3 agosto 2013, Medjugorie il sacrificio.

Ultimo giorno a Medjugorie ….

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Mattina sveglia alle 5:30 , pronti a partire alle 6:30 circa. Come mai? Volevamo in principio salire il monte Krizevac della croce bianca, poi ci siamo ridimensionati alla salita del monte Podboro ai cuoi piedi si trova la croce blu dove è apparsa per la prima volta Maria. Visto il caldo abbiamo appunto deciso di partire presto. L’idea non è stata del tutto originale: c’erano ai piedi del monte infatti decine di autobus, già vuoti. E questo significava ceche il monte già pullulava di pellegrini.
Con tutto quello che mi hanno dato Gesù e il Padre nell’ultimo anno ho deciso di salire a piedi nudi, come tanti fanno. Incredibile : mi hanno seguito subito anche i bimbi. I nostri bimbi sono spesso a piedi nudi in casa o in giardino, ma sulle pietre di una montagna non pensavo che ne avessero il coraggio! La salita è stata piena di gente e la ricerca del percorso ideale con meno aghi di pino e meno pietre non sempre facile. Sembrava di essere in mezzo a una corrente umana barcollante alla ricerca dell’amore del Padre. Mi sono immaginato in questo modo il Purgatorio. Mi sono immaginato tutti insieme alla stessa ricerca, alla ricerca del Suo Amore. In alcuni passaggi ho messo la mano su rami o pietre dove già tanti altri avevano appoggiato la mano. Inizialmente l’ho ritratta un po’ stranito, dato che queste prese risultavano un po’ sudaticce, poi, quando la mia visione del purgatorio brancolante prendeva piede, non l’ho più ritratta dato che era ancor di più un sentirsi uniti agli altri, un condividere il percorso, il viaggio, la prova. Tutti insieme. Sara caricata di Annamaria, ma con calzature normali, è stata la prima ad arrivare in cima, seguita da Tancredi. Lui dopo un paio di stazioni si è rimesso i sandali. Io e le bimbe siamo arrivati un po’ più tardi ma con i piedi intatti. È bellissimo quindi guardassi intorno e vedere tutte le varie persone in adorazione, in ginocchio sui sassi, alcune serene ,alcune con le lacrime. Anche io mi sono messo in ginocchio per pregare alla statua di Maria. Poi appunto ho scrutato il volto degli altri li accanto. Mi dispiace vederli con il voto triste o con lacrime. Eravamo anche io e Sara più di un anno fa in quello stesso punto, con le lacrime agli occhi e preoccupati. Poi Lui ci ha salvati, ci ha mandato un pizzico di Fede che ci ha fatto rinascere. Come vorrei aiutare anche tutti gli altri li attorno con quegli sguardi tristi! Il vedere tutta questa gente piena di problemi, speranzosa e piangente, mi fa sentire piccolo, mi fa sentire stella minuscola in un cielo pieno di altre stelle. Tutte ugualmente importanti.

Arriva l’ora della discesa. Quello che con scarpe normali o ciabatte è la parte più facile, diventa a piedi nudi un compito complicato. Ogni discesa da un masso deve essere calcolato, ponderato e soppesato. Ad ogni passo sotto alla polvere si può presentare infatti un sasso tagliente, un ramo o degli aghi e ci si arriva sopra con tutto il peso o quasi. Salendo invece non si ha questo problema perché il piede che sale lo si appoggia scarico, senza un gran peso. Anche Matilde dopo un po’ di discesa ricorre ai sandali. Proseguiamo a piedi nudi solo io e Sofia. Sofia perché fai questo sacrificio? “Per i nostri parenti e per quella mia amica tedesca, che ha fatto la Comunione quest’anno con me ma che non crede in Gesù”…. Caspita , rimango spesso spiazzato dai miei figli. Questa amica di cui parla non è proprio un’amica e giusto un mese fa Sofia tornava a casa piangendo perché la prendeva in giro per essere Italiana e dicendole che da grande avrà un naso bruttissimo. Spero e prego sempre che l’Amore rimanga nella nostra casa, un Amore travolgente che comprenda tutti quelli a cui abbiamo a che fare. Anche quelli non sempre simpatici… Già , Gesù ci ha detto che è facile amare quelli che ci amano.

Dopo la sfaticata della discesa siamo andati in chiesa ad ascoltare ancora altre testimonianze di gente che ha trovato Dio e la Fede. Mi ha colpito quella di una famiglia di 14 figli! Quando ho sentito l’inizio della storia mi sono avvicinato per vederli, per capire o per cercare di capire come avessero fatto una cosa del genere. Lui era drogato e sbandato alla ricerca della libertà che non trovava in famiglia. Dopo varie vicissitudine entra in prigione, lui che appunto cercava la libertà aveva trovato le sbarre. Una suora quindi lo raccatta dalla prigione e lo prende in una comunità. Lui non aveva fede, non credeva in Dio, ma la suora gli dice che Dio aveva fede in lui. In comunità dopo qualche tempo trova anche sua moglie che lo apre alla fede. Fanno un anno di volontariato in Brasile aiutando i bambini abbandonati. Cercano di avere figli ma lei abortisce sempre al quarto mese. I medici sconsigliano di avere altri figli e di fare delle cure. Lei sceglie come unica cura l’Eucarestia. Dopo 9 mesi arriva il primo bimbo. Vanno avanti fino a sei! In Brasile devono gestire una famiglia di 6 orfani. Dopo qualche dubbio iniziale decidono di adottarli e si ritrovano con 12 bimbi, tutti maschi. Tornano in Italia per una festa delle famiglie e si fermano a ringraziare il Papa Paologiovanni II e sulla sua tomba chiedono ai bimbi di esprimere un desiderio. In coro chiedono una sorellina! Da li arrivano altre due bimbe. Magari ci possono essere altre storie simili ma rimango sempre colpito di come agisce Dio quando entra in una famiglia, dell’amore che porta , dei frutti che dà, di come agisce in maniera inaspettata.

Durante la testimonianza c’era un caldo incredibile la gente era raccolta sotto i pochi alberi, alcuni si bagnavano nelle fontane. Altri sdraiati per terra scrutavano il cielo. Tutti però avevano una radio FM sintonizzati sulla lingua voluta. Tutti seguivano e applaudivano. Gente di generi tanto diversi. Giovani , di mezza età e anche vecchi. Chi con tatuaggi, chi con piercing ma anche ragazzi dalla faccia pulita. Le bandiere sopra a questo popolo multiforme erano diverse. Italiane , parecchie. Ma anche tedesche,austriache…. Poi anche cinesi e coreane. Impressionante è che nella recita del Rosario tutti lo recitano alla stessa maniera, con la stessa cadenza e con le stesse preghiere ma ognuno nella sua lingua. Maria e Gesù hanno unito un pezzo di umanità che si riconosce in questo modo di essere: un cristiano che prega, che si inginocchia, che fa l’adorazione, che si rende umile. Poi magari si ritornerà alla vita normale ma sono convinto che venire qui ripristini un contatto del cristiano a come dovrebbe essere, un ritorno alle origini.

Alla sera siamo tornati alla spianata dietro alla chiesa per la Santa Messa. Anche questo è un momento a cui sono particolarmente legato. L’anno scorso mi ha dato un’emozione in più essendo la prima volta, ma anche quest’anno è stato speciale. Lo speciale è la gente. Come si vede dalle foto la moltitudine di persone si estende senza fine. Penso 60mila persone. Tutte ad inginocchiarsi quando il prete alza il pane e il vino, tutti in religioso silenzio durante la lunga omelia ( a me piacciono le messe lunghe ma ad alcuni no). Una calca senza fine. Nel momento poi della comunione ci sono decine di sacerdoti che scendono nella folla per dare il Corpo di Gesù a tutti. L’aria è calda. Il cielo terso, il sole che sta scendendo e che allunga tutte le orme. Una nuvola si posa davanti ad esso e proietta in cielo delle ombre particolari. Sembra che il tempo si sia fermato per un po’. Come se tutto stia a guardare quella folla ordinata e festante di persone. Fatta l’Eucarestia cerchiamo di tornare alla macchina perché sta sera la gente è davvero tanta: dopo la Messa ci sarà uno spettacolo teatrale, forse un musical , ma la nostra truppa non è molto interessata. E il giorno seguente si farà rotta per l’Italia.

Anche quest’anno per noi Medjugorie ci ha lasciato qualcosa dentro, un ritorno alle origini come ho scritto, una sentirsi uniti nella folla festante e pregante. È costata fatica arrivare fin qui, come è giusto che sia per ogni pellegrinaggio, ma ne è valsa la pena.

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La storia al completo.

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1 Commento

Archiviato in Vacanze

Una risposta a “3 agosto 2013, Medjugorie il sacrificio.

  1. Che bello! Grazie per aver condiviso il vostro pellegrinaggio. Che nostalgia… La mia famiglia ed io contiamo di tornarci in autunno, se Dio vuole.

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