“Se la fede vi far star bene…

… Sono contento per voi”.
Questa frase mi ha fatto pensare. E continua a farmi pensare. L’ha scritta un ragazzo di un blog che seguo. Ateo lui per sua stessa ammissione. Altra gente atea e non ci ha rivolto frasi simili.

Si è vero la fede fa stare bene, ma non è l’unica cosa. La fede è un insieme di cose, lo stare bene è un effetto collaterale. L’affrontare le sfide della vita, anche le più difficili, ne è sempre un effetto collaterale. Tutti effetti positivi, salutari. Ma che senso ha credere? Come cambia la vita? Che effetto ha avuto su di me ritrovarla? Ho scritto già in passato come ero e assomigliavo a questa generazione riempita di tecnologia e con il bisogno necessario di divertirsi.

Il primo effetto dirompente e devastante della fede è che dà senso alla vita. Dà un senso a tutto quello che si fa e quindi allo stesso vivere e respirare di ogni giorno. Dà senso al dolore. Dà un senso alla morte. Non si ha più paura della morte. Una forza incredibile nasce dentro e non ci si sente più soli. Quando si ha bisogno si può sempre chiedere a Lui, ad affidarsi completamente a Lui. Da li tutto cambia.

Cambiano i valori, cambiano gli obiettivi e il tempo libero che si ha non è più tuo. C’è il lavoro, come dovere, ma poi c’è altro. Ci sono gli altri. E ha senso solo investire tutto quello che si ha negli altri. E la vita brilla di una luce speciale. Si vede tutto con colori speciali, tutto è dono , tutto è scoperta, tutto è meraviglia.

Vista con gli occhi dell’uomo della strada, dell’uomo comune, la mia vita è una tragedia, una condanna, una croce da trascinare, da nascondere: essere sopravvissuti a un figlio. Poi penso… Si ho perso una figlia, no, … Piano non l’ho persa, non l’ho mai avuta. L’avevo in prestito da chi ci crea e ci soffia dentro l’anima e Lui ha deciso di riprendersela e con questo mi ha aperto gli occhi. Mi ha chiamato. Ha parlato Lui direttamente con me. Si è interessato Lui in prima persona dei miei piccoli problemi, della mia esistenza, ha deciso Lui di salvarmi, di darmi un’altra possibilità. Ha capito che potevo valere per Lui qualcosa, mi ha sfiorato, ha sfiorato la mia esistenza e quella della mia famiglia.
Io già fortunatissimo a far parte del 10% della popolazione mondiale che hanno tutti i giorni elettricità e acqua corrente. Che ho potuto studiare fare arte e ascoltare musica, cosa questa sconosciuta ancora oggi a tanti popoli nel mondo. Io che già avevo tutto questo, ho avuto un interessamento direttamente da Dio. Lui mi ha cercato, mi indirizzato su quella che è la direzione giusta, io che mi ero perso, che non avevo capito, che annaspavo nella direzione opposta.

Come posso sentirmi sfortunato?

Tempo fa a una cena cercai di spiegare a vecchi amici cosa ci era successo : alcuni scuotevano il capo, altri dicevano …. “Se vi fa star bene e siete contenti”…. Purtroppo o meno male abbiamo fatto questo percorso e l’uomo della strada, quello che si impasticca la vita tra pubblicità , vizi , denaro e una botta al bingo… Non ci capisce, non mi capisce, non riesce a comprendere quello che scrivo o che dico. “Ma non fa nulla di male”, l’uomo della strada, direte voi. Già non fa nulla di male. L’uomo della strada ha preso il Dio di tutti e lo ha messo in cantina, costruendosi un vitello d’oro a sua immagine. Si è eretto Dio. Potrei rimanere zitto, in disparte, temermi nel cuore il tesoro che Dio mi ha regalato: la fede appunto. Ma questa non la si può fermare, è l’arma più micidiale che esista. Non la si può imbrigliare, controllare o domare.

Succede allora di conoscere persone che si definiscono atee. Non credono. In realtà non credono in Dio ma in altro credono. Credono nell’uomo, nelle sue creazioni , nella sua scienza. Ma come? Gesù due mila anni fa è venuto e ci ha detto che Dio c’è, che è vivo e che ci ha creati, e si crede invece alla scienza? A una scienza che non riesce a risolvere la crisi in cui siamo già da 5 anni? Che non ci dà risposte sulle domande fondamentali della vita? Che ci potrà spiegare il “come” ma mai il “perché”? È per quello che viviamo? Abbiamo abbandonato Dio per una manciata di mosche? È stato così bravo il diavolo? Così bravo da nascondere a tutte quelle persone che lo adorano che stanno andando nel baratro? Che l’inferno lo avranno in questa vita e poi nella prossima? Si costruiscono i loro templi fatti di bugie, menzogne e tradimenti, costruiti per nascondersi dalla luce, alla luce di Lui infatti tutti diventano nudi, tutti mostrano i peccati di cui sono fatti e non c’è più scusa, non ci sono più “ma”. Non ci sono più “però”. Ma come? Dono già l’8 per mille ai terremotati? Non basta? E al semaforo ti giri dall’altra parte per non vedere quello che chiede l’elemosina. Ma tanto fa finta, a casa ha una macchina più grande della mia. E sgommi via che ti aspettano gli amici per una partita di calcetto. Non faccio nulla di male io? Già il Signore ti ha ricolmando di doni e tu non fai nulla di male? E quando farai qualcosa di bene? Quando dividerai quello che hai? Quando darai senza pretendere o chiedere? Quando abbraccerai il tuo nemico? E se una volta ti venisse un dubbio… Si dico a te, uomo della strada, quello qualunque. Se una volta invece che giocare a calcetto, o andare in discoteca, o in quel pub…. Se ti fermassi ad ascoltare? Il vento che passa tra gli alberi, che ti chiama, che ti risveglia la coscienza, che ti fa chiedere : la mia vita dura circa 2 miliardi di secondi, dove li sto mettendo? Li sto investendo bene? Oppure trovi un’altra scusa? Un’altra scusa per nascondere il tuo egoismo, per non immergere le mani fino in fondo nella miseria umana che ti circonda. Te li vuoi gustare i secondi, ad uno ad uno, anche sprecarli un po’. Tanto sono un sacco…. E quindi non c’è tempo per aiutare il fratello. Non c’è tempo per andare a trovare la zia dimenticata, non c’è tempo per giocare con i figli. C’è sempre qualcosa di più importante, di più divertente, più da gustare.

Quando sento allora qualcuno che si sente Dio di se stesso…. Allora la fede dentro il mio petto si agita e come impazzita esce fuori. Allora come quello che predicava nel deserto , come quello che avvertiva Erode Antipa che stando con la moglie del fratello pubblicamente, stava compiendo adulterio, allora devo, allora ho l’obbligo di avvertire, non giudicare, ma avvertire il fratello che non sta facendo una cosa giusta. Se non lo faccio poi Lui chiederà conto a me di quell’anima. Altrimenti Lui punterà il dito contro di me tremante in un angolo e mi chiederà “perché non hai avvertito il fratello che stava sbagliando?”.

Ma Dio ci ha voluto talmente bene di averci donato la scelta: noi possiamo scegliere di rovinarci con le nostre mani, possiamo scegliere di rifiutarlo per sempre. Se è questo che vogliamo.

Che così sia.

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