettare la prossima. Ma non c’e una prossima il telefono mette su continuamente solo e quella canzone. Forse i bimbi hanno giocato con l’apparecchio qualche giorno fa’. O forse io ho ascoltato quella canzone la settimana scorsa. O forse Virginia è venuta a salutarmi e le lacrime non sono più cosi salate e amare ma diventano un grazie, ancora grazie. 

5 commenti

Archiviato in Uncategorized