il cristianesimo non è facile- autore Sara

Il vero cristiano non si può permettere il lusso di essere triste. Sì, ritengo che rattristarsi, piangere e fino ad arrivare a cadere nella disperazione siano in fondo in fondo dei “Lussi”. E’ un lusso anche impazzire per il dolore. Un modo per non affrontarlo, non capirlo, non metabolizzarlo, per lasciarsi condurre solo da altri che si occuperanno della persona impazzita per il dolore.
Cosa ci insegna Gesù? Ci insegna ad affrontare la realtà, soprattutto quando è dolorosa (nulla quaestio se ciò che ci capita ci rende felici). Gesù è venuto qui in mezzo a noi per sperimentare l’umana condizione e per insegnarci a portare la croce e a sdraiarci su di essa. Ma come è possibile questo? Una mamma, una signora a mica di famiglia, oggi mi raccontava dei suoi dispiaceri e mi diceva di essere disperata, pur dichiarandosi cattolicissima, di fronte alla notizia di una malattia grave diagnosticata a sua figlia e poi mi ha guardato, via Skype, e mi ha chiesto: ” ma voi, come avete fatto a sopportare la malattia e la perdita di Virginia?”. La domanda ha provocato in me un tumulto di pensieri, mille parole, mille discorsi, forse nessuno veramente convincente, forse nessuno veramente logico,e poi mi è uscita solo questa frase: ” mia figlia me lo ha insegnato”. Ma cosa mi ha insegnato una bambina di quindici mesi, che ancora non parlava? Ho i suoi occhi limpidi e sereni continuamente puntati sul mio viso. Vivo con questa sensazione. Lo stesso sguardo che aveva in ospedale. Uno sguardo limpido di chi non ha preoccupazioni e non ha pretese. Noi tutti viviamo con mille pretese, mille richieste. Tutto è dovuto. La salute, il lavoro, un amore sincero e meraviglioso, figli sani ecc. Ognuno ha sicuramente la propria lista ben presente e chiara. I suoi occhi mi impediscono di piangere, mi impediscono di cedere alla tentazione, a volte enorme, di “dargliela sù, come dicono a Bologna, e cedere alla disperazione fino ad arrivare a impazzire. Ho sentito dire da un Prete che il cristianesimo non è facile, non è difficile….è impossibile ma, dopo una lunga pausa, ha aggiunto: “ma rende felici”. Non so se la parola felicità è quella che si addice meglio al mio caso, sicuramente sono serena. Perchè ha detto “impossibile”? Perchè in effetti ci viene chiesto e insegnato ad amare i nostri nemici, ad accettare i piani che Dio ha per noi anche quando non ci piacciono, a farci da parte, a sacrificarci per gli altri, ad aiutare gli altri, a utilizzare il nostro tempo e metterlo a servizio e a disposizione dei più deboli. Perchè tutto questo è impossibile? Perchè va contro la natura umana, egoista ed egocentrica. Ma perchè questo ci renderebbe felici? Perchè l’uomo non sa in realtà ciò che è buono per sè stesso. Spesso abbiamo per noi dei piani che in realtà non ci portano ad essere felici. Gesù lo ha detto più volte che noi non sappiamo neppure cosa chiedere a Dio e così ci ha insegnato nel Padre Nostro a dire “sia fatta la tua volontà”, perchè Lui sa di cosa abbiamo bisogno.
Perchè io sono serena? Perchè avverto ogni giorno di più che non sono mai sola, che a fianco a me, c’è sempre Dio che combatte con me e a volte al mio posto, quando io proprio non ce la faccio ad andare avanti e poi sento che mi ha fornito di tanti buoni “centurioni” che mi aiutano a portare la croce. E allora non è proprio più possibile piangere ma solo sorridere perchè ci si sente parte della squadra vincente. E pur essendo la vita, una partita impossibile da vincere ( qualcuno ha detto che dalla vita non se ne esce vivi), è un piacere parteciparvi perchè con Gesù si è sempre vincenti e l’amore che creiamo in questo mondo rende possibile l’impossibile: una vita eterna, già qui, in questo mondo.

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15 commenti

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15 risposte a “il cristianesimo non è facile- autore Sara

  1. Urania

    Copio dall’ altro blog il mio commento :Ho grande rispetto della tua fede e delle tue scelte, anche se mi ritengo “miscredente e pagana” . Mi hai commosso. Il Karma non è nostro, nè è giusto ai nostri occhi.
    Francamente trovo altre culture e filosofie molto più soddisfacenti del Cristianesimo ortodosso.
    Platone o il Buddhismo potrebbero bastare, senza menzionare altri percorsi scandalosi..

    • Ciao, sono Sara. Ti rispondo brevemente ringraziandoti della attenzione che ci dedichi. Io ho studiato anche Filosofia e conosco abbastanza bene Platone a compani. Ma mi sembra di poter dire che nessuan altra religione o filosofia , se non il cristianesimo, riescono a dare una spiegazione del dolore ma sorpattutto non sanno realmente relazionarsi con la sofferenza. E ancor più grave, non sanno fornire l’uomo gli strumenti adeguati per affrontare la vita e soprattutto i momenti più difficili. Nessuna filosofia e nessuna altra religione spiegano e parlano veramente della Croce, in tesa nel suo significato vero. Ti abbraccio

      • Perdonami, ma non trovo esatto il tuo assunto… le religioni esoteriche spiegano altrettanto bene il senso del dolore e della sofferenza: essi sono infatti dovuti al fatto che non stiamo seguendo il giusto cammino, quello che ci avvicina all’essenza ultima (divina, se vogliamo). Se parliamo di sofferenze fisiche, invece, come il dolore e la morte, non sono che processi naturali in cui la morte non è la fine ma un passaggio a una diversa dimensione: basta osservare come in natura tutto ciclicamente scorre, muore per poi trasformarsi…

      • Ciao, sono Michele. Sinceramente non conosco molto le religioni esoteriche e mi ritengo ignorante. So però che Dio provvede a me, come agli uccelli a cui fa trovare sempre da mangiare. Quello che mi pone davanti per me è sempre una sorpresa e mi viene dato per farmi crescere, per darmi la possibilità di scegliere. Scegliere se amare Lui o servire lo schiavo, se seguire la verità o cercare la gloria nel mondo. Secondo la mia religione siamo qui per amare Dio, per ringraziarlo della vita che ci ha dato e per poi incontrarlo finalmente quando sorella morte ci chiamerà a Lui. In questo modo tutto è illuminato, tutto ha un senso, tutto si incastra. Dio può darmi la possibilità ad esempio di vivere in un paese moderno e pieno di ricchezza. Questo vivere è una difficoltà molto grande dato che siamo abbagliati da tutte le ricchezze. Ma seguendo la parola di Dio ci si può comunque mettere al servizio degli altri, con amore, con sacrificio. Se invece vivo in un paese povere e soffro la fame, dovrò comunque essere felice dato che quando incontrerò Lui mi sarà dato molto di più. Un esempio: se un povero da ad un altro affamato una pagnotta di pane, unico cibo del giorno, avrà dato tutto. Una volta davanti a Dio sarà enormemente ricompensato. Se la stessa cosa la fa il ricco, non ha praticamente significato, dato che di pagnotte di pane ne può avere quante ne vuole.
        Dio può anche decidere che sia meglio per me perdere una figlia, in seguito a una malattia subdola che la spegne piano piano. Un giorno smette di camminare. Poi non riesce più a gattonare. Non muove più le gambe. Poi le braccia. Muove solo le mani. Nonostante tutto lei sorride. Sorride sempre. E io inizio a pregare, inizio a comunicare con Dio. Lui mi è vicino, mi fa sentire la sua presenza, mi manda segni che non sono casuali, che sono tangibili. E quindi il dolore di quella perdita diventa una gioia, una gioia infinita che nasce dentro e che nessuno potrà mai portare via.

        A proposito delle religioni esoteriche: qual’e il giusto cammino? Dove porta e come faccio a trovarlo?

        Non ho capito il punto sulla natura: tutto si trasforma, vero ma un atomo di carbonio, ha una coscienza? Può ascoltare musico o studiare una lingua straniera? Può avere opinioni sulla politica? Eppure un atomo di carboni può essere cane, può essere uomo e anche gas. E quindi? Noi cristiani una volta morti, andremo davanti a Dio per essere giudicati, con tutto il peso dei nostri peccati e dell’amore che abbiamo dato. Le persone che credono alle religioni pagane o gli atei invece spargeranno i loro atomi di carboni ai vermi. Il procedere del tempo per queste persone, è come il cadere della sabbia da una clessidra che nessuno girerà mai quando è finita. Per noi cristiani invece, la nostra anima è infinita. Come lo sappiamo? Ce lo ha detto l’unico uomo che ha vinto la morte, figlio di quello che ha creato il tempo.

      • Mi piace la tua visione di Dio e non volevo in nessun modo denigrarla: ti mettevo solo in guardia dal definirla “l’unica in grado di”, soprattutto non conoscendo – come tu stesso ammetti – altri credi e altre tradizioni!

        Riguardo la tua prima domanda, temo tu la stia facendo alla persona sbagliata: non credo che esista una religione giusta, migliore delle altre… sono convinta invece che le religioni siano semplicemente modi diversi per raggiungere la medesima essenza divina e che ognuno, naturalmente, segue quella che gli è più congeniale.

        Riguardo il secondo punto, la tua è una banale semplificazione… ma non te ne faccio una colpa, visto che tu stesso hai premesso di non conoscere molto l’argomento: confondi il paganesimo con l’ateismo!
        Provo a semplificare… nella tua religione, dopo la morte si va in paradiso (semplifico al massimo, comprendimi!) e ti riunirai a Dio, giusto?
        Ecco, per me è esattamente la stessa cosa… solo che per me Dio non è trascendente, in un luogo lontano: il divino è immanente, è nella natura stessa… quando il mio corpo fisico non sarà più la mia energia vitale tornerà a ricongiungersi con l’energia del tutto, tornerà “a casa” per così dire… spero di aver chiarito le tue perplessità: se hai altre domande, chiedi pure 😉

      • Ciao, guarda che alla fine della mia replica mi sembra proprio di aver asserito questo: per noi cristiani il trascendente è collegato con il presente. Quello che fai qui è collegato con quello che non vedi. Dio è attorno e dentro di te. Questo è quello che crede il cristiano.

        Religione giusta? Bella domanda. Direi di guardare i risultati. I risultati sono che nel secolo 1900 ci sono stati 90 milioni di martiri cristiani, di gente che in nome di Gesù si sono immolati, si sono fatti tagliare la testa, si sono fatti fucilare. In nome di Gesù che ha lavato i nostri peccati sulla croce. Erano per lo più persone inermi. Un’altra religione è capace di tanto? I mussulmani hanno anche loro i loro martiri , ma di solito si fanno esplodere o robe simili. Le religioni pagane invece cosa fanno, che sacrifici sono disposti a fare, in nome della loro religione? Dammi esempi , così imparo qualcosa.

      • Ehm… forse dimentichi la Santa Inquisizione: donne e uomini torturati con strumenti atroci ideati appositamente per indurre il massimo dolore proprio dalla Chiesa, trucidati e arsi vivi solo perchè non aderivano alla religione cattolica…

      • Si e tu un tipo che baciava i lebbrosi vicino ad Assisi?

      • Boh. Al tempo delle inquisizioni c’era uno che si chiamava Francesco ad Assisi che baciava i lebbrosi e ha dato la spinta per rifondare la chiesa. Cosa ha fatto il Dalai Lama mi è oscuro ma anche lui ahimè non conosce l’importanza di caricarsi una croce in spalla e rendere grazie.

      • Senti tesoro, visto che per te sta diventando una gara a chi ha la religione più figa e onestamente credo di aver raggiunto una maturità intellettuale e spirituale tale da non aver bisogno di questi giochini per sentirmi in pace con me stessa… che ne dici di finirla qui?
        Hai vinto… Gesù è fichissimo e la Chiesa una superstar… Evviva!

        Auguri sinceri per il tuo cammino!

      • Il mio scopo non era quello, era capire come le altre religioni metabolizzato il dolore. Hai scritto tu che le religioni esoteriche accettano il dolore, senza mai spiegare come fanno ad accettare il dolore innocente e gratuito. Poi se la mettiamo che una persona italiana, in quanto nata in Italia, respira cultura cattolica da quando è nata, ma ora però la rifiuta… Questo mi confonde molto.

      • Altra domanda: dici che le religioni esoteriche spiegano il dolore, tutti i tipi di dolore? Un figlio perso? Un figlio che nasce malformato? Un bambino che viene ucciso o violentato? Spiega il dolore che percorre il mondo?

      • Beh, la morte fa parte del ciclo della vita, è perfettamente naturale. Così come naturale è che una creatura non nasca esattamente come le altre: non “malformata”, ma semplicemente diversa…
        Per la violenza degli uomini, ti rigiro la domanda: il cristianesimo come la spiega?

      • Scusa, ho visto la tua domanda ora, ti ho rissato in un altro commento. M doo la morte, che succede? Il tuo vissuto dove va? La tua esperienza, l’amore che hai dato, che capita?
        Pensa ora di entrare nella mente di una persona malformata, che magari deve stare tutta una vita su una sedia a rotelle. Come dici tu , ha pienamente diritto alla vita. Ma come spiega questa situazione la tua religione, come dovrebbe affrontare questo stato la persona menomata o malformata? È come dovrebbero prendere questo stato le persone che le stanno attorno come i genitori?

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