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La nostalgia del ritorno – autore Sara

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Perchè nascere se dobbiamo morire? Perchè il dolore innocente?Può la figura di Gesù dare un senso a tutto questo? Perchè Dio si è incarnato in un uomo? Che significato ha la sofferenza e il percorso che ciascuno di noi compie su questa terra? Ognuno di noi può dare le risposte che crede. Siamo liberi, l’importante è porsele. Ho, diciamo così, solo 37 anni ma in questo relativamente breve arco di tempo ne ho fatte abbastanza e ho vissuto già molte esperienze: è morto mio papà dopo sette anni di stato vegetativo, mi sono laureata, mi sono sposata, sono diventata mamma per cinque volte, ho perso una figlia o meglio è nata in cielo. E a far da contorno in tutto questo, ho deciso di seguire mio marito andando a vivere in Germania. Ho lasciato il mio studio legale…. Mi è parso sufficiente per buttare giù qualche riflessione, qualche riga, tanto perchè non andasse tutto perduto, tutto dimenticato. E ne è venuto fuori una specie di testamento spirituale per i miei figli e per chi ha il piacere, la curiosità e il tempo di leggere. “La nostalgia del ritorno” è il libro scritto in questi due anni. E’ un libro che nasce nella sofferenza sotto forma di diario tenuto nel periodo in cui Virginia  era in ospedale e culmina nella gioia più autentica.  E volgendosi in dietro non è possibile non vedere che, in tutto ciò che ci capita, in tutto ciò che viviamo, nella sequenza degli episodi della nostra vita, c’è un Dio che non smette di chiamarci, di amarci, di portarci in braccio nei momenti difficili. Scrive Kierkegaard: «Per amore di quest’uomo, Dio viene al mondo, nasce, soffre, muore e questo Dio prega, quasi supplica l’uomo di accettare l’aiuto che gli viene offerto… Chiunque non abbia abbastanza coraggio umile per osare di credervi si scandalizzerà» . Ecco questo è sicuramente un libro che potrà scandalizzare molte persone ma forse sarà anche l’occasione per intraprendere un percorso diverso. L’occasione per formulare diversamente le domande e arrendersi ad un’unica evidenza: l’Amore è la risposta ad ogni nostra domanda. La maternità un ottimo strumento per capirlo. Sono i figli che donano la vita ai genitori e alle persone che vi entrano in contatto. E anche questo scandalizzerà chi oggi abbraccia la cultura della morte e dell’aborto. Gli eventuali ricavati delle vendite verranno interamente devoluti in beneficenza.

Il libro lo potete trovare al seguente  link.

http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=1104206 E potete scegliere la versione cartacea o quella scaricabile sul vostro computer( e-book) che è più economica. Nel sito è anche possibile lasciare poi un commento, dopo aver letto i libro. Grazie per l’attenzione, per la fiducia. Grazie per tutto.

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Archiviato in Annamaria, Fede, Virginia

Lettera ad un Amico.

Ho tanti amici sparsi per il mondo. Non e’ facile fare una classifica, di sicuro voglio bene a tutti per le varie caratteristiche che hanno. Ce ne sono alcuni che sono speciali. Li considero speciali perche’ nell’occasione del funerale della nostra bimba si sono “sbattuti” prendendo aereo e macchina per venire qui in germania, per esserci. Non erano qui di sicuro per Virginia ma per me e la mia famiglia. Con uno di questi ci sentiamo ogni tanto via skype , al piu con messaggi , frecciatine, battute e poi d’improvviso (per colpa mia) con discorsi seri. Su skype nell’orario di lavoro perchè lui è sempre perso tra Inghilterra, Italia e qualche paese nel sud dell’Asia…. Questo amico lo chiameremo Giovanni.

Da quando la mia bimba è diventata un Angelo, dentro di noi , dentro di me , la Fede è sempre cresciuta. Ogni giorno, ogni momento, ogni gesto cerchiamo di farlo in una direzione. Per me è come aver scoperto un tesoro inestimabile, il piu potente dei marchingegni, la più infallibile delle armi… che ti porta all’Amore. Questo tesoro è anche architettato bene , dato che nessuno lo puo rubare, nessuno lo può estorcere…. ci provarono i Nazisti ad esempio in Polonia… ad Auswiz per 10 giorni con Massimo Kolbe…. senza riuscirci… E’ un tesoro inespugnabile. Avendolo e crescendo sempre più , allimentato dalla preghiera , sento il desiderio di condividere questa felicita, di espanderla ad altri, di spiegare il sorriso scemo che mi trovo ad avere a volte anche solo osservando in cielo le nuvole.

Con questo nel cuore ho quindi iniziato a martellare Giovanni via Skype, spiegandogli che la priorita’ nella vita è Dio, poi il resto viene… dopo qualche sua riunione, e qualche mia riunione e disegno , siamo arrivati a un punto morto. Giovanni crede in Dio, mi da ragione che se si prega poco … si prega sempre meno e che lui vive per gli altri e per se stesso, non per Dio. Mi son fermato li, non sono più riuscito a ribattere. Anche perchè ultimamente cerco di fare lo stesso discorso con qualche collega tedesco e so più o meno dove si arriva e non si prosegue. Riassumendo il discorso è il seguente: io sono molto corretto, lavoro tanto perchè è cosa giusta, lavoro magari per comrparmi la macchina o la casa … e quindi? , quando posso aiuto gli altri, faccio le esercitazioni nei vigili del fuoco come volontario…. Ci si impantana li, non ci si muove piu come con Giovanni. La domanda sottintesa è : Perchè avremmo bisogno di Dio? Siamo già buoni, facciamo già passare alle striscie pedonali le vecchiette senza insultarle o investirle, non rubiamo le caramelle, qualche vizietto lo abbiamo ma chi non ce l’ha?

Partiamo da un punto : Giovanni crede in Dio. Quindi se crede che c’è Chi lo ha creato, che è superiore a lui e che alla fine di questa vita lo guarderà nelle palle degli occhi ….La riflessione si ferma qui e non va oltre. Non dovrebbe invece continuare? Non dovrebbe giungere spontaneo il bisogno di ringraziare per ogni respiro che si fa, giusto? Ma oggi sembra tutto scontato e regalato… e Dio forse ci potrebbe perdonare anche questa ma nei 10 comandamenti mi sembra che stia da qualche parte che dovremmo onorarlo… si lo so , son vecchiotti ‘sti 10 comandamenti, scritti in una lingua incomprensibile ai più e pure su pietra, quindi via emial non ci passano.

Passiamo oltre e analiziamo il motto : non prego perchè tanto son tanto buono lo stesso.

C’e’ qualcosa ora che sto ricoleggando , grazie alla cacofonia di parole che stiamo riversando in questo Blog. Ritornando ai colleghi tedeschi porgo quindi un esempio. Quando la mia bimba Virginia era in ospedale ha ricevuto per rirpendersi dai cicli di chemioterapia 3 sacche di sangue. In seguito ho fatto al lavoro un corso di primo soccorso dove la DRK (Deutsches Rotes Kreuz – Croce rossa tedesca) alla fine dello stesso , spiegava come in Germania ogni 52 secondi viene utilizzata una sacca di sangue e che il 30% serve per aiutare gli ammalati di cancro. A quel punto ho letto il tutto come un rimprovero che veniva dal piano Superiore … Michele ma che fai? ti tieni il sangue per te? Donare il sangue è una cosa che sentivo di fare ma ho da alcuni anni una paura folle dell’ago e in un paio di occasioni sono volato al tappeto solo al pensiero…. ma non potevo fermarmi.

Quindi dal 21 Dicembre 2012 sono diventato donatore. Quando mi stringono il laccio emostatico al bracio mi volto dall’altra parte e dico di dirmi qualcosa solo quando hanno finito…. e riesco. Ho due colleghi tedeschi che sono volontari nei vigili del fuoco e chiameremo Fritz e Jürgen. Due gran bravi ragazzi, di cui ci si può fidare e sempre chiedere un aiuto. Ho cercato più volte di coinvolgere Fritz e Jürgen ad andare insieme a donare il sangue, ma Fritz ha paura dell’ago e Jürgen ogni volta che gli chiedo ha una scusa diversa. Ho esteso l’invito di donare sangue a tutti quelli dell’ufficio ma nessuno viene… non che sia obbligatorio, ma rimane un bel gesto. E vuoi che non abbiano un parente o un amico che ha fatto un incidente o che è in cura per qualche malattia?

Cosa c’entra tutto questo? All’inizio del blog abbiamo scritto del significato dell’Amore. L’Amore esiste se e solo se si compie un sacrificio, altrimenti non è Amore…. io senza saperlo ho messo da parte il tempo per il mio lavoro, la paura dell’ago e il tempo per la mia famiglia e vado a farmi succhiare mezzo litro di sangue ogni 2 mesi. Ecco quello che i colleghi non riescono a fare anche se sono ottime persone. Ecco cosa li ferma e non riescono a fare perchè non collegato a Dio tramite la preghiera: il sacrificio, l’Amare senza condizioni, abracciare il proprio nemico, aiutare quello che ci sta antipatico…. San Francesco baciò un lebbroso. IL vero incontro con Dio ci fa mettere in discussione, ci guardiamo per la prima volta con occhi nuovi e nasce il desiderio di migliorarsi, di migliorare il mondo, di non accettare supinamente la porcheria che ci propinano ogni giorno in TV, nei giornali ecc. Ma soprattutto nasce il desiderio di condividere questo tesoro, questa felicità, viene voglia di farla conoscere anche agli altri. Non si può sentire quello che provo dentro e tenerlo tutto per me: sarebbe da egoisti, ma soprattutto è impossibile. Mi sembra che chi non sente Dio dentro di sè, non abbia questa voglia, questo desiderio di condividere, di aprire gli occhi agli altri e di far loro notare che la strada intrapresa non porta alla felicità con la F maiuscola: forse perchè questa gioia che io sento, si ottiene solo attraverso la preghiera e l’incontro con Dio ed è una gioia eterna.

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