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Agosto … moglie mia non ti conosco…

I bimbi sono in vacanza in Italia con mia moglie. Sono solo. Solo da già tre settimane. Da quasi tre settimane la casa è sola , come me.  I bimbi hanno 6 settimane di vacanze mentre io ne ho solo 3, per questo abbiamo deciso di dividerci, di portare la truppa in Italia e io ritornare in Germania.

Non c’è nessuno che corre, urla e poi piange perché uno dei fratelli gli ha fatto male.

A mezzogiorno non c’è Sara, mia moglie, che a gran voce ci chiama a mangiare anche se la pasta è ancora sul fuoco. In tutto questo silenzio ho tempo per fare quei lavori in casa che sarebbero impossibili con la truppa in casa , come ad esempio dare l’ olio al parquet. Ci abbiamo provato e immancabilmente il giorno dopo c’ era qualche impronta qui e là … anche se ci eravamo raccomandati tanto. Tra i pennelli e gli stucchi ogni tanto però mi fermo e penso. Capisco quanto sia importante la famiglia ma sopratutto quanto mi manchi Sara e il solo parlare con lei.

E adesso qui come in un film di Tarantino inizia una storia che non centra nulla con quella prima…

Le notizie rimbalzano dall’Italia e in questi giorni si parla spesso del Cocoricò di Riccione. Quel nome, quella discoteca mi riportano indietro da 20 anni o più. Si anche io andavo in discoteca, avevo i capelli lunghi e guidavamo 2 ore, dal nostro paesino vicino a Bologna, per andare a Riccione. Per andare alla festa. La parte più bella era quando ci trovavamo nel bar, nella parte preparatorio, nell’ attesa. Tutti tirati, con vestiti a volte stravaganti ci trovavamo nel bar del nostro paesino per scherzare un po’ e fare due chiacchiere. Poi via in macchina. A Lugo ci fermavamo in un altro bar, era diventato quasi come una tradizione. Autostrada e quindi arrivavamo a Riccione, al diversifico. La parte bella era appunto quella preparatoria, quella che ci portava alla festa perché tra di noi si scherzava, ci si divertiva. Eravamo tutti maschi , tutti con il pallino di trovare la ragazza. Un sabato sera di quelli andammo al Cocoricò. Mi ricordo che da fuori, in coda per entrare, si sentiva il rimbombo della musica. Dai vetri traspariva una folla ondeggiante. E poi? E Poi dentro era come essere in una marmellata di persone, si diventava una cosa unica che si muoveva al ritmo dei potenti woofer. E puntualmente mi capitava di chiedermi : ma cosa ci faccio qui? Il caldo, la musica assordante e nauseante. L’ impossibilità di scambiare parole con nessuno se non a gesti. Il buio falcato con luci stroboscopie, le facce allucinate della gente. Ma perché cavolo mi sono vestito bene? Chi mi vede qui? Sono un fantasma come tutti gli altri, spersonalizzato. Giriamo in tondo in cerca di non si sa cosa. Poi uno dei miei amici ha una grandiosa idea : non ce la fà più e io mi offro di accompagnarlo fuori. Prima di uscire ci fanno un timbro, nel caso volessimo tornare dentro.

In altre discoteche ci sono spazi all’ aperto di solito , nel Cocoricò , in quel Cocoricò di 20 anni fa no. Usciamo e andiamo a sederci in macchina per respirare un po’. Un tipo passa davanti alla nostra macchina e si mette a vomitare. Due ragazze si acquattano al fianco di un cespuglio di fronte a noi e fanno pipì per terra… si proprio lì davanti a noi. Ripensando alla strada fatta, al fatto che mi sono sposato, che sono arrivati ben 6 figli, non posso pensar altro che qualcuno da lassù mi voglia bene, che mi abbia guidato, che non ha permesso di perdermi. E adesso posso dire che quel periodo forse era necessario, era dovuto, era come metter il naso fuori per poter accorgersi che la felicità in quella baraonda, in quella marmellata di persone ondeggianti, la felicità non c’è. E’ altrove. La felicità era nelle risate tra amici al bar, gli scherzi tra di noi, il canzonarci. Poi Dio ci chiama a un tendere , a un desiderare, purtroppo allora, come oggi, i ragazzi son soli ad affrontare questo desiderio. Sono soli a capire di che cosa hanno bisogno, sono soli a capire come andare oltre e sono portati a seguire la massa. Se la massa va in discoteca a sballarsi lo fanno tutti. Lo fanno tutti anche se non si divertono se non ubriacandosi o impasticcandosi. Ci vorrebbe qualcuno , fuori dalle discoteche , a distribuire formule per la felicità, a distribuire una mappa, una proposta per cercare la felicità. Quello mi piacerebbe fare. E lo farei gratis. Chissà …. Che formula? Il Vangelo!

Buone vacanze!

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Aprire gli occhi.

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Ho scritto in passato , ho combattuto , sempre verbalmente, per le mie ragioni contro il rendere istituzionale l’essere gay. Di cosa sto parlando? Sto parlando di tutte le leggi che stanno invadendo l’Europa per consentire a persone dello stesso sesso di contrarre matrimonio e quindi adottare figli.

In qualche scambio qua è la fra blog e pure con parenti i più prendono di solito posizioni morbide. Affermano che non c’è nulla di male se due persone dello stesso sesso si sposano. Magari in linea di principio sono contro all’adozione ma al matrimonio no, perché negarlo, cosa c’è di male?

Ieri ho visto un servizio del Tg3 sul gay pride di Roma. A un ragazzo del corteo hanno chiesto che cosa volevano e lui senza esitare e con grande fervore ha detto che vogliono sposarsi e avere figli come gli etero. Già…. Avere figli. Quella parola , ‘avere’, trasforma i figli in oggetti. Trasforma quello che potrebbe essere un naturale culminare di amore in qualcosa materiale, in qualcosa esclusivamente tangibile. Con questo mio articolo vorrei chiedere a tutte quelle perso che in buna fede appoggiano in maniera anche blanda questa mentalità , che io chiamo di falsa libertà , di aprire gli occhi. Di guardare in faccia la verità, di togliersi dal torpore, di capire esattamente quello che vogliono. Loro, i gay che dimostrano, vogliono figli. Vogliono l’ultimo giocattolo che gli manca, quello che la natura da sempre gli vieta. Se sono una coppia di due uomini vogliono prendere un miscuglio dei loro liquidi seminali, cercare una donatrice e metterla in cinta. Vorrei che si riflettesse sulle parole. Le parole sono fantastiche! A volte scoperchiano ma tante altre volte confondono a camuffano. Quante volte abbiamo sentito che Gesù è stato flagellato? A me è capitato innumerevoli volte fin da quando ero bambino, poi ho capito cosa effettivamente significasse quando ho visto ‘La Passione’ di Mel Gibson. Solo allora capii che era stato frustato con rampini che ad ogni colpo gli strappavano la carne di dosso. Nel film si vede come gli viene strappata parte della carne che gli ricopre le costole.

Tornando ai due uomini e alla donatrice di utero,cosa vuol dire invece? Cosa nascondono le parole? Cosa indorano? Chi sono queste donatrici? C’è un registro? Hanno una tessera come i donatori di sangue? Arriva un tipo con un ago grossissimo e preleva l’utero? No! I due uomini sono sicuramente ricchi, hanno un botto di soldi e da un catalogo magari sfogliano la futura madre, stravaccati sul divano, in sottofondo una canzone di Sting che parla di campi di grano dorati. Questa chi è la donatrice? Questa è per forza una ragazza indigente, magari delle favelas brasiliane oppure indiana. Mi immagino allora i due tipi continuano a sfogliare il catalogo, annoiati, non gliene va una a genio. Guardano gli occhi, la pelle…. Quella troppo chiara, quella troppo grassa, l’altra troppo scura di capelli. Poi un colpo di fulmine e decidono per una. Quindi prendono un volo per andare dalla donatrice, per portarle il mix sopra esposto, per fecondarla. Che poi …. Detto così sembrano quasi due calabroni intorno a un fiore. In realtà l’uovo di uomo, precedentemente estratto dalla futura donatrice mediante operazione, viene fecondato al microscopio e quindi reinserito nella stessa sempre mediante operazione. La madre , la donatrice , viene utilizzata come un sacchetto, come una incubatrice provvista di braccia e gambe per portare l’uovo di uomo dei due ricconi. Dove’e l’amore in tutto questo? Dov’è il sacrificio per l’altro? É una cosa bella? È una cosa etica? Fa bene all’uomo ? Fa bene alla mamma usata come incubatrice? Beh si …. Due spicci forse le arrivano. E ai due uomini? Fa bene anche a loro? Non voglio entrare nel merito dato che per questa risposta bisognerebbe scavare nelle coscienze dei due e sono sicuro che Dio prima o poi busserà. Ormai famoso il caso di Elton John e compagno che avuto il piccolo poi si lamentarono che piangeva troppo. Già piangeva… Ma chi? Ah…. Si è vero, il piccolo! Ci eravamo dimenticati di lui…. E a lui? Questa situazione giova anche a lui? Mi si dirà che se non lo prendevano i due ricconi, di sicuro sarebbe vissuto nelle favelas con… Si,con lei , con la sua mamma! Quindi la nostra società moderna, civilizzata ed evoluta ha trovato il modo, ha trovato il prezzo con cui scambiare una mamma: una vita piena di ricchezze per una mamma. È quella la felicità? Diamo un prezzo a tutto! E quando il bimbo è nato? Io non ci avevo mai pensato ma il bimbo appena nato per proprio istinto cerca la mammella della mamma, cerca il suo calore, cerca contatto umano. La nostra ultima figlia , Annamaria , è nata con un cesareo dato che era troppo grande (4370 grammi di potenza pura!). Dopo il cesareo la mamma deve essere ricucita e per non traumatizzare la bimba me l’hanno messa per quasi due ore sul petto nudo. Lei cercava per tutto il tempo di azzannarmi dalla fame che aveva , non era felice ma l’ho tenuta tranquilla fino all’arrivo della vera mamma. Per la coppia di cui parlo invece che cosa capita? Gira in rete un video pubblicitario in cui una coppia gay si scambiano sguardi affettuosi e tengono in mano un frugolotto appena nato. Bellissima immagina ma anche qui dobbiamo chiederci : ma 5 secondi prima , lui, il bimbo, dove stava? Da dove l’hanno strappato? Da dove l’hanno strappato per sempre?
E se la coppia è composta da due donne? Si la loro la mamma-incubatrice non serve ma serve un donatore!

Sempre nello stesso servizio sopra citato sul gay pride del Tg3, veniva intervistata una mamma. Direi sui 35 anni, secca, bionda con i capelli corti mossi, con gli occhiali da sole. Atteggiamento da persona corretta, di sinistra e intellettuale. Si lamentava che ora lei e la sua famiglia non sono riconosciute dallo stato, non sono nulla. Lei intellettuale di sinistra lesbica, giusto per usare le parole che devono essere usate, proprio lei vuole essere riconosciuta dallo stato. Lei che essendo lesbica ha detto che non ha bisogno dell’uomo che di sicuro è anche femminista, di sicuro non ha bisogno dell’uomo ma….. È mamma. Quindi nella sua vita c’è stato un momento in cui è andata in ginocchio da un uomo, che lo ha pregato di farsi fecondare un uovo umano. Proprio lei intellettuale di sinistra orgogliosa di essere lesbica che va in TV, a dispetto della sua compagna che se ne tiene alla larga , ha un giorno cercato un donatore. Quel giorno sicuramente la sua compagna era con lei. Quel giorno si amavano più che non mai. Quel giorno forse anche loro hanno sfogliato i cataloghi dei donatori maschi… Questo troppo alto, troppo marrone….poi hanno sganciato un sacco di soldi e …. Si sono fatte fecondare entrambe? Hanno tirato un dado? Forse se la sono giocata a mora cinese? Carta, tu hai pugno, vinco io! Questa situazione a chi giova? Di scuro Dio busserà anche alle loro coscienze di madri, anche loro sanno in fondo al proprio cuore che dare al mondo un figlio già senza un padre non è una bella cosa. E se il futuro uomo un giorno chiederà alle sue madri chi era il suo papà? Se chiederà alle sue due mamme le foto del matrimonio, come si sono conosciute, come si sono innamorate, perché si sono messe insieme? Quali saranno le risposte?

Per i casi qui descritti mi si potrà additare che si presenteranno anche per quelle coppie etero, che non possono avere figli. Vero e mi chiedo anche in quei casi il manipolare l’uomo a chi giova? Facile, direte voi, tu hai cinque figli. Si , vero anche questo, una in cielo. E ho imparato ad accettare tutti i doni di Dio, anche il dono di aver portato anzi tempo una delle mie figlie in cielo. E l’accettazione di questo dono invece che distruzione e morte ha portato nella nostra famiglia pace e gioia.

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Riassumendo chiedo a tutti quello che sono tiepidi, che si credono cristiani ma che lasciano vivere, chiedo ancora una volta di aprire gli occhi. Essendo cristiani infatti dobbiamo chiederci : ma Gesù, cosa avrebbe fatto in questi casi? Lui ci ha dato poche regole ma chiare : amare gli altri come se stessi fino a vivere al servizio degli altri. Prendere una mamma indigente, darle un po’ di soldi (dato che il più va all’organizzazione che gestisce il tutto) per usarla come incubatrice, è servire gli altri? È aiutare gli altri? Strappare un bimbo appena nato dal seno della madre per esibirlo come un trofeo, come l’ennesima macchina sportiva …. È servire gli altri? È aiutare gli altri? È stare dalla parte del più debole?
Pagare un donatore di sperma per poi farsi fecondare, pagare un sacco di soldi e dare al mondo un figlio di un padre che non conoscerà mai…. È aiutare gli altri? È dare una mano? È piegarsi per lavare i piedi dei fratelli? E se in queste manipolazioni qualcosa andasse storto? Se il bambino tanto desiderato poi risultasse con qualche ‘anomalia’? Come reagirebbero i due ricconi? Lo vorrebbero anche se non normale? E la signora per bene e intellettuale di sinistra? Che farebbero?Lo ridarebbero indietro magari avvalendosi di un diritto di garanzia?

Questa sequela di domande non è da me fatta per giudicare ma per far pensare. Io non sono all’altezza di giudicare, io non voglio giudicare perché penso che Dio prima o poi bussi alla coscienza di ogni uomo o donna e chieda. Lui chiede con insistenza e sa esattamente cosa chiedere. Solo Lui ha il diritto di giudicare. Penso che in questi anni il diavolo sia davvero scatenato e che stia soggiogando il genere umano come vuole, ma le coscienze sono di Dio e nel loro profondo sanno cosa è bene e cosa è male, sanno quando ci si deve nascondere e quando no. Porgo quindi l’altra guancia e continuo la salita del calvario della vita come tanti altri cristiani , il Padre lascia fare al diavolo tutto questo e Lui, solo Lui ne sa il motivo ma a noi non è dato di sapere, a noi è dato di affidarci alla Fede.

 

 

 

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