Un’occasione mancata.

Un’ altra occasione mancata, un’ altra occasione per cambiare buttata al vemto. Ricevo ogni tanto una mail con la copertina dell’espresso. Quella di un paio di settimane fa’ scorsa tuona: Renzi, siamo pronti a ripartire dalla famiglia. Caspita, penso, ci siamo! Finalmente hanno capito che il PIL di un paese è proporzionale alla sua natalita’ , finalmente vareranno aiuti alle famiglia come fanno in Francia e qui in Germania. Apro la mail per lggere la copertina e il mondo mi crolla addosso. Nel sottotitolo infatti si dice che Renzi e soci sono pronti a varare leggi per le famiglia di fatto, le famiglie gay, quelle miste, ecc… Ma sono quelle le priorita del paese? 

Ah beh ma hanno fatto il bonus bebè. 80 € al mese per tre anni, 80 € per ogni filglio. Il confronto rispetto a dove viviamo, la Germania, è impietoso: qui ci danno 180€ al mese a figlio e fino a 18 anni. Poi se il figlio (il bebè) vuole studiare viene esteso fino ai 25. 
Ma perché un’occasione persa? Ho sentito le condizioni per accedere a questo bonus. In pratica la domanda deve essere presentata entro 90 gg dalla nascita del piccolo, tramite internet o telefono all’INPS, solo per bimbi nati tra il 1 gennaio 2015 e il 31 divembre 2017 e con una soglia di reddito sotto ai 25mila euro. Se poi il reddito è sotto ai 7mila la cifra si raddoppia e diventa 160€. Questo vale per bambini nati o adottati fino al compimento del terzo anno. 

Bello. Facciamo due conti allora. Prendiamo una famiglia ‘normale’ che oggi non lo è più ma fa lo stesso), composta da due genitori. Questi devono avere un reddito inferiore a 25mila euro. Lordi. Quindi in tasca gli arrivano 14mila euro? In due? Che sono , netti all’anno 7mila a testa e al mese poco più di 500€. Quindi questa famiglia prima di avere un figlio vive con 500€ a testa. E con tutti quei soldi che ci fanno? Un affitto di 500€ al mese? Imu, asporto rifiuti, luce, metano ed acqua? E poi che rimane? E quegli 80€ , per tre anni che dopo il bambino fa reddito, cambieranno qualcosa? E sempre questa famiglia poi deve avere un pc con allacciamento a internet per compilare il modulo on-line, tutto compreso in quei 500€ a testa. 
Che occasione si è persa quindi? Gli 80€ sono pochi? I tre anni non bastano? Non bastano magari a chi addotta dato che di solito il bambino non glielo danno a km zero? Si forse ma il mio appunto non è solo su questo. Arrivammo in Germania nel tardo 2010. La prima cosa da fare era registrarsi in comune, con inglese e uno stentato tedesco durato al massimo 15 minuti. 

Qualche mese dopo mi sono presentato alle 7:30 di mattina, prima del lavoro, all’ufficio per il Kindergeld della nostra città con i certificati di nascita dei nostri bimbi. Davanti all’ufficio non c’erano code, solo un’altro ragazzo prima di me. Lui entra e dopo dieci minuti é il mi turno. Entro in un grande ufficio con una piccola scrivania bianca alla quale è seduta una signora. Dopo i saluti di rito mostro i certificati di nascita italiani in formato europe. Controlla il modulo di richiesta, composto da una paio di facciate e che ho pre compilato con l’aiuto dei miei colleghi, e dopo 5 minuti sono in strada , in tempo per entrare al lavoro senza troppo ritardo. E che è successo? Il mese successivo hanno iniziato i versamenti per gli allora nostri tre figli , compresi di tutti gli arretrati da quando li abbiamo registrati nel suolo tedesco.
Arrivò Virginia e dopo un paio di giorni dalla sua nascita mi ripresentai nello stesso ufficio, alla stessa signora, sta volta con certificato di nascita tedesco. Sempre dopo pochi minuti ero in strada e da li a un mese il versamento mensile comprendeva anche il suo. Una anno dopo Virginia salì in cielo. Che successe alla quota del suo Kindergeld? Per pudore, per pigrizia, per non voler spiegare, sperando che se ne accorgessero da solo non facemmo nulla a riguardo. Sapevamo che prima o poi ce ne dovevamo occupare ma rimase un problema aperto almeno per sei mesi. Poi un giorno Sara ricevette una telefonata, era la signora dell’ufficio del Kindergeld, seduta nella sua piccola scrivania in quella stanza grande. Al telefono con calma faceva le condoglianze e ci diceva che ci avevano pagato 6 mesi di troppo il Kindergeld di Virginia. Si dispiaceva tanto di dovercelo ricordare e che se ci era scappato di mente capiva benissimo e ci proponeva di restituire in unica soluzione o a rate. Fatto il versamento in unica soluzione tutto si chiuse li. 
Spero che da queste nostre esperienze si capisca cosa voglio dire. Per avere il Kindergeld non abbiamo avuto nessun termine, non abbiamo avuto paura di perderlo o di essere fuori dal reddito, non abbiamo fatto file chilometriche. Abbiamo semplicemente portato i certificati di nascita. Tutte quei balzelli, quegli ostacoli che ci sono in italia qui non esistono. Tutti quelle procedure costituiti da moduli che sembrano ostacoli messi a posta per fregare un po’ di gente, per lasciare fuori i meno furbi o i meno informati. Possibile che nessuno faccia i conti di tutta questa burocrazia? Che nessuno capisca che con meno moduli si risparmia un sacco. Si risparmia nel tempo in cui bisogna idearli, nel tempo di chi li deve compilare, nel tempo e denaro che 

Che ci sia sempre un termine , che passato quello non si ha più il famoso diritto acquisito? Che non si noti che se si mettono tutti questi ostacoli poi ci devono essere controllori che a sua volta costano? Non sarebbe meglio risparmiare i soldi per i controlli e darli alle famiglie? 
Già le famiglie. Perché con tutti i soldi che ci danno qui diventiamo ricchi, compriamo yacht in paradisi fiscali. Perché è quello che si vuole evitare in italia, giusto? I soldi che ci dà lo stato tedesco li impieghiamo per gli sport dei bimbi, per le lezioni di musica, per i libri, la biblioteca. I soldi dello stato tedesco quindi si trasformano magicamente in PIL, vengono riversati sulla stessa economia tedesca e vanno nelle tasche di altri lavoratori. Invece purtroppo i soldi che vengono accentrati in Italia in mano a pochissimi, non fanno PIL e anzi sono difficili da spendere. Vi immaginate coppie senza figli con stipendi da 2 o 3centomila euro all’anno? 15mila euro al mese? Mille euro di affitto e poi? Cosa se ne fanno degli altri 14mila? In banca? Sotto al materasso? E li che l’economia non si muove e il divario tra i poveri e i ricchi aumenta, dato che la fame di soldi e potere dell’uomo è infinita.

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