“Ognuno ha ciò che ha donato”

I figli di oggi sono indiscutibilmente belli; indiscutibilmente intelligenti e bravi in tutto. Non è mai colpa loro ( semmai sono gli insegnati il problema o il compagno di giochi). A loro è sempre tutto permesso. ma sopratutto non ricevono mai abbastanza e  si dice loro sempre di sì.

E così ritorniamo a parlare dell’amore, di come noi genitori( ma anche i nonni e i parenti in generale) mal interpretiamo questa parola. Si sa, o si dovrebbe sapere, che il troppo storpia sempre. Gli eccessi provocano sempre danni, anche sul campo affettivo. Di troppo amore si può morire, e se non si muore fisicamente, si muore spiritualmente. Ricopriamo i nostri figli di così tanti oggetti e regali che sono sazi, indifferenti a tutto. Le nonne chiamano i miei figli e una delle prime domande è: ” che cosa ti porto? che cosa ti compro quando ci vediamo?”. I miei figli le guardano a volte perplessi, a volte provano a concentrarsi per interrogarsi sui propri desideri. a volte dicono la prima cosa che viene loro in mente perchè è, in fondo, tutto ugualmente indifferente. “Andiamo al mare? andiamo in montagna? “, ma sì, va bene tutto, abbiamo tutto, una cosa vale l’altra. Non chiedono quasi più quando è il loro compleanno, perchè non hanno grandi desideri agognati da lungo tempo. Ogni giorno è natale.

La mia famiglia non va quasi mai fuori a mangiare. Io sono contraria, non sono stata abituata ad andare a ristorante o in pizzeria, un po’ perchè per fortuna mia a casa si mangiava sempre benissimo un po’ perchè i soldi andavano risparmiati e spesi con ponderazione. E così facciamo noi. Se restiamo fuori per una gita, facciamo un picnic: più divertente e più economico ( con tutte le bocche che ci sono!). E così la prima e unica volta che Sofia è rimasta fuori a mangiare una pizza con il suo papà è rimasto un evento, un ricordo bellissimo. perchè? perchè è qualcosa di raro, e perciò di vissuto intensamente, gustandolo, assaporando ogni secondo di quel momento speciale. E’ la qualità che fa la differenza. E la qualità di assapora quando si è a digiuno, non quando si è satolli di tutto. In un telefilm per ragazzi andava in onda la puntata di una famiglia che festeggiava una qualche ricorrenza facendo un viaggio ai Caraibi. per tutta la settimana i figli rimanevano chiusi in albergo per giocare ai videogame….. Sofia era esterefatta, scioccata, per fortuna. Ma questo telefilm dovrebbe farci riflettere.

I nostri figli hanno tutto, tutto a portata di mano, tutto facile. ogni desiderio è un ordine. Li amiamo così tanto che li ricopriamo di cose. le loro stanze traboccano di giochi e vestiti.  Li abituiamo alla cultura dell’avere, del ricevere, dell’amore che si compra con gli oggetti. I nostri parenti arrivano sempre con qualcosa per i bambini. Io sono contraria ma la risposta è spesso la seguente: ” e’ un regalo che costa così poco! (come s ei bambini valutassero gli oggetti che ricevono in base al prezzo pagato)” , “è solo un pensierino per i miei bambini, non può una nonna viziarli un po’?” e così viene vanificato il lavoro dei genitori. Il “sabato del villaggio”, il fascino dell’attesa se ne va dritto nel cesso. A natale scartano i regali e poi li buttano in un angolo. Il gioco più bello è strappare selvaggiamente la carta, il contenuto è quasi irrilevante. Ci giocano un paio d’ore e poi tornano a giocare con il divano. Il divano è il cavallo delle loro avventure, la nave dei pirati, la casa perfetta….

Questo mal inteso amore uccide la fantasia e il desiderio dei miei figli. Ma soprattuto li mette al centro del mondo e fa crescere il loro ego. Io vorrei rilanciare la cultura del donare, del dare e non del ricevere. Un poeta famoso ha detto: “ciascuno ha ciò che ha donato”. E così ora cerchiamo di farci aiutare dai nostri figli quando regaliamo qualcosa a qualcuno, anche una semplice fetta di torta portata al vicino di casa. Vogliamo che i bambini percepiscano quando ci si sente bene a donare, la felicità e la serenità che ne nasce. e questo è il più bel regalo che i miei figli devono avere: la felicità di donare. Quando doni, smetti di pensare a te e inizi a pensare agli altri, ti concentri sui loro desideri e diventi automaticamente felice. Cosa donare? approfittiamo della crisi e tornaiamo a donare un sorriso, un foglio con un bel disegno,il proprio tempo o una torta fatta in casa con amore, una semplice telefonata fatta spontaneamente ad una nonna per salutarla e per chiedere come sta.

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