Un paio di quesiti – autore Sara

domande+e+risposte

 

Dalle statistiche di questo blog, sembra che almeno in otto abbiano letto l’articolo “Come trovare un posto di lavoro”, ma poi solo una persona lo ha commentato. In verità mi aspettavo che il tema affrontato scatenasse reazioni furibonde pro e contro. Invece la quiete più totale. Perchè?

una prima risposta che mi sono data è che l’argomento forse non interessa. Al contrario, quindi, di ciò che accade a livello politico planetario, al popolo non interessa l’argomento. Non si schiera nè a favore nè contro. Se questo fosse vero, allora risulterebbe ai miei occhi lampante che la legge contro l’omofobia è una necessità unicamnete della politica che crea e vede problemi dove non ci sono o, perchè, essendo ormai da anni autoreferenziale (cioè si parla addosso, senza conoscere il mondo al di fuori dei palrlamenti), vuole soddisfare un desiderio interno ai politici, alcuni dei quali sentono la necessità di difendere e proclamare i propri gusti sessuali.

una seconda risposta potrebbe essere quella che il mio articolo è troppo complesso da non essere stato capito. In effetti un mio conoscente questa obiezione me l’ha posta. Parlo troppo da avvocato? La gente non capisce la differenza fra un disegno di legge e una definitiva? oppure non sa che un disegno di legge potrebbe a breve piovere sulla propria testa, limitandone la libertà? in quanto complesso, dopo poche righe, la gente forseha smesso di leggerlo e quindi non lo ha potuto commentare o criticare.  Francamente spero che non sia così, perchè sarebbe la dimostrazione che la gente non possiede gli strumenti e le conoscenze per capire quello che avviene nei parlamenti, e non capendole, se ne allontana. ma allontanandosi, perde il controllo della situazione, estraneandosi dalle scelte politiche. Purtroppo, anche se questo non fosse il caso, accade sempre più di frequente che la gente sia totalmente disinformata e neppure in grado si capire un articolo di giornale nel caso in cui si prendesse la briga di leggerlo. Questo, ovviamente, è nel totale interesse dei nostri politici che così sono liberi di fare e disfare sotto gli occhi “ciechi” della gente. E questo è il motivo per cui l’istruzione planetaria cala di livello e quantità di giorno in giorno e non si è ancora vista una riforma della scuola che questa benedetta scuola l’abbia migliorata.

Terza risposta: l’argomento interessa solo uno sparuto gruppo di genitori che ancora si interessano per i programmi scolastici  e trovano il tempo per chiedere ai propri figli cosa stanno imparando a scuola. I genitori sono sempre meno, i figli pure, i genitori attivi ancora meno, e quindi l’argomento è poco noto e diffuso. Basti pensare che per trovare notizie a riguardo bisogna cercare canali non statali, ma online e di stampo cattolico. Gli unici o quasi che lottano per denunciare quello che sta succedendo e per fermare l’ideologia del pensiero unico che ucciderà la libertà di pensiero, opinione e di religione.

A voi la risposta.

4 commenti

Archiviato in Uncategorized

Come trovare un posto di lavoro- autore Sara

Se passerà il disegno legge Scalfarotto in parlamento, tra pochi mesi molte persone avranno una strategia in più per trovare un posto di lavoro con corsia preferenziale. basterà autocertificarsi omosessuali e si avrà diritto ad accedere alle quote “arcobaleno”.

Ora vi spiego cosa dice questa legge. La questione mi appassiona particolarmente in quanto da avvocato, quale sono, non posso rimanere indifferente di fronte ad un palese tentativo di togliere la libertà in questo paese di pensare diversamente dagli slogan di moda e di violentare il buon senso comune.

Apparentemente la legge, dicevo, dice poco ma in realtà, è allucinante. E’ il disegno legge contro l’omofobia. Omofobia che non viene definita, quindi il concetto rimane vago e si presta alle più diverse interpretazioni e manipolazioni caso per caso. In pratica un cittadino potrà essere penalmente perseguibile senza essersi reso conto di quello che ha fatto o detto. Ora, divenendo, se passa il disegno di legge, l’omofobia un reato penale, tale legge sarà già contraria ai principi costituzionali della certezza del fatto di reato, non essendo lo stesso descritto dal legislatore.

Chi commette un atto “omofobo”, quale cosa esso significhi, verrà punito secondo il rinvio contenuto nel disegno di legge Scalfarotto alla legge Reale-Mancini. La legge Reale-Mancini fu promulgata per combattere l’ideologia fascista antisemita e razzista. Il che significa dire che i gay sono una Razza, come i neri.  (questo forse sarebbe perseguibile come omofobo, in quanto io ho sempre pensato ai gay come a persone uguali alle altre. O i gusti sessuali sono diventati così centrali nella nostra vita da assurgere a criterio razziale?)Ma significa anche dire che ha la stessa gravità dire che un bianco e una nera non si possono sposare e dire che due uomini (o due donne) non si possono unire in matrimonio o unioni sessuali, che dir si voglia. .Ora vi chiedo : ha veramente la stessa gravità? Perchè allora bisognerà bruciare la bibbia e quasi tutti i testi religiosi di tutte le confessioni al mondo nonchè la totalità dei manuali di biologia che insegnano come si riproducono gli esseri viventi ( e magari bruciare anche quelli che quei libri li hanno scritti).

Mentre se dico che un uomo e una donna non si posso sposare, va bene,non è un reato e forse ha anche senso e qualcuno mi applaudirà o farò carriera politica più in fretta. Comunque in forza di questo pensiero unico che ci cade sulle testa e non ce ne accorgiamo, chi liberamente citerà un passo della bibbia o la lettera di San paolo o il catechismo della Chiesa Catttolica rischierà la galera anche fino a sei anni di reclusione.

Questa è la libertà del ventunesimo secolo. A me sembra che si stia tornando in dietro. Sappiate che un predicatore di strada in Inghilterra è già stato incarcerato perchè leggeva pubblicamente le lettere di San paolo sulla sodomia. Cioè questo soggetto è “talmente pericoloso per la società” che è stato messo in carcere come fosse un assassino o un mafioso….. Vi rendete conto della dittatura in cui viviamo senza accorgerci? i ladri sono per strada, gli spacciatori pure, ma chi parla contro l’omosessualità è in carcere….. A voi i commenti.

Ma perchè sembra così forte e pressante l’esigenza e la necessità di promulgare una legge contro l’omofobia oggi? In effetti forse avrebbe avuto senso cento anni fa, quando, forse, gli omosessuali erano più frequentemente oggetto di denigrazione o emarginazione. Ammesso poi che sia vero, posto che il fenomeno era diffuso anche presso gli antichi greci e romani, senza alcuno problema. Ma oggi io personalmente non vedo alcuna forma di discriminazione, anzi vedo solo un forte orgoglio degli omosessuali di esserlo al punto tale da non perdere occasione per autoproclamarsi tali. Al mio corso di italiano, un uomo si è presentato dicendomi: “salve, sono Tizio, ho tot anni e sono gay”. Come se io, ancora prima di dire le mie generalità, la mia nazionalità, dovessi raccontare al primo che capita i miei gusti sessuali… Insomma, non mi sembra proprio che i gay si sentano ostracizzati. Si pensi solo al fatto che due presidenti di regione in Italia sono dichiaratamente gay.

Ma se tutto questo sistema normativo nasce dalla “necessità” quotidiana di difendere una “razza” fino ad oggi discriminata, la legge Reale Mancino, come tutte le leggi antirazziali, prevede e impone, inoltre, allo Stato di adottare misure volte anche a integrare, tutelare  e favorire i discriminati. Vedesi per esempio le quote per la gente di colore in America o le quote rosa nel nostro bel Paese. Il che significa, per arrivare alle prime righe di questa lettera, che, se entra in vigore questa legge Scalfarotto, oltre a non esserci più la libertà di pensiero, ci saranno le quote arcobaleno. Con un piccolissimo problema che accertare se uno è gay o meno è difficile se non addirittura impossibile. E quindi basterà una mia autodichiarazione (di essere omosessuale)e  avrò diritto di passare davanti a quegli sfigati eterosessuali nelle graduatorie. A quest’ultimi non resterà che  cambiare in fretta i propri gusti sessuali ( anche perchè, diciamola tutta, non sono più di moda).

Ad aggravare la situazione è che questo disegno di legge viene preceduto e accompagnato da una serie di tentativi di divulgare da parte del Governo opuscoli informativi per insegnanti, bidelli, alunni ecc, volti a spiegarci chiaramente che oggi non vale più la biologia e la natura, perchè soppiantate da altra “legge”, che di fisico non fa nulla, inventata a tavolino da qualche mattacchione: la teoria del gender. Come tutti ormai sappiamo, non nasciamo maschi e femmine, come è successo negli ultimi millenni, ma dagli anni 2000 in poi decidiamo noi, giorno per giorno, cosa siamo e che gusti sessuali abbiamo. Ho già scritto in questo sito cosa ne penso in proposito e non voglio ripetermi, solo mi dispiace sentire tante persone bersi tutto, ripetere acriticamente qualche slogan senza capire che ci stanno indottrinando peggio che durante il nazismo. E che quel che più fa male è vedere che come allora, è l’ignoranza nostra che permette tutto questo e soprattutto la nostra continua indolenza. In questi innoqui manualetti preparati con i soldi pubblici, si insegna anche a far sperimentare già nelle scuole materne la masturbazione nei nostri figli, si insegna loro che è normale che un bambino possa avere due mamme o due papà, ecc. Come se i bimbi di tre o quattro anni avessero i “pruriti” e le “morbosità” che ottenebrano le menti dei nostri amati politici, alcuni anche dichiaratamente cattolici (quando sono sotto elezioni e pur di farsi eleggere).

Questo mio articolo vuole essere una chiara denuncia, non contro i gay, ma contro l’ideologia del pensiero unico che ci sta uniformando e paralizzando la testa. Vi chiedo di informarvi, se già non lo avete fatto, cercando fonti alternativi dai classici giornali di stato. leggete “la Nuova bussola quotidiana”, quotidiano on line gratuito, il sito dei “giuristi per la vita”, e poi cercate di farvi un’opinione critica personale. Se poi alla fine arrivate alle mie conclusioni, allora vi invito a firmare gli appelli che si trovano nei siti sopra citati per fermare una legge assurda , La Scalfarotto, che in un momento di crisi economica disastrosa come quello che stiamo vivendo, dimostra ulteriormente, l’assurdità di una questione che non solo non è più, o non è mai stata, attuale e importante, ma è ridicola a fronte dei problemi che ci troveremo ad affrontare nei prossimi anni. Invito i genitori che mi stanno leggendo a essere “sentinelle in piedi”, attente a cosa viene insegnato ai figli nelle  scuole e pronti  a lottare per i valori che fino a ieri hanno caratterizzato società più vicine al buon senso e all’ordine naturale delle cose ma anche all’ordine spirituale che caratterizza l’uomo, in qaunto essere dotato non solo di un corpo ma anche di un’anima. L’uomo inteso non come essere solo sessuato e malato di sesso, ma anche come essere teso al mistero divino, alla dimensione trascendentale, tensione che ci dovrebbe distinguere dalle bestie.

Vi invito pertanto a sottoscrivere, e a far conoscere a vostra volta, gli appelli contro l’approvazione di questo disegno legge, cercando nei siti di “giuristi per la vita, http://www.giuristiperlavita.org/, o In “www.lanuovabq.it” oppure  http://www.lanuovabq.it/it/sottoscrizioneCampagnaRaccoltaFirme.php

Grazie

 

2 commenti

Archiviato in Uncategorized

Il futuro dei nostri figli.

IMG_1436.JPG

Ho nove anni. Sono seduto al mio banco blu scuro, a destra un foro per il calamaio che usavano forse anni prima. In fondo al banco una riga nera un po’ inclinata, per appoggiarci le matite o le biro e non farle cadere. Il banco è accostato al muro. La maestra alla lavagna ci dettava i tre titoli dei temi. Io mi dondolo un po’ sulla sedia per vedere meglio i titoli ma quello che farò l’ho già scelto e lo aspettavo da tanto… “Cosa vuoi fare da grande”. Già… Mi immaginavo ingegnere, mi immaginavo alla presa con problemi, calcoli, un mondo relativamente semplice in cui nuotare dove basta la volontà e l’impegno. Con queste due qualità mi sognavo di potermi laureare e poi lavorare, risolvere sfide tecniche in giro per il mondo, come aveva fatto mio zio, anche luì sempre di aspetto così sicuro, sempre pronto a spiegarmi in maniera facile le leggi fisiche che costruivano e popolavano quel mondo mio da bambino. Un mondo pulito, un mondo senza pericoli.

E tutto questo scivolava sulle righe del foglio protocollo. Ma cosa faranno i nostri figli? Vivo questi giorni un po superficialmente, impegnato nel lavoro, saltando da un impegno lavorativo a una riunione a scuola dei genitori e cercando di essere comunque presente per i bimbi. Ma loro cosa faranno? Quando riempivo quelle righe in 4 elementare avevo delle certezze quasi incrollabili : fare l’ingegnere e il lavoro che sognavo. I nostri figli sono di madre lingua italiana, frequentano la scuola tedesca, studiano a casa costretti dalla mamma la storia è la geografia in italiano, hanno anche iniziato a studiare inglese. Hanno due lezioni di nuoto a settimana e suonano uno strumento. Basterà? Sapranno cavarsela nella vita? La Gabanelli mentre scrivo spara dal suo Report le vergogne del nostro paese. Dipinge a tinte fosche e sempre più scure come da noi si lavori solo per essere amici degli amici, come questa cerchia ristretta di amici si spartiscano la torta. Intanto il popolo bue, le persone normali come me, lavorano tutti i giorni tra l’inquinamento e i dissesti vari causati da quella cerchia di amici. Il mondo quindi non sembra così sicuro e lineare, non è un mondo facile da vivere. Ma i nostri figli, che futuro avranno? Anche quella cerchia di amici se lo chiederanno? Cosa penseranno del futuro dei loro figli? Pensano davvero solo a raggranellare soldi? Dov’è finito quel mondo? Questo mondo fatto di multinazionali, di entità oscure che gestiscono la nostra vita, che decidono i nostri gusti, che sono dentro a tutte le cose che ci circondano. Ci sarà la possibilità di aprire un’attività in proprio? Ci sarà la possibilità di emergere solo con il sudore della propria fronte e tanto impegno? Oppure saranno condannati, come noi tutti, a vivere all’ombra di qualcuno?

Non posso far altro che affidarli a Dio, affinché li protegga e li guidi nella vita. So che Lui lo farà e che non ne perderà nemmeno uno.

La maestra ci dice che è ora di ritirare i compiti, scorro il foglio protocollo , ho scritto due colonne come al solito. Forse poche ma mi sembrano piene di bei concetti e poi non mi piace ripetere le cose.

8 commenti

Archiviato in Uncategorized

La Cina ai piedi.

11 ottobre 2014, zona commerciale di Koblenz.

Cina.-Gli-operai-alzano-la-testa-e-fanno-sciopero.-I-colossi-delle-scarpe-rischiano-la-paralisi

 

Ci siamo, purtroppo ogni tanto dobbiamo farlo. Si dobbiamo infilarci in un negozio di scarpe per calzare i nostri bimbi. Non possiamo più rimandare: l’inverno alle porte, Sofia che deve fare una gita con la classe, Matilde che ha quasi i buchi.

Negozio prescelto fa parte di una catena, specializzato in scarpe. Ci siamo stati già altre volte è di solito le scarpe sono tutte ammassate su scaffali e gli stessi suddivisi per taglia. Per ogni tipo di scarpa non c’è sempre lo stesso numero e quindi bisogna un po’ arrangiarsi. Commesse e commessi ci sono ma dispersi in quel marasma non è facili trovarli.

Entriamo e ci dividiamo. Per fortuna c’è sempre un angolo del negozio dedicato ai bambini con tv , giocattoli, proprio vicino alla loro area. Anche io ho bisogno di scarpe! Per fortuna riesco a ritagliarmi il mio spazio, Sara si accolla i bimbi e io girovago tra gli scaffali pieni di scarpe nel settore degli Herren.

Trovo una scarpa che mi aggrada, la provo…. Bo dentro sembra ci sia una specie di tappeto attaccato. Fuori dice vera pelle. Cerco dove la fanno… Nulla. Forse devo smontarla ma non mi sembra il caso. 40 euro, caspita che prezzo. Mi guardo intorno. Prendo altre scarpe, sempre tutte sotto ai 50€. Tutte fatte all’interno similmente. Tutte senza la nazione di provenienza. Possibile? Anche quelle con il pelo dentro, purtroppo qui popolari, risultano senza una provenienza. Ma non siamo in Europa? Boh forse le regole valgono solo era la carne. Non mi accontento, cerco la zona del locale delle scarpe firmate. Tutte firme italianizzanti, finalmente , un design in o meglio. Ne calzo una, il gusto è comunque discutibile, mi sembra che all’interno la soletta non ci sia. La esamino bene. Una grossa scritta in inglese posta sulla soletta, dice che è coperta da un brevetto italiano. Già… Bello. Però mi puzza. Tiro su la fibia è sotto alla tabella delle taglia sta un bel ‘Made in China’. Ma come ? Questo marco italiano , famoso?

A fianco un altro marchio del Made in Italia, provo una scarpa anche di questo e faccio le stesse osservazioni sulla soletta. Possibile che non riusciamo più a fare scarpe? Questa però è fatta in Vietnam.

Sono nella parte ‘costosa’ del negozio, infatti sono equipaggiate con un chip antitaccheggio…. Costose? 60€, 20€ in più di quelle ‘fatte non si sa dove’. A fianco un’altra esposizione di scarpe molto eleganti. Marca dal nome non famoso…. Guardo… Fatte in Germania. Scarpe dagli 80 ai 100€…. Fatte decentemente ma non speciali. Sembrano quasi meglio delle italiane fatte in Cina. Possibile? Possibile che ci siam giocati le scarpe così facilmente?

I bimbi hanno finito. Sara è riuscita nel solito miracolo di comprare in meno di 1 ora le scarpe alle due bimbe grandi. Anche Tancredi si è comprato un paio di scarpe. Il tutto per un centinaio di euro. La volta prima ero riuscito a strappare a Sara di comprare delle “Primigi” per quasi settanta euro per Sofia e che detengono per ora il primato di durata: 1 anno intero senza buchi nelle suole! Il quelle belle scarpe capeggiava nella suola un bel ‘Made in italy’ è un confortante ‘vero cuoio’ … Si in italiano, qui in Germania! Purtroppo a distanza appunto di un anno la su detta marca non sembra comparire più sugli scaffali e… La Cina ai piedi. E´pero´ triste pensare che il tutto e´ dovuto per una differenza di pochi euro per il consumatore che , moltiplicata per i consumatori fanno un sacco di euro per le aziende produttrici.

2 commenti

Archiviato in Germania, Pensieri

Il rito.

IMG_1435.JPG

Ho cominciato un mesetto fa e ora lo faccio tutte le mattine. Tutte le mattine, prima di andare a lavorare. Per fortuna è cambiato l’orario e alle 7:30 ora c’è luce. Esco , attraverso la strada è imbocco il portone del cimitero. A quell’ora non trovo mai nessuno, solo un paio di volte ho incrociato una signora. Ci siamo salutati, quasi con orgoglio, un orgoglio per dire che anche l’ora era strana eravamo lì per i nostri cari. Attraverso quindi un prato costeggiato da alberi altissimi. Alberi che sono lì da sempre. Poi imbocco un vialetto tra varie tombe, tutte per terra, come va qui. In lontananza si vedono le luci fievoli della città , poco più sotto , che si sveglia. Infine entro tra un rettangolo fatto di alberi. Un rettangolo che delimita quello che è un cimitero seperato dal resto. Un parco dentro al parco per delimitare, per sottolineare, per innalzare. Si , in quel recinto naturale fatto di alberi e cespugli ci sono solo bambini. Bambini che sono andati in cielo. Alcuni sarebbero più vecchi di me, altri avrebbero qualche anno. Arrivo di fronte a Virginia, la mia bimba, la Sua bimba, il nostro angelo in cielo. Leggo il suo nome sulla croce. Una croce di legno, piccola e semplice che già dopo qualche anno denota il passare del tempo. Questo rito a che serve? Lei è là felice, che ammira la luce di Dio , che serve venire qui, rileggere le date in cui è nata e in cui ha raggiunto il Padre? Essere lì mi fa guardare dentro, mi obbliga a fermarmi a pensare alla mia vita. A chiedermi perché sono li. Andare al cimitero non serve per chi c’era. Loro sono nella vita eterna, per loro non è più un problema se Renzi c’è la farà a riparare l’Italia o se domani piove. Loro sono a posto, hanno passato l’esame. Andare li serve a me al mio egoismo, a curare il mio egoismo e farmi sentire umile, a farmi sentire uno qualsiasi e un passo dietro l’altro migliorare il mio cammino nel mondo.

3 commenti

Archiviato in Pensieri

Osservazioni di una italiana all’estero- autore Sara

Gli occhi delle insegnanti arabe sono bellissimi. Sono donne stupende dal sorriso smagliante. Mi salutano sempre quando arrivo alla Volkhochscule, una specie di università popolare che offre, fra gli altri, molti corsi di lingua. Io insegno italiano, tengo diversi corsi. C’è una caffetteria e spesso vedo gli altri insegnanti sostare per un caffè, due chiacchere. La caffetteria serve anche la Musikschule, quindi spesso incontro le stesse donne al pomeriggio con i relativi figli che frequentano, come i miei , corsi di musica.

E’ uno spettacolo interessantissimo. Ci sono i tavoli multietnici che io frequento volentieri. Le Arabe, come noi italiane, portano sempre qualcosa da mangiare e lo condividono volentieri. Quindi ti trovi ad assaggiare cibi esotici che nulla hanno da spartire con quelli tedeschi. Le donne arabe sono rumorose come noi italiani. il mio tavolo, poi con quattro piccoli pargoli irrequieti, lo è particolarmente. Le mamme tedesche, invece, hanno sempre una bottiglia per i bambini. I tedeschi bevono come ii cammelli. A tutte le ore, e preferibilmente non acqua. Il cibo è secondario. Qui la merende è conservata in una scatola di plastica ( è più ecologico del panino avvolto ogni volta in una carta diversa, la scatola la riutilizzi sempre). Le mamme più attente all’alimentazione portano spicchi di frutta già tagliati, con la relativa buccia (perchè qui si mangia quasi tutto con la buccia, anche il cetriolo, che i bambini, anche pseudoneonati, gustano con piacere, lasciando i miei figli schifati). Tante altre mamme comprano merendine al bar o scroccano qualcosa dalle altre. Pare impossibile, ma una mamma italiana non dimentica mai il cibo per i figli e anche l’auto si trasforma giorno dopo giorno in una dispensa ambulante. La mia, più che una dispensa, sembra un cassonetto dei rifiuti….

Poi c’è la mia amica polacca che, sposata con un tedesco, e affascinata dalla culturaa italiana, fa un guazzabuglio pauroso di cultura e cibo. cerca di far convivere gusti fra loro incompatibili per accontentare tutti in casa.

Poi c’è il mio amico spagnolo, l’insegnante di spagnolo, che in realtà viene da Cuba. Ci parliamo in tedesco, ma poi dove non arriva il nostro vocabolario, arrivano le nostre lingue madri che sono cugine, Allora ci sorridiamo come fossimo in fondo lontani parenti. A volte scappa un “Buon giorno” o una “buona notte” se ci si trova dopo i corsi serali e nel sentire una risposta italiana in un accento spagnolo, ti senti quasi a casa. Il vento ti sussurra qualcosa di famigliare, inaspettato, la tua lingua è quasi immediatamente capita.

ma questo poi capita anche con i tedeschi, amici ed estranei, qui tutti sanno qualche parola della lingua che definiscono la più bella lingua del mondo. E tu ti senti orgoglioso di saperla padroneggiare, di conoscerne i segreti, i ritmi, gli schiocchi che molte parole fanno risuonare fra la lingua e i denti nelle poesie del Montale, la musicalità di quelle del Leopardi.

Infine passeggio fra le vie di Coblenza, è qui è una vera babele di accenti. ognuno parla un tedesco con ikl proprio accento: russo, italiano, croato ecc. Ognuno che si porta dentro la sua nazione, la sua cultura che comunque e sempre considera superiore e più bella di quella che vive nello stato ospitante. Forse perchè una patria ce la portiamo dentro. una patria che forse non coincide con i confini nazionali o semplicemtne con una determinata lingua. Ma è qualcosa di personale, intimo che ognuno di noi ha costruito con sapienza e lentezza ne lcorso della sua vita e che evolve col passare degli anni. Allora mi chiedo: tutto questo spostamento di popoli è dovuta più a necessità che a curiosità. Questa globalizzazione, che ci spacciano per un progresso dei tempi, è più un segno della disperazione della gente che deve abbandonare le proprie terre e famiglie.

Questo mi dice tutto quello che osservo nella mia Coblenza. Questo mi dicono i condomini che battono un’unica bandiera o i quartieri che sembrano piccoli pezzi di altre nazioni, volati e planati qui, per caso o per necessità-

Solo noi italiani non ci aggreghiamo mai, neppure all’estero. La nostra individualità è elemento strutturale del nostro dna. però è sempre bello sentire qualche connazionale parlare italiano fra le vie della città. E’ una porta che si apre su un mondo che a volte pensi abbastanza lontano e invece, è lì, dietro l’angolo.

Lascia un commento

Archiviato in Uncategorized

vivere in Germania- autore Sara

Questo articolo vuole essere un guazzabuglio di idee e impressioni raccolte in questi quattro anni passati qui a Coblenza.

1) Pochi mesi dopo che ci siamo trasferiti qui, in una bella mattina di sole, giorno festivo, abbiamo pensato di fare un po’ di giardinaggio e tagliare il prato. Dopo pochi minuti sono arrivati i vigili, avvertiti da un buon vicino di casa. Ci hanno spiegato che domenica e giorni festivi è vietato fare rumore in giardino. “perchè è il giorno del Signore”, ci hanno risposto, quando gli abbiamo chiesto il motivo ( salvo poi essere smentiti dai fatti , visto che le chiese qui sono vuote). Ora  a parte il fatto che poteva venire il vicino a dircelo senza scomodare i vigili, dopo tre anni, chiaccherando con una tedesca del mio corso di italiano , ho saputo che nel suo quartiere “vip” , tutti fanno rumore la domenica, anzi è una gara a chi rompe più le scatole al vicino e i vigili non intervengono perchè dicono che se la devono sbrigare da soli…..

2) dopo quattro anni ho capito perchè chi può mette una recinzione o una siepe molto alta lungo il giardino. i tedeschi sono impiccioni fuori misura e controllano ogni movimento del vicino di casa. Sparlano volentieri l’uno dell’altro. Questo lo ho sperimentato di persona, posto che il nostro giardino non ha barriere, è sotto gli occhi d itutti che il mio cane vive in un recinto annesso al garage. E’ già venuta la polizia una volta e i vigili due volte per controllare in quale stato pietoso io faccia vivere il mio povero animale. Sono venuta a sapere che di solito la polizia non viene per queste cose, ma io sono straniera…. e quando un buon samaritano tedesco fa una telefonata, loro vengono a controllare. Non avendo il coraggio di suonare il mio campanello ed espormi il loro punto di vista, forse hanno paura che tirerei fuori il buon Hitlere quello che hanno fatto in passato?

3) ho capito inoltre che i cani e gli animali sono più importanti dei cristiani. Possono entrare nei centri commerciali e in tutti i negozi. E’ così anche in Italia? e non dovrebbero essere lasciati fuori in giardino, ma vivere in casa, parificati a un figlio. Anche questo, per quanto amo il mio cane, mi lascia perplessa. Ma ho capito che è una tendenza generalizzata nei paesi civilizzati. In effetti mi sto rendendo conto che ci sono ormai più cani che bambini e che i cani sono tutti castrati così “rompono” meno.

4) Una corsista è venuta ieri a portarmi le chiavi della sua posta. Mi ha chiesto il favore di prendere e controllare la sua posta mentre lei sarà in vacanza. Io la ho guardata perplessa. In effetti avrà letto sulla mia fronte un grosso punto interrogativo: perchè io visto che ci conosciamo da pochi mesi e sono solo la sua insegnante di italiano e abito a mezzo kilometro da lei, e non i suoi vicini o parenti? lei ha capito e mi ha detto che il rapporto con i vicini non è molto buono, c’è diffidenza e ostilità reciproca… anche questo mi sembra molto triste.

5) in compenso mi piace lo spirito di gruppo e la solidarietà di questo popolo in netta contrapposizione con l’individualismo italiano. Il nostro trasloco nella casa nuova è emblematico. Come avviene spesso in Germania, ci hanno aiutato i colleghi di Michele i nostri amici. Montando, caricando e rimontando i mobili da una casa all’altra. Quello che doveva essere una mezza tragedia si è rivelata una festa fra amici, con foto, pranzo di gruppo con cibo preparato dalle mogli e dalle colleghe e una giornata di gioia e festa. In Italia non mi risulta che ci sia una solidarietà così. Qui poi, gli amci si aiutano a vicenda a tinteggiare le pareti di casa, a sgomberare una cantina ecc. In effetti nel primo girono di scuola al liceo di mia figlia, hanno citato la parabola di Gesù sulla barca durante la tempesta, dicendo che siamo tutti sulla stessa barca e ci dobbiamo salvare tutti insieme….

6) In quella che io consideravo la seconda patria della filosofia, dopo la Grecia, ho scoperto che questa materia a scuola è prevista come non obbligatoria e solo per gli ultimi due anni di liceo. Ho chiesto lumi a due ex insegnati tedeschi e mi hanno detto che la qualità dell’insegnamento è molto scaduta, che il populismo ha abbassato i livelli e la qualità, che forse i governi hanno interesse a creare un popolo ignorante per controllarlo meglio. In effetti la media delle persone che osservo per strada sembra veramente incolta, nel portamento, nello stile, nel vestiario. Si sta costruendo una società di macchine da lavoro, trascurando la loro formazione culturale, togliendo gli strumenti alla gente per rielaborare criticamente le informazioni. Dobbiamo lavorare e consumare, consumare tanto, tanto. Pensare è un opzional troppo pericolo e quindi eliminato a priori. Nel mio corso di italiano, la domanda frequente che pongo, alla lezione “hobblies”, è se leggono e cosa leggono. Pochi leggono e chi legge, legge solo libri gialli.

7) Ho notato un’attenzione e un amore per la natura che in Itala non c’è. Anche a scuola viene insegnata una educazione all’ambiente di tutto rispetto. La prima gita scolastica “vera” prevista istituzionalmente è una permanenza di cinque giorni in una fattoria didattica dove i bambini devono adattarsi ad allevare animali, cucinare, macinare  il grano, pulire le stalle e i bagni. Mia figlia si è trovata a proprio agio, visto che passiamo cinque settimane all’anno in montagna fra stalle e pascoli, ma tanti ragazzini italiani non hanno mai visto mungere e non sanno la differenza fra una capra e una pecora….

 

Ecco alcune riflessioni, non esaustive. Che vanno idealmente ad unirsi con altri precedenti scritti lasciati in questo blog. Un po’ per non idealizzare i paesi oltre Alpe, un po’ per imparare qualcosa da questi barbari, che barbari poi non erano neppure al tempo dei romani, un po’ per parlare, un po’ per informare. Un po’ per capire che tante differenze poi non ci sono e che questa Europa unita ci sta livellando, verso il basso, in una mal intesa idea di uguaglianza. A voi le conclusioni

2 commenti

Archiviato in Uncategorized