Il futuro dei nostri figli.

IMG_1436.JPG

Ho nove anni. Sono seduto al mio banco blu scuro, a destra un foro per il calamaio che usavano forse anni prima. In fondo al banco una riga nera un po’ inclinata, per appoggiarci le matite o le biro e non farle cadere. Il banco è accostato al muro. La maestra alla lavagna ci dettava i tre titoli dei temi. Io mi dondolo un po’ sulla sedia per vedere meglio i titoli ma quello che farò l’ho già scelto e lo aspettavo da tanto… “Cosa vuoi fare da grande”. Già… Mi immaginavo ingegnere, mi immaginavo alla presa con problemi, calcoli, un mondo relativamente semplice in cui nuotare dove basta la volontà e l’impegno. Con queste due qualità mi sognavo di potermi laureare e poi lavorare, risolvere sfide tecniche in giro per il mondo, come aveva fatto mio zio, anche luì sempre di aspetto così sicuro, sempre pronto a spiegarmi in maniera facile le leggi fisiche che costruivano e popolavano quel mondo mio da bambino. Un mondo pulito, un mondo senza pericoli.

E tutto questo scivolava sulle righe del foglio protocollo. Ma cosa faranno i nostri figli? Vivo questi giorni un po superficialmente, impegnato nel lavoro, saltando da un impegno lavorativo a una riunione a scuola dei genitori e cercando di essere comunque presente per i bimbi. Ma loro cosa faranno? Quando riempivo quelle righe in 4 elementare avevo delle certezze quasi incrollabili : fare l’ingegnere e il lavoro che sognavo. I nostri figli sono di madre lingua italiana, frequentano la scuola tedesca, studiano a casa costretti dalla mamma la storia è la geografia in italiano, hanno anche iniziato a studiare inglese. Hanno due lezioni di nuoto a settimana e suonano uno strumento. Basterà? Sapranno cavarsela nella vita? La Gabanelli mentre scrivo spara dal suo Report le vergogne del nostro paese. Dipinge a tinte fosche e sempre più scure come da noi si lavori solo per essere amici degli amici, come questa cerchia ristretta di amici si spartiscano la torta. Intanto il popolo bue, le persone normali come me, lavorano tutti i giorni tra l’inquinamento e i dissesti vari causati da quella cerchia di amici. Il mondo quindi non sembra così sicuro e lineare, non è un mondo facile da vivere. Ma i nostri figli, che futuro avranno? Anche quella cerchia di amici se lo chiederanno? Cosa penseranno del futuro dei loro figli? Pensano davvero solo a raggranellare soldi? Dov’è finito quel mondo? Questo mondo fatto di multinazionali, di entità oscure che gestiscono la nostra vita, che decidono i nostri gusti, che sono dentro a tutte le cose che ci circondano. Ci sarà la possibilità di aprire un’attività in proprio? Ci sarà la possibilità di emergere solo con il sudore della propria fronte e tanto impegno? Oppure saranno condannati, come noi tutti, a vivere all’ombra di qualcuno?

Non posso far altro che affidarli a Dio, affinché li protegga e li guidi nella vita. So che Lui lo farà e che non ne perderà nemmeno uno.

La maestra ci dice che è ora di ritirare i compiti, scorro il foglio protocollo , ho scritto due colonne come al solito. Forse poche ma mi sembrano piene di bei concetti e poi non mi piace ripetere le cose.

8 commenti

Archiviato in Uncategorized

8 risposte a “Il futuro dei nostri figli.

  1. Caro Michele, mi è proprio piaciuto questo tuo pezzo. Perché mi ci ritrovo quasi interamente.
    Con una differenza. Io vivo e fortunatamente lavoro ancora in Lombardia ed alla Gabanelli ho smesso da tempo di dare retta perché ho di meglio da fare: voglio rendere il mondo un posto migliore di come l’ho ricevuto.
    E leggendo il tuo pezzo m’è venuta in mente quella massima di Albert Einstein che suona così:
    “Il mondo è quel disastro che vedete, non tanto per i guai combinati dai malfattori, ma per l’inerzia dei giusti che se ne accorgono e stanno lì a guardare.”
    Ma non sono sicuro sia sua…. credo forse sia una parafrasi di un passaggio biblico. Il Siracide, o forse il Quoelet?

  2. Non avere pensieri neri!!!!! Pensa solo a questo: tu e Sara state dando loro l’essenziale, cioè amore ed esempi buoni. Li state crescendo nella fede che è il massimo valore, quello che conta di più. Ci penseranno loro da grandi a scegliere il futuro che sarà sicuramente buono con le basi e gli strumenti che hanno ricevuto . La Gabbanelli dirà anche cose vere ma contribuisce solo ad aumentare la depressione, la disistima in tutto e tutti. Chi non ha speranze e vede solo nero è un’anima senza Dio. Mi piace il commento di
    Raphael. Andiamo avanti Michele, pensiamo a costruire pezzetti di REGNO nel posto e nella situazione in cui siamo.

    • si si … avete ragione solo che dalla mia giovinezza sembra che la prospettiva del futuro si sia ribaltata: prima si pensava che bastasse studiare per trovare il lavoro che piaccia e nel quale impegnare tutta la passione e la voglia… ora non basta, ora tutto e´temporaneo, vaquo e instabile. Forse e´meglio , forse i miei bimbi vivranno meglio di me… e´solo un fatot mentale, una sicurezza che avevo dentro e che ora non e´piu-

      PS: hai poi letto “tutta la luce del mondo”? io l´ho finito la settimana scorsa, molto bello! sara´che eravamo appena stati ad Assisi

      • Michele non è che la prospettiva del futuro si è ribaltata: stai invecchiando! Probabilmente il tuo papà, alla tua età la pensava occhiocroce allo stesso modo. Il mondo è ancora un bel posto dove vivere, stà a noi guardarlo con la giusta visuale. Che non vuol dire mettere le lenti rosa, ma essere davvero sale del mondo. Anche quando diventa amaro o acido lo si butta via, mica solo quando perde il sapore sai?🙂

      • Scusa il ritardo nella risposta ma volevo pensare meglio a quello che hai scritto. Nell´articolo non volevo dre che non lotto, che non trovo comunque il mondo interessante ma che per noi quarantenni le cose sono cambiate. Se al tempo di mio babbo , essere ingegneri significava avere unposto sicuro, fare un lavoro interessante, un certo rispetto sociale, ecc… oggi non e´ piu´ cosi, non c´e´nulla di scontato, non c´é piu´ il rispetto sociale di un tempo , non si ha di sicuro il posto fisso… anzi.E penso che per i nostri figli la cosa non vada migliorando, se gli daremo una istruzione sara´ molto utile a loro per pensare, per essere liberi con la testa ma non sara´ automaticamente un assicurargli il futuro… si sto invecchiando , hai ragione, ma mio padre sicuramente pensava che se mi fossi laureato avrei di sciuro il futuro sicuro, al caldo, con un lavoro… oggi? meglio essere un mago della programmazione e fare un sacco di “app”?

      • Ho avuto parecchi contrattempi. Inoltre sto aspettando di avere delle compere da fare tramite internet per poter inserire anche una lista di libri che vorrei leggere e quindi anche “Tutta la luce del mondo”.
        Mi fido del tuo giudizio. Ho letto invece di Carlo Nesti:
        Il mio psicologo si chiama Gesù – Il mio circuito si chiama Paradiso- Anche la fede ha il suo alfabeto.
        Piacevoli, si leggono facilmente. Ciao Michele

  3. Marco

    Forse Report è da salvare ma quando guardo lo spazio riservato alla politica mi chiedo solo se metteranno tasse o se faranno peggio. Per il resto non mi va neanche di ascoltare né i dibattiti né la nera né la cronaca parlamentare, mi sembra che girino a vuoto e soprattutto che esauriscano le potenzialità di ciascuno di coltivare la propria capacità anche minima di agire, così oberati dall’amarezza

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...