Il controllo.

Il pilota si agita al volante, ma resta freddo e impassibile. Il copilota continua a sparargli nelle cuffie le curve, lui si invece che e´agitato. Corrono insieme da poco tempo e non si fida ancora di quel tipetto tutto nervi alto poco piu di un metro e sessanta. La strada corre via in mezzo alla neve, la luce del giorno sta abbandonando quel panorama degno delle slitte di Babbo Natale. Sicuro il pilota passa in derapata le ultime curve, poi infila un tratto tranquillo contornato di alberi. Il copilota tira un sospiro di solievo, il peggio e´passato, qualche salto sul viale alberato e sono arrivati. Li in quel momento, proprio quando la tensione tra i due in macchina si era allentata, un salto ed in mezzo alla strada si vedono due occhi luminosi e brillanti. Due occhi stupendi e magici illuminati dai fari. Due brillanti fantastici che riflettono la vita selvaggia del cervo che li porta. Una frenata, una ruota su una lastra di ghiaccio, il controllo di sbandata che non riesce a radrizzae la corsa folle …

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Mi hanno levato il gesso da due settimane e mi reco ogni mattina a fare fisioterapia. Dopo 35 giorni di gesso la gamba si muoveva poco. Risultava gonfia in prossimità del ginocchio a causa dell’ innattività prolungata. A questo servono appunto anche le sedute di fisioterapia : a portare in circolo i vari liquidi che si sono fermati nel ginocchio. Durante queste sedute mi viene chiesto di muover la gamba, di piegarla, di spingere contro la mano della fisioterapista. I muscoli e i legamenti si scaldano e ricominciano a funzionare dopo anche soli una notte. Quando la fisioterapista poi lo ritiene il momento, mi chiede di lasciare la gamba rilassata. Sono lì quindi a pancia bassa con dolori vari che vengono da punti della muscolatura e del ginocchio che non pensavo di avere e lei mi chiede di rilassarsi, di lasciare andare la gamba, di non controllare più il movimento, di perdere il controllo e di fidarmi. Questo impariamo infatti nel diventare grandi. Impariamo ad avere un controllo preciso e puntuale su tutto quello che ci circonda. Andare in macchina portati da altri quindi diventa un continuo osservare dove stanno andando , se frenano , se sono troppo vicini alla macchina davanti. Mi giro indietro e sul sedile posteriore c’è Annamaria. È ben legata nel seggiolone da macchina e dorme. Dorme un po’ disturbata dalla tosse ma è serena. Ritorno indietro a quando ero bambino. Non c’erano i mastodontici seggioloni di oggi e io stavo sdraiato nel sedile dietro. Mi addormentavo quasi subito in occasione di un viaggio , mi facevo portare completamente fiducioso da chi era alla guida. A volte guardavo in alto le punta degli alberi che sfilavano veloci o le stelle. Ora invece devo controllare tutto e i muscoli della mia gamba non lasciano la presa. Sono continuamente contratti. Poi mi chiedo perché. Perche non mi lascio andare, perché non faccio gestire la mia vita a Lui, a Dio? Perché devo preoccuparmi di quello che mi capita? Normale, umano ma noi cattolici dobbiamo fidarci di Lui, dobbiamo essere consapevoli che Lui è alla guida, dobbiamo tornare come …. Bambini, come bambini farci condurre pienamente da Lui. Piano piano i miei muscoli iniziano a sciogliersi , piano piano inizio a sentire che la mia gamba ha come un sollievo, si abbandona.

Vogliamo oggi il controllo su tutto. Controllo sui nostri figli, controllo sulla nostra salute, sul cane, sul tempo …. su tutto. La vita viene pianificata, studiata e disegnata a tavolino come non fosse possibile che ci sia qualcosa ad andare storto.

Ma non si puo! L´uomo moderno si stordisce, si confonde pensando veramente di avere il controllo ma non e´ cosi´. A un certo punto la vita , e Dio, chiedono il conto. A un certo punto si sbatte contro un muro, si mastica la ghiaia dopo essere ruzzolati giu´ dal grande ottovolante della vita moderna. Ci si accorge quindi che non si ha il controllo su nulla, che quello che si vuole non e´possibile. Che i bambini muoiono per un cancro al cervello, che il cancro puo venire a tutti, che basta un banale incidente per rimanere in un letto per il resto dei nostri giorni, che il tempo non segue le previsioni della tv, che non abbiamo quindi in mano il nostro futuro ma possiamo solo decidere del nostro presente.

 

 

PS: il racconto iniziale mi e´ stato ispirato dalla foto… non sono pilota e neanche co-pilota, la gamba me la son rotta facendomi investire sulle strisce pedonali in Germania dove vivo…

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8 commenti

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8 risposte a “Il controllo.

  1. Marco

    Io credo che i nostri sforzi siano comunque aspirazioni nelle grandi mani della Vita ma questo non significa che non dobbiamo pianificare o essere cauti e previdenti! Bisogna vivere “come se Dio non ci fosse”, poi viene quel che viene. L’idea di affidarsi ad un Grande Padre di qualunque tipo o provenienza è insidiosa, perché produce una mentalità fatalista, la stessa che rende le logiche religiose così utili, opportunamente banalizzate e distorte, a tutti gli Uomini della Provvidenza che si improvvisano padri del popolo (e al Potere in genere). L’idea che “ci pensa Lui” (Dio) fa pian piano pensare che anche quaggiù ci possa “pensare lui” (Mussolini, Stalin, persino Berlusconi o Matteo Renzi) e che noi non dobbiamo dire niente, dobbiamo avere fede cieca, come bambini, appunto, o come agnelli (che pure sono una tipologia di cuccioli). Eh, no, c’è stata una cosa chiamata Illuminismo tre secoli fa! E prima ancora non mi sembra che San Tommaso non volesse ragionare o mettere in dubbio, pur affidandosi e ammettendo in ultimo i propri limiti umani. Diffidare sempre da chi ti vuole trattare dall’alto in basso, anche da chi dice di farlo perché c’è Dio (con Dio ce la si vede a tu per tu, ognuno di noi da solo e un padre sa riconoscere che il figlio non è un bambino per sempre)

    • Ciao Marco, sono Sara, ho letto con interesse l’articolo di Michele e con altrettanto interesse la tua risposta e mi sono sentita obbligata ad intervenire. Io che conosco bene mio marito leggo il suo articolo sotto un’altra luce. Lui non è certo il tipo che resta fermo ad aspettare che Dio faccia tutto. Forse seguiamo il motto “aiutati che il ciel ti aiuta”. Il problema che quest’articolo vuole far emergere è il fatto che l’uomo tende sempre di più a volere gestire e controllare tutto al 100%. E questo avviene quando tu ti senti il dio della tua esistenza. Dove tutto è sotto il tuo totale dominio e tuttto è controllabile. Ma questo non è realistico. in particolare cìè ancora una cosa che l’uomo non riesce a dominare: la morte. E così la deve sfatare vivendo come se essa non ci fosse, come se fosse immortale. Quello che tu dici ” di vivere come se Dio non esistesse”, è a mio modestissimo modo di pensare, un errore enorme. Hai mai letto ” I fratelli karamazov”? Lo scrittore, che di certo non era un prete e neppure un uomo di chiesa, ma era di un’intelligenza superiore alla mia, ha spiegato molto semplicemente che con il tuo modo di pensare, allora tutto diviene possibile. Se agisci come se Dio non ci fosse, tutto è possibile. Ed è proprio quello che sta succedendo oggi: l’uomo si crea una morale laica dove è posssibile l’eutanasia per tutte le età, l’aborto sempre e comunque. L’uomo si mette al centro dell’universo, diviene il Dio di se stesso e alla fine, assurdo finale, nonchè apparentemente, ma solo apparentemente, contraddittorio, la vita umana non vale più niente. E sai perchè? perchè se tu neghi una trascendenza, una origine divina all’uomo, in qunato creatura creata d aqualcosa di infinitamente superiore e sacro a a quest’ultimo tendente, l’uomo non ha più alcun valore, non ne ha la vita perchè non si fonda su un principio originario e indiscutibile. E così tutto è opinabile.
      Infine Dio non è un fatto personale, nè la religione un fatto privato da vivere al chiuso nel proprio egoismo. Chi trova Dio, non può tenerselo tutto per sè, è impossibile. Ci si salva tutti insieme, non da soli. E’ la mentalità egoistica di oggi che ci porta a non condividere niente, ma Dio è amore e condivisione. Per ilresto condivido che i figli crescono e non rimangono eternamente figli piccoli, eternamente bambini ma l’errore cui si va incontro è l’estremo opposto: Il Superuomo già teorizzato qui in germania molti anni fa da Nietzsche e la cui mentalità oggi invade tanti parlamenti in giro per il mondo. Ma Nietzsche ha anche descritto nei suoi scritti la fine del superuomo che tutto vuole controllare. Un mio consiglio: agisci da uomo libero ma senza rinnegare che tu non ti sei creato da solo nè che tutto dipende solo da te. Umilmente riconoscendo che c’è la Dea ragione non può spiegare tutto alla faccia di un Illuminismo che ha fatto tanti danni, oltre a portare qualche beneficio. Tu lo sai che Hitler ha preso molti spunti dalle idee e dalle leggi nate durante la rivoluzione francese? L’uomo senza Dio , distrugge se stesso. Buona giornata, è sempre un piacere leggere i tuoi commenti perchè si capisce che sei una persona in viaggio, in cammino, una persona aperta al confronto. Grazie per il tuo contributo, a volte illuminante, sempre interessante. Buona domenica, Sara

  2. Marco

    Come se Dio non ci fosse, non come se i valori associati a Dio non ci fossero! La vera morale laica è quella basata su valori impersonali, senza che essi abbiano il volto di Dio. Non è il basso continuo dell’uguaglianza misera, non è togliere ogni idea perché le si rispettino tutte: quello non è umanesimo laico, è antiumanesimo, è anticultura delle cose. Solo il denaro riesce a fare tanto, annullando le cose e trasformandole in prezzi. Vivere come se Dio non ci fosse significa semplicemente cercare di esserci e di darsi da fare per sè e per ciò che ci sta a cuore dando per scontato che può essere che nulla ci venga in aiuto. E se qualcosa ci sta a cuore, anche senza Dio, diremo i nostri “no” o almeno faremo i nostri “distinguo”. Il vero umanesimo non è l’attuale pensiero dominante (quella è la tecnocrazia monetaria) e non è affatto contrario alla coscienza, poiché senza di essa, per quanto sia diversa da uomo a uomo non saremmo né uomini e nemmeno animali, saremmo pezzi di carne morta. E ci sono tante realtà (lo Stato c’ha provato, ma in modo interessato e farlocco spesso) che hanno provato a costituire sensi di comunità laici (il plurale è voluto). Inoltre,si diventa egoisti semplicemente quando si capisce che il mondo può lasciarci a piedi e dobbiamo tenerci stretta la barchetta se il mare si alza e nessuno ci vuole a bordo. E’ triste ma è sopravvivenza. Si starebbe tutti comodi e si risparmierebbe legna nel grande veliero ma quello se l’è già preso qualcun altro e lo vuole tutto per sé oppure qualche piccolo topo umano l’ha demolito per farsi delle zattere di fortuna.

    • Ciao, sono Michele. Domanda : ma se Dio non c’è , se un dopo la morte non c’è qual’e lo scopo del vivere? Che senso ha fare buone azioni? Che senso ha salvare vite umane se a loro volta queste vite umane non hanno senso dato che corrono verso l’oblio, verso il nulla? Che senso ha crescere figli se poi anche loro si arrabatteranno per guadagnare due spicci che non avranno mai il tempo di godersi , se non pensando di arrivare alla pensione per poi avere un ictus due settimane dopo averla raggiunta? Perché siamo su questa terra? Sempre per arrivare alla pensione? Che senso ha avere il veliero se poi anche questo presto o tardi affonderà? Nulla su questa terra è eterno , nulla l’uomo ci si può aggrappare per farci davvero affidamento , anche le persone che ami , tutte , ma proprio tutte fra cent’anni da oggi non ci saranno più.

      • Marco

        Che senso ha combattere anche una guerra persa? Ne ha, perché quelli che verranno dopo di noi avranno qualcosa, anche solo le briciole, del nostro slancio, del nostro esempio o forse, si spera, di ciò che abbiamo ottenuto nella materia (schei) e nello spirito (ideali). Non credo servano un Dio e un aldilà per questo. Ultimativamente tutto finirà? Sarà la quiete del Paradiso, quella del Nirvana o quella del Nulla liberatorio? Sia, che in fondo ci vuole anche l’ (eterno) riposo, quasi un rilassamento dopo una vita che, se la vogliamo vivere, è un impegno continuo…

      • Spetta Marco: tu sei ateo, per definizione dopo non cé´il Paradiso, non cé´il Nrivana, non cé´Budda a stringerti la mano… per te c´´e solo il nulla che non e´ neanche buio , che sarebbe assenza di luce appunto, ma il nulla. Riesci a immaginarlo? a sentirlo? a pensarti la´? se ci riesci e ti immagini la´, nel nulla , poi prova a dare un senso alla tastiera che hai sotto alle dita, allo stipendio che hai, alla tua famgilia. Ha ancora tutto questo senso?

  3. Marco

    Io semplicemente non ho prove su nulla riguardo a questo argomento

  4. allora non sei ateo, sei agnostico, forse, o forse alla ricerca di risposte. Io ho incontrato tante persone che sono sicure di quello che c’è dopo perchè o hanno avuto prove o perchè lo sentono nel profondo del cuore. Sentono la verità del messaggio cristiano. Forse è per questo che questa fede dura nei secoli e non è mai stata fermata neppure dalle persecuzioni e queste persone vanno incontro anche al martirio. Quale prova serve ancora? non basta una resurrezione? vuoi dire che sei come Tommaso, che non credi se non tocchi con mano? ma basta guardarsi attorno per credere.
    Comunque buona ricerca

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