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Domenica.

Qualche tempo fa abbiamo visto il film basato su una storia vera come da titolo. Questo racconta di un predicatore americano che a un certo punto della sua vita ha una crisi, pensa di parlare con Dio.

Questo predicatore e´speciale, e´bravo , trascina le folle, e´simpatico e ha migliaia che lo seguono.

La rivelazione gli viene mentre alla sera, cercando di far dormire il suo bambino, vede in TV Bambini che muoiono di fame in Africa. Guardando quei bambini inermi si chiede : ma loro saranno salvati? Gesu´e´venuto anche per loro?  Come faranno a salvarsi se nessuno gli ha annunciato il Vangelo. Di botto inizia a cercare nel Vangelo e trova diversi passi che confermano che tutti saremo salvati. 

La domenica successiva facendo la predica annuncia questo messaggio per se rivoluzionario : siamo gia´tutti salvati. Senza fare sacrifici, pregare, andare a Messa. 

Da quel momento inizia per lui un calvario che lo portera´ad uscire dalla chiesa , di stile luterano, di cui fa parte. Si getta quindi ad aiutare drogati e prostituite. Inizia ad accogliere tutti , da vita quindi a quello che viene detto a una chiesa inclusiva dove il peccatore viene accolto a braccia aperte e dove si dice che appunto che tutti siamo stati gia´ salvati da Gesu´ e dal suo sacrificio. Costruisce spiritualmente una chiesa che non e´piu´basata su regole rigide ma tutti sono accettati per quello che sono. 

Il film e´lento a volte noioso e non ha ritmo. A parte questo giudizio mio personale , la tematica e´molto interessante: Gesu´ si e´fatto mettere i croce per noi, siamo quindi gia´ salvati? Ha fatto tana libera tutti? 

Il Padre nostro che e´nei cieli ha un cuore enorme, e´sempre pronto a correrci incontro , a far ammazzare il capretto buono appena noi decidiamo di tornare a casa ma la decisione spetta a noi. Lui ci ama cosi´ tanto che ci ha dato tutta la libertà che vogliamo, anche quella di rifiutarlo, di prendere tutto quanto ci spetta e allontanarci. 

Quindi si , siamo stati tutti salvati da Gesu´ma quando sara´ora del pranzo , non possiamo presentarci con un vestito rotto o sporco. Quando Lui ci chiamerà , se non saremo a posto, se non avremmo rifiutato il peccato , se non saremmo preparati a dovere , allora saremo noi che non reggeremo la luce del nostro Signore e per paura ci nasconderemo in un buco piu´lontano possibile, scapperemo da Lui per andare appunto dove Lui non c´e´, ossia all´Inferno. 

Quindi non capisco il sentiero che ha intrapreso questo predicatore che si sta portando dietro tanta gente senza condannare il peccato. Sembra di rivedere una scena del film „Poseidon“ in cui una nave che si ribalta in seguito a un´onda anomale. Con la nave a pancia in su un manipolo di uomini cerca di risolvere verso l´elica, dove si spera la chiglia sia piu´sottile e li possano far evacuare. In questa odissea incontrano una colonna di persone guidata da un pastore che li porta tutti nella direzione sbagliata, appunto all´inferno!

Il Signore nostro e´pronto a perdonarci ma avremo l ´umiltà di chiedere il Suo perdono? Avremo il cuore pronto per poterlo riconoscere? Ci sentiremo veramente pentiti per farci abbracciare da Lui?

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Le Dioincidenze continuano: Matilde, Alfie e Virginia

27 aprile 2018 ore 20.50 . Io e Michele siamo in Chiesa, stasera le chiese sono aperte e il Santissimo e´´ esposto per l´adorazione. Capita 4 volte all´anno ed e´ sempre bellissimo.  Mi trovo in ginocchio davanti a Lui e Gli parlo. Lo ocntemplo e sento una pace enorme.

Passano i minuti e ad un tratto il pensiero va a Matilde, una delle infermiere che si occupava di Virginia quando eravamo in ospedale con lei. Il Desiderio di rivederla, credo che siano i due anni che non ci vediamo.

Poi mi siedo vicino a Mcihele e zitti siamo persi nella nostra conversazione personale con Dio. E ad un tratto  vedo una Donna arrivare davanti all´altare e con il gomito faccio segno a Michele e gli chiedo se e ´´ MAtilde. Lui mi dice di no, in effetti sembra piu´´ magra. Ma poi si gira e la vedo in faccia e ci riconosce e si siede con noi. Le raccont o con poche parole del Desiderio Espresso davanti all´altare pochi minuti prima. Lei mi dice che avrebbe dovuto avere il turno in ospedale ma glielo Hanno spostato di qualche ora… non esiste il caso le dico. Lei mi stringe la mano. e un milione di fotogrammi mi appaiono davanti agli occhi e inizio lentamente a piangere.

Una sera di marzo del 2012, una sera in Cui io ero ancora una bambina e mia figlia e´´ stata spostata d´´urgenza in terapia intensiva. I medici che di notte mi chiedono se Nella peggiore ipotesi la voglio attaccare a delle macchine o lasciare morire. Io che mi sento troppo piccola per rispondere e totalmente impreparata. Non rispodo, guardo mia figlia sapendo che all prossima crisi cardiaca dovro´´ essere pronta a tirarla su per le braccia per farle ripartire il cuore…come se la vita sua dipendesse da un mio atto di volonta´.  Ma respira tranquilla e io godo quei momenti di tregua per contemplare la bellezza della sua bocca. E in quel momento arriva come un angelo Matilde, l´´infermiera di turno. Matilde mi si avvicina silenziosa, mi prende la mano e contempla il viso di Virginia. Poi canta una dolce ninna nanna e poi la mia domanda; “sta morendo?”. io non so come si muore, non lo ho mai visto e non so neppure se me lo sono mai domandata, cosi´ immersa Nella vita. Lei mi dice di si e continua a cantare per Virginia. Virginia ha una crisi, le labbra si scoloriscono e io interrompo la sua morte, riportandola a me.

Questi i ricordi amari di quella notte, Quella notte non mori´, passarano altri due mesi, due lunghissimi  cortissimi mesi. Perche´´ questo ricordo Fra tanti? perche´´ quella notte? forse perche´´ quella notte  Virginia non e´´ morta, forse perche´´ quella notte e´stata una Vera svolta Nella mia vita. La comprensione totale della maternita´: accompagnare i nostri figli con tutto l´´amore del mondo senza potersi loro sostituire  nel loro percorso  e nel loro destino. Questo mi ha ricordato in questi giorni Thomas, il papa´ di Alfie che lotta per difendere la dignita´´ di suo figlio, non la guarigione ma la sua dignita´´ in quanto persona che non merita una condanna a morte per soffocamento o fame.

Quanto amore abbiamo ricevuto noi in quell´´ospedale dal personale  che mai Hanno fatto sentire la vita fragile di Virginia una vita inutile, ma l´´Hanno trattata con tuti gli onori che si riservano ad un ospite speciale, perche´´ questo sono questi Piccoli Bambini che restano con noi per un breve periodo. ospiti speciali venuti con un compito speciale: salvare noi adulti. Grazie Dio per questo incontro questa sera, grazie per avermi ricordato una volta di piu´ il tempo trascorso con Virginia, specialmente in questi giorni in Cui ho tanto lottato per Alfie, per la dignita´di ogni essere umano, contro l´´eugenetica e la cultura della morte. Virginia aiutami dall´´alto e restaci vicina! Ti amo

 

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Una chiesa in caduta.

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Un´immagine che mi esaltata fuori dalla penna cosi com´e´. Tutto e´stato scavato intorno e tuto quello rimasto non esche deserto e un cielo scuro senza stelle.

L´uomo , il guerriero, attacca la chiesa in nome non piu´di Dio ma di se stesso.

Si fa pulizia e si butta di sotto il marcio ma il popolo e´ormai tagliato fuori, a pregare sui brandelli dell´ultimo ponte rimasto.

Nonostante tutto la chiesa non crolla, era ancora li´.

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Essere mamma

Venerdi´´ 2 marzo ore 18.00: annuncio a mio marito e ai Bambini che la mamma esce un attimo e va dal dottore. Non mi sento molto bene. Li liquido in fretta e mi ritrovo in Auto con quel fatidioso senso di malessere alla zona del cuore e a l braccio sinistro. Da una settimana sto  rimandando il problema. Sono cose che io sono solita fare. Mi dirigo verso l´´ambulatorio del nostro medico di base. Nostro..bhe´´ proprio mio non, e´´ di Michele, ci andava quando aveva la Gamba rotta dopo l´´incidente stradale e io lo accompagnavo. ma io non l´´ho mai visto sto dottore. Mi fermo ad un incrocio e mi chiedo se non sia il caso di tornare un attimo a casa e preparare prima la cena e poi andarci. Poi guardo l´´orario e mi decido a proseguire. Il dottore non c´´e´´. e´´ venerdi´´ sera in una Germania che e´´ gia´´ passata al Weekend. Torno in Auto e mi torna il pensiero d i Michele e de i bambini, a casa senza mamma. Cosa mangeranno? poi un pensiero lucido: meglio per una sera una Pasta all´´olio fatta dal papa´´ che una mamma morta per un infarto per non essersi curata. Mi risolvo per andare all´´ospedale. Guido sicura fra vie conosciute, le vie che portano all´´ospedale dove Virginia era stata ricoverata per mesi. Il senso di fastidio mi induce a proseguire nel mio piano anche se tutto il mio io vorrebbe fare retromarcia e tornare a casa. Il braccio sinistro mi pesa. e se morissi in Auto? se mi ritrovassero  qui seduta? parlo con il Signore: “lo sai che io ci verrei anche subito, ma ne ho cinque a casa e sono ancora tanto Piccoli. ancora un po´´ di tempo per favore, il tempo di sapere che Hanno capito veramente cio´´ che e´´ importante, il tempo di insegnare loro ancora, il tempo di essere ancora la loro mamma, e´´ cosi´´ bello esserlo! Mi scendono le lacrime in macchina, in una serata fredda e buia. Trovo il parcheggio e entro nel prontosoccorso… Ripenso a quando sono andata a partorire Tancredi, andandoci in Auto. Ridendo fra una contrazione e ll´´altra. Quando la vita mi sembrava leggera e semplice, un gioco. E mi dico che non sono cambiata, che continuo ad andare in ospedale da sola, magari con un principio di infarto. Mi si asciugano le lacrime e faccio un sorriso, compiaciuta di ritrovare me stessa, anche a 1000 km di distanza da dove ha iniziato la mia vita. Alla reception un tizio gentile mi chiede cosa voglio e gli dico che non mi sento bene. Lui mi guarda e m dice di uscire e di andare dalla Guardia medica. Lui forse la diagnosi me l´´ha gia´´ fatta , guardandomi in faccia. Non sono un caso da prontosoccorso…

Trovo l´´ambulatorio e la dottoressa dopo qualche domanda generica mi visita e poi mi dice che ho i muscoli della parte sinistra induriti, mi chiede se ho fatto qualche movimento strano ultimamente… le dico che non mi sembra. Le i mi  guarda con un sorriso ironico e mi dice: con 5 figli? E lei mi sorride e mi dice: io ne ho solo due di figli. Le sorrido anche io, mi basta sapere che non sto morendo, non per il momento almeno. Guardo l´´orologio Sulla parete, io vivo senza cosi´´ come vivo senza telefonino. La liquido in fretto ringraziando e promettendole di mettermi una borsa dell´´acqua calda sui muscoli infiammati. Esco ringraziando Dio, respirando profondamente l´´aria fredda della sera, ammirando la nuvola Bianca che esce dalla mia bocca e  penso: sono ancora in tempo per preparare la cena…..

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LA LEGGE SULLA DAT

Sotto l´´albero di Natale gli italiani si sono trovati come regalo l´´ennesima legge ingiusta. Il Parlamento ha
lavorato alacremente e smentendo l´´intrinseca lentezza con cui normalmente lavora, ha sfornato un nuovo diritto: il diritto di ammettere che la Nostra vita non Vale niente. Da giurista, mi sono andata a leggere gli articoli di legge e mi sono resa conto che quanto riporta anche la Nuova Bussola quotidiana e´´ vero:
Il Testo unico non indica nessuna condizione particolare né nessuna motivazione specifica, perciò tutte le circostanze e tutte le motivazioni addotte sono valide per chiedere di morire. In merito alle condizioni, non solo i pazienti terminali, ma anche quelli che possono guarire, i disabili, i sani – compresi le persone anziane – possono accedere all’eutanasia di Stato. Chiunque in qualsiasi condizione. L’eutanasia e´ incondizionata .
. Relativamente alle motivazioni, ogni ragione è buona per morire e non c’è nemmeno l’obbligo di esporla al medico, né di verificarla, né tanto meno di indicarla nella cartella clinica. Perciò si può chiedere di morire non solo perché si soffre terribilmente, ma anche perché si è depressi, infelici per una delusione amorosa o perché un affare è andato male, stanchi semplicemente di vivere perché anziani, etc. Basterà, all’atto pratico, sedare la persona e farla morire di sete e di fame.
La legge italiana sull’eutanasia diventa così la norma più permissiva che esista a livello mondiale perché almeno in Belgio, Olanda e Canada, i paesi forse più liberal su questo tema, qualche paletto lo avevano pur messo in merito all’accesso alla “dolce morte”.
il medico non può eccepire obiezione di coscienza? Quindi se il paziente chiede di morire il medico dovrà obbedire, ossia sarà costretto a compiere un assassinio. Va da sé che l’art. 579 cp che punisce l’omicidio del consenziente non potrà più essere applicato nelle corsie di ospedale. Dunque la richiesta di morte dovrà essere sempre soddisfatta dalle strutture ospedaliere, comprese quelle cattoliche.
Se si collega questa legge alla liberalizzazione dell´´aborto, praticato in ogni caso, su semplice richiesta, e´´ lampante che abbiamo conquistato il diritto di arrenderci all´´idea che noi e i Bambini che abbiamo nel ventre non valiamo niente. La Vita non ha valore. Ultima conquista del 2017 in Italia!

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Kiss and Cry.

Tiro con forza la leva del vogatore. Viaggio a più di 30 al minuto. Fuori il buio. Mentre ondeggio davanti alla finestra vedo la cinta degli alberi che dividono la strada dal campo della pace, dal Friedhof come si dice qui da questa parti. Vado a più di 30 e non sento quasi la fatica.

Abbiamo appena finito di vedere un film. Un film di fine giornata da guardare quando tutti i bimbi finalmente sono a letto. Kiss and Cry. Una storia vera. La protagonista e´una super ragazza che a 17 anni e´quasi nella squadra olimpionica di pattinaggio artistico , canta , e´ bellissima e poi a un certo punto si ammala di cancro. Prima vince, cosa che a noi non e´capitato, e poi ha una ricaduta.

In questa decide di scrivere al cancro. Ma poi il cancro le scrive indietro dicendo che non ha sentimenti. E´ quello che pensavo quando e´ capitato a noi. Tanti cercano di identificare quella cosa in un mostro , di dargli un anima e un volto. Ma lui non e´altro che un difetto, un cortocircuito che si replica, senza intenzione, senza un piano, un amore o un odio. Lui fa il suo lavoro.

Nel film la ragazza passa attraverso operazioni e alla chemio.

Mentre vogo ricordo Virginia come era diventata impalpabile dopo la seconda chemio. Come era una piuma nel suo pigiamo azzurro. Come si lamentava quando la prendevo in braccio. La perdevamo su un po per farle cambiare posizione e lei soffriva tanto. Tanta sofferenza . Questa mi taglia e ferisce i miei ricordi. Ricordi che sembrano impolverati e invece sono sempre li´… per fortuna.

Il fiato si fa corto ma non sento ancora la fatica, i ricordi mi allontanano dal corpo che va avanti a vogare.

La sofferenza di lei mi e´dentro. E´come fosse stata scritta nel mio DNA adesso. Il cancro e´nato dal DNA di Virginia , lei ha portato la sua pesante croce con il sorriso e la sofferenza e´passata a noi dando frutto. Questa sofferenza che rompe la barriera di indifferenza, che ci fa girare per chi rimane indietro, che ferma il treno lanciato a tutta velocità della vita.

Rallento. Dietro a quegli alberi, a pochi metri da me c´e´ la sua croce. Questa volta di legno con il suo nome sopra. E la sofferenza prosegue. Dalla finestra vedo il viale. Quel viale. Quella sera in cui lei era in cielo , lo prendemmo per andarla a trovare l´ultima volta. Era fredda. Gelata. Non era più´la mia bimba , era solo il contorno.

Allora penso al DNA di Virginia, a suo cancro come e´stato progettato. Perfetto per replicarsi, per espandersi. E penso al fiocco di neve. Perfetto nella sua forma. Tutto si incastra , tutto sembra avere un disegno in queste creazioni ma noi no. Noi uomini ne usciamo fuori. Noi abbiamo la scelta. Noi che ci muoviamo nelle meraviglie del creato possiamo scegliere. Lui e´stato cosi generoso , cosi umile e ci ama cosi tanto che ci ha dato la possibilità di scegliere. Questo e´il nostro compito. Usare la nostra liberta´.

Le lacrime riempiono gli angoli dei mei occhi e mi viene solo da ringraziare.

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il segreto della felicita´- autore Sara

E´ da tanto che non scrivo, ma non ho smesso di leggere e osservare e ascoltare. Non ho piu´´ scritto perche´ mi sembrava di non averne il tempo. Poi oggi la notizia di quela povera mamma che ha dimenticato in Auto sotto il sole la sua piccola di sedici mesi , che dopo 5 ore , e´´ morta. E ho realizzato che il tempo e´´ mio e lo devo usare per cio´ che mi rende felice. Anche scrivere e condividere le mie Idee,

Virginia aveva la stessa eta´della bambina morta.  Il mio primo pensiero. Virginia che se ne andava fra le mie braccia e poi la mia agonia. E il mio pensiero e´´ volato direttamente a quella povera mamma. Perche´´ da cattolica cerco di afforntare la morte altrui con la fede della risurrezione, di unDio che ci aspetta a braccia aperte. Soprattutto quando ad arrivare e´´ un Bambino, piccolo e innocente. Il mio pensiero e´ per la mamma

Chi rimane deve continuare la propria battaglia e per quella mamma sara´´ una battaglia durissima. Vorrei andare da lei , ci andrei in ginocchio, perche´´ ho solo una vaga idea di quello che quella povera Donna stia soffrendo. Ho indagato per notti e notti l´´esistenza di una mia possibile colpevolezza nella malattia che si e´´ portata via mia figlia. Un Tumore al cervello potrebbe venire causato anche da un viaggio in aereo mentre la mamma e´´ incinta… e io lo avevo fatto quel viaggio…proprio per venire qui in Germania a perlustrare la terra dove saremo venuti a vivere. Ci ho passato un po´´ di tempo a chiedermi se io potessi avere altre colpe. Se avendo portato Virginia in ospedale prima, magari l´´avrebbero curata per tempo… ma no, ho finito per assolvermi. Mi e´´ stato detto e ridetto che non siamo stati noi la causa di un Tumore rarissimo. E´ la vita, che per alcuni e´ piu lunga, per altri piu breve. Ma oggi non voglio parlare di me e di Virgi.

il mio pensiero continua a tornare a quella mamma. A questa mattina, che doveva essere una come tutte le altre. pura Routine. Non conosco nulla nello specifico. Non conosco i retroscena e i dettagli. Ma conosco la vita che faccio io. La “Routine”, le corse , gli automatismi giornalieri. Gli incastri per far combaciare tutto, in un gioco di intarsi che farebbe invidia al miglior falegname.

Potrebbe succedere a molti genitori. un errore, una svista, un attimo di rilassamento o di stanchezza…e tutto in un attimo puo´ andare a rotoli. La Nostra vita pianificata al secondo si ferma  all´´improvviso.

Siamo pieni di impegni al punto tale che anche i figli vengono gestiti come qualsiasi altro fatto quotidiano. Io stessa li distribuisco, i miei 5 figli, come pacchetti di qua e di la´ per la citta´´ e poi mi ricordo di andarli a recuperare (finora e´´ sempre successo) . E spesso sfugge, nelal frenesia quotidiana, l´essenza, la fragilitä e la meraviglia di quello che ci e´´ stato donato: uan vita, un figlio. E spesso realizziamo questo solo quando un figlio ci viene tolto. Scopriamo la genitorialita´ soprattutto nei momenti difficili o piu delicati per un figlio. Quando la Salute del suo corpo o della sua anima e´ in crisi.

Siamo cosi incasinati, in questo nostro mondo occidentale, che non vogliamo figli, perche´´ non avremo il tempo per occuparcene. Se poi li facciamo, non sappiamo bene come gestirli, come seguirli e come amarli. Non riusciamo neppure a conoscerli veramente ed ad interessarci di loro. e il problema principale diventa : dove parcheggiarli. E qui divneta buono tutto: uno Sport, i nonni, gli amici, il vicino di casa, il Computer e il telefonino… il problema principale e´ “arrivare a sera” sopravvivendo a tutti i mille appuntamenti e impegni quotidiani, Io stessa ricorro alla TV, come Babysitter, nei momenti peggiori.

e la Cosa piu´´ incredibile e´´ che ci pensiamo cosi superiori rispetto a “quei poveracci” che vivono in Africa o in altri paesi “del terzo mondo” che pretendiamo di esportare il nostro modello occidentale la´. Siamo cosi´´ ciechi, cosi´´ boriosi che ci sentiamo piu fortunati di loro…. noi, i veri miserabili, che guardiamo, scuotendo il capo, una Donna che rinuncia a l proprio lavoro o alla carriera per seguire i figli. e la gente si divide Fra chi la giudica una pazza e chi la giudica una povera martire… e non capisce che il segreto della felicita´´, e´´ lo stesso che e´´ racchiuso nella maternita´´, e ce lo ha insegnato Gesü: morire a se stessi per far posto agli altri nel nostro cuore….

 

 

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