Tempesta mediatica.

stupore

Oggi ho aperto qualche sito di informazione, italiano chiaramente. Seguiamo sempre il Bel Paese con attenzione e apprensione. Gli attori della domenica sono stati principalmente due : Renzi e il Papa. Non voglio entrare nel merito delle questioni con questo articolo ma una cosa mi ha colpito. Più che colpito stordito è lasciato a terra senza parole.

Partiamo dal primo. Ho visto in TV, si anche qui arriva la Rai, qualche scorcio dell’intervento domenicale in un qualche show pomeridiano che da quando avevo circa 4 anni non seguo più. Il nostro premier spara sempre parole e slogan a ripetizione e sta bene, è sulla cresta dell’onda e sta bene. È amato , gongolato, è uno di noi, sembra quasi di conoscerlo. Fossi in Italia forse la prossima settimana ci farei una partita a calcetto. Sta bene tutto. Ma…. Rallentiamo le immagini, pensiamo bene a quello che dice, a quello che afferma. 80€ alle nuove mamme. Bello, sono d’accordo. “Se le regioni si arrabbiano, gli passerà “.

Ma ho sentito bene? Sta mattina ho riletto la stessa cosa su diversi articoli, così quello l’ha proprio detto. Però il ragazzo ci sa fare, ribalta la frittata, mette fumo negli occhi senza che nessuno se ne accorga e anzi incassa un applauso. Si un applauso! Sarà stato pilotato? Concordato con la presentatrice? Non penso, sembrava abbastanza spontaneo. Quindi le persone applaudivano e nello stesso momento avrebbero dovuto pensare…. Si che bello ma tanto chiuderanno quell’ospedale, forse non rifaranno mai quella strada piena di buche, aboliranno quel corso di aggiornamento, ecc… Già perché quello che il Matteo nazionale non dice è dei tagli che poi le regioni dovranno fare e quelli li faranno arrabbiandosi o meno. E i tagli, come da un sacco di anni a questa parte, invece di esser fatti alle tangenti, al malaffare, vengono fatti al sociale, agli ospedali, alle strutture che si occupano di ragazzi con qualche handicap, agli ospizi, ecc… Quindi il Matteo nazionale fa un gioco di prestigio e senza che nessuno se ne renda davvero conto, fa sputar sangue al proprio paese. Ma il paese sembra addirittura concorde , quindi avanti tutta, avanti a spellarsi le mani. Problemi veri non c’è ne sono.

Una magia simile la fa anche il Papa. Si lo ammetto sono un po’ prevenuto nei suoi confronti. Quando fu eletto infatti, un sacco di siti in rete annunciavano da temo che sarebbe stato l’anticristo. Si forse leggo siti fuorvianti o un po di parte, lo ammetto. Allora non presi completamente sul serio queste voci, queste profezie ma il tarlo mi rimase in testa. Ero entusiasta di quando Francesco andava in carcere a lavare i piedi , o quando affermava che la chiesa doveva tornare povera. Poi questo concilio sulla famiglia. Ho letto qui e là su cosa si votava, l’ordine del giorno. I media hanno nei mesi scorsi incentrato il dibattito pubblico sulle unioni gay e la comunione ai divorziati. Ok, sta bene. Possibile che non ci sia altro? Possibile che il Papa e i suoi vescovi non guardino le chiese la domenica? Non si accorgono che sono vuote? Il Papa parla quindi di ferite che sanguinano? Quali sono queste ferite? I divorziati che non riescono a fare la comunione? Io capisco che la chiesa debba portare conforto, debba lenire le ferite, ma non si accorge che le famiglie in chiesa non ci sono più? Questa è la magia che fa il Papa : nasconde anche lui il vero problema, ne tira fuori altri due che potrebbero essere le ciliegina sulla torta ma la torta non c’è, la torta da un pezzo è sparita. E anche lui si prende degli applausi per questo intervento. Quasi sottolinea come con una minaccia , che ha iniziato a seminare e finirà il prossimo anno. E quale sarà quindi il nostro ridente futuro dopo che lui avrà finito di seminare? A fremo le chiese piene di gay e divorziati che anelano a fare la comunione? Mi metterò in fila dietro a schiere di gay e divorziati per la confessione? Risolverà in questo modo i problemi della famiglia? I giovani invece che si folgorano le retine davanti a videogames, ragazze che scambiano foto per ricariche del telefono, famiglie in cui i genitori tornano a casa sempre più tardi, che non hanno tempo da dedicare ai figli, presi quasi come una scocciatura, giovani che aspettano il venerdì per sballarsi contro a qualcosa? Ma queste non sono cose che fanno notizia. Lui vuole portar soccorso alle periferie. Ma le periferie non sono solo le favelas argentine o brasiliane. Le periferie sono sopratutto nelle nostre città , dove sotto una patina di falso progresso ci sono persone che soffrono , che si prostituiscono, che vivono una vita priva di significato, che si consumano le mani ad attacar fili senza sapere bene il motivo, o si consumano la vista a saldare cose che non sanno a che serviranno. Ma questo sempre non fa notizia. Non fa notizia le prostitute che qui nella anitra città hanno parcheggiato le loro roulotte a fianco di un supermercato. Già in Germania si può, è legale, non si fa baccano per questo. Sono trattate bene, pagano addirittura le tasse. E poi le vedi li, con quegli sguardi vuoti, a bramare che qualcuno si fermi immerse nella solitudine più totale. Non è periferia questa? Non è un segno del disintegrarsi della famiglia? Dei tempi? Del tutto è permesso basta che non si rompa i cabasisi? Il vuoto assordante che pervade le nostre vite e qualcuno che se si vuole sentir vivo lo può fare solo con i soldi in mano.

E la virtù della castità, del sacrificio, del vivere per un valore? Tutto messo alla porta? Quando inizieremo invece a riscoprire Gesù e lo scopo del vero vivere? Non è forse quello lo scopo della chiesa? Spiegare perché siamo al mondo?

 

Non voglio entrare troppo in profondo a questi due argomenti ma questi due personaggi, questi due simboli del giorno d’oggi mi hanno lasciato basito : non riesco a capir cosa cerchino ma l’impressione è che seguano l’opinione pubblica, cerchino di piacere quasi ad ogni costo. Per il Matteone può stare anche bene , è il suo mestiere, ma per Francesco?

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A duecento chilometri all’ora.

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8 settembre 2014, nord di Amburgo, su un’autostrada a due corsie che si snoda pochi chilometri all’interno della costa del mare del nord.

La Mercedes grigia appena passa il cartello di fine dei limiti di velocità accelera mordendo la strada. Il conta chilometri segna quasi i duecento. In lontananza un tir compie un sorpasso, la scena si avvicina terribilmente in fretta. Marcus, alla guida, frena, io mi attacco alla maniglia poco più in alto. La macchina si inclina un po’ , gongola sulle sospensioni e ci accodiamo al tir. Questo sorpassa una macchina che procedeva lentamente. Il tir torna nella sua corsia e la corsa pazza dell’auto grigia riprende. Mi aspetta un treno, un treno per tornare vero il sud della Germania, verso casa. Da qualche minuto avevamo iniziato un’amichevole conversazione sulle vacanze appena trascorse. Ovviamente ho parlato a Marcus della nostra visita ad Assisi. Lui è un tedesco atipico. Per prima cosa perché parla un buon italiano, anche se ultimamente è arrugginito. Poi è estremamente flessibile a dispetto di altri colleghi. Nel lavoro però pretende il meglio, come quasi tutti i tedeschi biondi che si rispettino. Gli ho raccontato anche della Verna, dove Francesco ha combattuto il diavolo. Lui alla guida sbuffa, ringhia un po’ ma almeno diminuisce la velocità con cui consumiamo la strada. Poi sottoposto a mie domande non c’è la fa più e se ne esce dicendo che Francesco era toccato come tanti ragazzi ricchi di oggi che si drogano, si danno all’alcool, si suicidano da un cavalcavia o aiutano i poveri. Per Marcus Francesco ha scelto questa ultima via ma non è diverso da tutti gli altri e la storia che alla Verna abbia combattuto il diavolo è solo una leggenda. Effettivamente non posso contradirlo. Francesco sicuramente è stato spinto a cercare qualcosa e quella cosa, quella risposta la cercano in tanti anche oggi. Alcuni appunto si buttano dai cavalcavia, altri si drogano , altri si danno all’alcool, altri ancora trovano la risposta diventando fondamentalisti islamici e tagliando teste. Queste azioni, queste re-azioni quasi esplosive hanno una sola e unica domanda, sono risposte o punti di fine di una sola e unica domanda che tutti abbiamo dentro ma che pochi ascoltano o si pongono…. Il senso della vita, qual’è?

Quando mi guardo indietro, quando penso a quello che ho passato non riesco altro che affermare di aver avuto proprio una gran fortuna. Ero disperso e Maria mi ha raccolto, ricordandomi perchè siamo qui, rimettendomi sulla giusta via, dandomi la possibilità di rispondere il maniera umana, sensata e positiva a quella domanda che anche a me girava in testa da tanto tempo.

Io e Marcus entriamo in un piccolo Inbiss (piccolo negozio dove servono da mangiare, di solito Würstel) a conduzione familiare. In pratica una stanza con due sedie e un balcone dove fanno pasta che da fuori sembra pasta pasticciata e würstel con patate fritte. Lui continua dicendo che da piccolo lo obbligavano ad andare in chiesa e che non capisce il fatto di portar rispetto ai Santi, che sono tutte fandonie e che il Dio che ci siamo creati è solo per manipolare le persone, “e quando morirai che succede?” … “Torneremo cenere” replica. Mi dice che anche lui ha pianto, anche lui ha perso anni fa una cara amica per un cancro. Quasi ad avvicinarsi alla mia storia, alla mia bambina diventata un Angelo. Poi aggiunge che in natura l’animale tonto o più debole prima o poi muore. Se invece si è forti si riesce a costruire una famiglia , fare dei figli. È una legge di natura, funzioniamo così e basta. Lo ha affermato anni fa Darwin. Io lo subisso di domande tra una patatina e un pezzo di würstel: “come mai essendo valida la famosa legge di Darwin ci siamo differenziati dalle scimmie avendo la testa più grande? La testa più grande crea problemi alla nascita, aumentando la mortalità dei parti e la presunta maggior intelligenza serve in un secondo tempo… Peche noi umini ci prendiamo cura dei deboli e indifesi, chi ci dice di farlo? …. Se Dio non esiste chi ha messo in ordine le cose? Chi ha creato il triangolo ad esempio, in cui vige la legge per la quale la somma degli angoli fa 180 gradi? …

Si lo so sono pedante a volte e lui non sa come rispondere.

“E la sacra Sindone che nessuno è mai riuscito a riprodurla se non con un raggio laser?”

Scrolla le spalle. Lui della chiesa non ne vuole sapere, pensa che i vescovi e i Papi vogliano solo accumulare ricchezze per vivere nell’agio e tenere gli altri nella povertà e nell’ignoranza. Io gli dico che tutti hanno un sacco di peccati sulla coscienza, anche i vari vescovi e Papi sono uomini, commettono sbagli. Io per primo sono un peccatore e che cerco di aiutare il prossimo. Gli racconto delle visite che faccio a un malato di Parkinson per tenergli compagnia, che in Germania la gente non è povera ma è sola. Sola come la gente degli ospizi, tutti uguali, tutti pieni di gente sola dondolante davanti a televisioni urlanti. Tenute accese per non far sentire i lamenti di chi ci dondola davanti ai pochi visitatori. I suoi occhi sfuggono i miei e non sa più cosa dire.

Marcus è un bravo ragazzo qualche anno più vecchio di me, con una moglie e due figli piccoli, che si impegna a morte per il lavoro e sa benissimo purtroppo di trascurare la famiglia. Semplicemente vive. Vive viaggiando a più di 200km/h e in quei momenti… Meglio non porsi domande.

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Nessun dubbio.

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A volte faccio domande strane. Strane per il tedesco tipico che mi sta di fianco. Ma tu pensi alla morte? Cosa succede dopo? A Gesù ci credi? E a Dio? Dio esiste? Se la mia controparte è un ateo , diciamo un ex cristiano, risponde con una valanga di ‘non so’. Non sanno se Gesù è esistito , non sanno se Dio esiste. E i Santi? Tutti malati di mente che hanno fatto cose stranissime , e …. ‘Ma davvero credi che siano esistiti? Per me sono solo leggende’. Il bello che sono sicuri di quello che affermano , sicuri di come in quel momento davanti a loro sta un bicchier d’acqua o il sole sta nel cielo. Nessun dubbio. Mi chiedo quindi … Come fanno a Esser così sicuri? E … Non guardano mai in che anno viviamo? Già… 2014… Dalla nascita di Gesù, sicuri che quindi non sia esistito? Prova banale mi si dirà, da tanto tempo è così. Si infatti siamo dove siamo perché siamo saliti sulle spalle di chi stava prima. Vale la pena quindi ridimostrare tutti i teoremi della matematica? Evidentemente ci fidiamo e andiamo avanti. Quando saliamo su un treno vale la pena controllare se il guidatore abbia la patente che lo abilità a condurre il treno? Anche in questo caso ci si fida, si crede , ci si lascia andare. Si prende la propria vita terrena piena di casini, intrighi, momenti di gioia, di solitudine, lacrime e sangue e la si da in mano a uno sconosciuto che conduce il treno a quasi 400 orari. Possibile? Neanche una stretta di mano prima di partire? Questo è il contrasto che noto in questi ex cristiani secolarizzati, diventati masse inerti rinsecchite al sole.
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Non si fanno domande, tirano avanti , non credono a nulla di quello che non toccano con mano ma si fidano di tutto, cechi anaspano nella realta´che gli scorre intorno. Che differenza fa quindi tra un credente credulone e un ateo che non si fa mai domande sulla vita? Entrambi stanno morendo. Tutti stiamo morendo, chi più velocemente chi meno. Entrambi i soggetti camminano su ponti sospesi nel vuoto. Il credente sa che Dio lo sta reggendo, non ha paura, si fida e parla con Lui. L’ateo invece non si fa domande. L’ateo continua a spingere la sua Mercedes a 200 all’ora e …. Non si chiede se l’ultimo ragazzo che ha fatto il tagliando della stessa ha stretto tutte le viti delle ruote, non si chiede se dietro alla curva che sta imboccando a tutta velocita´non ci sia un´auto in panne, non pensa a tutta la fortuna che Dio gli ha dato e che sta buttando nel tubo di scappamento.  No…. Si fida ciecamente di un sacco di cose futili e passeggere ma non di Gesù!

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Da Francesco.

26 Agosto, Assisi, Italia.

2213809-assisi_tombaSono sceso sotto la basilica inferiore. Sono sceso in un luogo speciale. Da subito si nota l’atmosfera. Si passa un cancello di ferro e si vede la sua tomba. In pietra. Scarna, sincera come la sua vita. Si respira qualcosa di diverso. Intorno parecchie persone sono in ginocchio e pregano, persone di tutte le età , molti giovani. Il viaggio mi ha portato lì, anche a me ad inginocchiarmi a guardarmi dentro con occhi diversi, a contemplare quella Santa Morte che Francesco cercava, a contemplare la mia vita frenetica e caotica e inevitabilmente a confrontarla con quella del Santo, presa a campione. Lui che ha abbandonato tutto, che ha avuto il coraggio di saltare fuori dai binari che gli avevano steso davanti, a saltare fuori da quella che era una vita già scritta, già stabilita. Questo suo salto ha rivoluzionato la chiesa, ha rifondato il modo di essere cristiano. Come sarebbe la sua vita oggi?

Uno schizzo, uno studio di come ci si sente per doversi salvare, ossia ci si deve liberare dalla terrosità , da tutte le cose terrene. E' qui solo a livello di schizzo, ho provato ad aggiungere il colore ma poi ho cancellato tutto.... aspetto l'ispirazione giusta per terminarlo che di sicuro arriverà.

Uno schizzo, uno studio di come ci si sente per doversi salvare, ossia ci si deve liberare dalla terrosità , da tutte le cose terrene. E’ qui solo a livello di schizzo, ho provato ad aggiungere il colore ma poi ho cancellato tutto…. aspetto l’ispirazione giusta per terminarlo che di sicuro arriverà.

Quante volte ci chiediamo tutti gli oggetti che abbiamo quanto ci legano, quanto appesantiscono la nostra vita, quanti vincoli ci danno? La macchina da cambiarci l’olio, la staccionata da verniciare, le scarpe che si sono consumate e vanno cambiate , la polo che ha una macchia che non va più via, il pc che non parte, il battiscopa da cambiare, l’aspirapolvere rotto…. Potrei continuare all’infinito pensando a tutti i miei oggetti. Tutti ne abbiamo nella vita moderna, tutti che ci ancorano a terra, che ci occupano il tempo , che si sovrappongono tra noi e le stelle, tra noi e il creato , tra noi e lo sguardo del creatore. È passato qualche tempo da quando rimasi una mezz’ora buona in contemplazione della tomba di Francesco appoggiando le ginocchia su quelle fredde pietre. A ripensarci quel luogo mi sembra come famigliare, rivivo quell’atmosfera mistica e ammiro il passo che Francesco un giorno ha fatto.

Ritoccando con la mente quelle pietre fredde anche solo con la mente, tutto scompare, tutto perde senso e per fortuna torno a capire il senso della vita, il perché’ Lui ci ha voluto… Ancora prima che il tempo fosse.

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Il mondo che verra´

Ho letto un articolo di scienza qualche giorno fa.

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ATTUALITÀ – Con la sentenza della Consulta che, nell’aprile 2014, ha dichiarato incostituzionale il divieto alla fecondazione eterologa, la legge 40 del 2004 sulla procreazione medicalmente assistita (PMA) può dirsi quasi completamente smantellata.
Legge 40? È tempo di rilanciare. Intervista al bioeticista Maurizio Mori
legge 40, Maurizio Mori, fecondazione eterologa, bioetica, pma, procreazione medicalmente assistita, fecondazione assistita

http://oggiscienza.wordpress.com/2014/09/22/legge-40-e-tempo-di-rilanciare-intervista-al-bioeticista-maurizio-mori/

Raro in questi periodi peini d´impegni: la scuola dei bimbi, ristrutturtare casa, multe perche´ non abbiamo messo il cartone dentro al suo raccoglitore,…

In questo articolo viene intervistato un certo “Mori”. Filosofo o altro, sicuramente uno ascoltato, uno che muove le opinioni e le masse. Gli vengono poste domande sulla fecondazione eterologa e ai vari impatti sociali, se dobbiamo cambiare la legge 40 e via di qeusto passo. Io non son oun esperto, sono un uomo della strada ma come tale mi chiedo ….ma dove stiamo andando? Nelle risposte del Mori , si prende in ipotesi che tra 20 anni si possano costruire uova da DNA umano. Ossia? Ottenuto un uovo di uomo questo deve essere fecondato in qualche modo. Ho trovato su un sito che ci sono varie tecniche. In una avviene la fecondazione allínterno dell´utero, la seconda in vitro e poi innestato l´uovo di uomo fecondato nell´utero, la terza non viene spiegata …. forse troppo atroce, contempla peró anestesia totale della donna. Io non capisco, mi sento disarmato e non capisco. Non capisco cosa voglia dire non riuscire ad avere un figlio. Noi ne abbiamo 5 infatti. Non capisco a che punto di disperazione possa portare ma il quadro generale che si tinge diventa sempre a tinte più fosche e cupe.

Da un lato ci sono infatti nazioni in cui se un bambino ha particolari difetti può essere soppresso. Questo accade in Olanda e Belgio. Dall´altra ci sono invece persone bramose di avere un bambino ma molte di queste lo vogliono come lo vogliono. Ossia perfetto, bello , biondo e che sara´ un calciatore. Notizia di un mese fa : una coppia australiana ha rifiutato un bambino comprato affitandosi un utero in India dato che il bambino era difettato, non era come lo volevano. Giustamente l´hanno portato indietro in garanzia.

Il Mori in questo bell´articolo invita a non aver paura della scienza, che è la dea odierna, non fa paura, non fa male. E´ capitato nel passato che un paio di volte gli americani abbiano incenerito 200 mila persona ma non e´tutta li la scienza. Sono parzialmente daccordo con il Mori. La scienza in se è studio, è scoperta, è apprezzare la meraviglia del creato. Non è bello capire come gli atomi possano essere rotti? capire come funziona il sistema riproduttivo animale? Sono meccanismi fantastici, da rimanere a bocca aperta. Arrivassimo fino a lì …. non ci sarebbe nulla di male. Invece NO. Non ci accontentiamo, vogliamo di più, vogliamo per forza il nostro figlio all’università, lo vogliamo bello e intelligente, lo vogliamo perfetto. Anche la nostra vita la vogliamo perfetta. Come Adamo ed Eva però arriva un punto nella vita in cui Dio ci chiama, ci ricorda che ci ha fatti Lui, che ci ha messi Lui in questo che era un giardino. Quindi ci accorgiamo che tutta la tecnica che abbiamo non serve a nulla, che si muore come si moriva 100 anni fa, che non salveremo chi amiamo se Lui ha scelto che lo vuole per se. Non sarebbe meglio allora capire che quel figlio che abbiamo o che tanto bramiamo non e´ nostro ma e´ di Dio ? Non sarebbe bello abolire la parola “voglio”? Non sarebbe bello sostituirla con la parola “amo”? Perche´io amo la vita che ho, amo il lavoro che faccio, amo la persona che ho di fianco, ecc…. affinché tutto sia stato un dono, un dono da aprezzare fino in fondo, un dono che possa portare alla gioia… gioia che e´ peso insostenibile per chi non l´ha mai provata.

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Crocifisso di San Damiano…. Autore ignoto?

È il crocifisso a cui Francesco si chinò e Gesù gli disse di restaurare la Sua chiesa. In quel tempo si unirono poi ai francescani un sacco di persone. Assisi è stata sconvolta dall’onda restauratrice portata da Francesco. Ma non si è fermata solo li, anzi. Nello stesso periodo nacquero le clarisse, per mezzo di Santa Chiara e viveva Sant’Antonio da Padova. Riavvolgendo il nastro , penso a quelle pennellate precise di quell’anonimo che dipinse il crocifisso. Quelle pennellate dolci e precise che provocarono un’enorme valanga che rifondò l’allora chiesa sconvolta in quei tempi al suo interno. Mi chiedo chi veramente guidò quella mano che come in una catena di eventi ha portato oggi un Papa a chiamarsi con lo stesso nome del Santo di Assisi.

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Un nostro amico parroco ce lo regalò qualche tempo fa. Da subito notai il particolare degli occhi aperti di Gesù, delle sue braccia come di accoglienza. Non ha la ferita sul costato. Nel nostro viaggio ad Assisi abbiamo sentito la spiegazione : nel passato si dipingeva per tradizione in Gesù trionfante, quello che per mezzo della sua Passione vince il mondo da sulla croce. Poi questa immagine è stata sostituita con quella del Gesù che soffre in croce. Ad ogni pranzo ceh facciamo in casa , prima di toccare cibo, diciamo tutti insieme il “Padre Nostro” di rito, per ringraziare del cibo che ci dà. Spesso mi perdo negli occhi di quek Gesù. Occhi tremendamente pacifici, anche l’attegiamento delle bracia aperte è caldo , quasi avolgente… E goni volta gli chiedo di fare la mia vita Sua, di farmi Suo strumento…. chiedo di farmi avvolgere da Lui.

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Seguendo le orme… Assisi, Roma e la Verna.

25-28 Agosto , Italia.

Come dal post precedente , una trasmissione radiofonica ci ha portati nel cuore dell’Italia : Umbria. Lo scopo della visita era quello di mostrare le bellezze artistiche di Assisi ai nostri bimbi, andare a Roma per vedere il Papa nell’udienza generale del mercoledì e magari passare dalla Capella Sistina.

Partiti quindi dal nord sulle orme di San Francesco, ci siamo immersi in una spiritualità molto particolare trovata ad Assisi. Saranno i film visti e rivisti sul Santo, sarà la nostra continua ricerca di cose semplici , ma la città fatta tutta di pietra in una campagna bellissima ci ha stregato. Siamo arrivati infatti di sera, dopo Esser passati per Gubbio e non abbiamo resistito : io e Sara , messi a nanna la ciurma con la nonna, ci siamo fiondati tra le vie della città. Un’aria calda passava sulle pietre delle vie e rendeva l’atmosfera speciale, quasi a darci il benvenuto. In pochi attimi siamo saliti alla basilica. L’abbiamo trovata chiusa ma eravamo lì, finalmente in Italia, finalmente immersi nell’arte, nell’esplosione creativa che ha avuto il nostro paese in un perdo speciale. Dall’alto della basilica si poteva vedere la pianura ai piedi della città, le luci lontane. Dava tutto il sapore di altri tempi.

Le orme diFrancesco ci hanno poi portato anche a Roma a vedere un altro Francesco, il Papa. Non pensavamo di riuscirci ma in macchina in 2 ore siamo arrivati al parcheggio dietro a piazza San Pietro, per l’udienza generale. Ci siamo messi lungo la strada per cui sarebbe dovuto passare, speravamo tanto si fermasse per salutare i nostri bimbi ma così non è stato. Sarà per un’altra volta. Non ci siamo fatti sfuggire l’occasione di conoscere di persona DM, blogger che seguiamo e che ci ha aiutato per la correzione di un libro scritto da Sara e me. Uscire fuori dallo schermo , dalla tastiera e conoscere realmente una persona a cui si scrive solo è stata un’emozione e una conferma di quello che ci si era già disegnati in testa, comò scendo la persona per i sentimenti e poi ci si appiccica un volto. L’incontro è stato breve e la povera DM è stata un po’ travolta dalla mia famiglia e un po’ da varie domande che avevo in testa…. Troppo per il solo temo di un caffè.

Tornati ad Assisi abbiamo visitato l’eremo delle Carceri. Qui, il Santo, si rifugiava per stare solo e pregare. Aveva per se una grotta dove dormiva per terra e una piccola finestra per guardare fuori. Anche in questo luogo si respirava qualcosa di speciale. Non è facile da descrivere a parole. Bella la scena che è stata ricreata con statue in bronzo dove Francesco sta sdraiato a scrutare le stelle , Leone spiega ad un altro come tracciarne la posizione per terra.

Fatto rotta verso nord ci siamo fermati, su consiglio dei gestori del nostro break and breakfast di Assisi, di fermarsi a la Verna. Qui San Francesco dopo varie peripezie ricevette le stigmate. 800 anni fa era un monte impervio e pieno di rocce gigantesche mentre ora vi è un convento. Si può visitare la grotta dove Francesco incontrò Gesù, oppure una rientranza della roccia creata da Signore per proteggere Francesco da diavolo che lo voleva far cadere in crepaccio. Questi luoghi emanavano qualcosa, qualcosa già sentito nei giorni precedenti. Poi , arrivati su una grande terrazza naturale, ho capito. Ho visto e capito. Su questa terrazza stava un crocifisso molto semplice. Sul muretto che delimitava la stessa c’era qualche ragazzo. Alcuni di essi stavano seduti sul muretto con le gambe a penzoloni sul crepaccio sottostante. Tutti scrutavano l’orizzonte. Un orizzonte limpido in quel momento. Dalle porte della chiesa usciva ogni tanto un frate. Frati tutti piuttosto giovani, dell’età di quei giovani che scrutavano, che si scrutavano dentro. La vita di Francesco è stata come una continua ricerca. Una ricerca di arrivare al Padre attraverso la Sua creazione, avendo un contatto diretto con le cose più semplici della stessa : la terra, la pietra, le stelle, l’acqua. Tutto il viaggio che abbiamo fatto mi si può riassumere in questa ricerca del cuore. Una ricerca della propria identità, delle proprie radici. Anche oggi , dopo 800 anni, ci sono sempre anime limpide e inquiete che si mettono in cammino per trovare Dio.

 

Dopo qualche giorno …. Italia del nord

Sara chiama un’amica carissima che è un po’ che non vediamo: viene da noi per un caffè. Entrata le due comari iniziano a riempire l’aria di parole dato che è tanto che in si vedono. Salta fuori che lei ha appena letto un gran bel libro che ci consiglia subito di leggere : “Tutta la luce del mondo”. Il libro parla della vita di San Francesco…. Il caso non esiste! Non mi rimane che caricare sull’ipad il romanzo prima di far rotta per la Germania.

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