Archivi categoria: Vacanze

Grazie Italia.

Vacanze finite. Siamo già tornati da una settimana in Germania. Ho passato davvero un bel periodo in Italia e mi porto dietro nei ricordi una Fede rinvigorita. Rinforzata al ricordare le persone del Sud di come cantano e pregano in chiesa. Rinforzata per sentire il calore composto ma presente della gente del trentino. Abbiamo mangiato in questo periodo decisamente bene! Sara cucina sempre che è una favola ma in Germania sono alcune materie prime che non sono all’altezza: verdura e frutta non sono paragonabili. Si vengono dalla Spagna o dalla stessa Italia ma non sono paragonabili a quelle che si trovano nel bel paese nei mercatini locali. Un ricordo del bel paese che mi porto in crucconia è anche il caldo , il caldo stupendo secco di Ischia, quello più appiccicoso di Pompei e quello con aromi di pino e funghi del trentino. Già…. In Germania posso ritrovare quasi l’aroma trentino, ma per il caldo….. È un’altra storia.

L’ultima sera in montagna avevo però un po’ di malinconia. Da dove viene? Amo il mio lavoro ma questa volta sentivo che sarebbe stato difficile ributtarsi dentro al solito calderone. Cos’è cambiato? Sara ha messo a letto la nostra ultima nata ed è scesa a salutare. Prima di andare a nanna anche lei , l’ho vista strana. In casa alcuni nostri parenti vedevano un film, le ho chiesto di unirsi a noi ma mi ha detto che non ce la fa più a seguire un film. Non ne sente più il motivo, non si sente più come gli altri. Già anche io da un po’ ho la stessa sensazione ma riesco a volte a mascherare meglio la cosa. A volte. Infatti alcuni parenti mi riferiscono di altri parenti ( che catena!) che sono diventato tanto serio, che a volte mi estraneo. Si ebbene si. Mi son messo a pensare per i fatti miei a volte. E mi sento come in attesa. In attesa che Lui mi dica cosa vuole da noi. Le cose terrene hanno perso valore. Sento calore in chiesa e quando sono in famiglia, quando scherzo con i miei bimbi. Perché poi perdere tempo per un film già visto? Tutto diventa relativo e si pesano le cose in modo diverso. Mi viene in mente la parola “grazie”. Da dire in eterno al Padre che mi ha aperto gli occhi.
Sono diventato grande? Come quando Gesù a dodici anni è stato perso nel tempio, perché doveva occuparsi delle cose del Padre? Già ma quando? Quando è successo? Come dicono in tanti, sembrava ieri che finivo l’università e invece sono già 13 anni. 13 anni e 5 figli! Bello guardare indietro per capire quanto si è camminato.
Ci si asciuga un po’ il sudore e si continua a salire, che la luce è ancora lontana!

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Italia, Pensieri, Vacanze

A cosa serve Medugorje (Autore : Sara).

Ora vi descrivo le mie sensazioni, così, oltre alla versione di mio marito Michele, avete anche la mia.
Appena arrivati, la sera stessa siamo andati a fare un piccolo giro di perlustrazione dietro la grande chiesa di Medjugorie. Siamo arrivati al momento del l’adorazione. Buio, silenzio, tanta gente in ginocchio. Esposta l’Eucarestia. Ero stanca per un lungo viaggio, per il caldo. Avevo sonno e sete. mi sentivo cattiva come un bimbo capriccioso e scontento.Ero infastidita da qualcosa che occupava i miei pensieri. Ho provato un gran malessere, un sentimento molto diverso da quello provato l’estate scorsa sempre qui a Medjugorie. Li al buio, li in mezzo a quella folla silenziosa in preghiera, mi guardavo dentro. Non era Dio a giudicarmi, ma io stessa e il giudizio era severissimo. Ho sentito dire spesso che quando saremo davanti al Padre Eterno saremo noi stessi ad autocondannarci per i peccati fatti e a scegliere per noi paradiso o inferno, non Dio che è misericordioso. In quella sera, li da sola con me stessa, mi sono guardata dentro e non mi sono piaciuta. Perché? Perché mi sono resa conto che erano bastati pochi giorni passati al mare e poi in montagna per tornare in dietro nel mio percorso spirituale. Le mille distrazioni, le futilità, le mille sirene (svaghi, divertimenti, la casa in montagna da finire di arredare con mille stupidaggini estetiche) mi avevano allontanato il cuore dalla meta verso la quale sono diretta. Non so esattamente quanto e durato quel momento. guardavo la gente inginocchiata al buio, raccolta in preghiera e adorazione. Una folla adorante. una meraviglia. a quella vista non ho più
sentito nè sete nè sonno. Di quello aveva bisogno la mia anima. Dopo quel primo giudizio, duro, come dura sono io sempre nei miei confronti, c’è stata la riconciliazione con Dio e con me stessa. E ho pianto, in silenzio, di nascosto. Un pianto che chiedeva perdono per tutti i momenti sottratti al mio Signore. Per le energie mal utilizzate, per le preghiere dette quando ormai ero troppo stanca e distratta. In quell’Ostia esposta ho visto Virginia, il suo sorriso, la sua serenità, la sua essenza spirituale e ho ritrovato la strada. A questo serve Medjugorie, a ritrovare la strada che ogni giorno fatichiamo a trovare per poter raggiungere il paradiso, qui in terra e poi in cielo.

1 Commento

Archiviato in Vacanze

Passeggiata nel bosco.

20130814-225518.jpg

Mi inerpico per un sentiero coperto da aghi di pino. Qua e la spuntano radici. In ora fa è piovuto, l’aria è fresca e gli alberi perdono qualche goccia qua e la. Una divqueste s infila lungo la mia schiena e mi fa sentire ancor di più legato a questa terra. Penso. Il mio respiro aumenta a causa della salita. Penso che sono vivo. Che la gioia del Signore mi ha portato qui e mi fa apprezzare tutto quello che vedo e sento. Anche un sasso in questo sentiero in salita mi commuove. Anche una goccia d’acqua su una figlia mi commuove. I tronchi degli alberi più piccoli sono umidi dato che questi sono più lisci dei loro padri. Già i padri hanno una corteccia spessa e rugosa, dove l’acqua che vi si intrufola sparisce.
La vegetazione è mista: abeti e pino ma anche qualche albero a foglia larga che poco più in su poi sparirà.
L’odore del muschio e del legno bagnato mi penetrano i polmoni. Il rumore del ruscello che corre a valle è in lontananza e ad ogni tornante si spegne sempre di più. La via sale sempre, i miei passi sono regolari e lenti per non stancarmi troppo: non so dove va questa via. Cerco solo un po’ di silenzio per ascoltare la parola del Padre. Il sole manda un suo raggio a illuminare una zona della foresta li vicino, quasi a darmi una pacca sulla spalla. Salgo ancora. Vorrei togliermi gli scarponi, sfilarmi le calze, affondare i piedi nel muschio umido e freddo. Ma la scorza di razionalità che mi è stata costruita dal vivere civile me lo impedisce. Procedendo mi accorgo di avere addosso un sacco di ragnatele. Quello che poteva essere un fastidio lo accolgo come qualcosa di speciale : evidentemente da tanto tempo nessuno passava di qui, non è una cosa speciale? Continuo ancora e arrivo a una radura. La strada si allarga, anche se è sempre coperta da un misto di muschi, erba e aghi di pino. Infine vedo il tetto in legno, grigio perché consumato dalla pioggia: un rifugio alpino. Il cartello dice che sono a 1430 metri e che il rifugio è stato fatto all’inizio del secolo scorso. In tornò regna solo silenzio e qualche grillo. Il sole illumina la facciata di legno, una panchina , anch’essa di legno, mi aspetta sotto al portico… Anch’esso di legno. La calma regna sovrana e da seduti posso ammirare ancora meglio cosa Dio ha creato. Ma la cosa i m credibile che mi tormenta la mente è che Lui ha creato tutto questo e ci ha anche dato il do no di poter apprezzare tutto questo. Non è incredibile? Se ad esempio avesse creato queste stupende montagne ma non ci avesse dato il dono di apprezzare quanto sono belle, chi andrebbe in montagna in vacanza? A nessuno frugherebbe qualcosa di un ruscello che le attraversa o del verde degli alberi e avremmo da tempo deciso di asfaltare tutto per una miglior comodità oppure di radere al suolo le montagne per poterla coltivare a ortaggi o frutta. Il rovescio di questa ipotesi è ancora più tremendo : se ci avesse dato il dono di apprezzare il bello, ma ci avesse dato un mondo bruttissimo , grigio e pieno di asfalto? Già il finale sembra quasi sempre lo stesso : noi a girare tristi in un mondo piatto e pieno di asfalto, invece viviamo in una palla blu stupenda quasi dappertutto. E se un giorno finissimo così? Se in giorno decidessimo di farci sommergere dall’immondizia? Se permettessimo che i nostri boschi fossero distrutti? Lui si arrabbierebbe parecchio ma forse non sarebbe la peggiore delle cose. La peggiore delle cose è che poi noi ci sentiremo tutto lo schifo che abbiamo fatto e ci metteremo nel posto più lontano da Lui che potremmo trovare. Scorgo l’orecchio. Sotto al fruscio del ruscello lontanissimo ne sento un altro. Mi alzo dalla panchina , giro l’angolo e vedo una fontana. Bellissima. Di quelle in pietra e sempre accese. Se fossimo come quell’acqua pulita che sgorga, se gli assomigliassimo anche solo un po’, tutta quella catastrofe che ho pensato su quella panchina assolata sarebbe impossibile…. E invece, Lui ci ha dato TUTTO e anche la possibilità di buttare tutto. Ma quanto ci ama?

1 Commento

Archiviato in Vacanze

3 agosto 2013, Medjugorie il sacrificio.

Ultimo giorno a Medjugorie ….

————–
Mattina sveglia alle 5:30 , pronti a partire alle 6:30 circa. Come mai? Volevamo in principio salire il monte Krizevac della croce bianca, poi ci siamo ridimensionati alla salita del monte Podboro ai cuoi piedi si trova la croce blu dove è apparsa per la prima volta Maria. Visto il caldo abbiamo appunto deciso di partire presto. L’idea non è stata del tutto originale: c’erano ai piedi del monte infatti decine di autobus, già vuoti. E questo significava ceche il monte già pullulava di pellegrini.
Con tutto quello che mi hanno dato Gesù e il Padre nell’ultimo anno ho deciso di salire a piedi nudi, come tanti fanno. Incredibile : mi hanno seguito subito anche i bimbi. I nostri bimbi sono spesso a piedi nudi in casa o in giardino, ma sulle pietre di una montagna non pensavo che ne avessero il coraggio! La salita è stata piena di gente e la ricerca del percorso ideale con meno aghi di pino e meno pietre non sempre facile. Sembrava di essere in mezzo a una corrente umana barcollante alla ricerca dell’amore del Padre. Mi sono immaginato in questo modo il Purgatorio. Mi sono immaginato tutti insieme alla stessa ricerca, alla ricerca del Suo Amore. In alcuni passaggi ho messo la mano su rami o pietre dove già tanti altri avevano appoggiato la mano. Inizialmente l’ho ritratta un po’ stranito, dato che queste prese risultavano un po’ sudaticce, poi, quando la mia visione del purgatorio brancolante prendeva piede, non l’ho più ritratta dato che era ancor di più un sentirsi uniti agli altri, un condividere il percorso, il viaggio, la prova. Tutti insieme. Sara caricata di Annamaria, ma con calzature normali, è stata la prima ad arrivare in cima, seguita da Tancredi. Lui dopo un paio di stazioni si è rimesso i sandali. Io e le bimbe siamo arrivati un po’ più tardi ma con i piedi intatti. È bellissimo quindi guardassi intorno e vedere tutte le varie persone in adorazione, in ginocchio sui sassi, alcune serene ,alcune con le lacrime. Anche io mi sono messo in ginocchio per pregare alla statua di Maria. Poi appunto ho scrutato il volto degli altri li accanto. Mi dispiace vederli con il voto triste o con lacrime. Eravamo anche io e Sara più di un anno fa in quello stesso punto, con le lacrime agli occhi e preoccupati. Poi Lui ci ha salvati, ci ha mandato un pizzico di Fede che ci ha fatto rinascere. Come vorrei aiutare anche tutti gli altri li attorno con quegli sguardi tristi! Il vedere tutta questa gente piena di problemi, speranzosa e piangente, mi fa sentire piccolo, mi fa sentire stella minuscola in un cielo pieno di altre stelle. Tutte ugualmente importanti.

Arriva l’ora della discesa. Quello che con scarpe normali o ciabatte è la parte più facile, diventa a piedi nudi un compito complicato. Ogni discesa da un masso deve essere calcolato, ponderato e soppesato. Ad ogni passo sotto alla polvere si può presentare infatti un sasso tagliente, un ramo o degli aghi e ci si arriva sopra con tutto il peso o quasi. Salendo invece non si ha questo problema perché il piede che sale lo si appoggia scarico, senza un gran peso. Anche Matilde dopo un po’ di discesa ricorre ai sandali. Proseguiamo a piedi nudi solo io e Sofia. Sofia perché fai questo sacrificio? “Per i nostri parenti e per quella mia amica tedesca, che ha fatto la Comunione quest’anno con me ma che non crede in Gesù”…. Caspita , rimango spesso spiazzato dai miei figli. Questa amica di cui parla non è proprio un’amica e giusto un mese fa Sofia tornava a casa piangendo perché la prendeva in giro per essere Italiana e dicendole che da grande avrà un naso bruttissimo. Spero e prego sempre che l’Amore rimanga nella nostra casa, un Amore travolgente che comprenda tutti quelli a cui abbiamo a che fare. Anche quelli non sempre simpatici… Già , Gesù ci ha detto che è facile amare quelli che ci amano.

Dopo la sfaticata della discesa siamo andati in chiesa ad ascoltare ancora altre testimonianze di gente che ha trovato Dio e la Fede. Mi ha colpito quella di una famiglia di 14 figli! Quando ho sentito l’inizio della storia mi sono avvicinato per vederli, per capire o per cercare di capire come avessero fatto una cosa del genere. Lui era drogato e sbandato alla ricerca della libertà che non trovava in famiglia. Dopo varie vicissitudine entra in prigione, lui che appunto cercava la libertà aveva trovato le sbarre. Una suora quindi lo raccatta dalla prigione e lo prende in una comunità. Lui non aveva fede, non credeva in Dio, ma la suora gli dice che Dio aveva fede in lui. In comunità dopo qualche tempo trova anche sua moglie che lo apre alla fede. Fanno un anno di volontariato in Brasile aiutando i bambini abbandonati. Cercano di avere figli ma lei abortisce sempre al quarto mese. I medici sconsigliano di avere altri figli e di fare delle cure. Lei sceglie come unica cura l’Eucarestia. Dopo 9 mesi arriva il primo bimbo. Vanno avanti fino a sei! In Brasile devono gestire una famiglia di 6 orfani. Dopo qualche dubbio iniziale decidono di adottarli e si ritrovano con 12 bimbi, tutti maschi. Tornano in Italia per una festa delle famiglie e si fermano a ringraziare il Papa Paologiovanni II e sulla sua tomba chiedono ai bimbi di esprimere un desiderio. In coro chiedono una sorellina! Da li arrivano altre due bimbe. Magari ci possono essere altre storie simili ma rimango sempre colpito di come agisce Dio quando entra in una famiglia, dell’amore che porta , dei frutti che dà, di come agisce in maniera inaspettata.

Durante la testimonianza c’era un caldo incredibile la gente era raccolta sotto i pochi alberi, alcuni si bagnavano nelle fontane. Altri sdraiati per terra scrutavano il cielo. Tutti però avevano una radio FM sintonizzati sulla lingua voluta. Tutti seguivano e applaudivano. Gente di generi tanto diversi. Giovani , di mezza età e anche vecchi. Chi con tatuaggi, chi con piercing ma anche ragazzi dalla faccia pulita. Le bandiere sopra a questo popolo multiforme erano diverse. Italiane , parecchie. Ma anche tedesche,austriache…. Poi anche cinesi e coreane. Impressionante è che nella recita del Rosario tutti lo recitano alla stessa maniera, con la stessa cadenza e con le stesse preghiere ma ognuno nella sua lingua. Maria e Gesù hanno unito un pezzo di umanità che si riconosce in questo modo di essere: un cristiano che prega, che si inginocchia, che fa l’adorazione, che si rende umile. Poi magari si ritornerà alla vita normale ma sono convinto che venire qui ripristini un contatto del cristiano a come dovrebbe essere, un ritorno alle origini.

Alla sera siamo tornati alla spianata dietro alla chiesa per la Santa Messa. Anche questo è un momento a cui sono particolarmente legato. L’anno scorso mi ha dato un’emozione in più essendo la prima volta, ma anche quest’anno è stato speciale. Lo speciale è la gente. Come si vede dalle foto la moltitudine di persone si estende senza fine. Penso 60mila persone. Tutte ad inginocchiarsi quando il prete alza il pane e il vino, tutti in religioso silenzio durante la lunga omelia ( a me piacciono le messe lunghe ma ad alcuni no). Una calca senza fine. Nel momento poi della comunione ci sono decine di sacerdoti che scendono nella folla per dare il Corpo di Gesù a tutti. L’aria è calda. Il cielo terso, il sole che sta scendendo e che allunga tutte le orme. Una nuvola si posa davanti ad esso e proietta in cielo delle ombre particolari. Sembra che il tempo si sia fermato per un po’. Come se tutto stia a guardare quella folla ordinata e festante di persone. Fatta l’Eucarestia cerchiamo di tornare alla macchina perché sta sera la gente è davvero tanta: dopo la Messa ci sarà uno spettacolo teatrale, forse un musical , ma la nostra truppa non è molto interessata. E il giorno seguente si farà rotta per l’Italia.

Anche quest’anno per noi Medjugorie ci ha lasciato qualcosa dentro, un ritorno alle origini come ho scritto, una sentirsi uniti nella folla festante e pregante. È costata fatica arrivare fin qui, come è giusto che sia per ogni pellegrinaggio, ma ne è valsa la pena.

20130812-005015.jpg

20130812-005049.jpg

20130812-005108.jpg

La storia al completo.

1 Commento

Archiviato in Vacanze

2 agosto 2013, Medjugorie. A come Amore.

Secondo giorno su tre in quel di Medjugorie. Dopo il terzo giorno si cambia tema, promesso.
—————–

20130809-094902.jpg

20130809-094935.jpg

20130809-095011.jpg

Oggi alle sette siamo usciti dall’appartamento per recarsi all’apparizione della Madonna. Siamo arrivati al posto quindi quasi due ore prima, molto prima dell’anno scorso. C’era già parecchia gente, tanto da render impossibile il raggiungimento per vie normali del luogo dove la veggente sarebbe stata. Abbiamo provato vie extra quindi, arrampicandoci tra sassi e rovi, per raggiungere un posto sopraelevato, all’ombra e recitato quindi il Rosario insieme agli altri durante l’attesa. La temperatura alle nove di mattina non è estrema, sopratutto all’ombra. Sara ha tenuto Annamaria e Sofia le faceva compagnia. Matilde è salita un po’ più in alto con la nonna. Tancredi era salito più in alto anche lui con la nonna, poi è tornato indietro a chiamarmi: voleva andare con me in una particolare posizione. Che bello! Che bello sentirsi speciali per qualcuno, che bello sentirsi speciali per i propri figli! È arrivata la veggente tra applausi. Il momento dell’apparizione , anche se non ha sortito su di me effetti particolari, è comunque un evento speciale. Tutto si zittisce, la gente, le cicale, tutto…. Arriva Lei, Maria. Il messaggio ci è stato letto. Parla di Amore, appunto con la A maiuscola. Amore rche dobbiamo portare a tutti , Amore come unica cosa che conta. Amore per tutti: per i famigliari, per i cari, gli amici, per i nemici, il capoufficio, l’impiegato delle poste scortese, il marocchino che ci vuole vendere il tappeto e quello che tende la mano. Amore per tutti. Come sarebbe se tutti potessero donare questo Amore nel mondo? Un’Amore disinteressato, senza aspettarsi nulla indietro?

Dopo questo evento siamo andati in chiesa quella famosa, l’unica in questa pianura attorniata da montagne brulle, imponente,con due campanili. Prima che il fenomeno Medjugojie avesse un po’ di fama, prima che noi italiani portassimo un po’ di benessere da queste parti, era quasi l’unico edificio tale di questo nome. Ci siamo seduti sotto a un gruppo di alberi. Sul palco c’era qualcuno che raccontava in inglese come aveva trovato Dio. Una ragazza. Una storia come altre sentite. Tutte uguali? Forse, ma per chi la vive è speciale. Questa ragazza andava in chiesa,tutte le domeniche come fosse un automatismo. Era un andare in Chiesa vuoto, senza quella A di Amore. Voleva diventare una ballerina famosa, si impegnava per quello. Poi una missione in Africa, quindi in Portogallo ad aiutare i poveri e lì ha trovato la felicità, il motivo di vivere. Poi un taxi l’ha travolta, a Madrid. Nella tragedia lei si è abbandonata a Dio, con la preghiera e lo spirito. Quindi invece di perdere la possibilità di camminare era lá i piedi a raccontare la sua storia. Il ragazzo dopo ha parlato invece di come andando a Medjugorie , ha vinto la droga.

Non è un posto speciale? A me piace venire qui per sentire queste storie. Magari alcuni possono pensare che siano tutte uguali o che si somiglino, in realtà ognuno di noi è come una stella che brilla nel cielo. Da lontano sembrano tutte uguali, forse una più luminosa, una meno, ma all’incirca tutte uguali. Se avessimo invece un telescopio per puntarlo su ognuna, potremmo vedere le differenze. Potremmo vedere i pianeti che vi orbitano intorno , le lune, gli asteroidi, le cicatrici, le avventure, i viaggi , gli amori , le delusioni, le cadute, gli amori… non è tutto questo una stella? Preziosa e unica agli occhi del suo Creatore.

Una cosa che amo è passeggiare attorno a quella chiesa. Vedere la gente che ascolta. Avvicinarmi ai confessionali. Si una cosa speciale di questo posto è la confessione. Nel mondo d’oggi è stata dimenticata, quasi nessuno si confessa perché pensa di non averne bisogno, che sia un modo per i preti di sapere i segreti di tutti oppure si pensa di non aver compiuto peccati intanto gravi da essere confessati. Invece a Medjugorie ci sono file di gente davanti ai tanti confessionali, ognuno con indicata la lingua del confessore. Altri confessori sono seduti sulle tante panchine lì intorno , sempre con il loro cartello indicante la lingua e un fedele al fianco che gli parla. Ho cercato qui e là ma tutti erano molto occupati. Questo ha esaurito la nostra mattina… Dalle 12 alle 16 è meglio rimanere in appartamento vista la temperatura esterna.

Nel pomeriggio invece di recarsi alla chiesa siamo andati vicino alla comunità chiamata “cenacolo”. Sono molto ignorante sulle varie persone e i luoghi di questo posto. Vicino a questa comunità vive una veggente e lì ha costruito un albergo. L’albero si chiama “Magnificat” e stona con tutto il resto. Questo infatti è ultramoderno in stile quattro stelle americano, con porte scorrevoli, aria condizionata. Chiaro non sono contrario alle comodità ma tute queste cose abbagliano chi a Medjugorie cerca la semplicità e il contatto con il Padre. Stride vedere all’interno ad esempio frati, vestiti con saio e sandali. Poi basta allontanare un po’ lo sguardo e si vedono le tipiche case cadenti del luogo. Per caso ci siamo uniti a un gruppo di preghiera organizzato da un parroco di Lavezzola. Ci siamo seduti nell’area antistante l’ingresso di questo albergo e il parroco commentava l’ultimo messaggio di Maria, giusto della mattinata. Raccontava della gioia del paradiso che già ora può essere trovata se Dio ci da la grazia di darci la Fede, come è successo a noi.

Eravamo là per vedere un’altra apparizione, quella quotidiana delle 16:40. La veggente quindi ci ha accolto e chiesto di scendere nella stanza sotto al l’albergo per pregare insieme e aspettare Maria. Tutti la salutavano come una persona famosa. Io ho un rapporto particolare con le persone famose, le considero persone normali e non mi sento di genufletterei o altro. Mi è successo quando ho incontrato 15 anni fa Tomba in un bar a Bologna o Vieri in una discoteca. Mi è successo anche questa volta. Considero questa veggente una persona che ha la fortuna di vedere Maria, che è certa di cosa ci aspetta dopo questo viaggio ma che vive e ha i problemi di tutti i giorni come gli altri.
Abbiamo pregato quindi in una stanza sotterranea con un caldo infernale dovuto alla mancanza temporanea dell’aria condizionata. La gente colmava questa stanza, tutti in attesa della venuta di Maria.

Dopo il Rosario e la successiva apparizione siamo andati nella Capella privata sempre di questa veggente per celebrare una messa con questo gruppo di preghiera. Guarda il caso il brano della Bibbia era questo:

“Vanità delle vanità, dice Qoèlet,
vanità delle vanità, tutto è vanità.
Quale utilità ricava l’uomo da tutto l’affanno
per cui fatica sotto il sole?” ….

Un pezzo che mi piace tanto, che aiuterebbe molto l’uomo occidentale per capire dove sta andando. Nel mio viaggiare per il mondo mi sono sempre sentito bene a risicare la mia valigia, ad aver solo l’indispensabile, ad essere leggero, a contare sulle mie idee più che su quello che mi portavo. Quando incontreremo il Padre, il bagaglio sarà ancora più snello e avremo solo l’Amore che avremo dato con noi, nulla più.

9 commenti

Archiviato in Vacanze

1 agosto 2013, arrivo a Medjugorie.

Sono riuscito a trovare un accesso a internet decente e quindi tedierò chi mi segue pubblicando il nostro breve soggiorno a Medjugorie.
———-

20130806-225122.jpg

Siamo partiti dall’Italia alle 9:30 circa di mattina. Due pause , dogana in Slovenia, Croazia e Bosnia Herzegovina. Alla frontiera di quest’ultima controllano tutti, sopratutto quelli con targhe croate o della stessa Herzegovina. Per noi non è stato necessario, appena hanno visto che eravamo italiani ci hanno fatto passare. Chiedo però se la strada è giusta per Medjugorie, il controllore con qualche parola di italiano ci fa capire di proseguire per Isotni e poi sempre diritto.
Subito di là dal confine il GPS ci abbandona dato che non ha strade di questo stato se non le poche autostrade. Lo stesso Google non ha nulla di più. Vodafone tedesca annuncia che anche dalla Herzegovina posso telefonare e usare internet al modico prezzo di 15€ al giorno per 25Mb o se preferisco 30€ per 7 giorni e 50Mb!

La strada si snoda quindi fra colline brulle, simili a quelle greche. Il manto stradale non è in ottimo stato ma essendo esatta va benissimo. Le case non assomigliano a quelle italiane, alcune sono molto nuove e moderne, forse in stile nordico, ma con tetti non spioventi. Altre invece sono molto vecchie e abbandonate. Sembra che l’occidentalizzazione sia arrivata anche qui. Troviamo qui e là le insegne dei soliti McDonald, Coca cola, ecc… Finalmente arriviamo a Isotni e troviamo un cartello per Medjugorie. La strada costeggia questo paesone, proseguiamo diritto per altri 60-70 km. Arriviamo quindi in una zona industriale, sorta vicino a Medjugorie. Questa zona fa da contrasto incredibile su quello che è passato per il finestrino della macchina prima e quello che passa dopo. I capannoni sono modernissimi e sembrano un pezzo di Germania o Austria trapiantato qui. Anche il concessionario Volkswagen è più pulito e in ordine di quello di Koblenz ad esempio. Dopo due curve invece arriviamo a Medjugorie. Sono le 20:30, troppo tardi per la Messa e la truppa deve ristorarsi all’appartamento che abbiamo affittato. Dopo cena e dopo le dieci ore di macchina si potrebbe anche riposare , ma la voglia di riveder la spianata dietro la chiesa, dove per il festival dei giovani si prega , è troppo forte. Siamo quindi in centro in un baleno. Un sacco di gente guida in senso contrario a noi, la messa evidentemente è finita da poco. Parcheggiata la macchina ci dirigiamo verso l’altare della spianata e rimango folgorato. L’aria è calda intorno a noi e il buio fa da cornice. Un fienile venticello porta sulle sue dolci raffiche i profumi della vegetazione li introno. La spianata è costituita dietro alla chiesa principale. Al suo inizio c’è l’altare e a raggiera per 180 gradi ( dato che l’altare da le spalle alla chiesa) si estendono file di panchine. Finite le panchine vi è una stradina che percorre un semicerchio e questa stradina è un po’ sopraelevata rispetto alle panchine antistanti. Oltre la stradina si estende ancora il prato, tutto per accogliere i pellegrini. Arrivando da questo prato si, come noi, si deve sormontare una dolce collinetta quindi, che ha come apice la stradina a semicerchio. È stato li che mi è venuto un tuffo al cuore. Li in quel punto mi sono accorto, dopo tanto correre, dove era arrivato. Il buio i e il silenzio faceva da cornice al tutto. In sottofondo suonava una canzone dolce e rilassate ma non eravamo soli. Le panchine e tutto intorno c’erano persone. Chi per terra a pancia bassa, chi in ginocchio , chi in piedi, chi a sedere sulle panchine. La maggioranza era in ginocchio. Persone di etnie, età e costumi diversi, come avrei poi imparato nei giorni seguenti. Tutti li immobili. Nel maxi schermo immobile stagliava l’Ostia, il corpo di Gesù. Non ce l’ho più fatta e mi sono inginocchiato sui mattoni di quella stradina, ancora caldi evidentemente dopo una giornata caldissima. I bimbi sono cotti quindi non possiamo rimanere troppo per l’adorazione che si protrarrà fino a mezzanotte.

2 commenti

Archiviato in Vacanze

Zaro parte 2

A freddo rifletto ancora quello che mi ha colpito. Alzo gli occhi al cielo, sono le 14:00 di un pomeriggio caldo. La gente affolla quel bosco che diventa una specie di sauna a cielo aperto anche se siamo nell’ombra. Guardando il cielo azzurro sento distintamente le cicale che cantano pazzescamente tutto intorno a noi. Le canterine si quieteranno solo con l’arrivo della Madonna, come quasi renderle omaggio.

Quando hanno distribuito i fogli per le intenzioni non pensavo di utilizzarlo. Non pensavo che anche Sara o altri del nostro gruppo , composto da i nostri figli e dalla mamma di Sara, li utilizzassero. Invece è successo che dopo qualche minuto dalla distribuzione degli stessi c’è stata una vera caccia alla penna per poter scrivere qualcosa. L’incredibile che Sofia, senza nessun suggerimento, ha chiesto ad esempio che qualcuno dei nostri parenti si avvicini a Dio. Matilde ha solo 5 anni e non sa scrivere : ha fatto un disegni bellissimo in cui Gesù giocava con Maria. Non sono i bambini dei geni di semplicità e immediatezza?

L’organizzazione dell’evento è stata davvero perfetta, dal l’introduzione iniziale, ai canti, alle preghiere, molto diverso rispetto a Medjugorie e sinceramente è l’unico paragone che vorrei fare. Come tutte questi assembramenti c’è stata qualche stonatura che viene un po’ dalle debolezze umane e pensare che il Signore ci ama anche con quelle! Essendo arrivati con ore di anticipo eravamo in terza fila, a pochi metri dalle veggenti mentre pregavano. Vicino alle stesse stavano una carabiniera e una signora addetta all’ordine , dato che come ci hanno detto , la volta precedente una veggente è stata come assalita. Un paio di signore in prima fila quindi non riuscivano a vedere…. In realtà da vedere c’era ben poco, come detto dall’inizio c’era da ascolta, da percepire quello che Dio ci dice , ma Lui parla davvero a bassa voce e il baccano, anche se contenuto, delle due signore Lo ha mandato via. Tutte debolezze , capibili dato che siamo umani ma evitabili.

Dopo l’organizzazione con canti e spiegazioni, dopo aver visto le veggenti, dopo che loro poi si mettono a disposizione per parlare con tutti, messi ordinatamente in fila…. Quanto abbiamo sborsato, dove sta la sola? Beh noi non abbiamo pagato nulla, le due ragazze mi sembrano molto sincere. Se io ci credo?

L’anno scorso il 2 di agosto ero a Medjugorie per l’apparizione. Questa si tiene alle ore 9 sul monte dove Maria è apparsa la prima volta. Eravamo in ritardo dato che preparare i bimbi è sempre un lavoro. Siamo arrivati sul posto alle 8.30 e vista l’affluenza di gente e macchine la mia me la sarei dovuta mangiare invece di parcheggiarla. Ho scaricato tutti al volo e ho trovato un parcheggio decoroso. Dopo però ero solo, in mezzo a una fiumana di gente. Ho cercato di andare indicativamente verso li altri ma la gente era davvero troppa. Mi sono inerpicato sul monte , aggirando la folla ed entrando in qualche rovo. Sono arrivato a una distanza dal luogo dell’apparizione di circa 200 metri, di più non potevo avanzare. Sapevo, sospettavo che la veggente sarebbe stata più o meno in una direzione. Quindi in piedi cantavo insieme alle persone a me limitrofe. A un certo punto ho iniziato a piangere, non riuscivo a smettere. Era un pianto di felicità, di liberazione: mi sentivo davvero al suo cospetto. Una cosa indescrivibile che sinceramente vorrei provare altre volte. Dopo qualche minuto di quell’esperienza fortissima ho smesso di piangere e qualcuno con il megafono ha annunciato di salutare Maria che se ne tornava in cielo. Quindi ho pianto senza saperlo per il tempo in cui Maria era fra noi.

Sta volta , a Zaro, non è successo ma ero distratto da mille cose… La prima : la nostra Matilde è un vero terremoto e per calmar la me la sono presa sulle spalle…. Non aiuta di sicuro al silenzio. Spero ci sia una prossima volta, quella sensazione provata sul monte a Medjugorie è davvero una cosa speciale.

Ha senso fare tanta strada per raggiungere questi luoghi, non si può ottenere lo stesso con la meditazione di fronte all’Ostia? Dio è con noi sempre, questo è vero ma raggiungere questi luoghi ha senso per gli incontri che si fanno, per il senso di appartenenza che si instaura, per la possibilità di parlare allo stesso modo di esperire simili avute. Questa è la vera ragione che mi spinge, che ci spinge, a peregrinare. Volete mettere il festival dei giovani ?

46 commenti

Archiviato in Italia, Vacanze