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Il mondo che vogliamo.

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L’oggi cambia in continuazione. Quello che e’ adesso, tra qualche tempo non e’ piu´. Il mondo e’ stato stravolto dai mezzi di comunicazione, e’ stato rimpicciolito. Noi occidentali ci troviamo in questo che e’ diventato come una piccola scatola. Una scatola dove tutto rimbalza a velocità supersonica contro le pareti della stessa e viene riflesso nella stessa. Ma dove sta andando questa scatola? Dove stiamo andando? La TV rimbalza filmati di poveri disgraziati che su delle bagnarole cercano di raggiungere l Europa. La vedono come la terra promessa, come il futuro, il loro sogno.

Ma noi i nostri sogni dove li abbiamo messi? La nostra terra promessa dov’è?  Siamo anche noi su una bagnarola , abbiamo anche noi un sogno in testa? Dove sono finiti i discorsi sull’uguaglianza la fraternità , su un posto dove abitare in cui non c’e’ povertà e fame? Erano tutti tanti bei propositi ma sono stati travolti dal capitalismo. Oggi non siamo per quello che proviamo , per quello che sappiamo o pensiamo ma per quello che facciamo per quello che abbiamo.

E adesso i sogni sono creare una app che faccia arricchire, un’idea per una aggeggio elettronico che si venda a milioni, non c’e’altro. Raggiungere uno status quo, un arrivare alla pensione prima del tempo. E’questo il nostro obiettivo? Vogliamo essere tutti americani? Lavorare per arrivare , per sentirci arrivati e in questo percorso non importa se calpestiamo , travolgiamo, distruggiamo un po’di persone sono danni collaterali, in fondo tutti accettano di combattere in questo dannato scatola-mondo e quindi tutti devono accettarne le conseguenze. Ma… spetta un attimo e quelli che arrivano sui barconi? Anche loro hanno accettato il gioco al massacro? Il gioco del capitalista? Anche loro hano un’idea per una nuova app? O forse loro non capiscono perché le granaglie che prima non costavano nulla ora non se le possono permettere. A noi servono per farci la benzina biologica e farci sentire un più puliti ma loro non riescono piu’ a mangiare. Loro sui barconi, la crisi i fine 2008 non l’hanno sentita. Per loro la vita non e’cambiata per colpa di qualcuno che ha giocato sporco in borsa e ha fatto cadere il castello di carte delle nostre banche. Loro sui barconi scappano, sono la’ perché se non scappano gli tagliano la gola o li bombardano. Loro che scappano da guerre causate da noi , da guerre combattute con armi made in Italy, Germany …. Loro sui barconi che seguono un sogno e sono disposti a morire per non far provare ai loro figli quello che hanno provato loro. Loro che noi invece non vogliamo, non li vogliamo accogliere, non abbiamo posto, non abbiamo lavoro, non abbiamo amore, non facciamo più figli,  non abbiamo fede, non abbiamo misericordia…. Se l’unico obiettivo , se quello a cui tendiamo e’il capitalismo più’ estremo, non dobbiamo stupirci degli “scarti” che facciamo ma sopratutto , non dobbiamo stupirci di diventare scarti noi stessi.

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Una guerra giusta.

Titolo scontato , ritrito, argomento superato. Ma una guerra si sta avvicinando e sento persone che riflettono se possa essere giusta o meno e tutto questo clima mi rende estremamente teso. Come se dovessi per forza fare qualcosa ma in realtà non posso fare nulla.

Ricordo che ero in quarta ITIS, stavo facendo un tema, il titolo non lo ricordo. Era tardi, amavo studiare tardi quando intorno c’è silenzio. In sottofondo c’era la tv, mi sembra rete 4. A quel punto è partito un servizio speciale sul l’attacco desert storm : gli americani in Iraq. Si vedevano poi immagini scure , sul verde con i proiettili della contraerea irachena che sparava in aria. Si diceva operazione chirurgica, che avrebbero colpito solo obiettivi militari, che anche i caccia italiani partecipavano all’offensiva e che erano tecnologicamente avanzatissimi. Gli iracheni non avevano scampo. Qualche giorno dopo poi vedevamo la faccia pestata del colonnello “Cocciolone” che era stato colpito e si era salvato con il paracadute.

Allora pensavo fosse una guerra giusta, dovuta e doverosa. Poi negli ultimi giorni ho riflettuto a cosa porta. Quando si inizia finisce solo dopo l’annientamento di uno dei due contendenti…. Già annientamento! Parola difficilissima da comprendere, da capire quanto sia vasto il significato. Già perché annientare un popolo è molto di più che uccidere. È radere al suolo, sterminare, sradicare da un territorio qualsiasi briciola di cultura che vi si era insediato magari nei secoli precedenti. Già , dici facile tu, e quindi non si dovrebbe fare nulla? Purtroppo penso che i problemi vengano da lontano e che l’eventuale annientamento arrivi per correggere un errore moooolto precedente. Mi spiego. Partiamo dal definire che cos’è un’arma, ci viene in aiuto il dizionario:

1 Qualsiasi strumento predisposto per ferire o uccidere: a. automatica, nucleare; a. da taglio || a. bianca, che ferisce di punta

Già appunto il fine è uccidere. Nel mondo vengono prodotte tante armi, sopratutto da paesi tecnologicamente e si pensa democraticamente avanzati. Dal l’occidente quindi (Italia e Germania comprese). Le armi però non vengono utilizzati negli stati di produzione ma esportate appunto dove la gente non si vuole troppo bene e si vuole uccidere. Quindi i paesi ricchi si arricchiscono, e i ricchi dei paesi veri hanno il loro arsenale per dettar legge. Ora, se dopo x anni succede che il despota di turno voglia conquistare il suo staterello, con le armi date i parte dagli occidentali ( e in parte dalla Russia che anche lei non si sporca le mani da un po’) non é una conseguenza logica del mercato che noi occidentali abbiamo spinto? Se appunto a un dittatore medio orientale gli vendiamo bazooka e ci facciamo i soldi… A cosa pensiamo che lo utilizzi il bazooka?

Ma il dramma non è finito. Appunto per risollevare certi stati in così detta crisi , si lancia la guerra. In questo modo il popolo bue starà imbalsamato davanti alla TV a vedere i risultati di guerra e si venderanno altre armi. Nei vari stati si avrà anche la scusa di alzare le tasse appunto per pagare le solite missioni di pace….. Missioni di pace fatte sempre con le armi, non è una negazione?

Mi chiedo. Se al despota africano od orientale si vendessero fionde… Non sarebbe meglio?

Tornando al titolo del post, sono sempre più convinto che non ci sia una guerra giusta, appunto perché alla fine della stessa tutti abbiamo perso. Abbiamo perso il popolo che viene annientato , ha perso l’umanità intera la possibilità di seguire le leggi del Signore che un po’ di tempo fa , un tizio ce le portò a conoscenza scritte su qualche tavolozza di pietra.

Per quanto tempo ci perdonerà?

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Sono pazzi questi americani! – 1

Ho lavorato per 10 anni per una multinazionale americana e ho parecchi amici nello stato degli indiani. Tutti più o meno rispettabili, un po’ strani forse per noi italiani. Non tutti! Ma quelli strani sono davvero particolari. Un mio ex collega ad esempio, la prima volta in Italia, era in coda in autostrada. Dopo un po’ si è messo ad andare ai 120 in corsia di emergenza dato che gli avevano detto che in Italia si guida come pazzi…. Soprassediamo i commenti. Ci sono anche quelli normali, pochi, ma ci sono. Sono quelli diciamo che hanno viaggiato un po’ e si sono accorti che gli altri stati sono diversi, che si parla anche altre lingue, ma l’Europa fanno davvero anche questi fatica a capirla: possibile che viaggiando 2 ore in qualsiasi direzione si cambia stato, lingua, tipo di negozio, come fanno le case e a volte la valuta?

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Lo scopo del post era il commento a un articolo che ho letto sul sito del time. In questo raccontano soddisfatti che in una scuola hanno finalmente adottato una lavagna anti proiettile. Infatti dopo le stragi passate hanno capito che in quei casi le persone non sanno come difendersi, avanzavano come agnelli sacrificali al carnefice , non potendosi difendere. Geniale. Geniale l’imprenditore che ha fiutato l’affarone.

Ma perché prendiamo tutto a rovescio? Invece di bandire le armi da fuoco ci inventiamo le armature e gli scudi? Dopo quelle cosa facciamo? Metteremo anche una bomba a mano di emergenza nella cattedra del prof? Botole nei corridoi da far scattare pre,e do un pulsante rosso per le emergenze? Ma gli americani non sono quelli che si spiano, si ascoltano, ci spiano, ci studiano e sanno tutto di tutti? È quello il nostro futuro? Stare in casa barricati con il coltello tra i denti, la bomba a mano pronta da un’altra parte , come le cuffie per spiare il vicino, la webcam a infrarossi puntata in giardino? Non dovevamo…. Amarci? Non siamo qui per servire gli altri?

Quindi farò qualche post sugli americani visti con i miei occhi, dato che l’America ce l’abbiamo qui ma nessuno se ne accorge.

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