Dal Kossovo.

20140503-234942.jpg

Stiamo ristrutturando la casa da poco comprata e mi imbatto in una muratore kossovaro. In realtà mi è stato presentato da un altro albanese che abbiamo conosciuto a Koblenza. Devo fare dei distinguo. Gli albanesi e kossovari che ho conosciuto in Germania non rispecchiano lo stereotipo che gira in Italia. Di solito, purtroppo, queste persone vengono da noi viste come ladri, accattoni o che vogliono approfittare di situazioni poco chiare. In Germania è diverso. Tutti quelli che ho conosciuto sono grandi lavoratori e hanno una gran stima di noi italiani. Si aggiunga il fatto poi che quasi tutti loro parlano qualche parola di italiano dato che era una lingua da loro insegnata nelle scuole. Ma la descrizione di queste persone provenienti dalla ex Iugoslavia non si ferma qui. Sono infatti sempre disposti ad aiutare anche illustri sconosciuti come noi. Aiutare tenendoci i bambini, a buttare giù un muro, trovarci attrezzi per ristrutturare casa, ecc… Nutrono , non si sa come, per noi italiani una grande simpatia.

Tornando al titolo del post , mi sono intrattenuto con uno di questi muratori facendogli una domanda che spesso ho in testa : “ma tu ci vuoi sempre rimanere in Germania?”. Lui è qui da circa 14 anni, noi da molti meno.
Ha risposto senza esitazione che non ci pensa di tornare in Kossovo. Ha provato a tornare , qualche anno fa e ha subito notato la differenza. Ora in quel paese si vive in maniera decorosa ma qualsiasi cosa si voglia fare, aprire un’azienda, iniziare un’impresa , occorre un qualche accordo con la mafia locale. Io pensavo avessimo l’esclusiva…. Mal comune, mezzo gaudio. A lui mancano i parenti ma in Germania funziona tutto. Funziona tutto , secondo questo, perché pensano sempre e solo ai soldi. Io ho ribattuto che a noi manca , oltre ai parenti, anche un po’ di calore dal punto di vista religioso. Lui non è religioso ma una caratteristica negativa dei tedeschi è un po’ questa: sono molto freddi e non chiedono mai aiuto, non si aggregano molto, almeno secondo questo ragazzo. Ha proseguito comunque dicendo che lui vuole allevare il figlio come se fosse un kossovaro: con valori della famiglia, dell’amicizia.

La mia domanda è stata secca e anche la risposta. Ho pensato poi nei giorni a seguire a questo dialogo. Mi guardo. Spesso mi chiedo cosa sarà dei nostri figli tra dieci anni se rimarremo qui al di sopra delle Alpi. Loro sono allevati come italiani che vivono in un paese straniero ma le influenze che vengono da amici o dalla scuola , non si faranno sentire.poi penso a qualche collega di cui sono buon amico. Penso a colleghi vari che mi hanno aiutato nel momento del bisogno o che ci sono venuti a trovare all’ospedale quando nostra figlia stava morendo. Inquadrare una nazione o il carattere di un polpo penso non sia cosa facile. Penso che la visione di questo kossovaro sia dal suo punto di vista, ossia di una persona che fa un lavoro di fatica e che ogni giorni è a contatto con immigrati come lui,che devono sopravvivere in un micro mondo complicato.

Dal mio punto di vista invece posso dire che il tedesco medio è sicuramente brusco, diretto e burbero e va quasi fiero di queste caratteristiche. Pensa che siano punti positivi, punti da sottolineare. È assolutamente vero che te ogni molto ai soldi spesso a discapito della qualità di un prodotto. Ho trovato però le persone che abitano nei paesini molto gentili e aperte, quasi calorose. Dal punto di vista religioso invece , si nota come la secolarizzazione abbia spazzato via due generazioni. In chiesa infatti sono presenti le persone che hanno subito la guerra e il periodo tremendo successivo, quello in cui tutti qui hanno fatto la fame.

Ma come detto sopra, non è facile inquadrare un popolo e queste sono solo mie esperienze personali.

Annunci

5 commenti

Archiviato in Germania

5 risposte a “Dal Kossovo.

  1. La persona, il cuore dell’uomo è di più delle sue antecedenti condizioni storiche e genetiche, per questo è sempre possibile un nuovo inizio ed è possibile la scoperta che la fede non è una morale per sfigati ma la risposta al nostro cuore che ci fa amare la vita e noi stessi. Un abbraccio

  2. E’ vero non è facile inquadrare un popolo, ma è più semplice inquadrare un singolo.E poter parlare con persone di cui si conoscono poco usanze e comportamenti,è come dice il titolo del tuo blog , un andare ”in viaggio verso l’altro” convividendo. Penso che l’incontro e il capire chi abbiamo davanti dipende molto dal non essere diffidente a priori , anche se certamente è necessario oggi più che mai, visto i tempi,stare anche attenti a chi a volte per caso si incontra lungo la strada. Un abbraccio. Isabella

    • Ciao Isabella, grazie della visita. Si e´vero , dovremmo stare attenti. Ci pensi? noi qui in terra straniera, conoscendo poca gente. Poi piano piano …. gli amici arrivano, ti formi una cerchia di conoscenti, di basi sicure. Ma il limite dove sta? Non e´facile. Io preferisco sempre avere le porte di casa aperte. Per ora forse ho avuto sempre e solo fortuna oppure… la Providenza si sta occupando di noi. A presto.

      • Caro Michele ogni tanto passo come vedi. Solo che tenere a mente tutti i blog che si seguono non sempre è facile. Il tuo commento mi ha ricordato di avere scritto qualcosa che parla di terra straniera, forse la pubblicherò.Ti auguro una buona giornata .Isabella

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...