il nuovo monoteismo imperante-autore Sara

Che Dio fosse morto lo sapevamo già. Ce lo ha cantato anche il nostro Guccini in una bellissima canzone, ma ancora prima ce lo aveva detto il filosofo tedesco Nietzsche.

Chi, invece, ancora si ostina a definirsi credente, nella maggior parte delle volte, lascia quel Dio, là nei cieli, il più lontano possibile dalla propria vita.

Il problema non è tanto e non è solo che ci siamo sbarazzati di Dio, ma che lo abbiamo fatto senza considerare un aspetto di tutta la vicenda, niente affatto trascurabile. Cioè che, come ha ben spiegato Dostoevskij, l’uomo non può vivere senza inchinarsi davanti a qualcosa. Sì, è proprio così. Dai tempi dei tempi, l’uomo ha creato o ha posto qualcosa davanti a sè, di più grande di sè, che ha dato un senso al tutto. Che il tutto ha diretto e controllato e per la quale l’uomo ha fatto sacrifici, fisici e umani.

Ora, morto Dio, il Dio di Abramo, quello che in fondo in fondo male non aveva fatto, e addirittura, ci aveva dato il suo unico figlio per dimostrarci di quanto amore verso di noi, è capace. Ora, quindi, morto quel Dio, abbiamo dovuto sostituirlo con qualcos’altro. Morto un Papa, se ne fa un altro.

La nuova religione che si è profondamente radicata nella nostra società e forse nel nostro DNA si chiama religione del DIO MERCATO. E questo dio è spietato e terribile. Per lui sacrifichiamo la nostra vita, la nostra stabilità, i progetti personali di famiglia, il nostro tempo libero. “é il mercato che ce lo chiede”, questo ci viene detto per TV. Il mercato ci chiede di consumare sempre di più, di spendere e produrre senza regola e senza senso.

E così invece di metterci in fila per prendere la comunione in chiesa alla domenica, ci mettiamo in fila davanti a l negozio che sta per aprire per poter avere il nostro Hi-fon 6 (spero di averlo scritto bene, non lo so, la mia ignoranza in materia è enorme).

Non si contano i sacrifici umani. Leggi: aborti da parte di mamme che non possono rinunciare al lavoro o alla carriera; suicidi di imprenditori, famiglie che non si formano, bambini che non nascono, famiglie senza case e senza futuro.

Traendo le prime approssimative somme, direi che abbiamo abbandonato un Dio migliore di quello che abbiamo creato con le nostre stesse mani. Che purtroppo non rimane nell’alto dei cieli, e interviene il meno possibile e solo su richiesta, il nostro nuovo dio è sempre qui, immanente, terribile dietro ogni angolo, in ogni spot pubblicitario, nelle economie mondiali, in questa globalizzazione feroce e folle.

ma c’è di più. Mentre fino a ieri esisteva una libertà in materia di fede e religione che lasciava liberi di credere o non credere,mentre questo nuovo monoteismo è autoritario. Ti dice che non puoi restarne fuori. Ti dice che senza l’ultimo ritrovato tecnologico o una auto perfetta e  full optional, non  sei nessuno. Ti dice, inoltre, che questa situazione è la migliore possibile, che la nostra felicità dipende dal numero di pacchetti che abbiamo sotto l’albero di Natale. Ti dice che va bene così e si va avanti per questa strada a senso unico.

orbene, questa la situazione. Questo il quadro. Alla gente è stata tolta anche la possibilità e gli strumenti per analizzare criticamente la realtà. Ai nostri ragazzi dicono che le materie importanti sono l’informatica , la teconologia, le scienze e la matematica, e così vanno scomparendo la filosofia, la letteratura antica, unici strumenti per indagare la realtà.

Io credo che ci sia un’alternativa perchè quest’anno nelle nostre case, nei nostri presepi nasca di nuovo Gesù bambino, nasca qualcosa che sa di buono e sa di vero. Che ci dice che la nostra dignità umana sta nell’essere, nell’esistere, nell’essere esseri pensanti e capaci di sentimenti e non nel possedere cose, la “roba” di verghiana memoria. Che ci dice che in fondo all’uomo basta solo l’amore, darlo e riceverlo. Tutto il resto è sovrastruttura

Ma dipende da noi, dobbiamo avere ancora la voglia di cambiare il corso delle cose, di proporre un’alternativa. E questa c’è, c’è sempre stata, l’abbiamo scolpita nel cuore e dobbiamo solo metterci in ascolto. E voglio vedere la bellissima trasmissione di Benigni sui dieci comandamenti come un tentativo di svegliarci, di farci riflettere sul fatto che avevamo qualcosa di buono e lo vogliamo a tutti i costi cestinare, contro ogni buon senso. Benigni ha avuto il coraggio, in un’epoca in cui neppure i preti predicano più, di tenere il discorso più bello che da tempo non sentivo. Il coraggio di chi la verità ce la ha e non può tacerla ma deve comunicarla a chi è la in fila, paziente, per comprare,magari a rate, il nuovo telefonino.

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Paura di vivere.

Ci troviamo uno o due volte l’anno. Siamo noi, genitori, genitori dei bambini morti di cancro. Detto così tutto d’un fiato sembra una cosa terribile ma è l’occasione di stare insieme, di parlare la stessa lingua , di condividere sentimenti simili. Si anche oltre la lingua e la cultura, oltre l’esperienza del quotidiano. Con gli anni abbiamo notato come in questi casi l’uomo reagisca in maniera simile, come i sentimenti, le paure, le certezze che si affrontino siano simili.

Ogni anno in autunno, vicino a San Martin, ci troviamo nel giardino di una di queste famiglie particolari per festeggiare un po’. Accendiamo un gran fuoco, sorseggiamo il glüwine caldo, qualche pasticcini, i bambini che giocano. Questo giardino è situato ai bordi di un paesino nelle vicinanze della nostra città.

Arrivo in questo giardino con Annamaria sulle spalle. È buio, il resto della famiglia ci ha preceduto. Il fuoco crepita lontano ed è la quasi unica fonte di luce per centinaia di metri a parte le luci delle stelle. Io con la bimba sulle spalle attraversiamo una stradina di campagna. La campagna attorno è piatta e silenziosa. A un tratto un muggito che ci fa sobbalzare entrambi. Al limitare del vialetto , oltre una rete, ci guarda con fare interrogativo una grossissima mucca. Al buio si scorgono bene le corna lunghe e larghe. Gli occhi di lei sono nascosti da un ciuffo marron chiaro.proseguiamo oltre, gli altri ci aspettano già. L’arrivo nel quel che doveva essere un giardino a festa è strano. C’è parecchia gente, la maggior parte seduta su panchine attorno al fuoco. Lo stesso proietta ombre tutto intorno rendendo l’atmosfera irreale. Le persone quindi perdono il loro volte, sono solo sagome nella penombra che chiacchierano. Alcuni mi vedono e mi vengono incontro, mi salutano come se mi conoscessero da tanto, io presumo di capire chi siano ma per la poca luce non ne sono proprio sicuro. La bimba si dimena, vuole scendere e giocare con i fratelli, anche loro li ad aspettarci. Nel prato c’è una vecchia roulotte, vicina al fuoco, dove i bimbi escono ed entrano inventando mille storie e giochi. Ora non ho più scuse quindi è devo prendere contatto con quella massa di facce scure attorno al fuoco, scure ma amichevoli.

Saluto calorosamente quindi un paio di coppie, e ovviamente i padroni di casa. Noto poi che rispetto alla volta precedente il numero delle persone è cresciuto molto. Mi fa piacere ,a al tempo stesso mi spiace per loro. Già se fanno parte di questo club, vuol dire che hanno perso un bambino per cancro, che sono passati attraverso una diagnosi che lasciava poca speranza, che hanno affrontato la chemioterapia, alcuni anche la radio terapia, e poi , dopo mesi nel tener duro, dopo mesi di combattimenti, di alti e bassi, hanno seppellito il proprio bimbo. E dopo tutta questa trafila si sono ritrovati a casa, con un pugno di mosche e il dolore della mancanza nel cuore. Hanno ricevuto una cartolina da Iris (la signora che gestisce questi eventi) e hanno deciso che la vita continua, che la vita va guardata sotto altri aspetti, hanno preso la macchina e l’alto e di tragedia che li circondava per arrivare a questo incontro, a questo club speciale.

Sara mi porta il Glüwine … Analcolico per non rischiare di scambiare quello per i grandi da quello dei bambini come l’anno prima. Su una panca ci sono pasticcini e Bretzel. Speravo di trovare un caffè ma ne rimango deluso. Non sono lì per bere e nemmeno per mangiare. Guardo i nuovi arrivati, sembrano sereni. Scherzo un po’ con quelli che già conosco è vicino al fuoco cerco di avvicinarmi a quelli nuovi.

A certo punto , quello che sembra un papà, inizia a parlarmi. Chiede se mia moglie è Sara, dato che ci ha già parlato in un incontro precedente. Ho la felicità nel cuore , mi spiace che lui sia lì, mi spiace che anche lui abbia perso una bambini. Poi nel racconto che lui inizia il bambino prende le forme di una bimba. Una bimba di 13 anni, che un giorno si è ammalata. Si è ammalata di un tumore alla testa non operabile. Ha fatto tre cicli di chemioterapia, ha ricevuto delle sacche di sangue, la radioterapia. Una strada tutta in salita da fare a piedi nudi, tutta piena di cocci di vetro dove rinforzare il proprio spirito su ognuno di essi. Una strada che tutti i genitori che sono lì hanno fatto.

Lui il papà avrebbe fatto tutto per lei. Voleva andare nel grand canyon prima di salire in cielo ma le sue condizioni erano troppo precarie quegli ultimi giorni e quindi andarono solo in Olanda al mare. Ma quella bambina , proprio quei giorni , dormiva quasi ventiquattro ore.

Poi mi racconti come si addormentò per sempre fra le sue braccia nel suo letto da bambina.

Aveva gli occhi lucidi alla fine del racconto. Era appena successo, tre mesi prima appena. Io li con tutta la mia voglia di consolarlo. Non mi è restato altro di dargli un pacca sulla spalla e poi gli ho detto… Che da quando è successo a noi, io non ho più paura di morire, che Virginia, la nostra bimba, è là che ci aspetta, che dobbiamo avere pazienza. E mi dice che anche per lui è lo stesso, che anzi ha forse paura di vivere.

Paura di vivere, si lo capisco. Passare per queste esperienze cambia i valori, cambia la vita per sempre. Apre gli occhi. Ci si sente quindi un’armatura addosso, si sente come questa sia superflua,come non serva a nulla,anzi limita il risplendere vero delle cose e delle persone attorno a noi. Una volta tolta, si ha un po’ freddo e si hanno tutte le ferite esposte al mondo. Si ha paura che lo stesso mondo vi versi sale e aceto e invece poi con il tempo, con gli incontri, con l’evolvere si capisce che finalmente le ferite esposte agli altri possano cicatrizzare. E quindi nasce, nasce una gran gioia dentro e questa gioia poi vuole uscire, vuole traboccare fuori dal piccolo cuore che ognuno ha per essere contagiosa anche per gli altri.

E quindi siamo qui per andare per il mondo a far capire che tutti siamo uno e che vivere è una cosa meravigliosa.

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La nostalgia del ritorno – autore Sara

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Perchè nascere se dobbiamo morire? Perchè il dolore innocente?Può la figura di Gesù dare un senso a tutto questo? Perchè Dio si è incarnato in un uomo? Che significato ha la sofferenza e il percorso che ciascuno di noi compie su questa terra? Ognuno di noi può dare le risposte che crede. Siamo liberi, l’importante è porsele. Ho, diciamo così, solo 37 anni ma in questo relativamente breve arco di tempo ne ho fatte abbastanza e ho vissuto già molte esperienze: è morto mio papà dopo sette anni di stato vegetativo, mi sono laureata, mi sono sposata, sono diventata mamma per cinque volte, ho perso una figlia o meglio è nata in cielo. E a far da contorno in tutto questo, ho deciso di seguire mio marito andando a vivere in Germania. Ho lasciato il mio studio legale…. Mi è parso sufficiente per buttare giù qualche riflessione, qualche riga, tanto perchè non andasse tutto perduto, tutto dimenticato. E ne è venuto fuori una specie di testamento spirituale per i miei figli e per chi ha il piacere, la curiosità e il tempo di leggere. “La nostalgia del ritorno” è il libro scritto in questi due anni. E’ un libro che nasce nella sofferenza sotto forma di diario tenuto nel periodo in cui Virginia  era in ospedale e culmina nella gioia più autentica.  E volgendosi in dietro non è possibile non vedere che, in tutto ciò che ci capita, in tutto ciò che viviamo, nella sequenza degli episodi della nostra vita, c’è un Dio che non smette di chiamarci, di amarci, di portarci in braccio nei momenti difficili. Scrive Kierkegaard: «Per amore di quest’uomo, Dio viene al mondo, nasce, soffre, muore e questo Dio prega, quasi supplica l’uomo di accettare l’aiuto che gli viene offerto… Chiunque non abbia abbastanza coraggio umile per osare di credervi si scandalizzerà» . Ecco questo è sicuramente un libro che potrà scandalizzare molte persone ma forse sarà anche l’occasione per intraprendere un percorso diverso. L’occasione per formulare diversamente le domande e arrendersi ad un’unica evidenza: l’Amore è la risposta ad ogni nostra domanda. La maternità un ottimo strumento per capirlo. Sono i figli che donano la vita ai genitori e alle persone che vi entrano in contatto. E anche questo scandalizzerà chi oggi abbraccia la cultura della morte e dell’aborto. Gli eventuali ricavati delle vendite verranno interamente devoluti in beneficenza.

Il libro lo potete trovare al seguente  link.

http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=1104206 E potete scegliere la versione cartacea o quella scaricabile sul vostro computer( e-book) che è più economica. Nel sito è anche possibile lasciare poi un commento, dopo aver letto i libro. Grazie per l’attenzione, per la fiducia. Grazie per tutto.

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Dritto alla luna

Bandiera-che-sventola

Quelli della mia generazioni invece sono rimasti un po’ fregati. Non tutti forse, ma siamo passati da una distorsione ,da una cuspide della nostra società. Ad ingegneria, ci veniva detto che saremmo stati la classe dirigente del paese. Eravamo là a studiare cose astruse, a consumare nei libri gli anni creativamente più produttivi della nostra vita per guadagnarci un posto al sole. Tutti vogliono un posto al sole, questo era lo scopo della mia vita, eravamo come missili sulla rampa di lancio, con il fumo che esce a fianco, il conto alla rovescia, i tecnici che fanno gli ultimi controlli. Poi? Poi la luna si è semplicemente spostata o sgonfiata. E tutto quel fumo? Tutto quel carburante di cui ci hanno riempito? Cosa ne faremo? Lentamente a gruppi di questi missili sono stati convertiti: chi in camion, chi in auto, chi come porta fiori. Altri, pochi per fortuna, sono esplosi mandando in aria tutto quello di cui erano fatti, tutto quello di cui erano pieni. Alcuni invece sono comunque partiti. “La luna si è sgonfiata ma troverò sicuramente qualcosa, qualcosa di meglio e più grande. Qui Huston, iniziamo il conto alla rovescia… 20,19,18,…” E sono partiti, partiti sul serio. Una volta là fuori però hanno iniziato a guardarsi indietro, a vedere la Terra che rimpiccioliva sempre più, hanno iniziato a sentire freddo. Ma al freddo ci si abitua. Hanno però iniziato a sentirsi soli. Allora, a quel punto la loro testa si è affollata di domande, delle stesse domande che si facevano da adolescenti. Domande di etica, domande mai risposte…. “Ma dove cazzo sto andando ? ” , “avrò il combustibile per tornare indietro?” “Qual’è il senso di tutto questo?”. Intanto gli ex missili diventati camion li guardano. Guardano i missili rimasti missili e partiti per ‘un non so quale pianeta’ che salgono sempre di più. Si forse la sù vorrebbero esserci anche loro. Forse vorrebbero avere anche loro quella vertigine, sentire l’accelerazione che spinge sulla schiena, la vista che si stringe per la velocità. Andando al massimo ai 90 non capirà di sicuro. Ogni tanto i missili diventati camion, quelli auto e quelli porta fiori si trovano insieme. Si fanno una pizza ai bei vecchi tempi. E un’altra domanda aleggia sopra al pomodoro e alla mozzarella…. “Ma perché siamo saliti su quella rampa di lancio?” “Cosa cercavamo? Cosa vuoi leva o raggiungere che non ci ricordiamo più?”. L’ex missile diventato camion sbandiera i tergicristalli per pulire un pò il vetro e schiarirsi le idee allo stesso tempo. Il risultato è di impiastricciarsi il vetro con il fango di cui era sporco. Aziona uno po gli spruzzi di cui è dotato e piano piano si ricomincia a delineare la sua facciotta tonda.

Poi… Ma si , non vi ricordate? Allora si diceva :
” vieni all’università e sarai un signore, verrai trattato con tutti gli onori. Avrai un lavoro che amerai e vivrai solo per quel lavoro, non c’è altro nella vita. Potrai scegliere anzi tra tanti tipi di lavoro e ogni due anni cambiarlo come più ti piace. Tutte le volte che lo cambierai avrai anche un aumento di stipendio, ovvio, è il tuo prestigio crescerà sempre di più. Quando di più? Ma scherzi? Fino alla luna! O cui rimanere qui a sporcarti le mani? Vedrete amici, l’ingegner e sarà il signore del domani, sarà la borghesia ricca del futuro e poi il paese ha bisogno di ingegneri. Ma sbrigatevi a laurearvi che una lavoro fantastico e pieno di sorprese, di viaggi, di avventure vi aspetta…”
Il missile diventato auto annuisce sventolando i tergicristalli per i fari anteriori, quello portavasi scrolla i pratici manici che gli hanno saldato sopra per esser trasportato. Sospirano. Eh già…. Quello là su però c’è l’ha fatta. Quello si che va veloce, che non perde tempo. Ma fin quando continuerà a salire? E se finisce il carburante? Se si sentirà solo? Già , quando eravamo all’università, quando ci lessero il manuale di istruzioni tutte queste domande non c’era, c’erano solo certezze. Come in ogni buon manuale , era compreso di un indice, di una spiegazione dei vocaboli, di una tabella con la coppia per le viti ma, niente domande. In fondo i missili non devono per definizione farsi domande, devono volare, devono schizzare attraverso lo spazio dritti al loro obiettivo. Ma pochi in realtà lo fanno. Tanti partono schizzano in alto facendo tanto fumo, un bagliore e poi su su fino a quasi non si vedono. La maggior parte però inizia ad avere domande, inizia a frugare nel manuale di bordo, cerca e che ti ricerca le risposte non vengono a galla, il viaggio continua ma l’obiettivo sembra spostarsi, l’ obiettivo come ritirato da un buco nero invisibile scivola piano piano e diventa secondario, diventa non importante, diventa il viaggio stesso l’ obiettivo. E quindi tutti prima presi a guardare alla luna, a guardare all’obiettivo , ci si volta indietro, si guardano le stelle, si vede tutto con una luce diversa. Si butta l’iniziale manuale scritto e pensato da altri e si inizia a scriverne uno diverso. E in tutto questo correre , in tutto questo cercare che senso ha allora essere missili o essere camion, essere auto o essere porta vasi? Non è meglio solo essere? Non è meglio guardarsi dentro e capire veramente che modello siamo , come ci hanno montato e quali obiettivi nella vita sono importanti,  importanti per noi?

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Un paio di quesiti – autore Sara

domande+e+risposte

 

Dalle statistiche di questo blog, sembra che almeno in otto abbiano letto l’articolo “Come trovare un posto di lavoro”, ma poi solo una persona lo ha commentato. In verità mi aspettavo che il tema affrontato scatenasse reazioni furibonde pro e contro. Invece la quiete più totale. Perchè?

una prima risposta che mi sono data è che l’argomento forse non interessa. Al contrario, quindi, di ciò che accade a livello politico planetario, al popolo non interessa l’argomento. Non si schiera nè a favore nè contro. Se questo fosse vero, allora risulterebbe ai miei occhi lampante che la legge contro l’omofobia è una necessità unicamnete della politica che crea e vede problemi dove non ci sono o, perchè, essendo ormai da anni autoreferenziale (cioè si parla addosso, senza conoscere il mondo al di fuori dei palrlamenti), vuole soddisfare un desiderio interno ai politici, alcuni dei quali sentono la necessità di difendere e proclamare i propri gusti sessuali.

una seconda risposta potrebbe essere quella che il mio articolo è troppo complesso da non essere stato capito. In effetti un mio conoscente questa obiezione me l’ha posta. Parlo troppo da avvocato? La gente non capisce la differenza fra un disegno di legge e una definitiva? oppure non sa che un disegno di legge potrebbe a breve piovere sulla propria testa, limitandone la libertà? in quanto complesso, dopo poche righe, la gente forseha smesso di leggerlo e quindi non lo ha potuto commentare o criticare.  Francamente spero che non sia così, perchè sarebbe la dimostrazione che la gente non possiede gli strumenti e le conoscenze per capire quello che avviene nei parlamenti, e non capendole, se ne allontana. ma allontanandosi, perde il controllo della situazione, estraneandosi dalle scelte politiche. Purtroppo, anche se questo non fosse il caso, accade sempre più di frequente che la gente sia totalmente disinformata e neppure in grado si capire un articolo di giornale nel caso in cui si prendesse la briga di leggerlo. Questo, ovviamente, è nel totale interesse dei nostri politici che così sono liberi di fare e disfare sotto gli occhi “ciechi” della gente. E questo è il motivo per cui l’istruzione planetaria cala di livello e quantità di giorno in giorno e non si è ancora vista una riforma della scuola che questa benedetta scuola l’abbia migliorata.

Terza risposta: l’argomento interessa solo uno sparuto gruppo di genitori che ancora si interessano per i programmi scolastici  e trovano il tempo per chiedere ai propri figli cosa stanno imparando a scuola. I genitori sono sempre meno, i figli pure, i genitori attivi ancora meno, e quindi l’argomento è poco noto e diffuso. Basti pensare che per trovare notizie a riguardo bisogna cercare canali non statali, ma online e di stampo cattolico. Gli unici o quasi che lottano per denunciare quello che sta succedendo e per fermare l’ideologia del pensiero unico che ucciderà la libertà di pensiero, opinione e di religione.

A voi la risposta.

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Come trovare un posto di lavoro- autore Sara

Se passerà il disegno legge Scalfarotto in parlamento, tra pochi mesi molte persone avranno una strategia in più per trovare un posto di lavoro con corsia preferenziale. basterà autocertificarsi omosessuali e si avrà diritto ad accedere alle quote “arcobaleno”.

Ora vi spiego cosa dice questa legge. La questione mi appassiona particolarmente in quanto da avvocato, quale sono, non posso rimanere indifferente di fronte ad un palese tentativo di togliere la libertà in questo paese di pensare diversamente dagli slogan di moda e di violentare il buon senso comune.

Apparentemente la legge, dicevo, dice poco ma in realtà, è allucinante. E’ il disegno legge contro l’omofobia. Omofobia che non viene definita, quindi il concetto rimane vago e si presta alle più diverse interpretazioni e manipolazioni caso per caso. In pratica un cittadino potrà essere penalmente perseguibile senza essersi reso conto di quello che ha fatto o detto. Ora, divenendo, se passa il disegno di legge, l’omofobia un reato penale, tale legge sarà già contraria ai principi costituzionali della certezza del fatto di reato, non essendo lo stesso descritto dal legislatore.

Chi commette un atto “omofobo”, quale cosa esso significhi, verrà punito secondo il rinvio contenuto nel disegno di legge Scalfarotto alla legge Reale-Mancini. La legge Reale-Mancini fu promulgata per combattere l’ideologia fascista antisemita e razzista. Il che significa dire che i gay sono una Razza, come i neri.  (questo forse sarebbe perseguibile come omofobo, in quanto io ho sempre pensato ai gay come a persone uguali alle altre. O i gusti sessuali sono diventati così centrali nella nostra vita da assurgere a criterio razziale?)Ma significa anche dire che ha la stessa gravità dire che un bianco e una nera non si possono sposare e dire che due uomini (o due donne) non si possono unire in matrimonio o unioni sessuali, che dir si voglia. .Ora vi chiedo : ha veramente la stessa gravità? Perchè allora bisognerà bruciare la bibbia e quasi tutti i testi religiosi di tutte le confessioni al mondo nonchè la totalità dei manuali di biologia che insegnano come si riproducono gli esseri viventi ( e magari bruciare anche quelli che quei libri li hanno scritti).

Mentre se dico che un uomo e una donna non si posso sposare, va bene,non è un reato e forse ha anche senso e qualcuno mi applaudirà o farò carriera politica più in fretta. Comunque in forza di questo pensiero unico che ci cade sulle testa e non ce ne accorgiamo, chi liberamente citerà un passo della bibbia o la lettera di San paolo o il catechismo della Chiesa Catttolica rischierà la galera anche fino a sei anni di reclusione.

Questa è la libertà del ventunesimo secolo. A me sembra che si stia tornando in dietro. Sappiate che un predicatore di strada in Inghilterra è già stato incarcerato perchè leggeva pubblicamente le lettere di San paolo sulla sodomia. Cioè questo soggetto è “talmente pericoloso per la società” che è stato messo in carcere come fosse un assassino o un mafioso….. Vi rendete conto della dittatura in cui viviamo senza accorgerci? i ladri sono per strada, gli spacciatori pure, ma chi parla contro l’omosessualità è in carcere….. A voi i commenti.

Ma perchè sembra così forte e pressante l’esigenza e la necessità di promulgare una legge contro l’omofobia oggi? In effetti forse avrebbe avuto senso cento anni fa, quando, forse, gli omosessuali erano più frequentemente oggetto di denigrazione o emarginazione. Ammesso poi che sia vero, posto che il fenomeno era diffuso anche presso gli antichi greci e romani, senza alcuno problema. Ma oggi io personalmente non vedo alcuna forma di discriminazione, anzi vedo solo un forte orgoglio degli omosessuali di esserlo al punto tale da non perdere occasione per autoproclamarsi tali. Al mio corso di italiano, un uomo si è presentato dicendomi: “salve, sono Tizio, ho tot anni e sono gay”. Come se io, ancora prima di dire le mie generalità, la mia nazionalità, dovessi raccontare al primo che capita i miei gusti sessuali… Insomma, non mi sembra proprio che i gay si sentano ostracizzati. Si pensi solo al fatto che due presidenti di regione in Italia sono dichiaratamente gay.

Ma se tutto questo sistema normativo nasce dalla “necessità” quotidiana di difendere una “razza” fino ad oggi discriminata, la legge Reale Mancino, come tutte le leggi antirazziali, prevede e impone, inoltre, allo Stato di adottare misure volte anche a integrare, tutelare  e favorire i discriminati. Vedesi per esempio le quote per la gente di colore in America o le quote rosa nel nostro bel Paese. Il che significa, per arrivare alle prime righe di questa lettera, che, se entra in vigore questa legge Scalfarotto, oltre a non esserci più la libertà di pensiero, ci saranno le quote arcobaleno. Con un piccolissimo problema che accertare se uno è gay o meno è difficile se non addirittura impossibile. E quindi basterà una mia autodichiarazione (di essere omosessuale)e  avrò diritto di passare davanti a quegli sfigati eterosessuali nelle graduatorie. A quest’ultimi non resterà che  cambiare in fretta i propri gusti sessuali ( anche perchè, diciamola tutta, non sono più di moda).

Ad aggravare la situazione è che questo disegno di legge viene preceduto e accompagnato da una serie di tentativi di divulgare da parte del Governo opuscoli informativi per insegnanti, bidelli, alunni ecc, volti a spiegarci chiaramente che oggi non vale più la biologia e la natura, perchè soppiantate da altra “legge”, che di fisico non fa nulla, inventata a tavolino da qualche mattacchione: la teoria del gender. Come tutti ormai sappiamo, non nasciamo maschi e femmine, come è successo negli ultimi millenni, ma dagli anni 2000 in poi decidiamo noi, giorno per giorno, cosa siamo e che gusti sessuali abbiamo. Ho già scritto in questo sito cosa ne penso in proposito e non voglio ripetermi, solo mi dispiace sentire tante persone bersi tutto, ripetere acriticamente qualche slogan senza capire che ci stanno indottrinando peggio che durante il nazismo. E che quel che più fa male è vedere che come allora, è l’ignoranza nostra che permette tutto questo e soprattutto la nostra continua indolenza. In questi innoqui manualetti preparati con i soldi pubblici, si insegna anche a far sperimentare già nelle scuole materne la masturbazione nei nostri figli, si insegna loro che è normale che un bambino possa avere due mamme o due papà, ecc. Come se i bimbi di tre o quattro anni avessero i “pruriti” e le “morbosità” che ottenebrano le menti dei nostri amati politici, alcuni anche dichiaratamente cattolici (quando sono sotto elezioni e pur di farsi eleggere).

Questo mio articolo vuole essere una chiara denuncia, non contro i gay, ma contro l’ideologia del pensiero unico che ci sta uniformando e paralizzando la testa. Vi chiedo di informarvi, se già non lo avete fatto, cercando fonti alternativi dai classici giornali di stato. leggete “la Nuova bussola quotidiana”, quotidiano on line gratuito, il sito dei “giuristi per la vita”, e poi cercate di farvi un’opinione critica personale. Se poi alla fine arrivate alle mie conclusioni, allora vi invito a firmare gli appelli che si trovano nei siti sopra citati per fermare una legge assurda , La Scalfarotto, che in un momento di crisi economica disastrosa come quello che stiamo vivendo, dimostra ulteriormente, l’assurdità di una questione che non solo non è più, o non è mai stata, attuale e importante, ma è ridicola a fronte dei problemi che ci troveremo ad affrontare nei prossimi anni. Invito i genitori che mi stanno leggendo a essere “sentinelle in piedi”, attente a cosa viene insegnato ai figli nelle  scuole e pronti  a lottare per i valori che fino a ieri hanno caratterizzato società più vicine al buon senso e all’ordine naturale delle cose ma anche all’ordine spirituale che caratterizza l’uomo, in qaunto essere dotato non solo di un corpo ma anche di un’anima. L’uomo inteso non come essere solo sessuato e malato di sesso, ma anche come essere teso al mistero divino, alla dimensione trascendentale, tensione che ci dovrebbe distinguere dalle bestie.

Vi invito pertanto a sottoscrivere, e a far conoscere a vostra volta, gli appelli contro l’approvazione di questo disegno legge, cercando nei siti di “giuristi per la vita, http://www.giuristiperlavita.org/, o In “www.lanuovabq.it” oppure  http://www.lanuovabq.it/it/sottoscrizioneCampagnaRaccoltaFirme.php

Grazie

 

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Il futuro dei nostri figli.

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Ho nove anni. Sono seduto al mio banco blu scuro, a destra un foro per il calamaio che usavano forse anni prima. In fondo al banco una riga nera un po’ inclinata, per appoggiarci le matite o le biro e non farle cadere. Il banco è accostato al muro. La maestra alla lavagna ci dettava i tre titoli dei temi. Io mi dondolo un po’ sulla sedia per vedere meglio i titoli ma quello che farò l’ho già scelto e lo aspettavo da tanto… “Cosa vuoi fare da grande”. Già… Mi immaginavo ingegnere, mi immaginavo alla presa con problemi, calcoli, un mondo relativamente semplice in cui nuotare dove basta la volontà e l’impegno. Con queste due qualità mi sognavo di potermi laureare e poi lavorare, risolvere sfide tecniche in giro per il mondo, come aveva fatto mio zio, anche luì sempre di aspetto così sicuro, sempre pronto a spiegarmi in maniera facile le leggi fisiche che costruivano e popolavano quel mondo mio da bambino. Un mondo pulito, un mondo senza pericoli.

E tutto questo scivolava sulle righe del foglio protocollo. Ma cosa faranno i nostri figli? Vivo questi giorni un po superficialmente, impegnato nel lavoro, saltando da un impegno lavorativo a una riunione a scuola dei genitori e cercando di essere comunque presente per i bimbi. Ma loro cosa faranno? Quando riempivo quelle righe in 4 elementare avevo delle certezze quasi incrollabili : fare l’ingegnere e il lavoro che sognavo. I nostri figli sono di madre lingua italiana, frequentano la scuola tedesca, studiano a casa costretti dalla mamma la storia è la geografia in italiano, hanno anche iniziato a studiare inglese. Hanno due lezioni di nuoto a settimana e suonano uno strumento. Basterà? Sapranno cavarsela nella vita? La Gabanelli mentre scrivo spara dal suo Report le vergogne del nostro paese. Dipinge a tinte fosche e sempre più scure come da noi si lavori solo per essere amici degli amici, come questa cerchia ristretta di amici si spartiscano la torta. Intanto il popolo bue, le persone normali come me, lavorano tutti i giorni tra l’inquinamento e i dissesti vari causati da quella cerchia di amici. Il mondo quindi non sembra così sicuro e lineare, non è un mondo facile da vivere. Ma i nostri figli, che futuro avranno? Anche quella cerchia di amici se lo chiederanno? Cosa penseranno del futuro dei loro figli? Pensano davvero solo a raggranellare soldi? Dov’è finito quel mondo? Questo mondo fatto di multinazionali, di entità oscure che gestiscono la nostra vita, che decidono i nostri gusti, che sono dentro a tutte le cose che ci circondano. Ci sarà la possibilità di aprire un’attività in proprio? Ci sarà la possibilità di emergere solo con il sudore della propria fronte e tanto impegno? Oppure saranno condannati, come noi tutti, a vivere all’ombra di qualcuno?

Non posso far altro che affidarli a Dio, affinché li protegga e li guidi nella vita. So che Lui lo farà e che non ne perderà nemmeno uno.

La maestra ci dice che è ora di ritirare i compiti, scorro il foglio protocollo , ho scritto due colonne come al solito. Forse poche ma mi sembrano piene di bei concetti e poi non mi piace ripetere le cose.

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