A duecento chilometri all’ora.

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8 settembre 2014, nord di Amburgo, su un’autostrada a due corsie che si snoda pochi chilometri all’interno della costa del mare del nord.

La Mercedes grigia appena passa il cartello di fine dei limiti di velocità accelera mordendo la strada. Il conta chilometri segna quasi i duecento. In lontananza un tir compie un sorpasso, la scena si avvicina terribilmente in fretta. Marcus, alla guida, frena, io mi attacco alla maniglia poco più in alto. La macchina si inclina un po’ , gongola sulle sospensioni e ci accodiamo al tir. Questo sorpassa una macchina che procedeva lentamente. Il tir torna nella sua corsia e la corsa pazza dell’auto grigia riprende. Mi aspetta un treno, un treno per tornare vero il sud della Germania, verso casa. Da qualche minuto avevamo iniziato un’amichevole conversazione sulle vacanze appena trascorse. Ovviamente ho parlato a Marcus della nostra visita ad Assisi. Lui è un tedesco atipico. Per prima cosa perché parla un buon italiano, anche se ultimamente è arrugginito. Poi è estremamente flessibile a dispetto di altri colleghi. Nel lavoro però pretende il meglio, come quasi tutti i tedeschi biondi che si rispettino. Gli ho raccontato anche della Verna, dove Francesco ha combattuto il diavolo. Lui alla guida sbuffa, ringhia un po’ ma almeno diminuisce la velocità con cui consumiamo la strada. Poi sottoposto a mie domande non c’è la fa più e se ne esce dicendo che Francesco era toccato come tanti ragazzi ricchi di oggi che si drogano, si danno all’alcool, si suicidano da un cavalcavia o aiutano i poveri. Per Marcus Francesco ha scelto questa ultima via ma non è diverso da tutti gli altri e la storia che alla Verna abbia combattuto il diavolo è solo una leggenda. Effettivamente non posso contradirlo. Francesco sicuramente è stato spinto a cercare qualcosa e quella cosa, quella risposta la cercano in tanti anche oggi. Alcuni appunto si buttano dai cavalcavia, altri si drogano , altri si danno all’alcool, altri ancora trovano la risposta diventando fondamentalisti islamici e tagliando teste. Queste azioni, queste re-azioni quasi esplosive hanno una sola e unica domanda, sono risposte o punti di fine di una sola e unica domanda che tutti abbiamo dentro ma che pochi ascoltano o si pongono…. Il senso della vita, qual’è?

Quando mi guardo indietro, quando penso a quello che ho passato non riesco altro che affermare di aver avuto proprio una gran fortuna. Ero disperso e Maria mi ha raccolto, ricordandomi perchè siamo qui, rimettendomi sulla giusta via, dandomi la possibilità di rispondere il maniera umana, sensata e positiva a quella domanda che anche a me girava in testa da tanto tempo.

Io e Marcus entriamo in un piccolo Inbiss (piccolo negozio dove servono da mangiare, di solito Würstel) a conduzione familiare. In pratica una stanza con due sedie e un balcone dove fanno pasta che da fuori sembra pasta pasticciata e würstel con patate fritte. Lui continua dicendo che da piccolo lo obbligavano ad andare in chiesa e che non capisce il fatto di portar rispetto ai Santi, che sono tutte fandonie e che il Dio che ci siamo creati è solo per manipolare le persone, “e quando morirai che succede?” … “Torneremo cenere” replica. Mi dice che anche lui ha pianto, anche lui ha perso anni fa una cara amica per un cancro. Quasi ad avvicinarsi alla mia storia, alla mia bambina diventata un Angelo. Poi aggiunge che in natura l’animale tonto o più debole prima o poi muore. Se invece si è forti si riesce a costruire una famiglia , fare dei figli. È una legge di natura, funzioniamo così e basta. Lo ha affermato anni fa Darwin. Io lo subisso di domande tra una patatina e un pezzo di würstel: “come mai essendo valida la famosa legge di Darwin ci siamo differenziati dalle scimmie avendo la testa più grande? La testa più grande crea problemi alla nascita, aumentando la mortalità dei parti e la presunta maggior intelligenza serve in un secondo tempo… Peche noi umini ci prendiamo cura dei deboli e indifesi, chi ci dice di farlo? …. Se Dio non esiste chi ha messo in ordine le cose? Chi ha creato il triangolo ad esempio, in cui vige la legge per la quale la somma degli angoli fa 180 gradi? …

Si lo so sono pedante a volte e lui non sa come rispondere.

“E la sacra Sindone che nessuno è mai riuscito a riprodurla se non con un raggio laser?”

Scrolla le spalle. Lui della chiesa non ne vuole sapere, pensa che i vescovi e i Papi vogliano solo accumulare ricchezze per vivere nell’agio e tenere gli altri nella povertà e nell’ignoranza. Io gli dico che tutti hanno un sacco di peccati sulla coscienza, anche i vari vescovi e Papi sono uomini, commettono sbagli. Io per primo sono un peccatore e che cerco di aiutare il prossimo. Gli racconto delle visite che faccio a un malato di Parkinson per tenergli compagnia, che in Germania la gente non è povera ma è sola. Sola come la gente degli ospizi, tutti uguali, tutti pieni di gente sola dondolante davanti a televisioni urlanti. Tenute accese per non far sentire i lamenti di chi ci dondola davanti ai pochi visitatori. I suoi occhi sfuggono i miei e non sa più cosa dire.

Marcus è un bravo ragazzo qualche anno più vecchio di me, con una moglie e due figli piccoli, che si impegna a morte per il lavoro e sa benissimo purtroppo di trascurare la famiglia. Semplicemente vive. Vive viaggiando a più di 200km/h e in quei momenti… Meglio non porsi domande.

2 commenti

Archiviato in Fede, Germania, Pensieri

2 risposte a “A duecento chilometri all’ora.

  1. Che tristezza per Marcus!!!! Se la vita è solo questa che abbiamo sulla terra non vale proprio la pena di viverla secondo me e approverei allora il suicidio come una liberazione. Sarebbe una grande immensa ingiustizia per tante tante tante persone che hanno avuto una vita d’inferno.
    No, non è così. Ci aspetta la vita eterna e così tutto ha il suo senso.
    Spero che Marcus si renda conto che quell’8 settembre, attraverso te, ha ricevuto ancora una volta l’invito da parte di Dio a credere e fidarsi di Lui.
    Forza Michele e Sara……seminate!!!!

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