Visita alla Caritas.

21 Agosto, Coblenza , Germania.

Oggia abbiamo appuntamento alla sede della Caritas (http://www.caritas-koblenz.de/) della nostra città. Prima delle ferie ho trovato finalmente il coraggio di spedire una mail nel mio stentato tedesco a un indirizzo trovato in rete. La signora dall’altra parte della mail ha chiamato prontamente Sara e ci ha accordato un “Termine” (appuntamento). Esco da lavorare alle 9.30, a casa alle 9.50 e alle 10, dopo aver raccolto Sara e Annamaria, siamo alla sede della Caritas. Si trova vicino alla zona “bene” della città, vicino alla sponda del Reno. La signora ci accoglie con un sorriso nel suo ufficio. Sobrio, un tavolo da lavoro e un altro tavolo non tanto grande e quadrato con tre sedie dove ci invita a sederci. Sul tavolo c’è il solito vaso di fiori e dei grossi sassi tondeggianti da far da contorno. Ci introduce quindi l’argomento. Già… perchè siamo qui? Non abbiamo abbastanza da fare a casa? Non ci sono già i bambini da seguire? Si tutto vero, ma da un po di tempo io e Sara sentiamo il bisogno di fare di più, di non sprecare il tempo che il Padre ci ha dato qui in passatempi o altro, ma di utilizzarlo fino in fondo… per questo motivo ho inviato quella mail, ho preso il coraggio a due mani e sono uscito dalla grotta… non facile. Spesso nella nostra vita insieme ci è capitato : tutte le volte che avevamo raggiunto un equilibrio, una stabilità decidevamo di cambiare rotta, di rimetterci in discussione. E’ sucesso quando avevamo Sofia e Tancredi, decidendo di cercare Matilde. Poi Virginia. Quando eravamo qui in Germania, un buon lavoro, una casa con vista sulla Mosella, che ci mancava? In quel momento ha deciso il Padre per noi , prendendo Virginia.

Quindi sediamo nell’ufficio della Caritas perchè una molla che abbiamo dentro ci dice che non è abbastanza: siamo qui per dare una mano.

La signora ci dice subito che lei coordina l’integrazione delle persone a Coblenza, dato che quando qualcuno arriva qui ha usi e costumi diversi e quasi sempre non parla tedesco. Italiani da integrare ce n’erano tempo fa, ora sono tutti integrati. Le persone che oggi devono integrarsi arrivano a Coblenza dalle areee di guerra: Iran e Siria per la maggiore. Che strano osservo io, in Italia di Iraniani non ne ho visti molti, ma forse mi sbaglio. Lei mi conferma : chi fugge dalle guerre vanno in America o in Germania. Chi accetta di dare questi tipi di aiuti all’integrazione di famiglia, dovrà fare dei corsi a posta per conoscere le varie leggi del caso e per capire come trattare con queste persone.

Altra possibiltià è quella di tener compagnia agli anziani. La Caritas qui ha infatti molte richieste da persone che si sentono sole, sono abbandonate dai figli o non ne hanno e vorrebbero passare un po’ di tempo con qualcuno. Quindi noi potremmo portarli a passeggio o invitarli a pranzo, ad esempio.

Questi due argomenti sono le attuale emergenze che deve affrontare la Caritas qui.

Ingenuamente chiedo : “ma ci sono tanti poveri anche qui a Coblenza?” La signora mi guarda con faccia strana, come se avessi detto una stranezza. Aggiungo che qualcuno senza dimora in giro l’ho visto, effettivamente non tanti, forse 5 o 6 in tre anni. Sempre gli stessi. Qua e là per la città. Lei mi dice che in Germania c’è un sistema diverso che in Italia, non ci sono poveri reali. Quelli che si vedono in giro sono persone che hanno scelto di vivere in quel modo e che quindi dopo 10 anni sulla strada non riescono più a stare dentro a una casa.

La scelta è per noi quindi facile: ho lavorato nel servizio civile in casa di riposo, io mi occuperò quindi del progetto degli anziani. Sara in Italia è avvocato, ha già avuto a che fare con problemi di immigrati, quindi seguirà i corsi per il progetto di integrazione…. e che Dio ci aiuti!

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6 commenti

Archiviato in Caritas

6 risposte a “Visita alla Caritas.

  1. Vi auguro tutto il bene possibile da questa vostra esperienza.
    E che la vostra molla non smetta mai di rimbalzare, siete fantastici 😉

  2. r.

    Non so nulla di Dio, ma se è lui, quello che può aiutarvi, ecco, che Dio vi aiuti!
    Un abbraccio.

  3. Pingback: Il signor “Piede dei monti”. | In viaggio verso l'alt(r)o

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