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Tempesta mediatica.

stupore

Oggi ho aperto qualche sito di informazione, italiano chiaramente. Seguiamo sempre il Bel Paese con attenzione e apprensione. Gli attori della domenica sono stati principalmente due : Renzi e il Papa. Non voglio entrare nel merito delle questioni con questo articolo ma una cosa mi ha colpito. Più che colpito stordito è lasciato a terra senza parole.

Partiamo dal primo. Ho visto in TV, si anche qui arriva la Rai, qualche scorcio dell’intervento domenicale in un qualche show pomeridiano che da quando avevo circa 4 anni non seguo più. Il nostro premier spara sempre parole e slogan a ripetizione e sta bene, è sulla cresta dell’onda e sta bene. È amato , gongolato, è uno di noi, sembra quasi di conoscerlo. Fossi in Italia forse la prossima settimana ci farei una partita a calcetto. Sta bene tutto. Ma…. Rallentiamo le immagini, pensiamo bene a quello che dice, a quello che afferma. 80€ alle nuove mamme. Bello, sono d’accordo. “Se le regioni si arrabbiano, gli passerà “.

Ma ho sentito bene? Sta mattina ho riletto la stessa cosa su diversi articoli, così quello l’ha proprio detto. Però il ragazzo ci sa fare, ribalta la frittata, mette fumo negli occhi senza che nessuno se ne accorga e anzi incassa un applauso. Si un applauso! Sarà stato pilotato? Concordato con la presentatrice? Non penso, sembrava abbastanza spontaneo. Quindi le persone applaudivano e nello stesso momento avrebbero dovuto pensare…. Si che bello ma tanto chiuderanno quell’ospedale, forse non rifaranno mai quella strada piena di buche, aboliranno quel corso di aggiornamento, ecc… Già perché quello che il Matteo nazionale non dice è dei tagli che poi le regioni dovranno fare e quelli li faranno arrabbiandosi o meno. E i tagli, come da un sacco di anni a questa parte, invece di esser fatti alle tangenti, al malaffare, vengono fatti al sociale, agli ospedali, alle strutture che si occupano di ragazzi con qualche handicap, agli ospizi, ecc… Quindi il Matteo nazionale fa un gioco di prestigio e senza che nessuno se ne renda davvero conto, fa sputar sangue al proprio paese. Ma il paese sembra addirittura concorde , quindi avanti tutta, avanti a spellarsi le mani. Problemi veri non c’è ne sono.

Una magia simile la fa anche il Papa. Si lo ammetto sono un po’ prevenuto nei suoi confronti. Quando fu eletto infatti, un sacco di siti in rete annunciavano da temo che sarebbe stato l’anticristo. Si forse leggo siti fuorvianti o un po di parte, lo ammetto. Allora non presi completamente sul serio queste voci, queste profezie ma il tarlo mi rimase in testa. Ero entusiasta di quando Francesco andava in carcere a lavare i piedi , o quando affermava che la chiesa doveva tornare povera. Poi questo concilio sulla famiglia. Ho letto qui e là su cosa si votava, l’ordine del giorno. I media hanno nei mesi scorsi incentrato il dibattito pubblico sulle unioni gay e la comunione ai divorziati. Ok, sta bene. Possibile che non ci sia altro? Possibile che il Papa e i suoi vescovi non guardino le chiese la domenica? Non si accorgono che sono vuote? Il Papa parla quindi di ferite che sanguinano? Quali sono queste ferite? I divorziati che non riescono a fare la comunione? Io capisco che la chiesa debba portare conforto, debba lenire le ferite, ma non si accorge che le famiglie in chiesa non ci sono più? Questa è la magia che fa il Papa : nasconde anche lui il vero problema, ne tira fuori altri due che potrebbero essere le ciliegina sulla torta ma la torta non c’è, la torta da un pezzo è sparita. E anche lui si prende degli applausi per questo intervento. Quasi sottolinea come con una minaccia , che ha iniziato a seminare e finirà il prossimo anno. E quale sarà quindi il nostro ridente futuro dopo che lui avrà finito di seminare? A fremo le chiese piene di gay e divorziati che anelano a fare la comunione? Mi metterò in fila dietro a schiere di gay e divorziati per la confessione? Risolverà in questo modo i problemi della famiglia? I giovani invece che si folgorano le retine davanti a videogames, ragazze che scambiano foto per ricariche del telefono, famiglie in cui i genitori tornano a casa sempre più tardi, che non hanno tempo da dedicare ai figli, presi quasi come una scocciatura, giovani che aspettano il venerdì per sballarsi contro a qualcosa? Ma queste non sono cose che fanno notizia. Lui vuole portar soccorso alle periferie. Ma le periferie non sono solo le favelas argentine o brasiliane. Le periferie sono sopratutto nelle nostre città , dove sotto una patina di falso progresso ci sono persone che soffrono , che si prostituiscono, che vivono una vita priva di significato, che si consumano le mani ad attacar fili senza sapere bene il motivo, o si consumano la vista a saldare cose che non sanno a che serviranno. Ma questo sempre non fa notizia. Non fa notizia le prostitute che qui nella anitra città hanno parcheggiato le loro roulotte a fianco di un supermercato. Già in Germania si può, è legale, non si fa baccano per questo. Sono trattate bene, pagano addirittura le tasse. E poi le vedi li, con quegli sguardi vuoti, a bramare che qualcuno si fermi immerse nella solitudine più totale. Non è periferia questa? Non è un segno del disintegrarsi della famiglia? Dei tempi? Del tutto è permesso basta che non si rompa i cabasisi? Il vuoto assordante che pervade le nostre vite e qualcuno che se si vuole sentir vivo lo può fare solo con i soldi in mano.

E la virtù della castità, del sacrificio, del vivere per un valore? Tutto messo alla porta? Quando inizieremo invece a riscoprire Gesù e lo scopo del vero vivere? Non è forse quello lo scopo della chiesa? Spiegare perché siamo al mondo?

 

Non voglio entrare troppo in profondo a questi due argomenti ma questi due personaggi, questi due simboli del giorno d’oggi mi hanno lasciato basito : non riesco a capir cosa cerchino ma l’impressione è che seguano l’opinione pubblica, cerchino di piacere quasi ad ogni costo. Per il Matteone può stare anche bene , è il suo mestiere, ma per Francesco?

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A duecento chilometri all’ora.

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8 settembre 2014, nord di Amburgo, su un’autostrada a due corsie che si snoda pochi chilometri all’interno della costa del mare del nord.

La Mercedes grigia appena passa il cartello di fine dei limiti di velocità accelera mordendo la strada. Il conta chilometri segna quasi i duecento. In lontananza un tir compie un sorpasso, la scena si avvicina terribilmente in fretta. Marcus, alla guida, frena, io mi attacco alla maniglia poco più in alto. La macchina si inclina un po’ , gongola sulle sospensioni e ci accodiamo al tir. Questo sorpassa una macchina che procedeva lentamente. Il tir torna nella sua corsia e la corsa pazza dell’auto grigia riprende. Mi aspetta un treno, un treno per tornare vero il sud della Germania, verso casa. Da qualche minuto avevamo iniziato un’amichevole conversazione sulle vacanze appena trascorse. Ovviamente ho parlato a Marcus della nostra visita ad Assisi. Lui è un tedesco atipico. Per prima cosa perché parla un buon italiano, anche se ultimamente è arrugginito. Poi è estremamente flessibile a dispetto di altri colleghi. Nel lavoro però pretende il meglio, come quasi tutti i tedeschi biondi che si rispettino. Gli ho raccontato anche della Verna, dove Francesco ha combattuto il diavolo. Lui alla guida sbuffa, ringhia un po’ ma almeno diminuisce la velocità con cui consumiamo la strada. Poi sottoposto a mie domande non c’è la fa più e se ne esce dicendo che Francesco era toccato come tanti ragazzi ricchi di oggi che si drogano, si danno all’alcool, si suicidano da un cavalcavia o aiutano i poveri. Per Marcus Francesco ha scelto questa ultima via ma non è diverso da tutti gli altri e la storia che alla Verna abbia combattuto il diavolo è solo una leggenda. Effettivamente non posso contradirlo. Francesco sicuramente è stato spinto a cercare qualcosa e quella cosa, quella risposta la cercano in tanti anche oggi. Alcuni appunto si buttano dai cavalcavia, altri si drogano , altri si danno all’alcool, altri ancora trovano la risposta diventando fondamentalisti islamici e tagliando teste. Queste azioni, queste re-azioni quasi esplosive hanno una sola e unica domanda, sono risposte o punti di fine di una sola e unica domanda che tutti abbiamo dentro ma che pochi ascoltano o si pongono…. Il senso della vita, qual’è?

Quando mi guardo indietro, quando penso a quello che ho passato non riesco altro che affermare di aver avuto proprio una gran fortuna. Ero disperso e Maria mi ha raccolto, ricordandomi perchè siamo qui, rimettendomi sulla giusta via, dandomi la possibilità di rispondere il maniera umana, sensata e positiva a quella domanda che anche a me girava in testa da tanto tempo.

Io e Marcus entriamo in un piccolo Inbiss (piccolo negozio dove servono da mangiare, di solito Würstel) a conduzione familiare. In pratica una stanza con due sedie e un balcone dove fanno pasta che da fuori sembra pasta pasticciata e würstel con patate fritte. Lui continua dicendo che da piccolo lo obbligavano ad andare in chiesa e che non capisce il fatto di portar rispetto ai Santi, che sono tutte fandonie e che il Dio che ci siamo creati è solo per manipolare le persone, “e quando morirai che succede?” … “Torneremo cenere” replica. Mi dice che anche lui ha pianto, anche lui ha perso anni fa una cara amica per un cancro. Quasi ad avvicinarsi alla mia storia, alla mia bambina diventata un Angelo. Poi aggiunge che in natura l’animale tonto o più debole prima o poi muore. Se invece si è forti si riesce a costruire una famiglia , fare dei figli. È una legge di natura, funzioniamo così e basta. Lo ha affermato anni fa Darwin. Io lo subisso di domande tra una patatina e un pezzo di würstel: “come mai essendo valida la famosa legge di Darwin ci siamo differenziati dalle scimmie avendo la testa più grande? La testa più grande crea problemi alla nascita, aumentando la mortalità dei parti e la presunta maggior intelligenza serve in un secondo tempo… Peche noi umini ci prendiamo cura dei deboli e indifesi, chi ci dice di farlo? …. Se Dio non esiste chi ha messo in ordine le cose? Chi ha creato il triangolo ad esempio, in cui vige la legge per la quale la somma degli angoli fa 180 gradi? …

Si lo so sono pedante a volte e lui non sa come rispondere.

“E la sacra Sindone che nessuno è mai riuscito a riprodurla se non con un raggio laser?”

Scrolla le spalle. Lui della chiesa non ne vuole sapere, pensa che i vescovi e i Papi vogliano solo accumulare ricchezze per vivere nell’agio e tenere gli altri nella povertà e nell’ignoranza. Io gli dico che tutti hanno un sacco di peccati sulla coscienza, anche i vari vescovi e Papi sono uomini, commettono sbagli. Io per primo sono un peccatore e che cerco di aiutare il prossimo. Gli racconto delle visite che faccio a un malato di Parkinson per tenergli compagnia, che in Germania la gente non è povera ma è sola. Sola come la gente degli ospizi, tutti uguali, tutti pieni di gente sola dondolante davanti a televisioni urlanti. Tenute accese per non far sentire i lamenti di chi ci dondola davanti ai pochi visitatori. I suoi occhi sfuggono i miei e non sa più cosa dire.

Marcus è un bravo ragazzo qualche anno più vecchio di me, con una moglie e due figli piccoli, che si impegna a morte per il lavoro e sa benissimo purtroppo di trascurare la famiglia. Semplicemente vive. Vive viaggiando a più di 200km/h e in quei momenti… Meglio non porsi domande.

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A Francesco e il motivo del vivere.

Avvertenza a voi che entrate in questa landa oscura. Per scrivere questo post ho impiegato parecchi tempo e purtroppo è diventato molto lungo. Non me la sono sentita di spezzarlo, spero che qualcuno arrivi in fondo a leggero, per chi avesse paura di crollare addormentato, ho preparato un comodo riassunto a fine pagina. Buona lettura.

 

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Caro Francesco.

Tutto inizio quando per sbaglio o forse in maniera inconsciamente voluta, ti girai una petizione. Una petizione via internet, una delle tante una di quelle che può darci la possibilità, a noi cattolici, di sentirci utili con pochi click.

La petizione era per protesta contro la RAI per un video mandato in onda alle 20:30 di sera in cui si presentava un Gesù gay nell’atto di sposare uno degli apostoli, compreso di bacio finale. Questa la tua mail di risposta al mio invito:
———–
Michele
Non ho visto la trasmissione LOL, ritengo comunque che essendo anche i Gay figli di Dio
la trasmissione non delinei alcuna offesa.
Televisione di stato italiano e non dello stato vaticano, lo stato é laico ed in quanto tale non
schierato. Spero che questi atteggiamenti che ritengo integralisti siano sempre più rari se non
altro per distinguersi dai mussulmani.

A presto
Francesco
———–
L’integralista di turno, ivi citato, sono chiaramente io. Integralista lo divenni, forse senza rendermene conto.

Cosa c’è di male nel rappresentare un Gesù gay? Perché’ fare una petizione? Non sono , appunto come dice Francesco , anche loro figli di Dio?

Io mi sono sentito offeso. Mi sono sentito offeso come cristiano, come cattolico ma come colmare la distanza che ora c’è tra me e un buon amico come Francesco? Ho pensato quindi di scavarmi dentro cercando di capire perché mi sono sentito offeso e perché le persone così dette “normali” prendano questo risentimento come un estremismo, un’anomalia.

Essere cristiani.
Cosa vuol dire essere cristiani? Facile, vuol dire seguire le orme di Gesù. Fa un po’ paura scriverlo o dirlo ma cercare la sua strada è essere cattolico. Quindi si prega, ci si mette in contatto con Dio e pian pianino si apre un mondo. Un mondo fatto di preghiere diverse, più consapevoli, che vanno oltre a quello che ci hanno insegnato al catechismo da bimbi. Una preghiera rivolta più all’ascolto che all’orazione vera e propria. Poi si va oltre , ancora avanti, quello è solo un piccolo gradino. Si ascoltano le vite dei santi, si studiano le stesse. I Santi prima sono solo dei nomi su un calendario. Nomi a volte strani. Alcuni hanno un significato particolare: San Matteo, si faceva festa nel mio paese, San Francesco , chi non lo conosce, …. e invece c’è un poi. Il poi inizia, come detto, a studiarne la vita , a capire cosa hanno fatto , perché sono Santi. Tanti hanno fatto cose eccezionali : miracoli, resuscitato persone, guarito infermi. Altri invece hanno intrapreso una vita di estrema povertà e pregato per tutta la vita. Altri erano ricchi e hanno dato tutto ai poveri vivendo di stenti e… Pregando. Tanti Santi poi non compariranno mai su nessun calendario ma il Padre non li dimenticherà. Nel secolo scorso , dal 1900 al 2000, ci sono stati nel mondo 90 milioni di cristiani uccisi, martiri per difendere la loro religione. Mentre oggi, nel 2014, viene ammazzato , sempre per gli stessi motivi , un cristiano ogni 5 minuti. Un cristiano ogni 300 secondi. Martiri perché credevano in Gesù , credevano nel momento in cui sono stati ammazzati, che Lui si é fatto piantare dei chiodi nelle mani e nei piedi per morire per noi. E noi nelle nostre case moderne che faremmo se entrasse uno dalla porta puntandoci un fucile alla testa chiedendoci se crediamo o meno a Gesù’? In quel momento penseremo al video oggetto di questo mio sfogo, di questa mia protesta? Lo stesso video lo faremmo vedere ai parenti delle vittime come sopra?

Da questo raffronto nasce il mio sentirmi offeso. L’esempio della vita che ha dato Gesù, seguita da tante altre persone negli ultimi due mila anni, che non mi fa accettare quello che a molti potrebbe sembrare una presa in giro, un motivo per farsi una risata o sfottere il bigotto di turno. Non ho nulla contro i gay ma la loro vita non é di sicuro all’insegna della rinuncia e della preghiera perché’ altrimenti, se così fosse, imparerebbero a resistere alle loro tendenze, saprebbero quale sia la via da seguire per la vera felicità. Come ti ho già citato in una delle mie mail, San Paolo (fondatore della chiesa nonché illuminato direttamente da Gesù) ripudia con sdegno nella Bibbia comportamenti omosessuali. Il suo sdegno non è per un ragazzo spaventato dai compagni per avere tendenze strane. No, quello San Paolo stesso sono sicuro che lo avrebbe addirittura difeso. Quelli che lui manderebbe a morte, sono quelli che sono stati traviati internamente dai loro costumi disdicevoli, perché quello che si fa poi lascia cicatrici anche nell’anima, quelli che utilizzano la loro sapienza per mettersi a capo del popolo… Dalla Bibbia :

24Perciò Dio li ha abbandonati all’impurità secondo i desideri del loro cuore, tanto da disonorare fra loro i propri corpi, 25perché hanno scambiato la verità di Dio con la menzogna e hanno adorato e servito le creature anziché il Creatore, che è benedetto nei secoli. Amen.
26Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami; infatti, le loro femmine hanno cambiato i rapporti naturali in quelli contro natura. 27Similmente anche i maschi, lasciando il rapporto naturale con la femmina, si sono accesi di desiderio gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi maschi con maschi, ricevendo così in se stessi la retribuzione dovuta al loro traviamento. 28E poiché non ritennero di dover conoscere Dio adeguatamente, Dio li ha abbandonati alla loro intelligenza depravata ed essi hanno commesso azioni indegne: 29sono colmi di ogni ingiustizia, di malvagità, di cupidigia, di malizia; pieni d’invidia, di omicidio, di lite, di frode, di malignità; diffamatori, 30maldicenti, nemici di Dio, arroganti, superbi, presuntuosi, ingegnosi nel male, ribelli ai genitori, 31insensati, sleali, senza cuore, senza misericordia. 32E, pur conoscendo il giudizio di Dio, che cioè gli autori di tali cose meritano la morte, non solo le commettono, ma anche approvano chi le fa.

Non è questo che è successo nella nostra società moderna? Non vengono ogni giorno comportamenti malsani presi come diritti negati? Come esempi da seguire? Non vengono giustificate ogni giorno una passione o una tendenza? Tutto diventa diritto. Tutto diventa dovuto.

Il senso della vita.
In una tua risposta (la sequela di mail che ci siamo scambiati è lunga infatti) hai puntato il dito metaforicamente contro di me , dicendo che non capisci le persone che seguono quello che sta scritto in un libro vecchio di secoli, che non capisci questi estremi e speri che sempre meno gente la pensi così. Come andare oltre? Come fermarsi sulla riva di un fiume e guardarsi dentro? Sai bene la tragedia che ha colpito la mia famiglia. Tanti ci hanno compatito, ma non tu. Tu ci sei stato vicino nel momento che contava, in cui avevamo bisogno. Tu sei sicuramente diverso e sei stato speciale dato che sei venuto dall’Italia a dare l’ultimo saluto a Virginia. Tu e tuo cugino: 10 ore e passa di viaggio per portarci un saluto. Prima di Virginia mi chiedevo spesso che senso avesse la vita e poi ho avuto risposta. Tutto finisce, tutti siamo qui di passaggio come la schiuma delle onde, prima o poi si dissolve. C’è chi ha a disposizione tanto tempo, altri invece, come Virginia, hanno una missione breve come tempo ma fondamentale come significato. Che senso ha lottare? Quante volte si leggono gli annunci funebri sui giornali che
 usano questa terribile frase: «Una vita completamente consacrata al lavoro, non pensava mai a sé, il suo più alto dovere era
 la famiglia…» bello vero? Come asini a tiriamo il carretto per anni e anni per quale scopo? Per dare un futuro migliore ai nostri figli? E poi lasceremo il carretto a loro e via anche loro a tirarlo per anni e anni e via per generazioni. Qualcuno prima o poi si chiederà dove sta andando il carretto?

Era sera. Virginia era salita in cielo da pochi mesi. Dopo aver lavato i denti ai bimbi ci siamo messi in ginocchio davanti al crocifisso tutti insieme per dire le preghiere della sera , come solito. Alla fine delle stesse chiedo sempre ai bimbi di ringraziare Gesù per qualcosa di bello che Lui gli ha dato nella giornata. Sofia, la più grande, mi chiese : ” perché’ Dio ci ha fatto?”. Avevo qualche secondo per rispondere. Allora non avevo ancora iniziato a leggere la Bibbia con regolarità, ero ancora stordito da quello che avevamo passato. Risposi con una gran naturalezza, come se fosse una cosa che sapevo da sempre : ” ci ha fatti per volerci conoscere, per volerci bene”. Questa mia risposta non so da dove mi sia venuta ma ho scoperto poi che è il messaggio più importante della Bibbia. Solo nella Bibbia troverai risposte a domande importanti e fondamentali come questa. Sarò visionario bigotto o altro ma la forza che tiene insieme la mia famiglia dopo quello che ci è successo non viene da noi. Noi siamo poveri esseri umani pieni di dubbi e di paure ma avendo perso una figlia ora siamo comunque felici. Nei giorni seguenti trovai per casa un libro. Dimenticato. Da qualcuno. Un libro che parlava di Gesù. E in quel libro trovai tante risposte e indicazioni che mi riportavano sempre alla Bibbia. Nello stesso ci si chiedeva dell’esistenza di Dio. Il protagonista allora si figurava di mettersi in una macchina del tempo e andare al tempo di Adamo. Adamo era lì, nascosto dietro a un cespuglio. Egli chiedeva ad Adamo se sapesse se esisteva Dio : lo stesso rispondeva che Dio era lì, il problema era che lui non riusciva a sfuggirgli, non riusciva a nascondersi così bene che Dio sapeva sempre dove era finito. E questo siamo oggi: non escludiamo che Dio esista ma non ci occupiamo di Lui, trasgrediamo i suoi comandamenti, ci nascondiamo a Lui, lo mettiamo in un angolo, lo dimentichiamo, non parliamo con Lui attraverso la preghiera, ce ne allontaniamo. Il risultato è una religione fai da te dove va bene un po tutto, basta non rompere le balle al vicino di casa, basta non impuntarsi, vivi e lascia vivere, vivi a lasciati scivolare nel baratro.

Dove andremo con questo comportamento?

La speranza.
Si caro Francesco questo ha in testa un estremista bigotto cattolico.

Nella vita a volte ci si volta indietro. Capita a tutti. E quindi la domanda: ora predichi tanto di seguire le orme di Gesù e dei Santi , ma chi ti credi di essere poi? Ma li sta il trucco o l’inganno del diavolo. Si proprio lui! Con il Padre celeste che è lassù è diverso. Noi siamo tutti peccatori al suo cospetto, io per primo, ma Lui ci dà la speranza, la possibilità in ogni secondo della nostra vita di voltare pagina, di imboccare la via diritta, di perdonarci i peccati, di fare il punto zero. Per questo è appunto il diavolo che ci abitua a guardare avanti e indietro nella nostra vita , il passato e il futuro. È lui che mette sale nelle cicatrici della nostra anima facendoci credere che non si rimargineranno mai, che Dio nostro Padre non ci perdonerà mai. Al tempo stesso è sempre lui che distorce la nostra attenzione ponendola sul futuro facendocelo vedere pieno di paure, incertezze, cose da organizzare se no non arriveremo a quell’ obbiettivo, ecc… E intanto perdiamo di vista gli obiettivi importanti. Per Dio, per il nostro Padre, quello che conta è l’adesso. Noi siamo qui per gestire la nostra capacità di scelta e questa viene esercitata ogni secondo che passa. Da queste scelte continue verremo giudicati e solo se porteremo amore al prossimo e al nostro Padre potremo salvarci.

Riassumendo…
Riassumendo non ho nulla contro i gay, presi singolarmente sono , secondo me, anime perse in ricerca di qualcosa come tutti ma sulla strada sbagliata. Quello che non sopporto e per cui vale la pena lottare , è contro la mentalità , il rendere istituzionale un comportamento deviato, è il creare diritti senza prendersi nessun dovere. Le persone infatti che hanno creato il video che ha creato questa protesta, non sono di sicuro persone deboli e allo sbando. Sono per contro persone che hanno un sacco di soldi e sono considerati nella nostra società dei vincenti. Quindi i passaggi logici e contenuti in questa cacofonia di parole sono semplicemente :
– essere cristiani implica riconoscersi peccatori
– come peccatori la nostra fede ci guida a Gesù e a leggere il Vangelo o la Bibbia
– la strada di Gesù porta a sacrifici, digiuni, alla preghiera
– la preghiera non è il ripetere una formula bensì mettersi in ascolto, parlare con Dio, aspettare che Lui ci parli
– come sequenza logica quindi l’essere gay, non come tendenza ma come pratica, non combacia con la fede cristiana
– essere gay è per la nostra fede un peccato ma non per questo uno non può esserlo: scegliere di fare paracadutismo è una scelta legittima ma dire a tutti che fa bene alla salute e che tutti devono farlo è un’altra cosa!
– raccontare a ragazzi e bambini che Gesù sia gay , per tutto quello che rappresenta la nostra fede , è un grave peccato un istigare al peccato stesso , è istigare ragazzi e bambini a intraprendere non la strada di Dio e se non è quella, purtroppo l’altra porta al diavolo.

– essere gay praticanti è un peccato alla stregua di chi tradisce la moglie, va con le minorenni , ruba o fa falso in bilancio. Pubblicizzare questi comportamenti non ortodossi, o addirittura vantarsi è ancora peggio. Se poi il mondo va in quella direzione, io voglio andare nella direzione opposta finché Dio darà fiato ai miei polmoni.

 

 

PS.

Lo so , gli argomenti di questo  post potrebbero costituire lo spunto per un libro ma io non penso di esservene all’altezza e volevo fotografare il mio stato d’animo attuale per lasciarlo magari ai miei figli , un giorno che vorranno capire come eravamo.

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Quelle quattro file vuote.

Giovedì 16 giugno, Koblenz.

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Oggi è festa! Oggi i bambini stanno a casa da scuola e pure domani perché si ponteggia! Io sono sempre in malattia a causa della gamba rotta, ma è un giorno speciale. Si festeggia il ‘Corpus Domini’, il corpo di Cristo. Prevista messa alle dieci con relativa processione per le vie della città. Ci prepariamo per tempo con il vestito bello dato che la nostra più grande farà la chierichetta. Entriamo in chiesa , Sofia corre a mettersi la tunica e noi cerchiamo posto. Nelle prime file capeggia un cartello che riserva i posti per i bambini che quest’anno hanno fatto la comunione. Le file però sono vuote, eccetto due minuscole bambine vestire di bianco. Probabilmente il vestito della comunione avuta da poco. Anche Sara , mia moglie , mi fa un commento su questo fatto. Prendiamo posto poco più indietro a quelle file vuote. 50 bambini dovrebbero occuparle, spero nel mio cuore che siano magari in ritardo, che forse noi magari siamo troppo in anticipo. Il tempo passa. La gente che arriva si mette dietro guardando con sguardo interrogativo quelle file vuote. Nessun nuovo bambino arriva. Viene suonata la campanella di inizio messa, tutti in piedi e la musica inizia, le fila rimangono vuote. Dietro la chiesa è piena anche se non stracolma. Giorno di festa, giorno da dedicare a Gesù e a quando spezzò il pane. Giorno per ricordarsi che nell’Ostia c’è proprio Lui. Giorno per tornare umili e inginocchiarsi davanti a un umile e piccolo pezzo di pane che ha cambiato il mondo. Eppure , il primo giorno di un weekend lungo 4 giorni. Un weekend che i genitori di quei 50 bambini hanno pensato di dedicare ad altro. Il male che attanaglia la chiesa è questo. È un male strisciante che come un muschio o un fungo è cresciuto piano piano. La colpa non è di sicuro dei bambini che hanno fatto la prima Comunione. Hanno fatto la prima Comunione agghindati di tutto punto, con giacca i maschi e vestiti quasi da sposa le femmine. A casa hanno fatto un pranzo o magari al ristorante. I più hanno ricevuto in regalo il primo cellulare e qualche soldo magari. Per loro, per quei bambini, quella è la prima Comunione. È diventato un altro compleanno, una ennesima occasione di ricevere regali, di fare festa …. Feste che poi perderanno un motivo di essere dato che saranno tutte uguali. Le famiglia cattoliche davvero stanno sparendo. Le cose si fanno per abitudine o perché le fanno ‘tutti’ e i genitori stessi non capiscono effettivamente quello che stanno facendo.

L’uomo si crede indipendente dal Dio e mettendosi al suo posto giudica i riti di una chiesa millenaria come inutili e superflui. Si fa il battesimo perché l’hanno fatto tutti, si fa la comunione per mostrare un vestito nuovo e fare festa. Tutto è svuotato e rimane senza senso. Rimane solo il guscio esterno, quello per fare scena, per fare scena di fronte alla comunità. Cosa sarà fra dieci anni? Se oggi in chiesa, almeno qui in Germania, ci sono persone tra i sessanta e gli ottanta anni, cosa succederà tra dieci i vent’anni?

Ma è giorno di festa, è giorno che Gesù , quello vero, sfili per la città. Esce dalla chiesa quindi un lungo corteo di preti, chierichetti e delle persone che erano a messa. Chiude le fila un parroco che porta l’Ostia. Il simbolo di noi cattolici.

Affaticato dalle stampelle seguo anche io con tutta la famiglia il corteo. Procedendo diciamo il Rosario, ringraziamo Dio per varie cose. Il traffico viene fermato dalla ‘Polizei’. Gli automobilisti si accodano diligenti e ci guardano in pelo annoiati. Le persone dei palaZi che si affacciamo alla strada vengono alla finestra. C’è chi esce dai negozi e si fa un segno della croce. Altri si girano dall’altra parte magari dando un’occhiata furtiva.

Raggiungiamo un’altra chiesa dove al di fuori è starò preparato un posto di ristoro e qualche gioco per i bambini. Segue l’ennesima benedizione e la funzione si conclude. La gente si mette in fila per un Würst e una caffè. I miei bimbi fanno amicizia con i pochi altri bimbi presenti. Ci sono dei tavoli con ragazze che decorano vasetti di vetro. Più in la due bambini giocano facendo cadere dei tronchetti di legno. Perché non sono venuti in chiesa con noi? Perché sono rimasti li fuori?

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La rinuncia, il digiuno e altre corbellerie della Fede.

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Ero alle elementari quando la mia maestra mi spiegò che di venerdì non di deve mangiare carne per la nostra religione. Rimanemmo in classe tutti un po’ strani, nessuno infatti seguiva quella regola. La stessa poi ci spiegò che alcune regole alimentari imposte dalle varie religioni, vengono da motivi sanitari: secondo lei infatti la regola del venerdì , era stata istituita per limitare il consumo di carne e avere un giorni in cui non si assumono proteine. In questo modo il corpo aveva un giorno per potersi purificare.
Similmente , sempre secondo la mia maestra, facevano i mussulmani limitando la carne di maiale e alcool: nelle regioni in cui vivevano , con alte temperature, sarebbe stato dannoso appunto il consumo di queste bevande e carni. Sono cresciuto così, con queste convinzioni, senza farmi troppe domande. D’altronde quello che ti viene insegnato da bimbo rimane dentro come un dogma, senza farti domande diventa un tuo punto di partenza. Perché allora fare digiuni? Perché rinunciare alla carne? Maria a Medjugorje chiede di fare digiuni a pane ed acqua il mercoledì e il venerdì. Li chiede per portare la pace nel mondo. Vedo già la faccia storta di qualcuno che legge, la faccia incredula dell’ateo , abituato a vivere del momento prossimo , a godersi la vita, a costruirsi la vita in modo da potersela godere. Legittimo , ma i digiuni o la rinuncia hanno un altro significato. Il digiuno diventa una rinuncia , un volontario dire NO. E a che serve? Nel mondo di oggi, in cui abbiamo tutto , non siamo più abituati a rinunciare , a dire no. Questo comportamento ha una conseguenza sul nostro modo di agire, sulle nostre scelte. Noi siamo in questo mondo perche’ Dio ci ha dato la scelta, la possibilità di decidere. Ma se non rinunciamo mai a nulla, se ci teniamo tutto per noi, cose grandi e cose piccole, come possiamo decidere , quando necessario, per il bene del fratello a scapito del nostro? Il digiuno, la rinuncia diventa quindi come un allenamento , un prepararsi a scelte più drastiche e radicali. Ho pensato spesso ai martiri e mi son sempre chiesto come facevano, come mi sarei comportato al loro posto. Sono dell’opinione che loro siano arrivati a quel livello di santità con la rinuncia e il servizio quotidiani, allenandosi a dire no, a rinunciare al mondo.

La metà di quelli che hanno iniziato l’articolo ora l’avranno abbandonato dato che troppo estremo e integralista. Che senso ha fare sacrifici? Che senso ha rinunciare? Torniamo nel mondo. Ogni giorno si legge sui giornali di corrotti e corruttori. Da tanto mi chiedo: ma queste persone che sono già ricche , che hanno case, magari imprese con dipendenti…. Cosa cercano? Perché continuano a rubare? Perché non trovano una sazietà nel loro rubare? Quando hanno mangiato un milione di euro, non basta? Ne vogliono sempre di più? A che pro? Come potranno spendere tutto quel denaro? Come sono partiti a rubare, a corrompere e ad essere corrotti? Mi immagino che qualcuno ho offerto al politico di turno o al l’impiegato i soldi per il caffè. Una cifra piccola magari, la prima volta, giusto per sveltire una pratica, giusto per chiudere un occhio qui e là su qualche imperfezioni, quisquilie. E poi? Negli anni caffè sono diventati panettoni, orologi e mazzette vere e proprie.

Senza fine è la fame dell’uomo che cerca di tappare il buco che ha dentro con cose , non capendo che con le cose non ci riuscirà mai. Ci riuscirà solo con la fede e il digiuno stesso, il rinunciare. Rinunciando quindi impariamo a staccarci dal mondo, impariamo che cosa significa dovere e integrità, impariamo giorno per giorno come rinunciare alle mille tentazioni , ai mille inciampi che corromperebbero la nostra coscienza, e per chi ci crede, la nostra anima.

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Aprire gli occhi.

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Ho scritto in passato , ho combattuto , sempre verbalmente, per le mie ragioni contro il rendere istituzionale l’essere gay. Di cosa sto parlando? Sto parlando di tutte le leggi che stanno invadendo l’Europa per consentire a persone dello stesso sesso di contrarre matrimonio e quindi adottare figli.

In qualche scambio qua è la fra blog e pure con parenti i più prendono di solito posizioni morbide. Affermano che non c’è nulla di male se due persone dello stesso sesso si sposano. Magari in linea di principio sono contro all’adozione ma al matrimonio no, perché negarlo, cosa c’è di male?

Ieri ho visto un servizio del Tg3 sul gay pride di Roma. A un ragazzo del corteo hanno chiesto che cosa volevano e lui senza esitare e con grande fervore ha detto che vogliono sposarsi e avere figli come gli etero. Già…. Avere figli. Quella parola , ‘avere’, trasforma i figli in oggetti. Trasforma quello che potrebbe essere un naturale culminare di amore in qualcosa materiale, in qualcosa esclusivamente tangibile. Con questo mio articolo vorrei chiedere a tutte quelle perso che in buna fede appoggiano in maniera anche blanda questa mentalità , che io chiamo di falsa libertà , di aprire gli occhi. Di guardare in faccia la verità, di togliersi dal torpore, di capire esattamente quello che vogliono. Loro, i gay che dimostrano, vogliono figli. Vogliono l’ultimo giocattolo che gli manca, quello che la natura da sempre gli vieta. Se sono una coppia di due uomini vogliono prendere un miscuglio dei loro liquidi seminali, cercare una donatrice e metterla in cinta. Vorrei che si riflettesse sulle parole. Le parole sono fantastiche! A volte scoperchiano ma tante altre volte confondono a camuffano. Quante volte abbiamo sentito che Gesù è stato flagellato? A me è capitato innumerevoli volte fin da quando ero bambino, poi ho capito cosa effettivamente significasse quando ho visto ‘La Passione’ di Mel Gibson. Solo allora capii che era stato frustato con rampini che ad ogni colpo gli strappavano la carne di dosso. Nel film si vede come gli viene strappata parte della carne che gli ricopre le costole.

Tornando ai due uomini e alla donatrice di utero,cosa vuol dire invece? Cosa nascondono le parole? Cosa indorano? Chi sono queste donatrici? C’è un registro? Hanno una tessera come i donatori di sangue? Arriva un tipo con un ago grossissimo e preleva l’utero? No! I due uomini sono sicuramente ricchi, hanno un botto di soldi e da un catalogo magari sfogliano la futura madre, stravaccati sul divano, in sottofondo una canzone di Sting che parla di campi di grano dorati. Questa chi è la donatrice? Questa è per forza una ragazza indigente, magari delle favelas brasiliane oppure indiana. Mi immagino allora i due tipi continuano a sfogliare il catalogo, annoiati, non gliene va una a genio. Guardano gli occhi, la pelle…. Quella troppo chiara, quella troppo grassa, l’altra troppo scura di capelli. Poi un colpo di fulmine e decidono per una. Quindi prendono un volo per andare dalla donatrice, per portarle il mix sopra esposto, per fecondarla. Che poi …. Detto così sembrano quasi due calabroni intorno a un fiore. In realtà l’uovo di uomo, precedentemente estratto dalla futura donatrice mediante operazione, viene fecondato al microscopio e quindi reinserito nella stessa sempre mediante operazione. La madre , la donatrice , viene utilizzata come un sacchetto, come una incubatrice provvista di braccia e gambe per portare l’uovo di uomo dei due ricconi. Dove’e l’amore in tutto questo? Dov’è il sacrificio per l’altro? É una cosa bella? È una cosa etica? Fa bene all’uomo ? Fa bene alla mamma usata come incubatrice? Beh si …. Due spicci forse le arrivano. E ai due uomini? Fa bene anche a loro? Non voglio entrare nel merito dato che per questa risposta bisognerebbe scavare nelle coscienze dei due e sono sicuro che Dio prima o poi busserà. Ormai famoso il caso di Elton John e compagno che avuto il piccolo poi si lamentarono che piangeva troppo. Già piangeva… Ma chi? Ah…. Si è vero, il piccolo! Ci eravamo dimenticati di lui…. E a lui? Questa situazione giova anche a lui? Mi si dirà che se non lo prendevano i due ricconi, di sicuro sarebbe vissuto nelle favelas con… Si,con lei , con la sua mamma! Quindi la nostra società moderna, civilizzata ed evoluta ha trovato il modo, ha trovato il prezzo con cui scambiare una mamma: una vita piena di ricchezze per una mamma. È quella la felicità? Diamo un prezzo a tutto! E quando il bimbo è nato? Io non ci avevo mai pensato ma il bimbo appena nato per proprio istinto cerca la mammella della mamma, cerca il suo calore, cerca contatto umano. La nostra ultima figlia , Annamaria , è nata con un cesareo dato che era troppo grande (4370 grammi di potenza pura!). Dopo il cesareo la mamma deve essere ricucita e per non traumatizzare la bimba me l’hanno messa per quasi due ore sul petto nudo. Lei cercava per tutto il tempo di azzannarmi dalla fame che aveva , non era felice ma l’ho tenuta tranquilla fino all’arrivo della vera mamma. Per la coppia di cui parlo invece che cosa capita? Gira in rete un video pubblicitario in cui una coppia gay si scambiano sguardi affettuosi e tengono in mano un frugolotto appena nato. Bellissima immagina ma anche qui dobbiamo chiederci : ma 5 secondi prima , lui, il bimbo, dove stava? Da dove l’hanno strappato? Da dove l’hanno strappato per sempre?
E se la coppia è composta da due donne? Si la loro la mamma-incubatrice non serve ma serve un donatore!

Sempre nello stesso servizio sopra citato sul gay pride del Tg3, veniva intervistata una mamma. Direi sui 35 anni, secca, bionda con i capelli corti mossi, con gli occhiali da sole. Atteggiamento da persona corretta, di sinistra e intellettuale. Si lamentava che ora lei e la sua famiglia non sono riconosciute dallo stato, non sono nulla. Lei intellettuale di sinistra lesbica, giusto per usare le parole che devono essere usate, proprio lei vuole essere riconosciuta dallo stato. Lei che essendo lesbica ha detto che non ha bisogno dell’uomo che di sicuro è anche femminista, di sicuro non ha bisogno dell’uomo ma….. È mamma. Quindi nella sua vita c’è stato un momento in cui è andata in ginocchio da un uomo, che lo ha pregato di farsi fecondare un uovo umano. Proprio lei intellettuale di sinistra orgogliosa di essere lesbica che va in TV, a dispetto della sua compagna che se ne tiene alla larga , ha un giorno cercato un donatore. Quel giorno sicuramente la sua compagna era con lei. Quel giorno si amavano più che non mai. Quel giorno forse anche loro hanno sfogliato i cataloghi dei donatori maschi… Questo troppo alto, troppo marrone….poi hanno sganciato un sacco di soldi e …. Si sono fatte fecondare entrambe? Hanno tirato un dado? Forse se la sono giocata a mora cinese? Carta, tu hai pugno, vinco io! Questa situazione a chi giova? Di scuro Dio busserà anche alle loro coscienze di madri, anche loro sanno in fondo al proprio cuore che dare al mondo un figlio già senza un padre non è una bella cosa. E se il futuro uomo un giorno chiederà alle sue madri chi era il suo papà? Se chiederà alle sue due mamme le foto del matrimonio, come si sono conosciute, come si sono innamorate, perché si sono messe insieme? Quali saranno le risposte?

Per i casi qui descritti mi si potrà additare che si presenteranno anche per quelle coppie etero, che non possono avere figli. Vero e mi chiedo anche in quei casi il manipolare l’uomo a chi giova? Facile, direte voi, tu hai cinque figli. Si , vero anche questo, una in cielo. E ho imparato ad accettare tutti i doni di Dio, anche il dono di aver portato anzi tempo una delle mie figlie in cielo. E l’accettazione di questo dono invece che distruzione e morte ha portato nella nostra famiglia pace e gioia.

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Riassumendo chiedo a tutti quello che sono tiepidi, che si credono cristiani ma che lasciano vivere, chiedo ancora una volta di aprire gli occhi. Essendo cristiani infatti dobbiamo chiederci : ma Gesù, cosa avrebbe fatto in questi casi? Lui ci ha dato poche regole ma chiare : amare gli altri come se stessi fino a vivere al servizio degli altri. Prendere una mamma indigente, darle un po’ di soldi (dato che il più va all’organizzazione che gestisce il tutto) per usarla come incubatrice, è servire gli altri? È aiutare gli altri? Strappare un bimbo appena nato dal seno della madre per esibirlo come un trofeo, come l’ennesima macchina sportiva …. È servire gli altri? È aiutare gli altri? È stare dalla parte del più debole?
Pagare un donatore di sperma per poi farsi fecondare, pagare un sacco di soldi e dare al mondo un figlio di un padre che non conoscerà mai…. È aiutare gli altri? È dare una mano? È piegarsi per lavare i piedi dei fratelli? E se in queste manipolazioni qualcosa andasse storto? Se il bambino tanto desiderato poi risultasse con qualche ‘anomalia’? Come reagirebbero i due ricconi? Lo vorrebbero anche se non normale? E la signora per bene e intellettuale di sinistra? Che farebbero?Lo ridarebbero indietro magari avvalendosi di un diritto di garanzia?

Questa sequela di domande non è da me fatta per giudicare ma per far pensare. Io non sono all’altezza di giudicare, io non voglio giudicare perché penso che Dio prima o poi bussi alla coscienza di ogni uomo o donna e chieda. Lui chiede con insistenza e sa esattamente cosa chiedere. Solo Lui ha il diritto di giudicare. Penso che in questi anni il diavolo sia davvero scatenato e che stia soggiogando il genere umano come vuole, ma le coscienze sono di Dio e nel loro profondo sanno cosa è bene e cosa è male, sanno quando ci si deve nascondere e quando no. Porgo quindi l’altra guancia e continuo la salita del calvario della vita come tanti altri cristiani , il Padre lascia fare al diavolo tutto questo e Lui, solo Lui ne sa il motivo ma a noi non è dato di sapere, a noi è dato di affidarci alla Fede.

 

 

 

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Abbiamo cambiato casa, non cercateci più nella vecchia!

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Si è successo. Maggio è passato. È passato il trasloco, è passato la chiusura di quasi tute le utenze, è passato …. Ora non abitiamo più là. In quella casa siamo rimasti poco, tre anni e 4 mesi. Ricordo…. Novembre 2010. Ero solo qui in Germania e dovevo organizzare il trasferimento della famiglia. Cercavo ogni giorno un a casa da affittare. Il problema è che la volevamo in città , per avere le scuole comode, ma con giardino dato che ci avrebbe seguito anche il cane. Ne avevo viste un paio. Ne avevo fermata una , non in città ma neanche troppo lontano. Un paesino carino, tranquillo, fitto nella norma, giardino, stanze a sufficienza per i tre bimbi e per la quarta in arrivo. Ennesima ricerca su internet e trovo un altro appartamento con foto molto belle del giardino…. Possibile? Al lavoro la tipa dell’agenzia della casa nel paesino mi manda un sms …. Che faccio leggere a un collega dato che di tedesco non ne capivo nulla. E? L’sms dice che purtroppo la casa l’anno affittata…. Caspita , non poteva tornerà tre giorni come le avevo chiesto? Va beh…. Ho l’appuntamento per l’altra casa….. Arrivo puntuale e guidato dal gps, unico modo per orientarmi in quel periodo. Arrivo in fondo a una via chiusa, già chiusa da un fiumi. Il paesaggio è bellissimo , vicino al fiume corre un viale pedonale. È novembre ma non fa freddo, c’è gente che corre o che passeggia in bici su questa via che imbocco. Dopo qualche metro arrivo al numero che cercavo. Caspita! La casa da direttamente sul fiume, sulla pista ciclabile. Un tipo è fermo in macchina davanti alla stessa, mi affaccio e ne esce: è dell’agenzia per farmi vedere la casa. Entriamo. È completamente vuota, sul soffitto ci saranno in tutto 3 lampadine. Sul davanti dal sul fiume con una vista bellissima e dietro sul giardino molto grande. La casa in sé è vecchiotta, ha alle pareti carta da parati di dubbio gusto. Il conto delle stanze non torna ma forse… Trasformando quello che è uno studio in una camera da letto… Forse ci stiamo… Più di tre anni sono passati da quando entrammo. Poi a organizzare il trasloco dall’Italia, uscire dal lavoro per andare all’Ikea , prendere qualche pezzo e poi andarlo a montare finché non mi veniva sonno. Quella casa, quell’appartamento che bloccai al venditore subito, visto che la casa prima l’avevo persa nel giro di due giorni. Quella casa che…. Che quando Virginia si ammalò era a dieci minuti a piedi dal suo ospedale. E allora viene alla mente quel tragitto. Quel tragitto tra ospedale e casa che abbiamo fatto tante volte. Con lei sulle spalle quando. Stava ancora abbastanza bene. Con lei in passeggino caricato del dosatore di morfina e lo strumento che le misurava i battiti del cuore. Già… Anche in quel tragitto così breve ogni tanto le si fermava il cuore , lo strumento fischiava, noi la scuotevamo e il cuore riprendeva a battere. Dio ci aveva messo là per la tragedia che ci avrebbe cambiato la vita per sempre. Dio ci aveva contornato di un fiume, la Mosella, un fiume che scorreva lento da millenni forse, che incurante di quello che a noi capitava avrebbe ed ha fatto il suo corso. Dio ci ha voluto bene e ha curato tutti i dettagli per farci capire quanto ci ama.

E adesso. Adesso quell’appartamento è tornato vuoto, tornato con tre lampadine ad aspettare che qualcuno lo affitti. Intanto la Mosella scorre, come da sempre. Noi abbiamo lasciato lì il nostro cuore. Nel nostro spirito saranno scolpiti per sempre quei tramonti bellissimi sulla Mosella, con i cigni che arrivavano planando sull’acqua e la nostra bimba che si spegneva, che dava la sua vita terrena per noi, per noi testoni impegnati in questo mondo fatto di cose vuote, di cose che non restano che un momento. Grazie Virginia.

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