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1 agosto 2013, arrivo a Medjugorie.

Sono riuscito a trovare un accesso a internet decente e quindi tedierò chi mi segue pubblicando il nostro breve soggiorno a Medjugorie.
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Siamo partiti dall’Italia alle 9:30 circa di mattina. Due pause , dogana in Slovenia, Croazia e Bosnia Herzegovina. Alla frontiera di quest’ultima controllano tutti, sopratutto quelli con targhe croate o della stessa Herzegovina. Per noi non è stato necessario, appena hanno visto che eravamo italiani ci hanno fatto passare. Chiedo però se la strada è giusta per Medjugorie, il controllore con qualche parola di italiano ci fa capire di proseguire per Isotni e poi sempre diritto.
Subito di là dal confine il GPS ci abbandona dato che non ha strade di questo stato se non le poche autostrade. Lo stesso Google non ha nulla di più. Vodafone tedesca annuncia che anche dalla Herzegovina posso telefonare e usare internet al modico prezzo di 15€ al giorno per 25Mb o se preferisco 30€ per 7 giorni e 50Mb!

La strada si snoda quindi fra colline brulle, simili a quelle greche. Il manto stradale non è in ottimo stato ma essendo esatta va benissimo. Le case non assomigliano a quelle italiane, alcune sono molto nuove e moderne, forse in stile nordico, ma con tetti non spioventi. Altre invece sono molto vecchie e abbandonate. Sembra che l’occidentalizzazione sia arrivata anche qui. Troviamo qui e là le insegne dei soliti McDonald, Coca cola, ecc… Finalmente arriviamo a Isotni e troviamo un cartello per Medjugorie. La strada costeggia questo paesone, proseguiamo diritto per altri 60-70 km. Arriviamo quindi in una zona industriale, sorta vicino a Medjugorie. Questa zona fa da contrasto incredibile su quello che è passato per il finestrino della macchina prima e quello che passa dopo. I capannoni sono modernissimi e sembrano un pezzo di Germania o Austria trapiantato qui. Anche il concessionario Volkswagen è più pulito e in ordine di quello di Koblenz ad esempio. Dopo due curve invece arriviamo a Medjugorie. Sono le 20:30, troppo tardi per la Messa e la truppa deve ristorarsi all’appartamento che abbiamo affittato. Dopo cena e dopo le dieci ore di macchina si potrebbe anche riposare , ma la voglia di riveder la spianata dietro la chiesa, dove per il festival dei giovani si prega , è troppo forte. Siamo quindi in centro in un baleno. Un sacco di gente guida in senso contrario a noi, la messa evidentemente è finita da poco. Parcheggiata la macchina ci dirigiamo verso l’altare della spianata e rimango folgorato. L’aria è calda intorno a noi e il buio fa da cornice. Un fienile venticello porta sulle sue dolci raffiche i profumi della vegetazione li introno. La spianata è costituita dietro alla chiesa principale. Al suo inizio c’è l’altare e a raggiera per 180 gradi ( dato che l’altare da le spalle alla chiesa) si estendono file di panchine. Finite le panchine vi è una stradina che percorre un semicerchio e questa stradina è un po’ sopraelevata rispetto alle panchine antistanti. Oltre la stradina si estende ancora il prato, tutto per accogliere i pellegrini. Arrivando da questo prato si, come noi, si deve sormontare una dolce collinetta quindi, che ha come apice la stradina a semicerchio. È stato li che mi è venuto un tuffo al cuore. Li in quel punto mi sono accorto, dopo tanto correre, dove era arrivato. Il buio i e il silenzio faceva da cornice al tutto. In sottofondo suonava una canzone dolce e rilassate ma non eravamo soli. Le panchine e tutto intorno c’erano persone. Chi per terra a pancia bassa, chi in ginocchio , chi in piedi, chi a sedere sulle panchine. La maggioranza era in ginocchio. Persone di etnie, età e costumi diversi, come avrei poi imparato nei giorni seguenti. Tutti li immobili. Nel maxi schermo immobile stagliava l’Ostia, il corpo di Gesù. Non ce l’ho più fatta e mi sono inginocchiato sui mattoni di quella stradina, ancora caldi evidentemente dopo una giornata caldissima. I bimbi sono cotti quindi non possiamo rimanere troppo per l’adorazione che si protrarrà fino a mezzanotte.

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Verso l’Italia

6 Luglio 2013, Vicinanze di Boppard, Germania.
Oggi i bimbi hanno avuto l’ultimo giorno di scuola e finalmente possiamo fare rotta verso il bel paese. Dopo 6 mesi di Germania , freddo e pioggia , abbiamo tutti voglia un po’ del caldo appiccicoso, degli odori e profumi che sono caratteristici della nostra terra. Abbiamo organizzato tutto : io mangio al lavoro, alla grigliata aziendale, Sara prende i bimbi da scuola , ci si incontra davanti alla mia azienda e si parte. Devo lasciare la macchina i all’aeroporto dato che devo tornare per lavorare ancora una settimana. Il tutto funziona, esco dal lavoro e incontro Sara e i bimbi che si mangiano un panino mentre mi aspettano. Mi raccontano delle pagelle, Sofia fantastica senza ombre, Tancredi bravo in matematica, meno in tedesco, in comportamento un cinghiale… Ma lo sapevamo già.

Quindi si parte con le due macchine direzione aeroporto. Vado piano e rilassato come se avessi fatto anche io l’ultimo giorno di scuola. Superò finalmente una macchina con roulotte , accelero un po’ appena rientro butto un occh per vedere se anche Sara l’ha superata. Vedo che lampeggia, rallenta. Rallento anche io è mi infilo in una stradina che si inerpica nel bosco e l’aspetto. Ci sarà una bimba che deve fare pipì e come solito non l’ha detto quando eravamo fermi. Invece arriva lemme lemme Sara con una ruota bucata! Avevamo pianificato tutto per il solito viaggio di 10 ore. Macchina carica con tutto gli attrezzi per le vacanze, cane , violino e violoncello…. Sarà e’ naturalmente sconvolta: ha cercato di evitare un non ben identificato oggetto in mezzo alla strada non riuscendovi. Perfetto , mi preparo a cambiare la gomma…. È no…. Questa e’ una macchina moderna, non ha posto per le gomme di scorta. L’abbiamo presa perché avevamo bisogno di sette posti, ma ci ha sempre dato problemi….. Non avendo la ruota di scorta ha una sorta di compressore con un liquido che dovrebbe turare il foro… Proviamo. Monto il tutto seguendo le istruzioni, collego la presa elettrica e via, accendo l’interruttore. Niente. L’indicatore di pressione al massimo ma non succede nulla. Evidentemente qualcosa no va. La valvola della gomma e’ bloccata… È come la smontò? Per fortuna trovo il la macchina che guidava io un kit di riparazione simile ma con in dotazione un cacciavite per smontare tale valvola…. Adesso si! Smonto la valvola, rimonto il compressore, avvio…. Alle istruzioni ci sta scritto che devo aspettare 5 , 7 minuti…. Niente, la gomma non si muove neanche dopo 10. È che faccio adesso? Cercò sul tom tom un’offcina vicina, chiamo ma non hanno servizio di trasporto, mi consigliano di chiamare il concessionario più vicino…ma io ho una ruota bucata, che me ne faccio del concessionario? Il tipo e’ comunque gentile, mi consiglia di chiamare ADAC. È una specie di nostra ACI, ho visto a volte questi veicoli tutti gialli con sopra questa scritta. Ho fatto anche in passato quando siamo andati a Medjugorie una specie di assicurazione per i viaggiatori. Frugo nel portafoglio e trovo una tessera. Chiamo…. Risponde subito una tipa, mi chiede cosa e’ successo, se ho la ruota di scorta, se ho provato a utilizzare il kit di emergenza…. Poi mi chiede il numero di teserà…. Boh, ho il dubbio. Possibile che abbia diritto a questo? Glielo do e non fa una piega, pronunciando il m nome come lo farebbe un francese…. Sta bene. Altra domanda: dove si trova? Inizio a dargli la città più vicina, Kobelnz, poi descrivo la strada che stavamo seguendo, ma nulla. Idea: se le do le coordinate del gps? Caspita mi trova subito, chiedendo i un paio di paesini li in mezzo alla foresta come conferma. Dice che mi manderà a breve qualcuno per prelevare l’auto. Perfetto! Strabordiamo tutti i bimbi sulla seconda auto, il cane? Il cane rimane nel bagagliaio… Si è caldo ma ho paura di perderlo nella foresta. I minuti scorrono lenti nell’aspettare il camioncino per il traini. Le macchine ci sfilano davanti con sguardi un po’ interrogativi dei conducenti. Sono questi i momenti in cui penso… Ma che faccio qui? Disperso con 4 figli , un cane e una moglie nel mezzo quasi del nulla. Ce la farò? In Germania ? Allora penso , immagino come se fosse già tutto finito e fossimo già in viaggio per l’Italia. I bimbi corrono un po’ nel via letto che da alla foresta, Sara allatta Annamaria seduta nell’altra macchina. Mi chiama qualcuno sempr del servizio ADAC e mi chiede dove voglio portare la macchina…. Io pensavo sapessero loro dove?!?!? Farfuglio l’officina più vicina, il tipo dice che vedremo e tutto e’ a posto…. Passa mezz’ora e nulla. La domanda rimane in testa … Dove cavolo facci o portare la macchina? C’è la faremo a tornare in Italia? Illuminazione, un collega abita nel paese prima. Lo chiamo e chiedo un gommista e mi spedisce via sms l’indirizzo, chiamo il gommista e ha la gomma del mio tipo anche se invernale, va beh…. Finalmente dopo un’altra mezz’ora arriva il fatidico camioncino giallo. Eravamo fermi nella stradina agiata che andava in foresta, dopo una curva. Mi ero prodigato a mettere le due macchine per lasciar gli posto e qui si vede una caratteristica tipicamente tedesca. Lui arriva, lascia il mezzo sulla strada, quattro frecce e abbassa il cassone per caricare la mia macchina. Le auto che arrivano dietro si mettono ordinatamente in fila, senza protestare, senza sorpresa. Da noi avrebbero strombazzato, inveito, tirato una bomba a mano…. È il bello dell’Italia. Dal gommista tutto liscio, faccio uscire il cane e appena fiore fa i suoi bisogni in mezzo al piazzale…. Poteva Esser peggio. Smontano la gomma e finalmente posso vedere il taglio quasi di dieci centimetri sul lato della gomma. Che fare quindi? Siamo pronti alla 16:30 per ripartire e ci mancano ancora 8 ore di viaggio. Il tom tom dice che arriveremo verso le 3 di notte. Il viaggio scorre via senza altri intoppi: Svizzera con le autostrade in cemento, quindi Milano. I paesaggi e le case cambiano veloci fino ad arrivare al paesaggio della pianura padana a noi a familiare.

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