La nebbia nel nostro futuro.

Andiamo verso un futuro ma non lo conosciamo. Siamo come nella nebbia ma non sappiamo di esserci. Chi è fuori, sopra questa coltre bianca si gode i riflessi del sole e del cielo sulla stessa massa bianca. Bianca come la neve, come la panna, come qualcosa di perfetto e immutabile che nessuno ha mai calpestato. Per chi vi è immerso è un’altra storia. Per quelli tutto è confuso, poco chiaro, grigio. Si sente come un’oppressione costante al vivere, come un peso che frena, che non fa decollare verso l’alto. I bordi poco nitidi di tutte le cose portano a navigare in maniera approssimativa. Tutto è attutito, irreale, non troppo distinto per essere preso davvero sul serio. Quindi tutto diventa temporaneo e momentaneo, qualsiasi decisione viene presa e deve essere confermata per tutti gli istanti successivi perché tutto cambia e si arriva a un punto che la decisione presa deve essere ripensata, perché si è giunti a definire finalmente un contorno di quello che era nella …. Nella nebbia. O nel futuro? Per chi sta fuori invece il tutto prende un contorno di magia, vengono smussati i contorni, addolciti, nascoste le brutture e le cose belle diventano quasi magiche.

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Luce è il contrario di buio, sole di nuvoloso, ma cos’è il contrario di nebbia? Si potrebbe dire che il contrario di indefinito è il definito ma la nebbia è un attutire è uno sfuocate soffuso che tutto dipende dall’osservatore. E se ci fosse un popolo sempre immerso nella nebbia? Se dovessimo abituarci a viverci sempre nella nebbia, nell’indefinito, nell’incertezza di tutto? Forse …. Forse inizieremmo a piantare pali come i popoli che vivono ai bordi dei fiumi o dei mari. Mari da cui far partire tutto, pali per avere un punto fermo. Mano alle accette e ai martelli quindi!

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4 commenti

Archiviato in Italia, Pensieri

4 risposte a “La nebbia nel nostro futuro.

  1. Marco

    Credo che sia sempre stato così: il futuro dipende da noi solo per un’ennesima parte. Avanti comunque, pian piano, possibilmente con l’ausilio di una luce. Chi crede è convinto che la luce sia lì all’esterno e ci aspetti, chi invece no conta su di sé, spera, con tutti i suoi limiti, di procurarsi una torcia. In ogni caso, se ci si pensa bene, le due cose nemmeno si escludono.
    Buon anno nuovo, che sia in Germania o nella Pianura Padana…

    • Buon Anno anche a te! Lo passiamo in trentino , dove ho fatto le foto della nebbia.
      Non mi hai ancora risposto sull’origine del triangolo: origine divina o casuale?

      Dal punto di vista di noi creduloni , dobbiamo affidarci a Dio, dare a Lui tutte le nostre preoccupazioni e guidare nella nebbia a fari spenti!

  2. Marco

    Il triangolo è la figura col numero minimo di vertici che individuino un piano. La natura è casuale…ma ha una sua logica precisa

  3. Marco

    PS Non sempre è sufficiente ragionare per opposti: ciò che accade senza un’intenzione simile a quella umana non è per forza quel tipico genere di caso vuoto di senso. A volte spinte autonome agiscono secondo criteri compatibili e logiche più elevate di quelle che può calcolare un uomo e finiscono con un’armonia pari o superiore a quella di un risultato voluto. Se pensiamo a qualcosa di così grande le categorie di volontà e di caso sono insufficienti e smettono di essere fra loro opposte. Ci sono tante cose inspiegabili ma evidenti anche per chi non crede in un Dio unico e personale…

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