Di Santi fate , folletti e magie varie.

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Antefatto – Natale 2013.
Succede che affittiamo un film in DVD insieme a parenti che visitiamo in questi giorni di festa. Il film tratta la storia di Peter Pan. Un film, non un cartone. La storia è sempre quella ma il regista si è lasciato a qualche licenza poetica. Nulla di che. Verso la fine del film, quando Peter sta per soccombere a capitan Uncino, i bambini dell’isola iniziano a gridare in coro “io credo alle fate”. Sul momento non è successo nulla. Il giorno dopo però mia figlia ha intavolato, a nostra insaputa, una discussione con i nostri vicini sull’esistenza delle fate. Noi siamo stati forse fin troppo rigidi da tempo sull’argomento: chi crede ad altre cose oltre a Gesù, crede in satana, nel diavolo. Troppo? Forse.

Ma chi crede alle fate, poi può credere alla magia, al malocchio e a tutte le altre affinità che vengono dal padrone del mondo:dal diavolo.

La cosa carina è che questi parenti/vicini hanno affrontato questo argomento con Sofia, senza coinvolgerci ma semplicemente inveendo che qualcuno ha riempito la testa della stessa Sofia con queste assurdità. Si l’assurdità è non credere a Peter Pan ma credere in Gesù, non credere o non pensare che ci sia Dio. Non è assurdo? I bambini quindi devono essere tenuti nella bambagia, devono credere che la morte non ci sia, che le cose brutte non esistono, che il mondo è come un cartone animato o un film in cui basta un po’ di polvere di fata e si può volare, dove i cattivi vengono mangiati dal coccodrillo.

In realtà il discorso è complicato. Infatti per quanto riguarda il Natale continuiamo a dire ai nostri bimbi che i regali li porta il barbuto vestito di rosso, che per il 6 gennaio bisogna appendere le calze al camino. Trovare la giusta via di mezzo è cosa non facile e un po’ di magia vogliamo mantenerla. Ma come sapere quale sia quella giusta? Insegnare ai bambini che le fate, gli gnomi e le streghe non esistono insieme a babbo Natale e la befana? Oppure cercare appunto una via di mezzo? Una di queste parenti/vicine ci ha poi detto che se a nostra figlia abbiamo detto che non esistono le fate le abbiamo precluso una parte dell’infanzia. Ho considerato questa affermazione un po’ forte ma lei dice che è suffragata da varie letture che ha fatto. Sta bene. Ho preso la leva del tempo e l’ho spostata alla mia infanzia, non che sia speciale ma è una partenza. Sinceramente non mi ricordo di favole con fate. La mia mamma mi raccontava favole ma inventate da lei, sempre diverse e con personaggi pressoché reali ma buffi e simpatici. Forse per questo sono diventato un ingegnere? Ma i bambini hanno bisogno di credere alle favole per qualche motivo? Per sviluppare la fantasia? Ma come entrano nella realtà? Guardando indietro nel mio passato non ricordo effettivamente quando sia successo. Forse essendo figlio di separati è iniziato per me quando sentivo i miei tirarsi i piatti. Quindi le domande rimangono nella mia testa : i bambini devono vivere le favole oppure credere solo a Gesù e a quello che ha fatto, se gli facciamo credere a un po’ di favole, quando dobbiamo fargli assaggiare la realtà? Qual’e’ il metodo giusto? E chi decide quale sia il metodo giusto e come?

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E che fine hanno fatto i Santi?
In contrasto con la prima parte, purtroppo oggi si sente sempre più spesso gente che dubita dei miracoli e quindi dei Santi magari che li hanno ottenuti per intercessione. Si scrollano le spalle dicendo che ormai da un paio di secoli non ci sono più veri Santi, stralciando con un colpo di spugna persone che hanno dato la vita per il cristianesimo giusto giusto nel secolo appena finito. L’uomo oggi si concentra quindi su quello che riesce a toccare, misurare, vedere e quello che è stato tende a dimenticarli. Tende a dimenticare quello che appunto tanta gente ha deciso di sacrificare, in nome… Già , in nome di cosa? In nome di cosa si sono fatti decapitare alcuni? In nome di Gesù e per portare la Sua parola al prossimo. E gridiamo ora che sono cose passate? Che non sono vere? Che Massimiliano Kolbe ad Auschwitz forse non è morto? Forse non è sopravvissuto per dieci giorni con altre sei persone senza acqua e cibo? O forse padre Pio non ha fatto miracoli? Non sapeva i peccati di chi gli si sedeva di fronte?

La lista potrebbe essere infinita, sono infatti molto affascinato alla vita di queste persone fantastiche. Ritengo sia una particolarità straordinaria della mia religione : avere com esempio una persona assolutamente normale che innamoratasi di Gesù compie cose assolutamente straordinarie perché vicine al Padre. In altre religioni, per la mia modesta cultura teologica, non esistono cose del genere.

Ma queste cose le vogliamo buttare tutte in nome delle fate, di Disney e tutto il resto. Tendiamo a nascondere ai bambini quello da cui veniamo, quello che è davvero la nostra tradizione senza spiegare cosa c’è dietro, la sofferenza, la scelta di una vita veramente al limite che ha optato una persona normale ad essere appunto Santo. Cerchiamo di dimenticare tutto questo, buttiamo tutto nella spazzatura, calpestiamo tutta quella che è una cultura millenaria basata su sudore e sangue, chiudiamo la porta alla fede ma esaltiamo il palcoscenico. Esaltiamo la magia di un cartone animato, la dolcezza del volo di Peter Pan attorniato dalle lucette fasulle impresse sulla pellicola.

Perché tutto questo?
Perché diventa importante gridare “io credo alle fate” e invece diventa stupido fare lo stesso dicendo “io credo in Gesù”? È così cambiata la morale generale? Siamo così tutti impegnati nel lavoro per non pensare più? Oppure è la luce a cui fuggiamo, è la luce vera che se vicina illuminerebbe tutte le ombra che abbiamo dentro da cui fuggiamo? Questo spiegherebbe tutto. Darebbe un senso il credere a un eroe di cartone. L’eroe di cartone infatti non ha carne e sangue, è semplicemente cartone. Non lo possiamo imitare appunto perché fatto di materia diversa. Il confronto con il Santo invece è su un piano diverso. Lui è come tutti gli uomini ma ha fatto una scelta, una scelta inconcepibile ai giorni nostri. Ma siamo sicuri che non facendo quella scelta, anche noi giorno per giorno, non stiamo facendo la scelta contraria?>

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12 commenti

Archiviato in Fede, Pensieri

12 risposte a “Di Santi fate , folletti e magie varie.

  1. Inutile dire che concordo con il tuo pensiero. Ci sarebbe da fare tutto un discorso lungo ed articolato su come educare i nostri figli in modo cristiano ma mi limito ad esprimere alcuni miei pensieri come ex insegnante elementare.Penso che la cosa migliore sia educarli alla verità quando hanno raggiunto la capacità di saperla ascoltare. Per me verso gli 8 o 9 anni è l’età giusta anche perché ho sperimentato che è l’età in cui cominciano a chiedersi se veramente esiste Babbo Natale, la Befana. Si può dire loro che sono personaggi esistenti solo nella fantasia dei bimbi e che i genitori volentieri si prestano a sostituirli …poi per quanto riguarda i folletti e le fate direi di sostituirli con “gli angeli custodi” che veramente esistono e proteggono se invocati, a cui il Padre ci ha affidati. Inoltre è cosa buona portare esempi di vite di santi al posto degli eroi dei fumetti e cartoni animati sempre più violenti ma……. chi oggi lo fa nelle scuole statali dove addirittura stanno prendendo piede idee aberranti ecc.ecc.? Per me è rimasta la famiglia ad educare i bimbi. Secondo me dicendo ai vostri figli la verità non in modo secco e brutale ma con semplicità farete la cosa giusta siatene certi.
    Riferisco un dialogo avvenuto in classe ai tempi in cui insegnavo in una 4^ elementare mentre si preparava il lavoretto di Natale.
    -Alunno :” Maestra, Pino dice che Babbo Natale non esiste? Io invece dico di sì”
    -Maestra: ” Se il pensiero che babbo Natale esiste ti fa stare bene, ti dà gioia, credici pure, però rispetta Pino che pensa diversamente da te.”
    -Alunno: ” Maestra tu ci credevi alla mia età?”
    -Maestra ” No, in casa c’erano problemi più importanti e non c’era spazio per i pensieri e desideri dei bambini.”
    -Alunno ” Mi dispiace per te maestra.”
    – Maestra ” Non ti dispiacere, avevo tante sorelle con cui giocare per cui non ho sentito la mancanza di Babbo Natale”
    Nessun trauma da parte dell’alunno!!!!

    • Grazie della testimonianza! Io sono affascinato sempre di più alla vita dei Santi e cercando su youtube facciamo vedere film ai nostri bimbi dove la raccontano. San Pietro, San Paolo, San Francesco, ecc… Sono storie incredibili. Per babbo Natale e la befana per ora li lasciamo ancora nel mistero , Sofia, la più grande, ha 9 anni e come dicevi tu si chiede se esistono o meno. Di Gesù e i Santi non ha dubbi!

  2. Io non sono d’accordo. I bambini hanno bisogno di magia, e fate, elfi, e folletti fanno parte del mondo magico dei bambini, che sarà prontamente abbandonato quando saranno cresciuti, nulla a che fare con una fede pagana o addirittura satanica. Tirare in ballo invece il Maligno per queste storie significa traumatizzarli, e trasformare la gioia di un mondo fatato in ansia, paura e sensi di colpa.

    • Sta bene che tu non sia daccordo. Io parto sempre dalla stessa base: la Bibbia. Li sta scritto , nell´Esodo, che gli ebrei quando, quando Mose´ era sul monte a prendere le tavole, si costruirono un idolo d´ oro da adorare. Che differenza fa quindi con far idolatrare ai bambini idoli di cartone? Fargli credere che con lor si puo volare , che tutto e´possibile? Questo si unisce al fatto che negli anni passati ai bimbi magari si raccontavano le storie ma ora queste storie si materializzano in immagini suoni e musica e lo stimolo della fantasia non lo vedo sinceramente piu. Se la fata rimane nella testa del bambino poi si puo raccontare che e´un Angelo custode con tutto il contorno religioso del caso. Altrimenti che gli racconti? cosa sono queste fate e folletti che la Disney o altre ci propinano? Come glielo spieghi? Poi sai cosa capita… che a 9-10 anni capiranno da soli che sono solo invenzioni e quindi crederanno a solo quello che vedono e che toccano , buttando via anche la fede religiosa magari. Anche per questo ho estremamente paura dei falsi idoli , non solo per quello che dice la Bibbia.

      • Io con mia figlia questi problemi non li ho avuti. E’ credente come me, e quando è stata piccola le è stato raccontato tutto, dalla fatina del dentino a Babbo Natale, con tanto di travestimento del nonno a portare i doni. Da grande, ha saputo senza problemi distinguere la realtà dalla fantasia, e Dio e la fede dagli elifi e dai troll.

      • A me hanno raccontato solo della Befana e mi hanno fatot anche una gran paura una volta…. ma i tempi erano diversi. I caroni animati c´erano ma non e´ nulla di paragonabile con il bombardamento che i bimbi subiscono oggi. La faccia di Trilli oltre che nei film compare poi nei caroni animati per la tv , su magliette, zaini, ecc…. Ho la sensazione che il pericolo che diventino questi falsi idoli reali sia molto piu grande che in passato. Bada…. non mi sto trincerando come solito dietro la Bibbia ma sto cercando di avere una mentalita aperta. Gia´… il mio istinto conservatore e antiquato mi farebbe dire invece che tutti i falsi idoli portano poi a satana. La grande abilita di quest´ultimo sta nel fatto che sembra di convincerci che non esiste. Ma non e´cosi! Si nasconde in queste cose. Da dove nascono se no le messe sataniche, i figli di satana e tutta compagnia bella? Come si arriva a quegli estremi? E l´articolo ho dovuto scriverlo perche gli stessi genitori che sono contenti di veder gridare i loro filgi “io credo nelle fate” , allo stesso tempo fuggono quando si parla dei Santi e di quello che hanno fatto. Questi attegiamenti mi fanno sempre piu pensare che il maligno sia nascosto in quelle cose che sembrano tanto innocenti.

  3. Marco

    Io alla creatività (e alle favole, grande strumento per allontanare i problemi senza negarli, nell’ottica che questo mondo non è l’unico possibile) ci credo ancora. Non che credere a Gesù sia più facile che credere alle fate o ad un mondo diverso? Te lo immagini come reagiva l’ebreo tipo del primo secolo quando un mezzo forestiero gli diceva che lui avrebbe compiuto le profezie che l’altro, rabbino, aveva studiato per tutta una vita e che inoltre sempre lui avrebbe integrato la Legge di Mosè? Incredibile che sia riuscito a predicare nel tempio perché oggi lo butterebbero fuori non anni dopo ma al secondo giorno, con foglio di via del prefetto o una diagnosi medica.

    • Marco! Credere a Gesu´e´molto piu facile dato che da´ segni concreti. Non ho mai sentito qualcuno che si sia mai lamentato dopo che ha iniziato a credere in Lui, mentre qualche bambino che vola da una finestra perche´ imita Peter Pan si sente.

      Ti consiglio quindi di leggerti un Vangelo, quello che vuoi dato che su questo punto sono tutti e 4 molto simili : quando Gesu´torno´ a predicare in Galilea infatti cercarono di farlo fuori diverse volte. Una volta lapidandolo , un´altra invece buttandolo giu´ da un monte ma Lui sfuggi ad a queste cose perche´ non era ancora la sua ora. Come vedi il Vangelo e´ sempre molto attuale.

      • Marco

        Intendevo credere a ciò che sostiene Gesù, ovviamente. Ciò che diceva andava contro la visione del mondo dei suoi tempi anche più di una semplice (e “normalizzabile”) fiction fantasy. I segni concreti e la sua stessa esistenza ci sono testimoniati principalmente dai Vangeli, che sono testi redatti dall’esclusivo punto di vista di chi crede già e questo li rende interessantissimi sul piano spirituale ma inutili come documenti storici. Un solo decreto a firma Ponzio Pilato sarebbe molto più eclatante a tale scopo(Pure chi crede, comunque, sottolinea nei vangeli -o fa sottolineare allo stesso Cristo- che si tratta di una scelta difficile e che in un certo senso li metteva in contrasto col senso di realtà di chi viveva il loro mondo, pagani o ebrei tradizionalisti che fossero). Nel Vangelo sono riportate come segni concreti guarigioni miracolose, visioni, interventi divini e più di una risurrezione e di un’assunzione in cielo. Cose non facili da credere se si parte dallo stesso atteggiamento realista (che pure è un’ideologia, eh) che è alla base delle critiche a fantasy, romanticismo, fantastico in genere e occultismo. Non per dire, ma Gesù cammina sulle acque e sarebbe allarmismo banale e distorto pensare che basti questo a mandare giovani credenti ad affogare in mezzo al mare: è facile spiegarne il senso come è buona cosa rendere noto il vero significato (non letterale) del volo di Peter Pan.
        Tutta questa incertezza non perché non voglia aprire il Vangelo ma perché, aprendolo, ci trovo qualcosa di molto diverso (e più complesso ed opinabile) rispetto alla versione semplificata che ricordo (male) dal Catechismo.

  4. Ma no Marco , cerca di andare oltre! La testimonianza di Gesù è in parte scritta nei Vangeli ma c’è ben oltre. Quello che ha portato Lui è l’amore per il proprio nemico, l’amore fraterno l’uno per gli altri, l’affidare la propria vita a qualcosa di più alto, a qualcosa che ci guida. I primi martiri andavano contro alle bestie cantando : non è questo uno dei segni più grandi? San Francesco che baciava i lebbrosi? Massimo Kolbe che si sostituisce a un padre di famiglia per morire al suo posto? Laura Bassi che , ricchissima, da tutto ai poveri per finire la sua vita in povertà come suora? E i 90 milioni di martiri cristiani del secolo scorso? Poi adesso son stanco e non voglio annoiarti troppo con gli esempi. Ma hai paura ad aprire il Vangelo? Ti capisco…. cambiare vita spaventava anche me, ma ora ho la gioia nel cuore.

  5. Marco

    I Vangeli li ho aperti eccome ma non mi va…di abbandonarmici, li vedo come il prodotto di un movimento di pensiero che a volte mi lascia contraddetto, perché quello che ci leggo io da scettico non mi corrisponde a quello che essi hanno ispirato ai credenti, a quell’ “altro” che nel Vangelo c’è ma insieme a tanti altri messaggi, a volte di senso differente. Leggo i Vangeli ma non mi sento parte della comunità a cui si rivolgono, che guardo dall’esterno non senza alcune critiche. Inoltre trovo certe affermazioni di Gesù piuttosto rigide e prive di chiaroscuri.
    Ma questo “altro” secondo te è documentato da vite, libri, opere o è fondamentalmente un’esperienza non trasmissibile ed individuale?

    • Che intendi comunita´? penso che giri nella testa della magioranza uno stereotipo di cristiano credulone che é ben lontano dalla realta´. I vangeli poi sono alla base non solo della chiesa cattolica ma di altri credenti quali sono gli evangelici ad esempio. Pregare, farlo veramente e´una cosa molto difficile. Un esempio. San Francesco e i suoi si riunirono una notte per pregare. Alla fine della stessa uno si vantava di aver detto 3400 piu volte il “Padre nostro”. Chiesero quindi a Francesco. Lui disse che si era fermato tutta la notte a pensare alla prima parola di quella preghiera. Si era fermato alla parola “Padre”. Ed effetivamente e´cosi. E´una parola devastante se la si pensa quanta vasta e´. Gesu´essendo morto per noi ci ha ridato la possibilita´ di chiamare Dio con la parola “Padre”. Ci ha reso Gesu´ suoi fratelli in modo tale che quello che ha creato tutto, ma proprio tutto, sia tornato nostro Padre. Questi passaggi queste profondita non sono prese in considerazione dai piu´. Si sparano appunto “Ave Maria” o “Padre Nostro” a nastro senza capire bene cosa ci sia sotto. Stessa cosa vale per i Vangeli.

      Il rapporto che si ha con la preghiera e´comunque individuale e personalissimo. E´lo stesso Dio che in preghiera ti chiama, bussa alla tua coscienza e ti parla e ad ognuno parla in modo diverso. Per dargli pero´la possibilita´ di bussare ed essere ascoltato noi dobbiamo pregare. Lo si fa in tanti modi e i piu diversi : leggere il Vangelo, mettersi in silenzio 10 minuti riptendo dentro di sei la parola “Padre”, ecc…. Questo e´quello che capita a me ma per altri puo essere diverso. Leggendo il Vangelo poi ci sono parole, frasi che colpiscono. Per mille motivi diversi, che magari in quel momento hanno un significato, tra un anno magari no. Anche quello e´un modo che ha il Creatore di comunicare. Non leggendo i Vangeli purtroppo si perde pero questa possibilita´.

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