Pregiudizi… Autore – Sara.

Un giorno ho portato alla scuola materna, qui si chiama Kindergarten, Matilde. Ero tutta trafelata, siamo entrate di corsa perchè dovevo scappare subito via perchè avevo un altro impegno. Mi ricordo ancora la maestra che mi guarda seria, scuote la testa e mi dice: ” keine Stress, keine Stress”. Poi mi ha rimproverato dicendomi che non si deve correre, che è tutto stress che non fa bene a me e ai miei figli e che la prossima volta sarei dovuta partire cinque minuti prima, evitando di correre. Poi ho lasciato Matilde e sono tornata, correndo, verso la macchina pensando che se solo avessi avuto il tempo di raccontare a questa maestra la vita che facevo in Italia, in confronto, qui in Germania sono quasi in vacanza. Inoltre avrei potuto raccontare che quasi tutte le mie amiche e conoscenti avevano questo ritmo di vita un po’, per dire la verità, allucinante. Qui in Germania la maggior parte delle donne che conosco non lavora o ha un lavoro part time. Lo stato aiuta le famiglie con figli e quindi le donne, per scelta, decidono di passare più ore a casa nella cura della famiglia e dei figli. In Italia non mi sembra affatto così. Sicuramente anche a causa dello stipendio più basso, bisogna lavorare tutti e due per mantenere la famiglia. Ma sicuramente ha un ruolo enorme anche la voglia della donna di fare carriera o più semplicemente di realizzarsi nel lavoro. A volte penso che la conoscenza che ho della Germania sia molto limitata a questa città che è poco più grossa di Ferrara e che è sicuramente provinciale. Ho, in effetti, sentito dire che a Berlino la gente è stressatissima, ma la Germania non è Berlino e quindi, fuori da quelle poche città grosse, la vita qui in Germania mi sembra molto più “umana” di quella che conosco in Italia. L’ora di punta del traffico qui a Coblenza sono le quattro del pomeriggio. La maggior parte della gente torna a casa dal lavoro alle quattro. In Italia non è così. Mio marito, che anche in Italia era dipendente di una grossa azienda, non usciva prima delle sette di sera e lo straordinario non gli veniva neppure pagato. In Italia se esci dal posto di lavoro troppo presto sei additato come uno scansa fatiche, non importa quanto produci ma nel posto di lavoro ci devi passare il maggior numero di ore possibile. Anche io ho vissuto tutto questo quando lavoravo come avvocato. Sembra che i liberi professionisti se non escono dall’ufficio quando il sole è già da molto calato, non siano dei veri professionisti, seri, in gamba, “arrivati”. Alle cinque di pomeriggio qui sulla Mosella inizia un lento passeggio. I tedeschi, tranquilloni, si godono il paesaggio, l’aria, passeggiano con le loro famiglie. Lo stato li aiuta economicamente se hanno figli, sul posto di lavoro si concedono pause più che dignitose nelle quali socializzano e mangiano senza fretta e producono forse di più dei colleghi italiani che sono tenuti costantemente sotto pressione e che hanno i caffè e le sigarette contate. Chissà allora perchè tutti pensano ai tedeschi come ad un popolo che vive solo per il lavoro, stressato e tristissimo, e agli italiani come un popolo di cicale con il mandolino in mano…. Eppure nella nostra via qui a Coblenza siamo gli unici ad avere cinque figli più un cane, a lavorare giorno e notte, a lavorare pure io, nel mio piccolo con il mio Mini job, pur non avendo per il momento problemi economici… Siamo italiani atipici? e poi mi sembra che ai vertici di molte aziende di successo mondiale ci siano italiani… ma allora perchè si continua a portare avanti questo stereotipo? ci sarà sicuramente qualcosa di vero ma d’altra parte – come dice il buon Albert Einstein- “è più facile disgregare un atomo che un pregiudizio”.

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2 commenti

Archiviato in Germania

2 risposte a “Pregiudizi… Autore – Sara.

  1. Potresti soddisfare una piccola curiosità?
    Non ho avuto modo di conoscere la tua storia quindi non sò da quanto vivi in Germania. Mi risultava che i mini-job fossero riservati esclusivamente ai cittadini tedeschi ed agli immigrati residenti da qualche anno.
    Grazie!

    • ciao, noi risiediamo in Germania da 3 anni ma non mi è stato chiesto quando ho iniziato a lavorare come insegnante. a dire il vero non so se possa contare il fatto che sono cittadina europea ma credo di no.sono contratti che non prevedono nessuna tutela, nè previdenza. niente. non ci devi neppure pagare le tasse se rimani sotto una certa soglia di reddito.
      spero di esserti stata di aiuto. a presto

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