Osservazioni di una italiana all’estero- autore Sara

Gli occhi delle insegnanti arabe sono bellissimi. Sono donne stupende dal sorriso smagliante. Mi salutano sempre quando arrivo alla Volkhochscule, una specie di università popolare che offre, fra gli altri, molti corsi di lingua. Io insegno italiano, tengo diversi corsi. C’è una caffetteria e spesso vedo gli altri insegnanti sostare per un caffè, due chiacchere. La caffetteria serve anche la Musikschule, quindi spesso incontro le stesse donne al pomeriggio con i relativi figli che frequentano, come i miei , corsi di musica.

E’ uno spettacolo interessantissimo. Ci sono i tavoli multietnici che io frequento volentieri. Le Arabe, come noi italiane, portano sempre qualcosa da mangiare e lo condividono volentieri. Quindi ti trovi ad assaggiare cibi esotici che nulla hanno da spartire con quelli tedeschi. Le donne arabe sono rumorose come noi italiani. il mio tavolo, poi con quattro piccoli pargoli irrequieti, lo è particolarmente. Le mamme tedesche, invece, hanno sempre una bottiglia per i bambini. I tedeschi bevono come ii cammelli. A tutte le ore, e preferibilmente non acqua. Il cibo è secondario. Qui la merende è conservata in una scatola di plastica ( è più ecologico del panino avvolto ogni volta in una carta diversa, la scatola la riutilizzi sempre). Le mamme più attente all’alimentazione portano spicchi di frutta già tagliati, con la relativa buccia (perchè qui si mangia quasi tutto con la buccia, anche il cetriolo, che i bambini, anche pseudoneonati, gustano con piacere, lasciando i miei figli schifati). Tante altre mamme comprano merendine al bar o scroccano qualcosa dalle altre. Pare impossibile, ma una mamma italiana non dimentica mai il cibo per i figli e anche l’auto si trasforma giorno dopo giorno in una dispensa ambulante. La mia, più che una dispensa, sembra un cassonetto dei rifiuti….

Poi c’è la mia amica polacca che, sposata con un tedesco, e affascinata dalla culturaa italiana, fa un guazzabuglio pauroso di cultura e cibo. cerca di far convivere gusti fra loro incompatibili per accontentare tutti in casa.

Poi c’è il mio amico spagnolo, l’insegnante di spagnolo, che in realtà viene da Cuba. Ci parliamo in tedesco, ma poi dove non arriva il nostro vocabolario, arrivano le nostre lingue madri che sono cugine, Allora ci sorridiamo come fossimo in fondo lontani parenti. A volte scappa un “Buon giorno” o una “buona notte” se ci si trova dopo i corsi serali e nel sentire una risposta italiana in un accento spagnolo, ti senti quasi a casa. Il vento ti sussurra qualcosa di famigliare, inaspettato, la tua lingua è quasi immediatamente capita.

ma questo poi capita anche con i tedeschi, amici ed estranei, qui tutti sanno qualche parola della lingua che definiscono la più bella lingua del mondo. E tu ti senti orgoglioso di saperla padroneggiare, di conoscerne i segreti, i ritmi, gli schiocchi che molte parole fanno risuonare fra la lingua e i denti nelle poesie del Montale, la musicalità di quelle del Leopardi.

Infine passeggio fra le vie di Coblenza, è qui è una vera babele di accenti. ognuno parla un tedesco con ikl proprio accento: russo, italiano, croato ecc. Ognuno che si porta dentro la sua nazione, la sua cultura che comunque e sempre considera superiore e più bella di quella che vive nello stato ospitante. Forse perchè una patria ce la portiamo dentro. una patria che forse non coincide con i confini nazionali o semplicemtne con una determinata lingua. Ma è qualcosa di personale, intimo che ognuno di noi ha costruito con sapienza e lentezza ne lcorso della sua vita e che evolve col passare degli anni. Allora mi chiedo: tutto questo spostamento di popoli è dovuta più a necessità che a curiosità. Questa globalizzazione, che ci spacciano per un progresso dei tempi, è più un segno della disperazione della gente che deve abbandonare le proprie terre e famiglie.

Questo mi dice tutto quello che osservo nella mia Coblenza. Questo mi dicono i condomini che battono un’unica bandiera o i quartieri che sembrano piccoli pezzi di altre nazioni, volati e planati qui, per caso o per necessità-

Solo noi italiani non ci aggreghiamo mai, neppure all’estero. La nostra individualità è elemento strutturale del nostro dna. però è sempre bello sentire qualche connazionale parlare italiano fra le vie della città. E’ una porta che si apre su un mondo che a volte pensi abbastanza lontano e invece, è lì, dietro l’angolo.

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vivere in Germania- autore Sara

Questo articolo vuole essere un guazzabuglio di idee e impressioni raccolte in questi quattro anni passati qui a Coblenza.

1) Pochi mesi dopo che ci siamo trasferiti qui, in una bella mattina di sole, giorno festivo, abbiamo pensato di fare un po’ di giardinaggio e tagliare il prato. Dopo pochi minuti sono arrivati i vigili, avvertiti da un buon vicino di casa. Ci hanno spiegato che domenica e giorni festivi è vietato fare rumore in giardino. “perchè è il giorno del Signore”, ci hanno risposto, quando gli abbiamo chiesto il motivo ( salvo poi essere smentiti dai fatti , visto che le chiese qui sono vuote). Ora  a parte il fatto che poteva venire il vicino a dircelo senza scomodare i vigili, dopo tre anni, chiaccherando con una tedesca del mio corso di italiano , ho saputo che nel suo quartiere “vip” , tutti fanno rumore la domenica, anzi è una gara a chi rompe più le scatole al vicino e i vigili non intervengono perchè dicono che se la devono sbrigare da soli…..

2) dopo quattro anni ho capito perchè chi può mette una recinzione o una siepe molto alta lungo il giardino. i tedeschi sono impiccioni fuori misura e controllano ogni movimento del vicino di casa. Sparlano volentieri l’uno dell’altro. Questo lo ho sperimentato di persona, posto che il nostro giardino non ha barriere, è sotto gli occhi d itutti che il mio cane vive in un recinto annesso al garage. E’ già venuta la polizia una volta e i vigili due volte per controllare in quale stato pietoso io faccia vivere il mio povero animale. Sono venuta a sapere che di solito la polizia non viene per queste cose, ma io sono straniera…. e quando un buon samaritano tedesco fa una telefonata, loro vengono a controllare. Non avendo il coraggio di suonare il mio campanello ed espormi il loro punto di vista, forse hanno paura che tirerei fuori il buon Hitlere quello che hanno fatto in passato?

3) ho capito inoltre che i cani e gli animali sono più importanti dei cristiani. Possono entrare nei centri commerciali e in tutti i negozi. E’ così anche in Italia? e non dovrebbero essere lasciati fuori in giardino, ma vivere in casa, parificati a un figlio. Anche questo, per quanto amo il mio cane, mi lascia perplessa. Ma ho capito che è una tendenza generalizzata nei paesi civilizzati. In effetti mi sto rendendo conto che ci sono ormai più cani che bambini e che i cani sono tutti castrati così “rompono” meno.

4) Una corsista è venuta ieri a portarmi le chiavi della sua posta. Mi ha chiesto il favore di prendere e controllare la sua posta mentre lei sarà in vacanza. Io la ho guardata perplessa. In effetti avrà letto sulla mia fronte un grosso punto interrogativo: perchè io visto che ci conosciamo da pochi mesi e sono solo la sua insegnante di italiano e abito a mezzo kilometro da lei, e non i suoi vicini o parenti? lei ha capito e mi ha detto che il rapporto con i vicini non è molto buono, c’è diffidenza e ostilità reciproca… anche questo mi sembra molto triste.

5) in compenso mi piace lo spirito di gruppo e la solidarietà di questo popolo in netta contrapposizione con l’individualismo italiano. Il nostro trasloco nella casa nuova è emblematico. Come avviene spesso in Germania, ci hanno aiutato i colleghi di Michele i nostri amici. Montando, caricando e rimontando i mobili da una casa all’altra. Quello che doveva essere una mezza tragedia si è rivelata una festa fra amici, con foto, pranzo di gruppo con cibo preparato dalle mogli e dalle colleghe e una giornata di gioia e festa. In Italia non mi risulta che ci sia una solidarietà così. Qui poi, gli amci si aiutano a vicenda a tinteggiare le pareti di casa, a sgomberare una cantina ecc. In effetti nel primo girono di scuola al liceo di mia figlia, hanno citato la parabola di Gesù sulla barca durante la tempesta, dicendo che siamo tutti sulla stessa barca e ci dobbiamo salvare tutti insieme….

6) In quella che io consideravo la seconda patria della filosofia, dopo la Grecia, ho scoperto che questa materia a scuola è prevista come non obbligatoria e solo per gli ultimi due anni di liceo. Ho chiesto lumi a due ex insegnati tedeschi e mi hanno detto che la qualità dell’insegnamento è molto scaduta, che il populismo ha abbassato i livelli e la qualità, che forse i governi hanno interesse a creare un popolo ignorante per controllarlo meglio. In effetti la media delle persone che osservo per strada sembra veramente incolta, nel portamento, nello stile, nel vestiario. Si sta costruendo una società di macchine da lavoro, trascurando la loro formazione culturale, togliendo gli strumenti alla gente per rielaborare criticamente le informazioni. Dobbiamo lavorare e consumare, consumare tanto, tanto. Pensare è un opzional troppo pericolo e quindi eliminato a priori. Nel mio corso di italiano, la domanda frequente che pongo, alla lezione “hobblies”, è se leggono e cosa leggono. Pochi leggono e chi legge, legge solo libri gialli.

7) Ho notato un’attenzione e un amore per la natura che in Itala non c’è. Anche a scuola viene insegnata una educazione all’ambiente di tutto rispetto. La prima gita scolastica “vera” prevista istituzionalmente è una permanenza di cinque giorni in una fattoria didattica dove i bambini devono adattarsi ad allevare animali, cucinare, macinare  il grano, pulire le stalle e i bagni. Mia figlia si è trovata a proprio agio, visto che passiamo cinque settimane all’anno in montagna fra stalle e pascoli, ma tanti ragazzini italiani non hanno mai visto mungere e non sanno la differenza fra una capra e una pecora….

 

Ecco alcune riflessioni, non esaustive. Che vanno idealmente ad unirsi con altri precedenti scritti lasciati in questo blog. Un po’ per non idealizzare i paesi oltre Alpe, un po’ per imparare qualcosa da questi barbari, che barbari poi non erano neppure al tempo dei romani, un po’ per parlare, un po’ per informare. Un po’ per capire che tante differenze poi non ci sono e che questa Europa unita ci sta livellando, verso il basso, in una mal intesa idea di uguaglianza. A voi le conclusioni

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Tempesta mediatica.

stupore

Oggi ho aperto qualche sito di informazione, italiano chiaramente. Seguiamo sempre il Bel Paese con attenzione e apprensione. Gli attori della domenica sono stati principalmente due : Renzi e il Papa. Non voglio entrare nel merito delle questioni con questo articolo ma una cosa mi ha colpito. Più che colpito stordito è lasciato a terra senza parole.

Partiamo dal primo. Ho visto in TV, si anche qui arriva la Rai, qualche scorcio dell’intervento domenicale in un qualche show pomeridiano che da quando avevo circa 4 anni non seguo più. Il nostro premier spara sempre parole e slogan a ripetizione e sta bene, è sulla cresta dell’onda e sta bene. È amato , gongolato, è uno di noi, sembra quasi di conoscerlo. Fossi in Italia forse la prossima settimana ci farei una partita a calcetto. Sta bene tutto. Ma…. Rallentiamo le immagini, pensiamo bene a quello che dice, a quello che afferma. 80€ alle nuove mamme. Bello, sono d’accordo. “Se le regioni si arrabbiano, gli passerà “.

Ma ho sentito bene? Sta mattina ho riletto la stessa cosa su diversi articoli, così quello l’ha proprio detto. Però il ragazzo ci sa fare, ribalta la frittata, mette fumo negli occhi senza che nessuno se ne accorga e anzi incassa un applauso. Si un applauso! Sarà stato pilotato? Concordato con la presentatrice? Non penso, sembrava abbastanza spontaneo. Quindi le persone applaudivano e nello stesso momento avrebbero dovuto pensare…. Si che bello ma tanto chiuderanno quell’ospedale, forse non rifaranno mai quella strada piena di buche, aboliranno quel corso di aggiornamento, ecc… Già perché quello che il Matteo nazionale non dice è dei tagli che poi le regioni dovranno fare e quelli li faranno arrabbiandosi o meno. E i tagli, come da un sacco di anni a questa parte, invece di esser fatti alle tangenti, al malaffare, vengono fatti al sociale, agli ospedali, alle strutture che si occupano di ragazzi con qualche handicap, agli ospizi, ecc… Quindi il Matteo nazionale fa un gioco di prestigio e senza che nessuno se ne renda davvero conto, fa sputar sangue al proprio paese. Ma il paese sembra addirittura concorde , quindi avanti tutta, avanti a spellarsi le mani. Problemi veri non c’è ne sono.

Una magia simile la fa anche il Papa. Si lo ammetto sono un po’ prevenuto nei suoi confronti. Quando fu eletto infatti, un sacco di siti in rete annunciavano da temo che sarebbe stato l’anticristo. Si forse leggo siti fuorvianti o un po di parte, lo ammetto. Allora non presi completamente sul serio queste voci, queste profezie ma il tarlo mi rimase in testa. Ero entusiasta di quando Francesco andava in carcere a lavare i piedi , o quando affermava che la chiesa doveva tornare povera. Poi questo concilio sulla famiglia. Ho letto qui e là su cosa si votava, l’ordine del giorno. I media hanno nei mesi scorsi incentrato il dibattito pubblico sulle unioni gay e la comunione ai divorziati. Ok, sta bene. Possibile che non ci sia altro? Possibile che il Papa e i suoi vescovi non guardino le chiese la domenica? Non si accorgono che sono vuote? Il Papa parla quindi di ferite che sanguinano? Quali sono queste ferite? I divorziati che non riescono a fare la comunione? Io capisco che la chiesa debba portare conforto, debba lenire le ferite, ma non si accorge che le famiglie in chiesa non ci sono più? Questa è la magia che fa il Papa : nasconde anche lui il vero problema, ne tira fuori altri due che potrebbero essere le ciliegina sulla torta ma la torta non c’è, la torta da un pezzo è sparita. E anche lui si prende degli applausi per questo intervento. Quasi sottolinea come con una minaccia , che ha iniziato a seminare e finirà il prossimo anno. E quale sarà quindi il nostro ridente futuro dopo che lui avrà finito di seminare? A fremo le chiese piene di gay e divorziati che anelano a fare la comunione? Mi metterò in fila dietro a schiere di gay e divorziati per la confessione? Risolverà in questo modo i problemi della famiglia? I giovani invece che si folgorano le retine davanti a videogames, ragazze che scambiano foto per ricariche del telefono, famiglie in cui i genitori tornano a casa sempre più tardi, che non hanno tempo da dedicare ai figli, presi quasi come una scocciatura, giovani che aspettano il venerdì per sballarsi contro a qualcosa? Ma queste non sono cose che fanno notizia. Lui vuole portar soccorso alle periferie. Ma le periferie non sono solo le favelas argentine o brasiliane. Le periferie sono sopratutto nelle nostre città , dove sotto una patina di falso progresso ci sono persone che soffrono , che si prostituiscono, che vivono una vita priva di significato, che si consumano le mani ad attacar fili senza sapere bene il motivo, o si consumano la vista a saldare cose che non sanno a che serviranno. Ma questo sempre non fa notizia. Non fa notizia le prostitute che qui nella anitra città hanno parcheggiato le loro roulotte a fianco di un supermercato. Già in Germania si può, è legale, non si fa baccano per questo. Sono trattate bene, pagano addirittura le tasse. E poi le vedi li, con quegli sguardi vuoti, a bramare che qualcuno si fermi immerse nella solitudine più totale. Non è periferia questa? Non è un segno del disintegrarsi della famiglia? Dei tempi? Del tutto è permesso basta che non si rompa i cabasisi? Il vuoto assordante che pervade le nostre vite e qualcuno che se si vuole sentir vivo lo può fare solo con i soldi in mano.

E la virtù della castità, del sacrificio, del vivere per un valore? Tutto messo alla porta? Quando inizieremo invece a riscoprire Gesù e lo scopo del vero vivere? Non è forse quello lo scopo della chiesa? Spiegare perché siamo al mondo?

 

Non voglio entrare troppo in profondo a questi due argomenti ma questi due personaggi, questi due simboli del giorno d’oggi mi hanno lasciato basito : non riesco a capir cosa cerchino ma l’impressione è che seguano l’opinione pubblica, cerchino di piacere quasi ad ogni costo. Per il Matteone può stare anche bene , è il suo mestiere, ma per Francesco?

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A duecento chilometri all’ora.

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8 settembre 2014, nord di Amburgo, su un’autostrada a due corsie che si snoda pochi chilometri all’interno della costa del mare del nord.

La Mercedes grigia appena passa il cartello di fine dei limiti di velocità accelera mordendo la strada. Il conta chilometri segna quasi i duecento. In lontananza un tir compie un sorpasso, la scena si avvicina terribilmente in fretta. Marcus, alla guida, frena, io mi attacco alla maniglia poco più in alto. La macchina si inclina un po’ , gongola sulle sospensioni e ci accodiamo al tir. Questo sorpassa una macchina che procedeva lentamente. Il tir torna nella sua corsia e la corsa pazza dell’auto grigia riprende. Mi aspetta un treno, un treno per tornare vero il sud della Germania, verso casa. Da qualche minuto avevamo iniziato un’amichevole conversazione sulle vacanze appena trascorse. Ovviamente ho parlato a Marcus della nostra visita ad Assisi. Lui è un tedesco atipico. Per prima cosa perché parla un buon italiano, anche se ultimamente è arrugginito. Poi è estremamente flessibile a dispetto di altri colleghi. Nel lavoro però pretende il meglio, come quasi tutti i tedeschi biondi che si rispettino. Gli ho raccontato anche della Verna, dove Francesco ha combattuto il diavolo. Lui alla guida sbuffa, ringhia un po’ ma almeno diminuisce la velocità con cui consumiamo la strada. Poi sottoposto a mie domande non c’è la fa più e se ne esce dicendo che Francesco era toccato come tanti ragazzi ricchi di oggi che si drogano, si danno all’alcool, si suicidano da un cavalcavia o aiutano i poveri. Per Marcus Francesco ha scelto questa ultima via ma non è diverso da tutti gli altri e la storia che alla Verna abbia combattuto il diavolo è solo una leggenda. Effettivamente non posso contradirlo. Francesco sicuramente è stato spinto a cercare qualcosa e quella cosa, quella risposta la cercano in tanti anche oggi. Alcuni appunto si buttano dai cavalcavia, altri si drogano , altri si danno all’alcool, altri ancora trovano la risposta diventando fondamentalisti islamici e tagliando teste. Queste azioni, queste re-azioni quasi esplosive hanno una sola e unica domanda, sono risposte o punti di fine di una sola e unica domanda che tutti abbiamo dentro ma che pochi ascoltano o si pongono…. Il senso della vita, qual’è?

Quando mi guardo indietro, quando penso a quello che ho passato non riesco altro che affermare di aver avuto proprio una gran fortuna. Ero disperso e Maria mi ha raccolto, ricordandomi perchè siamo qui, rimettendomi sulla giusta via, dandomi la possibilità di rispondere il maniera umana, sensata e positiva a quella domanda che anche a me girava in testa da tanto tempo.

Io e Marcus entriamo in un piccolo Inbiss (piccolo negozio dove servono da mangiare, di solito Würstel) a conduzione familiare. In pratica una stanza con due sedie e un balcone dove fanno pasta che da fuori sembra pasta pasticciata e würstel con patate fritte. Lui continua dicendo che da piccolo lo obbligavano ad andare in chiesa e che non capisce il fatto di portar rispetto ai Santi, che sono tutte fandonie e che il Dio che ci siamo creati è solo per manipolare le persone, “e quando morirai che succede?” … “Torneremo cenere” replica. Mi dice che anche lui ha pianto, anche lui ha perso anni fa una cara amica per un cancro. Quasi ad avvicinarsi alla mia storia, alla mia bambina diventata un Angelo. Poi aggiunge che in natura l’animale tonto o più debole prima o poi muore. Se invece si è forti si riesce a costruire una famiglia , fare dei figli. È una legge di natura, funzioniamo così e basta. Lo ha affermato anni fa Darwin. Io lo subisso di domande tra una patatina e un pezzo di würstel: “come mai essendo valida la famosa legge di Darwin ci siamo differenziati dalle scimmie avendo la testa più grande? La testa più grande crea problemi alla nascita, aumentando la mortalità dei parti e la presunta maggior intelligenza serve in un secondo tempo… Peche noi umini ci prendiamo cura dei deboli e indifesi, chi ci dice di farlo? …. Se Dio non esiste chi ha messo in ordine le cose? Chi ha creato il triangolo ad esempio, in cui vige la legge per la quale la somma degli angoli fa 180 gradi? …

Si lo so sono pedante a volte e lui non sa come rispondere.

“E la sacra Sindone che nessuno è mai riuscito a riprodurla se non con un raggio laser?”

Scrolla le spalle. Lui della chiesa non ne vuole sapere, pensa che i vescovi e i Papi vogliano solo accumulare ricchezze per vivere nell’agio e tenere gli altri nella povertà e nell’ignoranza. Io gli dico che tutti hanno un sacco di peccati sulla coscienza, anche i vari vescovi e Papi sono uomini, commettono sbagli. Io per primo sono un peccatore e che cerco di aiutare il prossimo. Gli racconto delle visite che faccio a un malato di Parkinson per tenergli compagnia, che in Germania la gente non è povera ma è sola. Sola come la gente degli ospizi, tutti uguali, tutti pieni di gente sola dondolante davanti a televisioni urlanti. Tenute accese per non far sentire i lamenti di chi ci dondola davanti ai pochi visitatori. I suoi occhi sfuggono i miei e non sa più cosa dire.

Marcus è un bravo ragazzo qualche anno più vecchio di me, con una moglie e due figli piccoli, che si impegna a morte per il lavoro e sa benissimo purtroppo di trascurare la famiglia. Semplicemente vive. Vive viaggiando a più di 200km/h e in quei momenti… Meglio non porsi domande.

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Nessun dubbio.

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A volte faccio domande strane. Strane per il tedesco tipico che mi sta di fianco. Ma tu pensi alla morte? Cosa succede dopo? A Gesù ci credi? E a Dio? Dio esiste? Se la mia controparte è un ateo , diciamo un ex cristiano, risponde con una valanga di ‘non so’. Non sanno se Gesù è esistito , non sanno se Dio esiste. E i Santi? Tutti malati di mente che hanno fatto cose stranissime , e …. ‘Ma davvero credi che siano esistiti? Per me sono solo leggende’. Il bello che sono sicuri di quello che affermano , sicuri di come in quel momento davanti a loro sta un bicchier d’acqua o il sole sta nel cielo. Nessun dubbio. Mi chiedo quindi … Come fanno a Esser così sicuri? E … Non guardano mai in che anno viviamo? Già… 2014… Dalla nascita di Gesù, sicuri che quindi non sia esistito? Prova banale mi si dirà, da tanto tempo è così. Si infatti siamo dove siamo perché siamo saliti sulle spalle di chi stava prima. Vale la pena quindi ridimostrare tutti i teoremi della matematica? Evidentemente ci fidiamo e andiamo avanti. Quando saliamo su un treno vale la pena controllare se il guidatore abbia la patente che lo abilità a condurre il treno? Anche in questo caso ci si fida, si crede , ci si lascia andare. Si prende la propria vita terrena piena di casini, intrighi, momenti di gioia, di solitudine, lacrime e sangue e la si da in mano a uno sconosciuto che conduce il treno a quasi 400 orari. Possibile? Neanche una stretta di mano prima di partire? Questo è il contrasto che noto in questi ex cristiani secolarizzati, diventati masse inerti rinsecchite al sole.
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Non si fanno domande, tirano avanti , non credono a nulla di quello che non toccano con mano ma si fidano di tutto, cechi anaspano nella realta´che gli scorre intorno. Che differenza fa quindi tra un credente credulone e un ateo che non si fa mai domande sulla vita? Entrambi stanno morendo. Tutti stiamo morendo, chi più velocemente chi meno. Entrambi i soggetti camminano su ponti sospesi nel vuoto. Il credente sa che Dio lo sta reggendo, non ha paura, si fida e parla con Lui. L’ateo invece non si fa domande. L’ateo continua a spingere la sua Mercedes a 200 all’ora e …. Non si chiede se l’ultimo ragazzo che ha fatto il tagliando della stessa ha stretto tutte le viti delle ruote, non si chiede se dietro alla curva che sta imboccando a tutta velocita´non ci sia un´auto in panne, non pensa a tutta la fortuna che Dio gli ha dato e che sta buttando nel tubo di scappamento.  No…. Si fida ciecamente di un sacco di cose futili e passeggere ma non di Gesù!

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Da Francesco.

26 Agosto, Assisi, Italia.

2213809-assisi_tombaSono sceso sotto la basilica inferiore. Sono sceso in un luogo speciale. Da subito si nota l’atmosfera. Si passa un cancello di ferro e si vede la sua tomba. In pietra. Scarna, sincera come la sua vita. Si respira qualcosa di diverso. Intorno parecchie persone sono in ginocchio e pregano, persone di tutte le età , molti giovani. Il viaggio mi ha portato lì, anche a me ad inginocchiarmi a guardarmi dentro con occhi diversi, a contemplare quella Santa Morte che Francesco cercava, a contemplare la mia vita frenetica e caotica e inevitabilmente a confrontarla con quella del Santo, presa a campione. Lui che ha abbandonato tutto, che ha avuto il coraggio di saltare fuori dai binari che gli avevano steso davanti, a saltare fuori da quella che era una vita già scritta, già stabilita. Questo suo salto ha rivoluzionato la chiesa, ha rifondato il modo di essere cristiano. Come sarebbe la sua vita oggi?

Uno schizzo, uno studio di come ci si sente per doversi salvare, ossia ci si deve liberare dalla terrosità , da tutte le cose terrene. E' qui solo a livello di schizzo, ho provato ad aggiungere il colore ma poi ho cancellato tutto.... aspetto l'ispirazione giusta per terminarlo che di sicuro arriverà.

Uno schizzo, uno studio di come ci si sente per doversi salvare, ossia ci si deve liberare dalla terrosità , da tutte le cose terrene. E’ qui solo a livello di schizzo, ho provato ad aggiungere il colore ma poi ho cancellato tutto…. aspetto l’ispirazione giusta per terminarlo che di sicuro arriverà.

Quante volte ci chiediamo tutti gli oggetti che abbiamo quanto ci legano, quanto appesantiscono la nostra vita, quanti vincoli ci danno? La macchina da cambiarci l’olio, la staccionata da verniciare, le scarpe che si sono consumate e vanno cambiate , la polo che ha una macchia che non va più via, il pc che non parte, il battiscopa da cambiare, l’aspirapolvere rotto…. Potrei continuare all’infinito pensando a tutti i miei oggetti. Tutti ne abbiamo nella vita moderna, tutti che ci ancorano a terra, che ci occupano il tempo , che si sovrappongono tra noi e le stelle, tra noi e il creato , tra noi e lo sguardo del creatore. È passato qualche tempo da quando rimasi una mezz’ora buona in contemplazione della tomba di Francesco appoggiando le ginocchia su quelle fredde pietre. A ripensarci quel luogo mi sembra come famigliare, rivivo quell’atmosfera mistica e ammiro il passo che Francesco un giorno ha fatto.

Ritoccando con la mente quelle pietre fredde anche solo con la mente, tutto scompare, tutto perde senso e per fortuna torno a capire il senso della vita, il perché’ Lui ci ha voluto… Ancora prima che il tempo fosse.

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Il mondo che verra´

Ho letto un articolo di scienza qualche giorno fa.

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ATTUALITÀ – Con la sentenza della Consulta che, nell’aprile 2014, ha dichiarato incostituzionale il divieto alla fecondazione eterologa, la legge 40 del 2004 sulla procreazione medicalmente assistita (PMA) può dirsi quasi completamente smantellata.
Legge 40? È tempo di rilanciare. Intervista al bioeticista Maurizio Mori
legge 40, Maurizio Mori, fecondazione eterologa, bioetica, pma, procreazione medicalmente assistita, fecondazione assistita

http://oggiscienza.wordpress.com/2014/09/22/legge-40-e-tempo-di-rilanciare-intervista-al-bioeticista-maurizio-mori/

Raro in questi periodi peini d´impegni: la scuola dei bimbi, ristrutturtare casa, multe perche´ non abbiamo messo il cartone dentro al suo raccoglitore,…

In questo articolo viene intervistato un certo “Mori”. Filosofo o altro, sicuramente uno ascoltato, uno che muove le opinioni e le masse. Gli vengono poste domande sulla fecondazione eterologa e ai vari impatti sociali, se dobbiamo cambiare la legge 40 e via di qeusto passo. Io non son oun esperto, sono un uomo della strada ma come tale mi chiedo ….ma dove stiamo andando? Nelle risposte del Mori , si prende in ipotesi che tra 20 anni si possano costruire uova da DNA umano. Ossia? Ottenuto un uovo di uomo questo deve essere fecondato in qualche modo. Ho trovato su un sito che ci sono varie tecniche. In una avviene la fecondazione allínterno dell´utero, la seconda in vitro e poi innestato l´uovo di uomo fecondato nell´utero, la terza non viene spiegata …. forse troppo atroce, contempla peró anestesia totale della donna. Io non capisco, mi sento disarmato e non capisco. Non capisco cosa voglia dire non riuscire ad avere un figlio. Noi ne abbiamo 5 infatti. Non capisco a che punto di disperazione possa portare ma il quadro generale che si tinge diventa sempre a tinte più fosche e cupe.

Da un lato ci sono infatti nazioni in cui se un bambino ha particolari difetti può essere soppresso. Questo accade in Olanda e Belgio. Dall´altra ci sono invece persone bramose di avere un bambino ma molte di queste lo vogliono come lo vogliono. Ossia perfetto, bello , biondo e che sara´ un calciatore. Notizia di un mese fa : una coppia australiana ha rifiutato un bambino comprato affitandosi un utero in India dato che il bambino era difettato, non era come lo volevano. Giustamente l´hanno portato indietro in garanzia.

Il Mori in questo bell´articolo invita a non aver paura della scienza, che è la dea odierna, non fa paura, non fa male. E´ capitato nel passato che un paio di volte gli americani abbiano incenerito 200 mila persona ma non e´tutta li la scienza. Sono parzialmente daccordo con il Mori. La scienza in se è studio, è scoperta, è apprezzare la meraviglia del creato. Non è bello capire come gli atomi possano essere rotti? capire come funziona il sistema riproduttivo animale? Sono meccanismi fantastici, da rimanere a bocca aperta. Arrivassimo fino a lì …. non ci sarebbe nulla di male. Invece NO. Non ci accontentiamo, vogliamo di più, vogliamo per forza il nostro figlio all’università, lo vogliamo bello e intelligente, lo vogliamo perfetto. Anche la nostra vita la vogliamo perfetta. Come Adamo ed Eva però arriva un punto nella vita in cui Dio ci chiama, ci ricorda che ci ha fatti Lui, che ci ha messi Lui in questo che era un giardino. Quindi ci accorgiamo che tutta la tecnica che abbiamo non serve a nulla, che si muore come si moriva 100 anni fa, che non salveremo chi amiamo se Lui ha scelto che lo vuole per se. Non sarebbe meglio allora capire che quel figlio che abbiamo o che tanto bramiamo non e´ nostro ma e´ di Dio ? Non sarebbe bello abolire la parola “voglio”? Non sarebbe bello sostituirla con la parola “amo”? Perche´io amo la vita che ho, amo il lavoro che faccio, amo la persona che ho di fianco, ecc…. affinché tutto sia stato un dono, un dono da aprezzare fino in fondo, un dono che possa portare alla gioia… gioia che e´ peso insostenibile per chi non l´ha mai provata.

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