2 agosto 2013, Medjugorie. A come Amore.

Secondo giorno su tre in quel di Medjugorie. Dopo il terzo giorno si cambia tema, promesso.
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Oggi alle sette siamo usciti dall’appartamento per recarsi all’apparizione della Madonna. Siamo arrivati al posto quindi quasi due ore prima, molto prima dell’anno scorso. C’era già parecchia gente, tanto da render impossibile il raggiungimento per vie normali del luogo dove la veggente sarebbe stata. Abbiamo provato vie extra quindi, arrampicandoci tra sassi e rovi, per raggiungere un posto sopraelevato, all’ombra e recitato quindi il Rosario insieme agli altri durante l’attesa. La temperatura alle nove di mattina non è estrema, sopratutto all’ombra. Sara ha tenuto Annamaria e Sofia le faceva compagnia. Matilde è salita un po’ più in alto con la nonna. Tancredi era salito più in alto anche lui con la nonna, poi è tornato indietro a chiamarmi: voleva andare con me in una particolare posizione. Che bello! Che bello sentirsi speciali per qualcuno, che bello sentirsi speciali per i propri figli! È arrivata la veggente tra applausi. Il momento dell’apparizione , anche se non ha sortito su di me effetti particolari, è comunque un evento speciale. Tutto si zittisce, la gente, le cicale, tutto…. Arriva Lei, Maria. Il messaggio ci è stato letto. Parla di Amore, appunto con la A maiuscola. Amore rche dobbiamo portare a tutti , Amore come unica cosa che conta. Amore per tutti: per i famigliari, per i cari, gli amici, per i nemici, il capoufficio, l’impiegato delle poste scortese, il marocchino che ci vuole vendere il tappeto e quello che tende la mano. Amore per tutti. Come sarebbe se tutti potessero donare questo Amore nel mondo? Un’Amore disinteressato, senza aspettarsi nulla indietro?

Dopo questo evento siamo andati in chiesa quella famosa, l’unica in questa pianura attorniata da montagne brulle, imponente,con due campanili. Prima che il fenomeno Medjugojie avesse un po’ di fama, prima che noi italiani portassimo un po’ di benessere da queste parti, era quasi l’unico edificio tale di questo nome. Ci siamo seduti sotto a un gruppo di alberi. Sul palco c’era qualcuno che raccontava in inglese come aveva trovato Dio. Una ragazza. Una storia come altre sentite. Tutte uguali? Forse, ma per chi la vive è speciale. Questa ragazza andava in chiesa,tutte le domeniche come fosse un automatismo. Era un andare in Chiesa vuoto, senza quella A di Amore. Voleva diventare una ballerina famosa, si impegnava per quello. Poi una missione in Africa, quindi in Portogallo ad aiutare i poveri e lì ha trovato la felicità, il motivo di vivere. Poi un taxi l’ha travolta, a Madrid. Nella tragedia lei si è abbandonata a Dio, con la preghiera e lo spirito. Quindi invece di perdere la possibilità di camminare era lá i piedi a raccontare la sua storia. Il ragazzo dopo ha parlato invece di come andando a Medjugorie , ha vinto la droga.

Non è un posto speciale? A me piace venire qui per sentire queste storie. Magari alcuni possono pensare che siano tutte uguali o che si somiglino, in realtà ognuno di noi è come una stella che brilla nel cielo. Da lontano sembrano tutte uguali, forse una più luminosa, una meno, ma all’incirca tutte uguali. Se avessimo invece un telescopio per puntarlo su ognuna, potremmo vedere le differenze. Potremmo vedere i pianeti che vi orbitano intorno , le lune, gli asteroidi, le cicatrici, le avventure, i viaggi , gli amori , le delusioni, le cadute, gli amori… non è tutto questo una stella? Preziosa e unica agli occhi del suo Creatore.

Una cosa che amo è passeggiare attorno a quella chiesa. Vedere la gente che ascolta. Avvicinarmi ai confessionali. Si una cosa speciale di questo posto è la confessione. Nel mondo d’oggi è stata dimenticata, quasi nessuno si confessa perché pensa di non averne bisogno, che sia un modo per i preti di sapere i segreti di tutti oppure si pensa di non aver compiuto peccati intanto gravi da essere confessati. Invece a Medjugorie ci sono file di gente davanti ai tanti confessionali, ognuno con indicata la lingua del confessore. Altri confessori sono seduti sulle tante panchine lì intorno , sempre con il loro cartello indicante la lingua e un fedele al fianco che gli parla. Ho cercato qui e là ma tutti erano molto occupati. Questo ha esaurito la nostra mattina… Dalle 12 alle 16 è meglio rimanere in appartamento vista la temperatura esterna.

Nel pomeriggio invece di recarsi alla chiesa siamo andati vicino alla comunità chiamata “cenacolo”. Sono molto ignorante sulle varie persone e i luoghi di questo posto. Vicino a questa comunità vive una veggente e lì ha costruito un albergo. L’albero si chiama “Magnificat” e stona con tutto il resto. Questo infatti è ultramoderno in stile quattro stelle americano, con porte scorrevoli, aria condizionata. Chiaro non sono contrario alle comodità ma tute queste cose abbagliano chi a Medjugorie cerca la semplicità e il contatto con il Padre. Stride vedere all’interno ad esempio frati, vestiti con saio e sandali. Poi basta allontanare un po’ lo sguardo e si vedono le tipiche case cadenti del luogo. Per caso ci siamo uniti a un gruppo di preghiera organizzato da un parroco di Lavezzola. Ci siamo seduti nell’area antistante l’ingresso di questo albergo e il parroco commentava l’ultimo messaggio di Maria, giusto della mattinata. Raccontava della gioia del paradiso che già ora può essere trovata se Dio ci da la grazia di darci la Fede, come è successo a noi.

Eravamo là per vedere un’altra apparizione, quella quotidiana delle 16:40. La veggente quindi ci ha accolto e chiesto di scendere nella stanza sotto al l’albergo per pregare insieme e aspettare Maria. Tutti la salutavano come una persona famosa. Io ho un rapporto particolare con le persone famose, le considero persone normali e non mi sento di genufletterei o altro. Mi è successo quando ho incontrato 15 anni fa Tomba in un bar a Bologna o Vieri in una discoteca. Mi è successo anche questa volta. Considero questa veggente una persona che ha la fortuna di vedere Maria, che è certa di cosa ci aspetta dopo questo viaggio ma che vive e ha i problemi di tutti i giorni come gli altri.
Abbiamo pregato quindi in una stanza sotterranea con un caldo infernale dovuto alla mancanza temporanea dell’aria condizionata. La gente colmava questa stanza, tutti in attesa della venuta di Maria.

Dopo il Rosario e la successiva apparizione siamo andati nella Capella privata sempre di questa veggente per celebrare una messa con questo gruppo di preghiera. Guarda il caso il brano della Bibbia era questo:

“Vanità delle vanità, dice Qoèlet,
vanità delle vanità, tutto è vanità.
Quale utilità ricava l’uomo da tutto l’affanno
per cui fatica sotto il sole?” ….

Un pezzo che mi piace tanto, che aiuterebbe molto l’uomo occidentale per capire dove sta andando. Nel mio viaggiare per il mondo mi sono sempre sentito bene a risicare la mia valigia, ad aver solo l’indispensabile, ad essere leggero, a contare sulle mie idee più che su quello che mi portavo. Quando incontreremo il Padre, il bagaglio sarà ancora più snello e avremo solo l’Amore che avremo dato con noi, nulla più.

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9 commenti

Archiviato in Vacanze

9 risposte a “2 agosto 2013, Medjugorie. A come Amore.

  1. Letto tutto. Sembrava di esserci. 🙂
    E mi sono soffermata alla fine anch’io a riflettere sul tema della “vanità”. Qual è la sua utilità? Soddisfa un’esigenza interiore o distoglie soltanto, sposta la focale dalla persona che veramente si è, quella vera, quella libera da inutili orpelli e pregiudizi, per proporre un’identità curiosamente falsata?
    E perchè, molti di noi, ne sono così soggiogati al punto di ritenerla indispensabile, è solo civetteria? E vale la pena trascinarci in vita una pesante valigia di cose inutili solo “in nome d un’effimera vanità”?

    Penso che ognuno debba trovare una risposta cercando tra i valori le personali priorità, mettendo a nudo se stessi, sicuri che una volta davanti al Padre non ci saranno bagagli a parlare di noi, ma saremo solo “anime” senza nessuna aggiuntiva opzione. In fondo è quello che basta.

    un caro saluto

    • Compimenti per il commento, è tutto il pomeriggio che penso a come rispondenti. In realtà vorrei comunicarti il casino che ho in testa in questo periodo. Per me trovare un equilibrio su questo nella vita moderna di oggi è davvero una cosa difficile. Mi spiego. Ero il tipo che al lavoro ad esempio voleva primeggiare sempre, cercare di risolvere sempre il problema più difficile… Sempre sulla cresta dell’onda. Ora , ho fatto un paio di passi indietro. Da quando la Fede mi ha investito tutto ha preso una luce diversa, manche il lavoro. Sto preparando appunto un post su come il mio universo è cambiato. Ma a casa ho anche 4 bimbi, moglie più cane. Quindi cos’è è meglio per loro? Devo batteri ancora come un leone per consentir gli un posto al sole oppure andiamo tutti in campagna a zappare la terra e accontentarci di cosa ci da il Padre? Si lo so…. Bisognerebbe trovare una via di mezzo ma caspita che fatica! Per quanto riguarda invece le cose, gli oggetti, essendo genitore il problema si presenta meno. Che non mi compro una camicia sarà ormai qualche anno, le priorità da un po’ sono sui bimbi e le vacanze. E tu cosa ne pensi? Dove sta il mezzo? Forse dovrei cercare nel mio cuore e ascoltare meglio la parola del Padre.

      • Penso che la risposta sia proprio quella: cercare sempre nel proprio cuore, per te adesso illuminato da una risorsa che da sola vale tutte le risposte, la fede.
        Nel lavoro la giusta ambizione sono certa che non guasti ma non deve, non può diventare ossessione. Tutti chi più e chi meno siamo stati ambiziosi, abbiamo primeggiato, forse abbiamo anche prevaricato qualcosa o qualcuno ma poi inevitabilmente siamo cresciuti, maturati, abbiamo cambiato prospettiva. La lancetta dei nostri bisogni, da quel nostro essere sempre sulla cresta dell’onda, si è spostata. C’è chi ha messo su famiglia, chi ha incontrato nuovi interessi, chi ha conosciuto la malattia, chi ha vissuto un dramma personale, chi ha deciso di essere altro. Ci siamo messi e ci mettiamo tutti chi prima o chi dopo in discussione, cambiando continuamente i parametri dei bisogni. Tu hai una famiglia bellissima, si legge attraverso le tue parole, si vede attraverso le loro immagini. I tuoi figli non ricorderanno un giorno se il loro papà vestisse firmato, elegante o meno e se lo ricorderanno sarà solo come la cornice di un quadro stupendo. Loro ricorderanno il tuo sorriso, i tuoi consigli, le tue parole, quello che hai saputo loro trasmettere, indicare, insegnare. Per fare questo serve solo essere se stessi, non servono fronzoli o beni futili, serve solo parlare con il cuore e tanta umiltà cosa che peraltro sembra proprio a te non manchi.
        I beni primari ci sono tutti… il resto è “vanità” 😉

      • Son davvero fortunato ad averti incontrato, grazie di quello che hai scritto.

  2. Vorrei scriverti davvero tanto, ho letto tutti i tuoi post su Medjugorje, è stato come rivivere molte cose che ho fatto e sentito anche io li…Ma tutto ciò che riesco a dire è che questa esperienza, mi ha fortificata, mi ha fatta sentire rinata dopo la mia malattia, oggi mi sento una persona nuova…Barbara

    • Ma che malattia hai avuto? Non ho ancora avuto tempo di leggere il tuo blog. Andare a Medjugorje per noi è come far riposare lo spirito.

      • Ho avuto un tumore al seno nel 2011, fortunatamente preso in tempo… ho fatto chemio e mastectomia ed ora mi godo la mia nuova vita…Nel periodo della malattia so che la Madonna mi è stata vicino e sono andata a Medjugorje soprattutto per dirle grazie…La prima sensazione che ho avuto arrivando li è stata una pace interiore che non avevo mai provato prima…

      • Si lo avevo intuito che avevi passato qualcosa del genere. Io e mia moglie abbiamo notato che si può parlare di certe esperienze solo con chi ne ha vissute di simili. La vita cambia a per un dono di Dio la Fede è entrata nella nostra vita illuminando tutto sotto un punto di vista completamente nuovo. Hai voglia di leggere il libro che stiamo preparando? Se mi mandi la mail, ti giro il PDF.

      • Lo leggerò molto volentieri, la mia mail è bdcreativedesign@gmail.com . Grazie mille davvero 😉

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