Kiss and Cry.

Tiro con forza la leva del vogatore. Viaggio a più di 30 al minuto. Fuori il buio. Mentre ondeggio davanti alla finestra vedo la cinta degli alberi che dividono la strada dal campo della pace, dal Friedhof come si dice qui da questa parti. Vado a più di 30 e non sento quasi la fatica.

Abbiamo appena finito di vedere un film. Un film di fine giornata da guardare quando tutti i bimbi finalmente sono a letto. Kiss and Cry. Una storia vera. La protagonista e´una super ragazza che a 17 anni e´quasi nella squadra olimpionica di pattinaggio artistico , canta , e´ bellissima e poi a un certo punto si ammala di cancro. Prima vince, cosa che a noi non e´capitato, e poi ha una ricaduta.

In questa decide di scrivere al cancro. Ma poi il cancro le scrive indietro dicendo che non ha sentimenti. E´ quello che pensavo quando e´ capitato a noi. Tanti cercano di identificare quella cosa in un mostro , di dargli un anima e un volto. Ma lui non e´altro che un difetto, un cortocircuito che si replica, senza intenzione, senza un piano, un amore o un odio. Lui fa il suo lavoro.

Nel film la ragazza passa attraverso operazioni e alla chemio.

Mentre vogo ricordo Virginia come era diventata impalpabile dopo la seconda chemio. Come era una piuma nel suo pigiamo azzurro. Come si lamentava quando la prendevo in braccio. La perdevamo su un po per farle cambiare posizione e lei soffriva tanto. Tanta sofferenza . Questa mi taglia e ferisce i miei ricordi. Ricordi che sembrano impolverati e invece sono sempre li´… per fortuna.

Il fiato si fa corto ma non sento ancora la fatica, i ricordi mi allontanano dal corpo che va avanti a vogare.

La sofferenza di lei mi e´dentro. E´come fosse stata scritta nel mio DNA adesso. Il cancro e´nato dal DNA di Virginia , lei ha portato la sua pesante croce con il sorriso e la sofferenza e´passata a noi dando frutto. Questa sofferenza che rompe la barriera di indifferenza, che ci fa girare per chi rimane indietro, che ferma il treno lanciato a tutta velocità della vita.

Rallento. Dietro a quegli alberi, a pochi metri da me c´e´ la sua croce. Questa volta di legno con il suo nome sopra. E la sofferenza prosegue. Dalla finestra vedo il viale. Quel viale. Quella sera in cui lei era in cielo , lo prendemmo per andarla a trovare l´ultima volta. Era fredda. Gelata. Non era più´la mia bimba , era solo il contorno.

Allora penso al DNA di Virginia, a suo cancro come e´stato progettato. Perfetto per replicarsi, per espandersi. E penso al fiocco di neve. Perfetto nella sua forma. Tutto si incastra , tutto sembra avere un disegno in queste creazioni ma noi no. Noi uomini ne usciamo fuori. Noi abbiamo la scelta. Noi che ci muoviamo nelle meraviglie del creato possiamo scegliere. Lui e´stato cosi generoso , cosi umile e ci ama cosi tanto che ci ha dato la possibilità di scegliere. Questo e´il nostro compito. Usare la nostra liberta´.

Le lacrime riempiono gli angoli dei mei occhi e mi viene solo da ringraziare.

Annunci

3 commenti

Archiviato in Uncategorized

3 risposte a “Kiss and Cry.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...