Quote rosa- autore sara

Sto leggendo che il Parlamento italiano si è nuovamente bloccato a casa della mancata intesa sulle quote rosa. In questo momento sto ascoltando la Rosi Bindi dire che gli uomini devono farsi da parte e lasciare il potere che da sempre detengono per far posto alle donne.

Sto per porre una domanda provocatoria. Una domanda alla quale in passato io avrei dato una risposta decisa e  secca. Sicura come ero sempre su tutto, poi invecchiando le sicurezze diminuiscono.

noi donne, siamo proprio sicure che è questo ciò che vogliamo, il potere?

un tempo avrei detto di sì, che le donne sono come gli uomini e a volte anche molto meglio perchè hanno più cuore.

Oggi mi sento di dire che le donne dovrebbero riprendere il ruolo che per vocazione intrinseca hanno. Riprendere la centralità all’interno delle mura domestiche. tornare a diventare il cuore della famiglia. non ho mai visto una donna pentita di essere diventata madre mentre ho visto molte mie colleghe avvocate amaramente pentite di aver trascurato il marito o non aver fatto figli o soltanto uno per privilegiare la carriera. Ho sperimentato sulla mia pelle come avvocato che è difficile conciliare tutto, una professione impegnativa come quella dell’avvocato e la figura di madre (specie di cinque figli come ho fatto io, che non sono molto brava nei compromessi evidentemente). Ciò significa diventare una madre isterica, non semrpe presente, stanca e una lavoratrice non aggiornata, sempre con i secondi contati e con la testa in bilico fra due mondi diametralmente opposti. Significa leggere una fiaba ai propri figli pensando ad un cliente difficile e ad una causa che rende insonni e parlare con un giudice perorando la causa di un altro cliente sognando ad occhi aperti di essere al parco giochi con i propri figli. Che in realtà non si riesce a goderli.

Chiedo a chi legge questo blog che ne pensa su questa ossessione delle donne a voler portare i pantaloni perchè io non ho più le idee chiare da quando vivo in mezzo ai pannoloni e mi sneto ugualmente , anzi, di più, felice. Io che sognavo solo di far carriera perchè forse le capacità le avrei avute. Ma a quale prezzo?

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6 commenti

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6 risposte a “Quote rosa- autore sara

  1. La penso esattamente come te. Io, purtroppo, non ho potuto scegliere, non avendo né un marito né sussidi statali: pantaloni e via, nella foresta con la clava, e poi la sera a riaccendere il fuoco, e trovarsi il figlio grande senza essersene neanche accorti, senza esserselo goduto neanche un po’… e tanto rimpianto, ma l’alternativa qual era?

  2. .”Riprendere la centralità all’interno delle mura domestiche, tornare a diventare il cuore della famiglia.” Concordo con questo tuo pensiero. Un tempo ho sperato che le donne potessero far meglio degli uomini nella politica e fuori …per lo meno dare una mano a raddrizzare i cattivi comportamenti ma poi i fatti mi hanno dato torto. Abito a Roma e l’ultima delusione è stata la presidente della Regione Lazio prima dell’attuale. Il potere se non è considerato un servizio prima o poi trasforma anche le donne e l’onestà va a farsi benedire. Goditi questo periodo Sara e mi fa piacere sapere che ti senti più felice tra pannolini e pappe che nell’esercizio della tua professione.

  3. Marco

    E’ equità o voglia di potere? Vengo da un blog di un’anarchica e femminista che se lo domanda quanto te. Il dubbio che sia una questione di poltrone è trasversale!

    • in politica è sicuramente una questione di poltrone. ma nella vita di tutti i giorni, io mi chiedo perchè la donna vuole competere con l’uomo? credo che abbia già dimostrato di valere quanto l’uomo, ma perchè vuole parificarsi a lui? la bellezza dell’uomo e della donna sta proprio nella loro intrinseca diversità. cosa dici?

      • Marco

        Che per me non è una questione di generi ma di propensione individuale a questo o a quel tipo di vita. Quando qualcuno al tuo posto ti dice a cosa devi aspirare sulla base di una tua caratteristica presa a rappresentarti in toto (in questo caso il genere/sesso) è ovvio che ti senti trattato senza riguardo per i tuoi sogni: questo è accaduto alle donne un tempo ed è bene che abbiano reagito ma l’ossessione per l’inclusione anche fuori contesto, a forza, magari a prescindere dal fatto che nel caso in questione l’uomo era semplicemente più preparato ed idoneo e la donna non valeva granché mi pare troppo. Ma il politically correct sopperisce alla vera sensibilità e apertura mentale, come una foglia di fico a mascherare il fatto che le vere discriminazioni, sotto la legge tutta esteriorità, continuano a succedere e la legge, che è un contentino formale, non le ferma. Si sta facendo una battaglia su un feticcio, come quelli che volevano proibire i simboli religiosi non nelle scuole (luogo neutro, posso capire) ma al collo della gente. Come a dire: se tutti sono uguali, tutti devono essere anonimi (che è un poco lo stesso che considerare più importante un governo con donne che fanno numero che uno con meno donne ma preparate e in ruoli chiave)

      • mi trovi totalmente d’accordo. Ieri mi hanno detto i miei “alunni tedeschi” che anche qui si emanano leggi per le quote rosa anche nelle fabbriche a livelli dirigenziali ma gli stessi sindacati che “lottano” per i diritti delle donne, al loro interno non trovano donne sufficienti a ricoprire detti ruoli. Forse perchè non ci sono così tante donne che bramano questi ruoli perchè sanno quanto sacrificio comportano all’interno delle loro famiglie?

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