Condividere un taxi

12 luglio 2013, Koblenz Germania.
Sto tornando a casa. Ho calcolato tutto perfetto. Uscita dal lavoro alle 15 per essere a casa alle 15:30, chiusura casa. Sto per uscire ma mi viene un dubbio. Ho infilato in valigia qualche libro. Ce n’è uno che volevo rileggere per le vacanze ma… Se fossi in sovrappeso? L’ultima volta non mi hanno pesato il bagaglio… Che faccio, sono già fuori dal cancello. No troppo rischioso, non ho voglia di pagare 35 euro per il sovrappeso, cerco il libro in valigia, prendo le chiavi, apro casa e lo sparo dentro. Sono alla sanzione dell’auto bus.
16:08 bus per la stazione. Tutto funziona perfettamente. Aspetto il bus che dalla stazione mi porterà all’aeroporto. Giungo quindi alla banchina da dove dovrebbe partire il mio bus. Curiosamente riconosco un tipo, lui già seduto ad aspettare anche lui il bus con altra gente. Lo saluto in italiano, con un semplice “salve”. Lui rimane basito. Accenno: “eravamo insieme sull’aereo per venire in Germania, quello che era in ritardo….” Lui annuisce, poi aggiungo “speriamo che sta volta sia in orario quindi”. A sedere non c’è più posto, sto in piedi e … Aspetto….. Aspettiamo, c’è diversa gente. È ora e …. Aspettiamo ancora. Chiedo a un guidatore di bus che sta facendo la pausa li vicino: il bus nostro arriva da Düsseldorf, arriva ma sicuramente in ritardo. Torno ad aspettare insieme agli altri. Due ragazze complottano qualcosa in tedesco, gli dico appunto che arriverà ma in ritardo. Continuano a complottare. Si aggiunge una signora ma non è tedesca, quindi le due ragazze di prima iniziano a complottare in inglese. Vogliono prendere un taxi e magari dividere la spesa. Caspita, ottima idea. Da buon italiano mi inserisco a gamba tesa. Siamo quindi in quattro e ci dirigiamo dove i taxi fanno la fila e aspettano i clienti. Essendo l’unico maschio del gruppo mi faccio avanti con il mio tedesco maccheronico e chiarisco il caso. Il taxista , simpatico e turco, cerca di contrattare il prezzo (ma siamo sempre in Germania?) e la spuntiamo per 100. Da dividere in quattro neanche male. Saliamo. Mi mettono davanti perché sono il più grande…. Mah! La signora che parla inglese e’ di fretta,il suo volo parte tra poco. Faccio pressione sul l’autista, giusto per inervosirlo quel poco per anticipare i tempi…tanto il prezzo e’ pattuito. Parte la corsa pazza…e questo no, siamo sempre in Germania quindi è un pazzo moderato. Il taxista mi chiede che musica voglio .. Per me e’ uguale… Mi chiede : inglese, tedesca, turca, italiana…. Beh scelgo quella. Una ragazza dal fondo mi chiede: ma sei italiano? Certo! Succede anche questo. Ci si mimetizza così tanto bene che si finisce a parlare con una connazionale in tedesco e in inglese senza sospettare che appunto ci si poteva esprimere in italiano. Non è una sensazione strana? Quando trovo un connazionale in quel di Koblenz e’ sempre una festa… Ma chi penserebbe un altro italiano qui? Quindi le chiedo subito cosa fa, da quanto tempo,dove abita , se si trova bene con la lingua, se trova frutta decente… È tutto nella mia lingua mamma, senza neanche un piccolo fraintendimento, senza tralasciare neanche la più piccola parola. Fantastico! Arriviamo all’aeroporto. Io raccolgo i soldi per l’autista. Ci fermiamo davanti alle partenze. la signora ne parlava inglese schizza via per prendere l’aereo. Io mi intrattengo un po’ con la nuova conoscenza giusto per scambiarci i numeri e con la promessa di trovarsi, magari per una cena da noi con tutta la mia banda. Vado al gâté, lei deve imbarcare la valigia quindi ci salutiamo. Solita procedura, togli l’iPad, togli i telefoni, rimetti l’iPad, riprendi i telefoni…. Esco e due loschi figuri mi si fanno incontro…. È il momento della verità , e’ il momento per capire se aver portato in casa il libro ne è valsa la pena. I due tipi in realtà non sono troppo loschi, vestiti bene entrambe, con insegne della compagnia blu e gialla mi chiedono cortesemente di mettere la valigia sulla bilancia per pesarla. Esito un po’ …. Sfilo dalla valigia l’impermeabile… Qualche grammo lo peserà anche quello, no? Prendo la valigia delicatamente …no e’ troppo pesante, mi toccherà disperarmi , pagare 35 euro, ingoiarmi un libro o buttare un paio di scarpe? La mia mano rilassa dolcemente la maniglia del fagotto nero che mi porto appresso…. Le cifre dell’indicatore digitale girano lente … Sembrano quasi quelle di una slot macchine … E quindi? 10.66kg… E? Mi chiedo… Va bene? La tipa che fa parte del duo di controllo mi sembra quasi rallentata e mi dice…. Ok, eeees iiist guuut… Fatto… La goccia di sudore finisce per scenderei sulla schiena. Come nulla quindi riprendo il fardello nero. Con il braccio sinistro nascondo quanto meglio il borsello che porto regolarmente a tracolla…. Solo quello saranno quasi 2 kg! le due guardie stile Gestapo non se ne accorgono e mi dirigo al bar per un caffè, tirando un grande sospiro di sollievo. Beh… Aver riportato quel libro in casa… 200grammi li ho risparmiati, quindi… Direi che ne è valsa la pena.

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