Strisce pedonali

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Sono sdraiato nel letto di ospedale. La finestra da su una bella vista della città. Cielo grigio, il ponte sul Reno in stile moderno in lontananza. Questo è il punto in cui i Romani, più di duemila anni fa, attraversarono per la prima volta il Reno annientando le popolazioni su questa riva , la destra da cui scrivo, e poi tornarono indietro per riorganizzarsi. Ma perché sono qui?

Ieri era un altri giorno, un giorno qualsiasi o quasi. Venerdì infatti di solito si finisce prima di lavorare. Ero impegnato in un nuovo progetto poi a mezzogiorno ho deciso di scendere in strada , prendere la macchina per farmi una pizza. Scendo veloce le scale, attraverso il cancelletto pedonale e una macchina si ferma per farmi attraversare sulle strisce pedonali. Già qui in Germania sono tutti molto fieri del fatto che attraversare la strada sia molto sicuro. Ho assistito tante volte a gente che inchiodava solo per farmi passare anche se ero ancora lontano qualche metro.
Attraverso le strisce pedonali e alla mia destra si è fermata una signora che guida una macchina piccola e rossa. Proseguo , ho fame , l’aria è piacevole anche se il cielo minaccia pioggia. Giro il capo a destra , sta arrivando una macchina grigia. Arriva piano. Adesso su ferma. Farà una frenata …. Non si è fermata! Nella mia memoria c’è un fotogramma , statico , fisso li , in cui sono un po’ al di sopra del cofano di questa macchina grigia. Poi più nulla. L’immagine si riaccende e sono forse dentro a un’ambulanza. Non riesco a capire se mi stanno mettendo qualcosa attorno al collo o se me lo stanno levando. Il tutto si rispegne. Il film riprende e sono in ospedale. Si sicuramente sono in ospedale. Un dottore di colore armeggia attorno alla mia gamba, mi dice che è rotta. Alla mia sinistra c’è un monitor con delle radiografie. Mi fa male la testa e un po’ l’occhio sinistro ma mi sembra quasi di essere felice. Il dottore inizia con una siringa ad estrarmi sangue dal ginocchio, questo mi fa meno felice! Dopo azioni , che nella mia mente risultano confuse , mi ritrovo su un letto in una stanza di ospedale. Sono a letto solo in mutande e una specie di camicia messa a rovescio che non è la mia. Sono sempre felice …. Ma che roba mi hanno dato? Mi ritrovo la gamba fasciata con una stecca per tenerla ferma.
La notte è piacevole e la passo con un sorrido ebete sulla faccia. Il risveglio è diverso: la gamba inizia a farmi male e mi accorgo delle tante sbucciature che ho qui e la’. Nel pomeriggio si presentano due della polizia. Uno mi racconta che sono stato soccorso da lui e dalla sua collega bionda. Io proprio non mi ricordi nulla. Mi consegnano dei fogli per la mia assicurazione… Lo guardo con sguardo interrogativo , io ero a piedi, di che assicurazione si parla? Lui mi dice che sicuramente ne avrò una…. Già, qui in Germania si assicurano su tutto… Ce l’avrò anche io?

È così che capitano queste cose. In questo periodo in cui stiamo rinnovando casa , in cui al lavoro devo risolvere un problema veramente serio, uno che guida una Opel grigia ti viene addosso sulle strisce pedonali. Che dire? Ringrazio Dio anche di questa , era forse ora che mi prendessi una vacanza, disteso in un letto a ragionare sulla vita. Riuscirò ad imbiancare seduto su una sedia e la gamba ingessata in alto?

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16 commenti

Archiviato in Germania

16 risposte a “Strisce pedonali

  1. Mi dispiace tantissimo anche perchè penso ai bambini ed a Sara che si saranno spaventati….ma è proprio in questo momento difficile in cui tanti tuoi progetti vanno all’aria che puoi dimostrare la tua fiducia in Dio. Tutto questo potrebbe voler dire che ti stavi distraendo un po’ troppo dall’essenziale, dal curare la tua vita interiore che vale più della casa nuova, del progetto di lavoro. Non riuscirai a fare nulla di ciò che ti eri proposto ma a coltivare l’amicizia con Gesù sicuramente. Forza Michele e ringraziamo sempre perchè poteva andare peggio e non lasciarti togliere la gioia.

  2. Anche un caschetto per bici o un gilet catarinfrangente possono salvare la vita ma vedo che molti ciclisti non li usano mai. E’ un consiglio che dò a tutti quelli che vanno in bici, e in special modo di non usare mai il cell mentre pedalano e non usare una mano sola per tenere l’ombrello quando piove. Scusa ma ci tenevo a dire questa cosa importante e spero che l’apprezzerai e che tutti possano seguire il consiglio. Buona domenica 🙂

  3. ‘nnaggia! 😦
    Ti auguro una pronta ripresa e non perdere mai il sorriso.
    un abbraccio forte

    • Grazie! No , la gioia rimane sempre. Colgo l’occasione di darmi alla lettura. Ho finito in questi due gg “tornati dall’aldilà” di Antonio Socci. Davvero bello. A casa, in condizioni normali, ci avrei messo due mesi.

  4. Beh, vedo però che la prendi con filosofia! Bene, bene, dovremmo imparare da te (non ad attraversare la strada, intendevo a prendere la vita con il sorriso 😉 ).

    • Beh mi son già letto un libro! Se non fosse che Sarà è adesso incasinata cm il trasloco…direi quasi che era una pausa che ci voleva. Per fortuna è venuta in aiuto mia mamma, sua mamma era già qui , e il mio ufficio viene in massa sabato a traslocare il tutto.

      • Quando c’ tutto il mondo a sostenerci tutto diventa più facile, non ti pare? 😉

      • Si hai vero ed è una sensazione disarmante. Sai prima, una settimana fa, da vero uomo delle caverne pensavo che mi sarei dovuto sobbarcare tutto. Dal montaggio, tinteggiatura, affittare furgone, ecc…. Invece ora che sono fermo in un letto di ospedale fanno tutto gli altri! Non dico che mi sento inutile…. Diciamo sostituibile.

  5. Marco

    Guarisci presto. E, hai ragione, pensa. Lo sai che io alla Provvidenza non ci credo. Il fatto è che la Provvidenza non è d’accordo 🙂

    • Marco! Quando inizierai ad essere sincero con te stesso ed entrare in una chiesa? A far cosa? A confessarti ovviamente. Non che io ritenga che tu in particolare ne abbia bisogno, ma solo perché è una cosa bellissima!

      • Marco

        Io non credo in un Dio personale a cui rapportarsi come ad un padre o ad una persona: credo in una logica profonda della Vita ma senza che questa abbia una parola o un volto (no, non è una scusa o un modo per non essere sinceri). Tuttavia…
        A parte che vista la situazione io dovrei prima di tutto entrare in chiesa per ringraziare, semmai!

      • Si hai ragione. Ringraziare è sempre la cosa più bella.

  6. Francesco

    …. Cosa non si fa per non affrontare un trasloco. Caro Michele se fosse successo a me tutti avrebbero pensato ad un tentativo di diserzione …. Di te conoscendoti, non lo penso, sei troppo laborioso per fare una cosa così. Spero che tu ti riprenda presto, dai un bacio alla Sara ed al resto della famiglia, a presto
    Francesco

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