Ti trova sempre lui. La ricerca della comunione perduta.

Sabato 28 settembre 2013, Koblenz – Germania.
Domani abbiamo previsto una gita a Strasboug quindi sta sera siamo andati alla messa del sabato, da parecchio tempo ho il reale bisogno di andare a messa almeno ogni settimana, di solito di domenica ma in circostanze particolari di sabato. Abbiamo parenti a casa in visita e la piccola Annamaria dorme. Quale occasione per lasciarla a casa a dormire tranquilla. In chiesa prendiamo posto, tutto come solito e l’omelia è ispirata. All’offertorio riceviamo una telefonata: la bimba a casa piange disperata, non la si riesce a calmare. Vado io, spero di tornare per la comunione. A casa cambio il pannolino della bimba e ritorno a messa, giusto per la benedizione però. Rimango un po’ deluso, con la sete nel cuore di ricevere la comunione. Gli altri mi dicono che a Strasbourg l’indomani, troveremo una messa sicuramente.

Domenica 29 settembre 2013, Strasboug – Francia orientale.
Il giorno ci svegliamo presto e prendiamo direzione Strasboug. Il chiodo mi rimane fisso in testa. Ho bisogno di prendere la Comunione! Ma che mi è successo? Una volta non era così. Arriviamo per le 10:00 come previsto e troviamo un parcheggio comodo, vicino al centro. Subito fuori sento il bisogno di cercare una chiesa. Iniziamo ad esplorare la città , passiamo un ponte, poi vicino a una chiusa, davvero bella ma il mio pensiero è sempre un altro. Ci fermiamo in un bar per dare la possibilità ai bimbi di andare in bagno. Ne approfitto allora per esplorare ulteriormente da solo il centro città. Due passi, imbocco una strada a sinistra verso un grosso campanile e sono in chiesa! Il tipo all’entrata mi fa scudo : vedendo la macchina fotografica a tracolla , mi dice che è in corso una funzione religiosa. Rispondo che sono là proprio per quello e procedo oltre sotto il suo sguardo interrogativo. Trovo posto a sedere, iniziano a dire il Padre Nostro… In francese , ovvio, io lo dico sempre in italiano, anche in Germania. Dopo il celebrante chiede un paio di minuti di raccoglimento per le nostre intenzioni. Scende in chiesa un silenzio davvero assordante, stupendo. Alla fine di questa pausa mi accorgo che il celebrante non è proprio vestito da prete, sarà il costume del luogo? Comunque sia dice che darà a breve la benedizione… E la comunione!?!??! Nulla , dopo qualche avviso la gente sfolla la chiesa.
Uscendo ho un pensiero in testa. Mi sento un po’ in colpa per aver abbandonato gli altri nel bar ma allo stesso tempo sento di aver intrapreso un cammino, un cammino fondamentale per il quale non posso fare troppe soste. Capisco bene che questo cammino è soggettivo e quindi mi balenano in testa tante domande. Avrò la fortuna di incontrare gente lungo questo percorso? Anche Sara è ora al mio fianco, sarà sempre al mio fianco in questo tortuoso salire? Come averne la conferma? Chi mi starà di fianco? Chi perderò? Mi sentirò solo?

Tornato nel bar subisco le giuste imprecazioni del caso. Preso un cappuccino insieme proseguiamo l’esplorazione cittadina. Ritorniamo allora nella chiesa in cui ero già stato, ora visitabile come turista. Bella, nulla da dire. C’è anche un organo in cui ha suonato Mozart e una lettera dello stesso che non ne ha mai trovato uno migliore. Intorno è uno scampanio continuo vicino e lontano: segno che altre messe stanno per essere celebrate, ma dove? Grido dentro di me a Gesù di aiutarmi, di darmi la possibilità di fare la comunione, è diventata la ricerca di un oasi nel deserto. Uscendo noto una scritta sulla chiesa : St.Thomas , chiesa evangelica. Capisco ora il motivo della divisa particolare del celebrante.

La nostra esplorazione continua e in mezzo agli altri tetti spunta una campanile molto alto e imponente. Che sia il duomo finalmente? Imbocchiamo una via e davanti a noi si staglia questa bellissima chiesa. Assomiglia al duomo di Colonia ma ha un campanile solo, la tentazione di entrare è grande ma mi trattengo, faccio decidere agli altri. Chiaramente anche loro vogliono entrare. Aiuto Sara con il passeggino di Annamaria e siamo dentro. I bimbi schizzano un po’ da tutte le parti, stanno proprio celebrando la messa! Acchiappo Sofia e Matilde e ci dirigiamo nella parte centrale. Anche qui c’è una divisione tra turisti e fedeli ma nessuno mi si parà davanti. Prendiamo posto circa a metà altezza. Ho perso di vista Sara , so che si prenderà cura di Tancredi che è schizzato via come una scheggia appena entrati e so anche che lei la Comunione l’ha fatta ieri. Arriva finalmente il tempo di fare la Comunione. Alla messa è presente il vescovo locale e diversi preti. Mi accorgo solo ora che la chiesa è davvero piena e bellissima. L’atmosfera è particolare: c’è gente ovunque , immersa in questo edificio fatto di pietra scura. L’altare è leggermente rialzato, qualche gradini. Dietro allo stesso c’è uno spazio prima del muro di pietra che delimita lo spazio. Il sole filtra da una finestra posta alla mia destra, la ice che vi passa attraverso è un raggio luminoso che illumina di traverso la parte posteriore dell’altare. In questo suo viaggio nell’aria , illumina anche la polvere ivi naturalmente presente dando introno un’atmosfera rarefatta e soffice. I vari sacerdoti si distribuiscono per la chiesa con le coppe per distribuire le comunioni. Uno arriva direttamente a pochi passi da noi, ci mettiamo in fila e poco dopo è il nostro turno. Sofia mi precede e come solito, avendo lei solo otto anni e non un colosso di statura, le viene chiesto se ha già fatto la Comunione e lei l’accettazione di buon grado. Io seguo con Matilde che le viene fatta la croce in fronte e finalmente posso incontrare Gesù anche in questa domenica. La mia corsa è finita, il tanto cercare è stato esaudito. Non c’è musica, non ancora almeno. Torno seduto , un paio di file più avanti, mi giro vero al prete che continua a distribuire le Ostie. La luce del sole che filtra da ampi finestrini mi abbaglia. Il prete sta finendo di distribuire ma una donna con un bambini corre verso di lui: è Sara che mi ha raggiunto con Tancredi! È una scena bellissima , stagliata alla luce del sole in sottofondo. Iniziano un canto, in francese. Non so bene che canzone ma è dolcissima, il cuore mi si riempie di gioia, non riesco a smettere dentro di me di ringraziare il Padre e Gesù. Qui in questa cattedrale mi sento piccolo piccolo, come parte di tutto , come parte di una folla festante venuta ad accogliere Gesù. L’odore di incenso è ovunque e penetra nel corpo e nell’anima. Qualche lacrima di felicità spunta dai miei occhi, Sara sedendosi al mio fianco mi dice: “sembra di essere in Paradiso!”. Già… Lo stesso pensiero che stavo facendo. Sono quei momenti che vorrei dilatare e da gustare all’infinito. È come se Lui mi avesse detto che se ho davvero bisogno di una mano, Lui è sempre li al mio fianco non devo cercarLo tanto e , al mio fianco nel cammino ci sarà anche sempre lei: Sara. La paura di fare un cammino da solo svanisce. Le mie domande sono state tutte esaudite, il mio spirito è stato ristorato e dissetato. Grazie ancora Padre. Non faccio tempo a finire questa fila di pensieri che Sara mi dice che non voleva fare la Comunione poi ha come sentito all’improvviso qualcosa che l’ha spinta ad andarci e lì quindi … Ci siamo ritrovati.

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