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La scuola che vorrei

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Da tempo in famiglia vige un infinito dibattito: siamo in Germania per dare una possiblita’in piu ai nostri bimbi e per avere un’istruzione migliore, e’proprio cosi?
I dubbi si arrovellano ma la domanda che sta semrpe sotto e’sempre la stessa : ma di cosa hanno bisogno i bambini? Di risposte ce ne sono state tante e sono piu’di facciata che di sostanza. Ho sentito : la scuola deve formare gli adulti del domani. Si giusto, per carita’ma a quale prezzo? trascurando cosa?
In casa ci sono due fazioni definite e ben distinte. Da un lato Sara, la mia dolce moglie, che vorrebbe per i figli filosofia, greco , latino , italiano e se serve matematica. Io sono l’altra fazione, io sono il rozzo ingegnere contro la colta avvocata di mia moglie che ha passato con ottimi voti il liceo classico , appunto prima di iscriversi a legge. Io ho fatto l’ITIS invece e da sempre ho avuto le mani sporche, le mani per cercare di costruire quello che si studiava sui libri. L’ITIS non e’una scuola magari che sforna scienziati ma mi ha insegnato a cercare di capire el cose e farle semplici in testa a dispetto di imparare a memoria. E questo mi e’rimasto in tutta la mia formazione sucessiva: prima capire, per imparare a memoria c’e’tempo. E la cosa all’universita’ha quasi sempre funzionato. Ricordo il primo esame passato : analisi1. Il prof ci lasciava tutto il materiale scritto che volevamo e anche la calcolatrice che faceva i grafici ma in pochissimi siamo passati al primo tentativo. Poi arrivo chimica e li’non c’era pezza: un sacco di roba bisognava saperla a memoria e ho faticato parecchio a passarlo.
Tutto questo balena nelle nostre discussioni : meglio filosofia o saper usare un trapano? meglio greco o imparare una lingua straniera in piu’?
Il contrasto e’amplificato dalla nostra situazione , dal trovarsi in Germania. Ovvio fare confronti, ovvio paragonare quello che vediamo qui con quello che abbiamo passato nelle nostre esperienze, nelle nostre vite.
Ma il confronto risulta impari e impossibile dovuto alle differenze di culture , alle differenze di come si affronta la vita stessa. In Germania l’istruzione e’incanalata al lavoro. Si iniziano a fare stage in azienda a 12 anni , ancora al liceo, per aver contatto con l’azienda ma anche per cercare il lavoro che puo’ piacere. Non importa se l’indirizzo scelto sia umanistico o meno, si va in azienda. Tutto quello che e’fuori da questo percorso formativo, che spinge l’alunno a diventare inanzitutto un ottimo lavoratore/collaboratore , viene messo in secondo piano. Materie come filosofia e greco , al liceo, ci sono ma sono facoltative e raccolgono alunni di piu’ classi e magari di livelli diversi. Sono appunto un di piu’… se proprio proprio vuoi impegnarti in lingue “morte” lo puoi fare.
Una volta nel mondo del lavoro, a eta’inferiori di molto alle nostre, il tedesco tipico ha la possiblita’continua di rientrare nel percorso formativo. Questo percorso puo essere il piu strano e originale. Ho colleghe che sono disegnatrici che stanno facendo l’universita’serale per diventare progettiste, abbiamo un’amica che da impiegata , a 40 anni, ha deciso di diventare infermiera e sta tutt’ora frequentando e lavorando un corso di 3 anni. Poi ci sono opportunita’non legate al mondo lavorativo. In tutta la Germania sono distribuite, anche in piccoli paesi a volte, le scuole popolari. Quella nella nostra piccola citta’offre corsi dei piu’disparati ed e’molto frequentata: si va dalla musica, orchestra, lingue, cucina, ecc… In pratica se uno ha un talento o una conoscenza particolare, puo’decidere di farsi il corso. La scuola fa’la pubblicita’del corso sul catalogo e se ci sono i partecipanti questo parte. Per questo ho visto corsi di cucina calabrese, motivazionali, di falegnameria ,di disegno a matita, di arabo, di rumeno (?!?!?)
In sintesi l’approccio tedesco all’istruzione e’: io ti do gli strumenti per trovare il lavoro che ti piace (con stages) ed essere produttivo poi se vuoi altro, se hai grilli per la testa ti arrangi con le scuole popolari e le universita’.  Giusto? Sbagliato? La parte avversa nella diatriba, mia moglie Sara, dice che questo e’voluto di proposito , perche’ se i tedeschi pensano poi fanno casini, come sono successi nel passato. Per me invece e’solo questione di essere pragmatici: bene o mal eil mondo moderno ce lo siamo costruiti appeso all’economia. Tutto gira attorno al soldo e se ci si e’lontani si dorme sotto i ponti. I teutonici sono molto pragmatici : cercano di dare a tutti la possibilita’di collaborare alla ricchezza comune. A tutti, anche ai piu’ fortunati. C’e’un’alternativa? Mi piacerebbe trovarla, mi piacerebbe che la richezza fosse distribuita, che tutti avessero il sufficiente per mangiare e anche qualche svago, purtroppo , la’fuori, ci sono tanti leoni e l’unico modo che ci hanno insegnato a vivere, purtroppo, e’ quello di correre piu’forte di quello di fianco.
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E da noi in Italia invece? L’articolo e’gia’troppo lungo, scrivero su quello che ne penso in seguito.
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Riunione dei genitori.

Sta sera nella nostra incasinatissima agenda c’era la riunione di classe di Sofia. Esco dalla mia lezione di tedesco trafelato, infilo la macchina e sono alla scuola ben dieci minuti in anticipo. Ci sono un paio di mamme fuori: l’anticipo non è contemplato , aspettiamo fuori fino alle 7, ora prevista. Ci accomodiamo in classe, ognuno al banco dove siede di solito il proprio figlio. Lavagna luminosa multifunzione accesa, la Frau B. “Capa” insegnante sorridente e altre due da supporto, sorridenti anche loro. Aspettiamo qualche minuto per i ritardatari e Frau B. con qualche tocco magico sulla lavagna espone il programma della serata. Bisogna dire che l’argomento scuola l’ho da un po’ delegato a Sara, dato che lei li porta alla mattina, li va a prendere e legge i vari comunicati. Io sono qui perché c’è il ricevimento dei genitori… Con tutto quello che comporta. Sará ma la lingua, sarà che ho dovuto correre tutto il giorno ma a un certo punto mi chiedo veramente che faccio li. Già l’integrazione nostra come genitori in questa classe non è semplice. In 18 bambini solo 6 o 7 sono tedeschi, gli altri sono di nazioni diversi. Quelli di nazioni diverse,come noi, sono di solito anche simpatici dato che hanno o hanno avuto gli stessi problemi nostri ma comunicare non è facile dato che provengono da nazioni un po’ particolari: Armenia, Vietnam, Russia, ecc… I rimanenti tedeschi, forse perché il nostro quartiere ha parecchi stranieri, sono tutti un po’ aggressivi , come se tutti siano pronti a pestargli un callo o roba del genere. Quindi gli sguardi che la gente si scambia vanno dall’indifferenza alla diffidenza.

Non ho tempo di far passare questo pensiero nella mia testa che la Frau B. Parte con il primo punto : elezioni. Bon, il secondo è matematica, il terzo tedesco… Parleranno in classe delle elezioni in Germania? La solita Frau poi dice che ha bisogno di qualcuno per scrivere un rapporto delle elezioni, si offre dopo qualche tentennamento una mamma secca secca di fianco a me. Capisco che non parlano allora di Merkel e soci…. Come mai Sara mi lancia sempre in queste mischie senza uscita di sicurezza e manuale di istruzioni? La Frau ora chiede chi si propone…. Un minuto, la gente si guarda basita e nulla…sará forse perché in quattro anni che i nostri bimbi sono insieme ci siamo incontrati tre volte?… Una signora dalla faccia spiritata e riccia dall’altra parte della sala si offre…. Wow, posto, scampata anche questa, votiamo tutti lei e passiamo al prossimo punto. Eh no! La Frau dice che per rendere le elezioni valide ci vuole un altro nome. Altro minuto a guardarsi in faccia. La tipa spiritata incita dicendo che farà tutto lei, ha solo bisogno di un aiuto logistico. Tra kossovari, armeni , russi e vietnamiti regna il silenzio…. Che faccio? Va bene dai lo faccio io. La Frau B. ciondolando scrive il mio nome sulla lavagna multifunzione e… Si proceda alla votazione! Domanda di rito : voto segreto o libero? Nell’imbarazzo generale di chi non vuol dire e non vuol far dire si arriva al voto non segreto.
Ma come mi chiedo? Siamo in due, per due posti, io mi son messo come riempitivo e facciamo anche la votazione? E poi non ho capito esattamente quale sarà il mio ruolo, caspita le donne tedesche quando ci si mettono parlano davvero veloce e sempre con una sfilza di verbi alla fine!
Un bambino ha due voti, quindi i genitori devono utilizzare le due braccia in totale. Prima votazione per la schizzata , venti voti. Ho votato anche io per lei. 20 voti in totale. Adesso votano per me. Io braccia basse. Conteggio, Frau B. coadiuvata dalle altre due in un primo momento conta ancora venti… Ma come ?!??! 18 genitori hanno 36 braccia! Ricontano velocemente e sanciscono per un sedici che io approvo come buon sconfitto. Morale dovrò aiutare a coordinare non so bene cosa ho capito per tutto l’hanno scolastico. Dovremo dare forse idee per le gite o roba del genere. Possibile? Almeno starò più vicino a Sofia in questo anno fondamentale: è il quarto anno e dal prossimo andrà al ginnasio!

La riunione prosegue attraverso il programma che si farà e atterra sulle gite. Fine anno due giorni su un lago con pernottamento. Il chiedo naturalmente se la gita è obligatoria o volontari…. Mia figlia ha 8 anni! Le tre insegnanti rispondono in coro che è obbligatorio su indicazione del ministero. Il mio sguardo si fa minaccioso , le tre si fanno un pelo preoccupate. Mi dò un’occhiata intorno e vedo gli altri genitori che mi guardano stranito, ma a me non importa. Il fatto è che nella classe ci sono personaggi un po’ esagitati e ci è capitato più di una volta che Sofia tornasse a casa terrorizzata. Forse lei ha esagerato, forse sono solo bambini, ma perché nel programma ci sta anche educazione sessuale? Si lo so sono un po’ retrogrado ma Sofi ha solo otto anni! D’accordo , in classe con lei ci sono bambini più grandi. Infatti i Germania i bambini possono iniziare le elementari esclusivamente avendo compiuto i sei anni. Quindi se uno li compie a ottobre, deve aspettare in teoria l’anno dopo. Sofi invece ha anticipato in Italia la prima e quindi si ritrova in quarta classe a otto anni. Noi non siamo grandi fisicamente , lei ha un anno in meno, insomma è la piccina della classe.

Quando tutti gli altri genitori sono usciti , sono ritmo con le tre maestre a ridiscutere sulla gita: mi hanno assicurato in mille modi possibili che maschi e femmine sono separati e che non c’è nessun percolo. Io le prime gite le ho fatte a Venezia in giornata. Dormire fuori non se ne parlava. Che fare quindi? La Frau B. Sbattendo gli occhi mi ha chiesto di pensarci su, dato che di tempo ce n’è ancora e io ho tranquillamente detto che essendo italiano , sono flessibile e che quindi possiamo ragionarci. Gli scontri con il sistema tedesco sono iniziati ma questo meritano un post a parte.

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