Il re della montagna.

 
montagna-vetta
Salire il pendio della montagna , caricato di uno zaino e dell’ultima delle nostre figlie. Il percorso sale tortuoso e impegnativo. L’ arie è fresca per le giornate passate di pioggia. Ogni passo deve essere ben calcolato, soppesato e proporzionato all’ostacolo che ogni volta si para davanti. Non è una metafora della vita? Siamo caricati di pesi fin da bambini per salire, per cercare di districarci da questo mondo e salire e diventare il re della montagna, per eccellere, per cercarci un posto al sole. Un posto al sole dove goderci poi …. che cosa? La domanda mi rimbalza in testa senza trovare una risposta. Gli ostacoli ci sono e in presenza degli stessi dobbiamo appunto fare attenzione. Saliamo a mete successive, ossia guardando verso l’altro ci facciamo un’idea di dove possiamo arrivare e magari fare una piccola pausa. A volte ci mettiamo un po di più, a volte dobbiamo cambiare strada : un tronco è caduto sul sentiero lo scorso inverno e non è stato ancora rimosso. Trovata l’alternativa si sale ancora. Il percorso si fa più stretto, la vegetazione un po’ più rada. Dopo ore di cammino sbuca dalla vegetazione una casa, un piccolo rifugio. Sembra immerso nel verde, sembra sbucare dal nulla come ancora di salvezza, sembra di esser saliti al limite della montagna, siamo i re della montagna. Qualche passo ancora e intravedo una strada battuta che sale al rifugio. Come nella vita c’è chi deve salire mille scalini e chi invece usa l’ascensore. Ma che importa, la chiave di tutto è la salita stessa, il soppesare ogni gradino, lo sbagliarsi strada e prendere la decisione di ritornare sui propri passi. Guardo soddisfatto il panorama e l’aria fresca invade i miei polmoni. Sotto di me sta il percorso fatto. Ci facciamo un panino con la mortadella e riempiamo le bottiglie di acqua. Il pensiero corre sempre a quello che Dio vuole da noi: sono sicuro della strada ma forse dovrei intraprenderne una più difficile e impervia. Lui dà a noi ogni strada che ci possiamo permettere di salire, sta poi a noi sceglierne la difficoltà e la pendenza. Peccato però che il tempo per arrivare non sia infinito ma ben distinto: Lui ci renderà conto di ogni secondo della nostra vita e come lo abbiamo speso. Una nuvola grigia e minacciosa oscura il sole… raccogliamo le nostre cose e muoviamo per la prossima tappa con la consapevolezza che nessuno sarà il re della montagna.

2 commenti

Archiviato in Pensieri

Stretto in un angolo.

senza_via_d__uscita-640x360

Ogni tanto mi capita. Capita di sentirmi come stretto in un angolo. Il mondo avanza, la vita viaggia sempre più veloce , decisioni prese in maniera superficiale e ci si sente nel posto sbagliato al momento sbagliato. Ci si sente in dovere di riparare ma non c’è il tempo, non c’è l’occasione. Tutto diventa d’improvviso grigio e opaco, non ci sono appigli a cui salvarsi, non ci sono scorciatoie, botole da aprire per uscire dalla situazione. Rifletto su questi stati d’animo che a volte cadon come la neve , senza far rumore, parafrasando Battisti…. Ho sentito alla TV qualche giorno fa di Robin Wiliams che si è ucciso. Anche a lui sia sucesso un giorno grigio? Forse più giorni grigi uno dopo l’altro? Come si sente un omicida un minut prima di impiccarsi? Che gli passa nella mente? Ha già deciso tutto e si agita per attuare il suo piano oppure è sommerso dall’angoscia per non riuscire a vivere un minuto di più? E’ normale avere momenti di sconforto, è normale ogni tanto sentirsi a terra, sentirsi da buttare via, inutili. Come dopo aver scavato una montagna ci si accorge di aver scavato quella sbagliata e si deve rifare tutto da capo. Scruto le creste delle montagne che toccan le nuvole. Avrei bisogno di un supporto, di qualcuno che voglia ascoltare i miei lamenti. Il mi cane scende le scale e mi si avvicina. Anche lui ha bisogno di affetto, di coccole, di … di supporto. Caspita lo stesso di cui avrei bisogn io! Poi penso e ripenso. Tra un pai di settimane andremo ad Assisi, patria natale di San Francesco. Anche lui si è trovato in situazioni intrigate ed ecco che collego il tutto. Come per magia , come ribaltando un tappeto per guardarlo finalemnte dal lato giusto riesco a vederne il disegno completo. San Francesco infatti diceva : fa che io porti consolazione, non che venga consolato…. Ecco la verità, ecco come vedere le cose dal verso giusto. La vita nel mondo può essere tremenda e bastarda ma non sono qui per essere consolato, non sono qui per essere coccolato ma sono qui per consolare, per aiutare, per dare. Il resto non conta. Mi rialzo e un sorriso spunta sul mio viso, torna la gioia nel mio cuore e tutto torna a muoversi e a cantare come prima.

 

Buon Ferragosto!

4 commenti

Archiviato in Pensieri

A Francesco e il motivo del vivere.

Avvertenza a voi che entrate in questa landa oscura. Per scrivere questo post ho impiegato parecchi tempo e purtroppo è diventato molto lungo. Non me la sono sentita di spezzarlo, spero che qualcuno arrivi in fondo a leggero, per chi avesse paura di crollare addormentato, ho preparato un comodo riassunto a fine pagina. Buona lettura.

 

RAI2_LOL_Gesù_omosessuale_ProVita_denuncia-1200x661-620x350

 

Caro Francesco.

Tutto inizio quando per sbaglio o forse in maniera inconsciamente voluta, ti girai una petizione. Una petizione via internet, una delle tante una di quelle che può darci la possibilità, a noi cattolici, di sentirci utili con pochi click.

La petizione era per protesta contro la RAI per un video mandato in onda alle 20:30 di sera in cui si presentava un Gesù gay nell’atto di sposare uno degli apostoli, compreso di bacio finale. Questa la tua mail di risposta al mio invito:
———–
Michele
Non ho visto la trasmissione LOL, ritengo comunque che essendo anche i Gay figli di Dio
la trasmissione non delinei alcuna offesa.
Televisione di stato italiano e non dello stato vaticano, lo stato é laico ed in quanto tale non
schierato. Spero che questi atteggiamenti che ritengo integralisti siano sempre più rari se non
altro per distinguersi dai mussulmani.

A presto
Francesco
———–
L’integralista di turno, ivi citato, sono chiaramente io. Integralista lo divenni, forse senza rendermene conto.

Cosa c’è di male nel rappresentare un Gesù gay? Perché’ fare una petizione? Non sono , appunto come dice Francesco , anche loro figli di Dio?

Io mi sono sentito offeso. Mi sono sentito offeso come cristiano, come cattolico ma come colmare la distanza che ora c’è tra me e un buon amico come Francesco? Ho pensato quindi di scavarmi dentro cercando di capire perché mi sono sentito offeso e perché le persone così dette “normali” prendano questo risentimento come un estremismo, un’anomalia.

Essere cristiani.
Cosa vuol dire essere cristiani? Facile, vuol dire seguire le orme di Gesù. Fa un po’ paura scriverlo o dirlo ma cercare la sua strada è essere cattolico. Quindi si prega, ci si mette in contatto con Dio e pian pianino si apre un mondo. Un mondo fatto di preghiere diverse, più consapevoli, che vanno oltre a quello che ci hanno insegnato al catechismo da bimbi. Una preghiera rivolta più all’ascolto che all’orazione vera e propria. Poi si va oltre , ancora avanti, quello è solo un piccolo gradino. Si ascoltano le vite dei santi, si studiano le stesse. I Santi prima sono solo dei nomi su un calendario. Nomi a volte strani. Alcuni hanno un significato particolare: San Matteo, si faceva festa nel mio paese, San Francesco , chi non lo conosce, …. e invece c’è un poi. Il poi inizia, come detto, a studiarne la vita , a capire cosa hanno fatto , perché sono Santi. Tanti hanno fatto cose eccezionali : miracoli, resuscitato persone, guarito infermi. Altri invece hanno intrapreso una vita di estrema povertà e pregato per tutta la vita. Altri erano ricchi e hanno dato tutto ai poveri vivendo di stenti e… Pregando. Tanti Santi poi non compariranno mai su nessun calendario ma il Padre non li dimenticherà. Nel secolo scorso , dal 1900 al 2000, ci sono stati nel mondo 90 milioni di cristiani uccisi, martiri per difendere la loro religione. Mentre oggi, nel 2014, viene ammazzato , sempre per gli stessi motivi , un cristiano ogni 5 minuti. Un cristiano ogni 300 secondi. Martiri perché credevano in Gesù , credevano nel momento in cui sono stati ammazzati, che Lui si é fatto piantare dei chiodi nelle mani e nei piedi per morire per noi. E noi nelle nostre case moderne che faremmo se entrasse uno dalla porta puntandoci un fucile alla testa chiedendoci se crediamo o meno a Gesù’? In quel momento penseremo al video oggetto di questo mio sfogo, di questa mia protesta? Lo stesso video lo faremmo vedere ai parenti delle vittime come sopra?

Da questo raffronto nasce il mio sentirmi offeso. L’esempio della vita che ha dato Gesù, seguita da tante altre persone negli ultimi due mila anni, che non mi fa accettare quello che a molti potrebbe sembrare una presa in giro, un motivo per farsi una risata o sfottere il bigotto di turno. Non ho nulla contro i gay ma la loro vita non é di sicuro all’insegna della rinuncia e della preghiera perché’ altrimenti, se così fosse, imparerebbero a resistere alle loro tendenze, saprebbero quale sia la via da seguire per la vera felicità. Come ti ho già citato in una delle mie mail, San Paolo (fondatore della chiesa nonché illuminato direttamente da Gesù) ripudia con sdegno nella Bibbia comportamenti omosessuali. Il suo sdegno non è per un ragazzo spaventato dai compagni per avere tendenze strane. No, quello San Paolo stesso sono sicuro che lo avrebbe addirittura difeso. Quelli che lui manderebbe a morte, sono quelli che sono stati traviati internamente dai loro costumi disdicevoli, perché quello che si fa poi lascia cicatrici anche nell’anima, quelli che utilizzano la loro sapienza per mettersi a capo del popolo… Dalla Bibbia :

24Perciò Dio li ha abbandonati all’impurità secondo i desideri del loro cuore, tanto da disonorare fra loro i propri corpi, 25perché hanno scambiato la verità di Dio con la menzogna e hanno adorato e servito le creature anziché il Creatore, che è benedetto nei secoli. Amen.
26Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami; infatti, le loro femmine hanno cambiato i rapporti naturali in quelli contro natura. 27Similmente anche i maschi, lasciando il rapporto naturale con la femmina, si sono accesi di desiderio gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi maschi con maschi, ricevendo così in se stessi la retribuzione dovuta al loro traviamento. 28E poiché non ritennero di dover conoscere Dio adeguatamente, Dio li ha abbandonati alla loro intelligenza depravata ed essi hanno commesso azioni indegne: 29sono colmi di ogni ingiustizia, di malvagità, di cupidigia, di malizia; pieni d’invidia, di omicidio, di lite, di frode, di malignità; diffamatori, 30maldicenti, nemici di Dio, arroganti, superbi, presuntuosi, ingegnosi nel male, ribelli ai genitori, 31insensati, sleali, senza cuore, senza misericordia. 32E, pur conoscendo il giudizio di Dio, che cioè gli autori di tali cose meritano la morte, non solo le commettono, ma anche approvano chi le fa.

Non è questo che è successo nella nostra società moderna? Non vengono ogni giorno comportamenti malsani presi come diritti negati? Come esempi da seguire? Non vengono giustificate ogni giorno una passione o una tendenza? Tutto diventa diritto. Tutto diventa dovuto.

Il senso della vita.
In una tua risposta (la sequela di mail che ci siamo scambiati è lunga infatti) hai puntato il dito metaforicamente contro di me , dicendo che non capisci le persone che seguono quello che sta scritto in un libro vecchio di secoli, che non capisci questi estremi e speri che sempre meno gente la pensi così. Come andare oltre? Come fermarsi sulla riva di un fiume e guardarsi dentro? Sai bene la tragedia che ha colpito la mia famiglia. Tanti ci hanno compatito, ma non tu. Tu ci sei stato vicino nel momento che contava, in cui avevamo bisogno. Tu sei sicuramente diverso e sei stato speciale dato che sei venuto dall’Italia a dare l’ultimo saluto a Virginia. Tu e tuo cugino: 10 ore e passa di viaggio per portarci un saluto. Prima di Virginia mi chiedevo spesso che senso avesse la vita e poi ho avuto risposta. Tutto finisce, tutti siamo qui di passaggio come la schiuma delle onde, prima o poi si dissolve. C’è chi ha a disposizione tanto tempo, altri invece, come Virginia, hanno una missione breve come tempo ma fondamentale come significato. Che senso ha lottare? Quante volte si leggono gli annunci funebri sui giornali che
 usano questa terribile frase: «Una vita completamente consacrata al lavoro, non pensava mai a sé, il suo più alto dovere era
 la famiglia…» bello vero? Come asini a tiriamo il carretto per anni e anni per quale scopo? Per dare un futuro migliore ai nostri figli? E poi lasceremo il carretto a loro e via anche loro a tirarlo per anni e anni e via per generazioni. Qualcuno prima o poi si chiederà dove sta andando il carretto?

Era sera. Virginia era salita in cielo da pochi mesi. Dopo aver lavato i denti ai bimbi ci siamo messi in ginocchio davanti al crocifisso tutti insieme per dire le preghiere della sera , come solito. Alla fine delle stesse chiedo sempre ai bimbi di ringraziare Gesù per qualcosa di bello che Lui gli ha dato nella giornata. Sofia, la più grande, mi chiese : ” perché’ Dio ci ha fatto?”. Avevo qualche secondo per rispondere. Allora non avevo ancora iniziato a leggere la Bibbia con regolarità, ero ancora stordito da quello che avevamo passato. Risposi con una gran naturalezza, come se fosse una cosa che sapevo da sempre : ” ci ha fatti per volerci conoscere, per volerci bene”. Questa mia risposta non so da dove mi sia venuta ma ho scoperto poi che è il messaggio più importante della Bibbia. Solo nella Bibbia troverai risposte a domande importanti e fondamentali come questa. Sarò visionario bigotto o altro ma la forza che tiene insieme la mia famiglia dopo quello che ci è successo non viene da noi. Noi siamo poveri esseri umani pieni di dubbi e di paure ma avendo perso una figlia ora siamo comunque felici. Nei giorni seguenti trovai per casa un libro. Dimenticato. Da qualcuno. Un libro che parlava di Gesù. E in quel libro trovai tante risposte e indicazioni che mi riportavano sempre alla Bibbia. Nello stesso ci si chiedeva dell’esistenza di Dio. Il protagonista allora si figurava di mettersi in una macchina del tempo e andare al tempo di Adamo. Adamo era lì, nascosto dietro a un cespuglio. Egli chiedeva ad Adamo se sapesse se esisteva Dio : lo stesso rispondeva che Dio era lì, il problema era che lui non riusciva a sfuggirgli, non riusciva a nascondersi così bene che Dio sapeva sempre dove era finito. E questo siamo oggi: non escludiamo che Dio esista ma non ci occupiamo di Lui, trasgrediamo i suoi comandamenti, ci nascondiamo a Lui, lo mettiamo in un angolo, lo dimentichiamo, non parliamo con Lui attraverso la preghiera, ce ne allontaniamo. Il risultato è una religione fai da te dove va bene un po tutto, basta non rompere le balle al vicino di casa, basta non impuntarsi, vivi e lascia vivere, vivi a lasciati scivolare nel baratro.

Dove andremo con questo comportamento?

La speranza.
Si caro Francesco questo ha in testa un estremista bigotto cattolico.

Nella vita a volte ci si volta indietro. Capita a tutti. E quindi la domanda: ora predichi tanto di seguire le orme di Gesù e dei Santi , ma chi ti credi di essere poi? Ma li sta il trucco o l’inganno del diavolo. Si proprio lui! Con il Padre celeste che è lassù è diverso. Noi siamo tutti peccatori al suo cospetto, io per primo, ma Lui ci dà la speranza, la possibilità in ogni secondo della nostra vita di voltare pagina, di imboccare la via diritta, di perdonarci i peccati, di fare il punto zero. Per questo è appunto il diavolo che ci abitua a guardare avanti e indietro nella nostra vita , il passato e il futuro. È lui che mette sale nelle cicatrici della nostra anima facendoci credere che non si rimargineranno mai, che Dio nostro Padre non ci perdonerà mai. Al tempo stesso è sempre lui che distorce la nostra attenzione ponendola sul futuro facendocelo vedere pieno di paure, incertezze, cose da organizzare se no non arriveremo a quell’ obbiettivo, ecc… E intanto perdiamo di vista gli obiettivi importanti. Per Dio, per il nostro Padre, quello che conta è l’adesso. Noi siamo qui per gestire la nostra capacità di scelta e questa viene esercitata ogni secondo che passa. Da queste scelte continue verremo giudicati e solo se porteremo amore al prossimo e al nostro Padre potremo salvarci.

Riassumendo…
Riassumendo non ho nulla contro i gay, presi singolarmente sono , secondo me, anime perse in ricerca di qualcosa come tutti ma sulla strada sbagliata. Quello che non sopporto e per cui vale la pena lottare , è contro la mentalità , il rendere istituzionale un comportamento deviato, è il creare diritti senza prendersi nessun dovere. Le persone infatti che hanno creato il video che ha creato questa protesta, non sono di sicuro persone deboli e allo sbando. Sono per contro persone che hanno un sacco di soldi e sono considerati nella nostra società dei vincenti. Quindi i passaggi logici e contenuti in questa cacofonia di parole sono semplicemente :
– essere cristiani implica riconoscersi peccatori
– come peccatori la nostra fede ci guida a Gesù e a leggere il Vangelo o la Bibbia
– la strada di Gesù porta a sacrifici, digiuni, alla preghiera
– la preghiera non è il ripetere una formula bensì mettersi in ascolto, parlare con Dio, aspettare che Lui ci parli
– come sequenza logica quindi l’essere gay, non come tendenza ma come pratica, non combacia con la fede cristiana
– essere gay è per la nostra fede un peccato ma non per questo uno non può esserlo: scegliere di fare paracadutismo è una scelta legittima ma dire a tutti che fa bene alla salute e che tutti devono farlo è un’altra cosa!
– raccontare a ragazzi e bambini che Gesù sia gay , per tutto quello che rappresenta la nostra fede , è un grave peccato un istigare al peccato stesso , è istigare ragazzi e bambini a intraprendere non la strada di Dio e se non è quella, purtroppo l’altra porta al diavolo.

- essere gay praticanti è un peccato alla stregua di chi tradisce la moglie, va con le minorenni , ruba o fa falso in bilancio. Pubblicizzare questi comportamenti non ortodossi, o addirittura vantarsi è ancora peggio. Se poi il mondo va in quella direzione, io voglio andare nella direzione opposta finché Dio darà fiato ai miei polmoni.

 

 

PS.

Lo so , gli argomenti di questo  post potrebbero costituire lo spunto per un libro ma io non penso di esservene all’altezza e volevo fotografare il mio stato d’animo attuale per lasciarlo magari ai miei figli , un giorno che vorranno capire come eravamo.

27 commenti

Archiviato in Fede

Stessa spiaggia, stesso mare….

Per-quest-anno-non-cambiare-stessa-spiaggia-stesso-mare_o_su_horizontal_fixed
 
Ebbene si , devo ammetterlo: siamo emigranti. Emigranti in Germania da quasi 4 anni. Non siamo partiti con la valigia legata con lo spago, quello no. Ma siamo qui in terra straniera. I posti stanno diventando famigliari ma non sono dove sono nato. Oggi c’erano 28 gradi, un’aria davvero piacevole. Mancava qualcosa però…. Non era l’estate che conoscevo…. Ho rimescolato nei ricordi e poi ho capito cosa mancava : non sentivo l’odore delle nostre piante mediterranee, dei tigli dei pini marittimi, dell’erba scaldata al sole. Si odore di pino si, ma è un’altra cosa. La mia famiglia si gode il fresco in Italia e io ad arrostirmi da solo in Germania, temo pazzo. Poi ho riflettuto su miei colleghi e gli amici dei miei figli. Tutti tedeschi. I bambini hanno ora 6 settimane di vacanza. Di queste 6 andranno effettivamente in vacanza 1 o 2 settimane, il restante del tempo rimarranno qui: viaggiare costa e gli amiconi tedeschi tengono molto d’occhio il portafogli. Per noi invece è diverso, per noi staccare è una cosa totale, è rifare la valigia di cartone, impacchettare il cane , due piante di pomodoro (non è per dire, è successo veramente) e far rotta verso il bel paese.
 
anni60-spiaggia
 
Non è una figata? Per contro …. Ogni anno stessa spiaggia , stesso mare, nel senso che dobbiamo portare i bimbi da parenti e nonne e quindi la possibilità di una metà diversa non è semplice. Ma sapete come mi guardano i colleghi quando dico che passerò quasi 4 settimane in Italia? Loro se ci vogliono andare devono decidere dove andare , trovare un albergo, organizzare la strada, prevedere che in loco pochissimi parleranno tedesco e alcuni inglese… Insomma per loro sarebbe come per noi prendere armi e bagagli e andare due settimane in Spagna. Ci si divertirebbe ma non si potrebbe entrare in tutti quei dettagli , costumi, usanze e non si potrebbe apprezzare tutta l’italianità , ad esempio , che c’è nel nostro sud. Nostalgia? Si un po’, ma lavorare…. Si lavora bene in Germania, almeno per ora. 

6 commenti

Archiviato in Germania

Faccio parte di una comunità?

scout_14
 
Nei pochi giorni di ferie che per ora che ho trascorso in Italia ho avuto la grande fortuna di visitare una biblioteca. È una piccolissima biblioteca di un paese di montagna ma abbastanza all’avanguardia con accesso wifi e pc vari. Girellando qui e là ho sfogliato un libro che parlava del mondo dei blog. Nella prefazione la scrittrice che ha assiepato questo libro diceva che lo stesso conteneva vari brani presi da blog vari ma che lei non era una scrittrice di blog, solo una lettrice. Affermava poi che chi scrive blog fa parte di una comunità e in questa scrive opinioni , si aggrega, scambia idee. E’ una specie di realtà parallela dove attingere informazioni e opinioni. Caspita! Ho iniziato questo blog principalmente per utilizzarlo come diario di bordo su quello che ci sta capitando e immortalare i miei pensieri. Poi la cosa si è fatta seria e ha iniziato a scrivere anche Sara. Adesso abbiamo effettivamente amici nuovi con cui intraprendere questo viaggio ma cosa vuol dire comunità? Penso che internet sia un riflesso della vita reale e quindi l’aggregazione che avviene in queste comunità sia quello che nella realtà potrebbe accadere se si vivesse tutti insieme, senza essere separati da distanze temporali o di spazio, senza essere incanalati dal lavoro o dalla famiglia. Come nella realtà anche qui le amicizie funzionano allo stesso modo : sono un po’ come delle piantine da annaffiare tutti i giorni, da coccolare e metterci un po di terriccio buono ogni tanto.   
 

7 commenti

Archiviato in Pensieri

Stato confusionale.

20140729-111924-40764824.jpg

Siamo tornati, tornati in Italia per le vacanze. Ho bisogno di tornare alla mia terra a percorrere luoghi che ho sempre percorso. A rivedere le case fatte di mattoni rossi. Per sentirmi a casa.

La gente qui parla italiano! Se vado in un negozio capisco tutto! Poi mi trovo solo con me stesso e penso … Mi accorgo che penso in tedesco! Com’è possibile? Mi era già capitato in passato ma in inglese, quando rimanevo all’estero per tanto tempo. In tedesco è la prima volta.

Da quasi quattro anni viviamo in Germania e facciamo le vacanze in Italia. Il nostro paese d’origine è sempre dentro di noi ma pian piano le barriere sfumano, diventano più sottili. Le due lingue stesse iniziano a fondersi, iniziano a confondersi nella mia mente, alcuni vocaboli mi sono più comodi in tedesco , sono più immediati e precisi. L’astrusa lingua teutonica inizia a diventare per alcuni tratti dolce.

Dolce? Come possibile? Allora ripenso a un’omelia sentita qualche mese fa. Non me la ricordo tutta, ma ricordo che il prete diceva che quando siamo in difficoltà Dio ci dice di andare da Lui. In tedesco quel ‘kommt zu mir’ ha iniziato a diventare un suono dolce alle mie orecchie è associato alla voce calda e amichevole del nostro prete. Che sia davvero così il Paradiso? Avremo la possibilità di apprezzare tutte le lingue , tutte le varie sfumature? Tutte le barriere saranno abbattute e senza senso?
La baraonda che alberga la mia anima fa si allora che la casa noi sia proprio una cosa definita. Tutto cambia e si evolve e questo vale per le abitudini, i modi di fare e tutto il resto. Abbiamo voluto rimpicciolire il mondo e il risultato è uno stato liquido permanente in cui nulla è definito e preciso. Salvagente? Non ce ne sono … Rimane solo una grossa felicità nel cuore e un sorriso.

19 commenti

Archiviato in Uncategorized

La denatalità – autore sara

Premessa: un nostro amico benestante ci ha detto che lui ha fatto solo un figlio perchè vuole essere sicuro di garantirgli tutto: motorino, auto e così via.

Un mio collega avvocato mi ha chiesto perchè ho fatto più figli perchè mi ha “spiegato” che i figli successivi al primo dimezzano l’eredità del primogenito…….

 

ho ascoltato stamattina per radio l’ultima indagine istat sulle nascite in Italia.

Sembra che muoiano ogni giorno più persone di quante ne nascono. Stiamo diventando uno dei paesi più vecchi al mondo e bisogna, in sostanza, riunire tre famiglie per trovare un figlio intero. La media è così bassa. Il relatore attribuiva il motivo di questa bassa, infima, per meglio dire, natalità, ad un insieme di fattori: politici, economici, culturali.

In effetti rifletto da tempo sul fatto che qui in Germania gli aiuti alle famiglie sono abbastanza buoni: ci sono sgravi fiscali e assegni famigliari mensili per ciascun figlio che nasce e che durano fino al conseguimento dell’indipendenza economica dello stesso. Non solo: ci sono parchi giochi ad ogni “pisciatina di cane”, attrezzatissimi. In ogni ufficio pubblico e in ogni ambulatorio medico ci sono angoli riservati ai bambini per il gioco. Tutto è stato pensato in funzione delle famiglie e dei bambini. veramente sorprendente. Eppure i tedeschi non sono molto più prolifici degli italiani, le cui famiglie non godono di così tanta attenzione. Anche qui in Germania sono gli stranieri a fare figli, in particolare i musulmani. Le famiglie tedesche fanno meno figli degli italiani.

Mi chiedo quindi se la crisi economica sia in realtà solo una scusa che nasconde motivi più profondi e radicati nella cultura e nella mentalità occidentale. Mi chiedo e chiedo a chi mi legge se la denatalità sia frutto del progresso e del benessere.  Io personalmente vedo che le famiglie più ricche sono anche quelle che fanno meno figli. Oppure sia frutto di mero egoismo delle coppie e delle donne, in particolare. Sia un dismettere da parte della donna una sua prerogativa, una sua peculiarità, sia frutto di un femminismo portato all’eccesso.

E allora rivolgo un’altra domanda: perchè si fanno i figli? perchè procreare? perchè farne più di uno? perchè sbattersi tanto per allevare figli?

Io questa domanda la rivolsi a mia cognata pochi giorni prima che Virginia morisse. Stavamo passeggiando lungo la Mosella trasportando Virgi, poco più che cosciente, in passeggino. Lei mi ha risposto che facciamo i figli per rendere questo mondo un posto migliore. Mi è piaciuta questa risposta, e così poi ho dato alla luce la mia quinta figlia. Ma io personalmente credo anche nella vita come un dono, anche se al termine di alcune giornate passate interamente ad occuparmi delle quattro (la quinta, Virginia, è già autonoma, non ha più bisogno di me) bestioline che girano per casa e che ho il privilegio di far crescere, mi chiedo se più che un dono, questa vita non sia una corsa ad ostacoli in cui cercare di sopravvivere. Bando alle sciocchezze, io credo che alla base di ogni discorso sulla denalità, bisognerebbe capire oggi quale risposta dia l’uomo moderno alla domanda posta. Se il figlio viene programmato a tavolino solo dopo aver comprato la casa dei sogni , l’auto a due posti e cabriolè ecc, dopo aver visto mezzo mondo, viene concepito come la ciliegina da mettere sopra una torta perfetta, allora le risposte che vengono date al mio quesito devono essere sorprendentemente eterogenee. Una volta ho sentito dire che mettere al mondo un figlio è un atto di puro egoismo. A voi giro la mia domanda per sapere cosa ne pensate sul punto, magari poi vi viene voglia di fare un altro figlio.

Io infine sto notando che aumenta la dicotomia fra le famiglie: sempre più spesso si distinguono in tre gruppi: senza figli, con un unico figlio, oppure con tantissimi figli . Come la mia. Sembra che superato il numero di due, il terzo arrivi quasi in automatico e a volte anche un quarto. Avete avuto la mia stessa sensazione?

Infine vi giro un’ultima domanda: perchè in questo quadro, dove la famiglia naturale sembra non aver più voglia di procreare, sembra, dico sembra, che le coppie omosessuali non aspirino ad altro che a poter adottare o fabbricare in qualsiasi modo possibile un figlio? Se l’esigenza nasce dal desiderio di scimmiottare la famiglia naturale, arrivano un po’ tardi. Ma è proprio vero che  tutte, oppure tante, queste coppie omosessuali muoiono dalla voglia di avere un cucciolo da allevare per giocare a fare  i genitori? Oppure anche questo è solo un quadro dipinto dai media o da qualche lobby?

P.S. seguendo la logica perversa del mio collega, adesso che ci penso se il secondo figlio dimezza l’eredità del primogenito, il primogenito comunque depaupera i miei averi nel momento che io spendo per mantenerlo…….. Forse non avrei dovuto farne di figli, è che ci sono arrivata troppo tardi a capire il ragionamento…..

2 commenti

Archiviato in Uncategorized