Essere mamma

Venerdi´´ 2 marzo ore 18.00: annuncio a mio marito e ai Bambini che la mamma esce un attimo e va dal dottore. Non mi sento molto bene. Li liquido in fretta e mi ritrovo in Auto con quel fatidioso senso di malessere alla zona del cuore e a l braccio sinistro. Da una settimana sto  rimandando il problema. Sono cose che io sono solita fare. Mi dirigo verso l´´ambulatorio del nostro medico di base. Nostro..bhe´´ proprio mio non, e´´ di Michele, ci andava quando aveva la Gamba rotta dopo l´´incidente stradale e io lo accompagnavo. ma io non l´´ho mai visto sto dottore. Mi fermo ad un incrocio e mi chiedo se non sia il caso di tornare un attimo a casa e preparare prima la cena e poi andarci. Poi guardo l´´orario e mi decido a proseguire. Il dottore non c´´e´´. e´´ venerdi´´ sera in una Germania che e´´ gia´´ passata al Weekend. Torno in Auto e mi torna il pensiero d i Michele e de i bambini, a casa senza mamma. Cosa mangeranno? poi un pensiero lucido: meglio per una sera una Pasta all´´olio fatta dal papa´´ che una mamma morta per un infarto per non essersi curata. Mi risolvo per andare all´´ospedale. Guido sicura fra vie conosciute, le vie che portano all´´ospedale dove Virginia era stata ricoverata per mesi. Il senso di fastidio mi induce a proseguire nel mio piano anche se tutto il mio io vorrebbe fare retromarcia e tornare a casa. Il braccio sinistro mi pesa. e se morissi in Auto? se mi ritrovassero  qui seduta? parlo con il Signore: “lo sai che io ci verrei anche subito, ma ne ho cinque a casa e sono ancora tanto Piccoli. ancora un po´´ di tempo per favore, il tempo di sapere che Hanno capito veramente cio´´ che e´´ importante, il tempo di insegnare loro ancora, il tempo di essere ancora la loro mamma, e´´ cosi´´ bello esserlo! Mi scendono le lacrime in macchina, in una serata fredda e buia. Trovo il parcheggio e entro nel prontosoccorso… Ripenso a quando sono andata a partorire Tancredi, andandoci in Auto. Ridendo fra una contrazione e ll´´altra. Quando la vita mi sembrava leggera e semplice, un gioco. E mi dico che non sono cambiata, che continuo ad andare in ospedale da sola, magari con un principio di infarto. Mi si asciugano le lacrime e faccio un sorriso, compiaciuta di ritrovare me stessa, anche a 1000 km di distanza da dove ha iniziato la mia vita. Alla reception un tizio gentile mi chiede cosa voglio e gli dico che non mi sento bene. Lui mi guarda e m dice di uscire e di andare dalla Guardia medica. Lui forse la diagnosi me l´´ha gia´´ fatta , guardandomi in faccia. Non sono un caso da prontosoccorso…

Trovo l´´ambulatorio e la dottoressa dopo qualche domanda generica mi visita e poi mi dice che ho i muscoli della parte sinistra induriti, mi chiede se ho fatto qualche movimento strano ultimamente… le dico che non mi sembra. Le i mi  guarda con un sorriso ironico e mi dice: con 5 figli? E lei mi sorride e mi dice: io ne ho solo due di figli. Le sorrido anche io, mi basta sapere che non sto morendo, non per il momento almeno. Guardo l´´orologio Sulla parete, io vivo senza cosi´´ come vivo senza telefonino. La liquido in fretto ringraziando e promettendole di mettermi una borsa dell´´acqua calda sui muscoli infiammati. Esco ringraziando Dio, respirando profondamente l´´aria fredda della sera, ammirando la nuvola Bianca che esce dalla mia bocca e  penso: sono ancora in tempo per preparare la cena…..

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4 commenti

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4 risposte a “Essere mamma

  1. Fidati di Lui Sara perché sa cosa è meglio per te e per i tuoi piccoli……qualsiasi cosa accada. Hai fatto ciò che era meglio fare e sono certa spinta dallo Spirito. In certe situazioni non è facile “abbandonarsi” fidarsi ciecamente ma è l’unica via che abbiamo.

  2. Hai Ragione Lucetta! un abbraccio

  3. Francesco Pisano

    Mi piace sempre ascoltare qualche cosa della vostra famiglia …. siete un faro per me un grande riferimento. Io sono così lontano dal vostro essere così incredibilmente diverso. Un abbraccio a voi ed ai vostri splendidi piccoli.

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