Alla ricerca della felicità- autore Sara

Oggi vi parlo di una persona speciale, che occupa un posto speciale nel mio cuore. All’inizio la ho odiata, poi siamo diventate amiche, come spesso succede. E’ Iris, l’infermiera che ha assistito Virginia. E’ un po’ il cuore del reparto dei bambini ammalati di cancro, presta servizio anche a domicilio. Veniva da Virginia per le medicazioni ma negli ultimi periodi soprattutto per parlare con me e prepararmi all’inevitabile, a suo dire, evento. La sua morte. Io la odiavo per questo. Ma poi ho capito il duro lavoro che lei compie tutti i giorni, il fatto di essere a contatto con il dolore innocente, bambini ammalati di malattie raramente curabili o curabili solo con medicine velenose che provocano dolore e sofferenza.

Questo lavoro la ha portata a riflettere sulla vita, a porsi i grandi interrogativi, a leggere libri impegnativi e a viaggiare per conoscere altre culture, altri modi di pensare ma soprattutto altre religioni che danno a volte risposte diverse dalla religione cristiana. Lei è evangelica ma in realtà sta facendo un collage di più credo. Ieri ci siamo incontrate e mi ha detto che la sua prossima meta, dopo essere stata due volte in India, è il Vietnam. Le ho chiesto il perchè di questi suoi viaggi particolari e lei mi ha detto che vuole conoscere della gente che pur essendo povera, è comunque felice.

Il suo viaggio è una ricerca della vera felicità, una scoperta che non può fare qui in Germania perchè la gente pur essendo piena, piena di cose e di attività, è allo stesso tempo vuota e spesso infelice.

Lei sente il bisogno di mettere molti kilometri fra lei e la Germania per trovare risposte alle sue domande. Forse molte persone viaggiano per lo stesso motivo, per sentirsi felici, per capire meglio la vita, e il senso del nostro stare al mondo, per conoscersi meglio. Lei viaggia per conoscere l’origine della felicità, presso civiltà diverse dalla nostra e forse più sane.

Una vecchia canzone diceva che “felicità è mangiare un panino, felicità….” sulla base di questa canzone, una mia amica ha affrontato il tema della felicità in un suo corso di italiano. Lo volevo fare anche io, ma prima dovevo chiarire a me stessa che risposta dare a questo argomento. Una volta ho letto un aforisma che diceva che la felicità è desiderio di ripetizione: nel senso che quando sei felice vuoi solo ripetere e rivivere ciò che ti ha reso felice.

ma la felicità non credo che sia desiderio di ripetizione, nel desiderio di ripetizione il desiderio è uno stato di tensione che precede la felicità, non è essere felici.

Credo che la felicità sia veramente tale solo se nessuno o niente te la può togliere, se è un atteggiamento interiore dovuto ad uno stato di serenità. La felicità è un punto fisso, l’obiettivo della nostra vita. E LA SI PUÒ METTERE IN RELAZIONE SOLO CON IL RAGGIUNGIMENTO DELLA VERITA’.  Quando possiedi la verità, sei felice, perchè la verità è unica e inconfondibile. E quando la raggiungi, non hai più bisogno di viaggiare, di cercare, di desiderare di ripetere qualcosa, perchè la felicità non sta fuori di te, non sta nelle cose che compri, nè nelle persone di cui ti circondi: sta dentro di te. La verità è Dio, e quando trovi LUI, sei finalmente Felice. Non ho ancora incontrato qualcuno pentito di aver incontrato Dio. Conosco solo convertiti, realmente convertiti, pieni di gioia, di gioia contagiosa e di serenità. Mentre conosco molto gente delusa per le scelte fatte in altre direzioni.

Forse è per questo che quelle persone che hanno molto meno di noi occidentali, possono vivere vite altrettanto piene e gioiose. Gesù ha detto di cercare il regno dei Cieli, e tutto il resto ci verrà dato in aggiunta. l’importante è cercare, mettersi in cammino. Non a caso una associazione di genitori che hanno perso un figlio, si chiama “genitori in cammino”. Perchè la vita e  le sue vicissitudini ci devono portare a metterci in viaggio, un viaggio spirituale. A non stare fermi, limitandoci a comportarci bene, politicamente corretti, gentili con tutti, rispettosi delle regole. Tipo quelle famiglie apparentemente perfette, ordinate e inquadrate dove poi all’improvviso un figlio si suicida o il padre impazzisce e stermina la moglie e la prole e nessuno si capacita del perchè. Camminare significa porsi la domanda: “dove vado adesso?”, quale è la meta del mio viaggio, da dove vengo e perchè mi capitano certe cose. Perchè quello che possiedo non mi soddisfa e tutto mi viene a noia (come diceva leopardi), cosa è questa irrequietezza che a volte si impadronisce di me. Finisce tutto con la morte? esistono altre vite dopo questa? Perchè i bambini si ammalano e muoiono? Queste sono le domande che si pone la mia amica e che la hanno potata a leggere e viaggiare tanto. Non ha ancora trovato una risposta che le dia la Pace interiore

Io la ho trovata e nessuno mi potrà mai togliere la felicità che io vivo nella  mia vita. E’ la felicità di chi ha visto Dio e sa che noi tutti non moriremo mai. E’ questa la certezza che mi ha dato Virginia.

Amo parlare con Iris perchè le persone che si sono messe in cammino alla ricerca della Verità, sono le uniche persone interessanti su questa terra che purtroppo pullula di gente che riempie il vuoto esistenziale e la sete di Dio e di trascendenza in tutti i modi più sbagliati e percorrendo le vie che, come dice Guccini nella sua canzone “Dio è morto”, non portano mai a niente.. Queste persone hanno poco da dire, nulla di veramente interessante,  con Iris è meraviglioso parlare, perchè ha occhi blu sereni e luminosi nonostante abbia visto tanti bambini morire. Solo chi si mette alla ricerca della verità, può vivere a pieno questa vita. E mia madre ne è l’esempio più bello ed è e sarà sempre il mio modello, per il suo coraggio, la sua curiosità e la sua intelligenza. La morte di mio padre e poi di sua nipote la hanno portata a porsi queste domande, a leggere tanto, a interrogare le persone. Ha fatto un lungo cammino, è cambiata e lavora ogni giorno su di sè e dopo tanto pellegrinare, fisico e spirituale, è arrivata all’unica vera Verità. Dio è la fonte della nostra felicità. Se trovi Lui, anche nelle prove più difficili, la felicità interiore non ti abbandona, è lui che ti aiuta a sopportare tutto, con il sorriso.

 

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9 commenti

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9 risposte a “Alla ricerca della felicità- autore Sara

  1. Grazie per questa testimonianza, per averci parlato di Iris e della sua ricerca di felicità Sara. Buona settimana. Isabella

  2. Grazie Sara per questa testimonianza. Leggerti mi dà serenità e mi rafforza nella mia fede in Gesù e nella vita eterna dove non ci sarà PIU’ sofferenza.

  3. Marco

    Anche io amo gli stimoli intellettuali e spirituali esotici: non hanno il peso né l’ovvietà dei nostri ed è più facile scoprirli a mente libera, da zero, senza pregiudizi ma anche sovrastrutture sociali. Quando sono stato in crisi non ho cercato Cristo ma il Buddhismo Giapponese, per dire.
    La felicità? Non è fatta per durare, è fatta per dirci che stiamo facendo bene. Poi bisogna cambiare per tornare ad essere felici, non certo ripetere, sennò tutto ci viene a noia e ci adagiamo. Vivere appieno quello che c’è dato e subito è l’unico modo per non rimpiangere il passato e tenerci così libero l’immediato futuro. La serenità è un’altra cosa e ha a che fare col sentimento di aver dato tutto ciò che si poteva, ha a che fare coll’acquietarsi delle preoccupazioni ma anche degli slanci: non si può chiedere prima dei cinquanta…

    • ciao marco, ho una domanda: perchè hai cercato il Buddismo giapponese? cosa hai trovato? perchè hai sentito l’esigenza di andare oltre al messaggio lasciato da Gesù?

      • Marco

        Perché il messaggio di Gesù era istituzionale e veniva visto ammantato di conformismo (lo stesso de “la cresima la fanno tutti”) e perciò non l’ho tanto imparato e rifiutato, quando guardato appena e tralasciato. Altri credi e filosofie erano invece il frutto di faticose ricerche personali, perciò li sentivo orgogliosamente come parte della mia crescita interiore e non come dottrine “subìte”.

  4. Marco

    Ho trovato…il superamento del concetto di colpa senza che questo neghi quello di compassione!

  5. Marco

    E la relitivizzazione dell’individualità. Senza parlare del concetto che il Paradiso della mente in pace è ovunque e che la caducità va accettata nel godimento del presente (non nel pervertimento orgiastico ma neanche nell’annullamento causato da rimpianti e progetti)

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