In viaggio con la solitudine

Oggi sono stato via per lavoro.  Dovevamo preparare la macchina per la partenza ma non ho potuto evitarmi un viaggetto ulteriore di 500 km. Per strada la radio tedesca: una trasmissione sulla solitudine. La conduttrice, nel cappello introduttivo , faceva notare che in Inghilterra e´stato istituito un ministero per la solitudine. Solitudine male dei nostri tempi, ritenuta quindi una malattia, una calamita´. Nella trasmissione radiofonica intervenivano vari personaggi : due studiosi del problema , un ministro. Tutti esperti. Veniva cosi´ sancito che chi si lamenta di questa patologia afferma in prima istanza di essere solo, quasi per ribaltare il problema sugli altri: l´anziano si sente solo e abbandonato non usa propriamente la parola solitudine. Questa infatti e´ il sentire male essendo soli. La differenza e´sostanziale : uno degli studiosi infatti afferma che e´ normale rimanere soli, tutti rimangono soli con se stessi ma la solitudine e´ appunto il disagio di essere soli. 

Percorro le strade sinuose fiancheggiate da campi di grano gialli. Potrebbe sembrare di essere in Toscana, la vegetazione ha le stesse caratteristiche simili a una prima occhiata: contrasto tra il verde brillante delle foreste e il giallo dei campi, colline dolci e ondulate. 

Un paio di interventi da casa. Una signora e´ vedova da 35 anni, ora ne ha 70. Ha tirato su due figli, ha cercato sempre di tenersi impegnata, a 40 anni ha fatto degli studi che gli hanno permesso una certa prospettiva lavorativa poi impegnata nella chiesa e nella comunità. 

Chiama un´altra signora, dalla voce molto piu´giovane della prima. Lei ha vissuto particolari difficolta´con la solitudine quindi ha deciso di farne un lavoro: si occupa di centri che aiutano persone a sopportare la solitudine. Consiglia quindi di tenersi impegnati, ci sono corsi di vario tipo all´universita´ popolare, un po´di sport. 

Tutti che si devono tenere impegnati ma purtroppo hanno mancato il punto importante. Tutti ci sentiamo soli. Mi sentivo solo quando i miei litigavano e io sotto le coperte speravo che smettessero, speravo di addormentarmi.  Tutti passano momenti in cui ci si sente soli ma per chi ha scoperto Gesù e´diverso. Lui e´sempre li´,Lui si fa sentire, ti consola. Si appoggia con te sulla Croce. 

Perche´ pregare? E cosa centra con le righe precedenti? Ieri sera ho ricordato , un lampo , un balzo nel tempo e ho rivisto la situazione. Ero all´ospedale con Virginia, la nostra quarta bimba malata di cancro. Ero disperato. Non ero solo ma davanti a quella che sembrava una catastrofe mi sentivo solo e impotente. Iniziai a dire il Rosario. Non lo dicevo come lo avrei detto oggi , richiamando i misteri della fede, con tutti i passaggi e preghiere che ho imparato dopo. Ma lo dissi. Un Padre Nostro e poi 10 Ave Maria e poi altre 5 volte. Un Rosario stentato ma vero dentro di me. L´unica cosa che potevo fare: mettermi davanti a Lui , chiedere perdono e dire : ´io da solo non ce la faccio, mi aiuti?´

E lui rispose.

 

Sara mi diede il cambio per la notte, io tornai a casa a piedi, lungo la Mosella e sentii quel profumo intenso di biscotti. Quasi come una pacca sulla spalla , una piccola soddisfazione , uno spiraglio in tutta quella tempesta. E da allora quindi… non mi sono più´sentito solo!

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1 Commento

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Una risposta a “In viaggio con la solitudine

  1. Quando si coltiva l’amicizia con LUI non è possibile sentirsi soli. Ciao Michele, un saluto a tutta la tribù.

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