I Tiepidi

Quanti di noi si qualificano cristiani perchè credono in Dio. La loro riflessione si ferma qui. Ma che significa credere in Dio? La loro vita non è fatta di preghiera. Sono le persone che noi tutti definiamo buone, a volte, anche buonissime. Spesso anche gli atei lo sono. Ma per chi si qualifica cristiano può bastare essere buono, abbastanza buono o molto buono, o ci è chiesto qualcosa di più? Un tempo non molto remoto faceva parte della giornata in famiglia il momento della preghiera. La famiglia si riuniva, tutta insieme (oggi è un momento sempre più raro e vissuto in modo poco tranquillo e caotico), e pregava. Massimo Recalcati così scrive a pag. 19 del suo libro “Il complesso di Telemaco”: ” C’è stato un tempo in cui pregare era come respirare.. La preghiera aveva la stessa forza della neve, della pioggia, del sole e della nebbia.. non ricordo quando ho imparato a pregare. Mi pare di averlo  saputo da sempre… Sono cresciuto in un tempo in cui pregare era come mangiare, dormire , correre…”.   E oggi?

Oggi alla preghiera abbiamo sostituito la meditazione, nella migliore delle ipotesi. Ma che cosa è la meditazione? la meditazione è un intervista con se stessi, un monologo, un viaggio introspettivo in cui in maniera fors eun po’ autistica e autoreferenziale io mi rapporto con me stesso. Nella meditazione continuo a porre me stesso al centro della riflessione e della ricerca. E’ un momento “egoisico” o “egocentrico”. Non è un momento di vera crescita personale perchè non c’è un confronto con l’altro, qualcosa di diverso da me.  Mi si dirà che è sempre meglio di chi per non pensare decide di passare  il suo tempo a giocare a carte, facendo i solitari….  Io chiedo a chi fino ad oggi si è “accontentato” di chiudersi nella meditazione, di provare ad aprirsi alla preghiera.

Che significa pregare? pregare significa parlare con Dio, aprire una porta e farlo entrare, avere il coraggio di farsi guardare dai suoi occhi, metterci a nudo di fronte a qualcun’Altro. Qualcuno a cui non si può mentire, qualcuno che ci conosce meglio di quanto noi stessi ci conosciamo, qualcuno che ci vuole più bene di quanto noi ne vogliamo a noi stessi…. Pregare significa intraprendere un cammino, un percorso che ci porta a capire che siamo stati creati per l’eternità. Che siamo creature, cioè  create da Qualcuno, che non siamo nulla senza lo Spirito Santo, che nulla possiamo senza Dio.

Io parlo per esperienza personale perchè essendo una persona molto razionale non ho mai capito esattamente che cosa volesse dire pregare e soprattutto ero contraria al Santo Rosario. Poi la malattia di mia figlia mi ha portato a pregare. Pregare come non facevo più da anni, pregare in modo diverso. Da piccola pregavo, tanto, da sola , nella mia stanza: parlare, chiedere e ringrazia Dio era una cosa naturale. Poi crescendo questo fervore è andato scemando e accanto a Dio, forse davanti a Lui, ho messo me stessa, le mie capacità, i miei successi, il mio aspetto e le mie sicurezze. Ho personalizzato la mia religione a mio uso e consumo. Di fianco a mia figlia sofferente sono tornate, più vive che mai, tutte quelle preghiere che ormai mi limitavo a ripetere automaticamente e senza emozioni. Ho iniziato a concentrarmi sul fatto che in quel momento di preghiera io mi rivolgevo a Qualcuno, Qualcuno in grado di ascoltarmi ma soprattuto Qualcuno in grado di rispondermi. Dio ci chiama in continuazione ma solo attraverso la preghiera riusciamo a dire il nostro sì e si instaura un dialogo.

Grazie alla preghiera nessuno della mia famiglia, dopo che Virginia è volata in cielo, ha avuto bisogno di psicologo, di medicine contro la depressione, nessuno di noi è crollato. Alcuni nostri parenti ci osservano, credo stupiti e non capiscono perchè stiamo sopravvivendo a nostra figlia e continuiamo a sorridere, anzi, forse più di prima. Il motivo non è da cercarsi nel fatto che da poco è nata Annamaria. Annamaria forse è solo il frutto dell’amore per la vita che Dio ci ha donato, è il regalo di Virginia. Tanti non capiscono il grande regalo che ci ha lasciato Virginia. La fede, una fede vera, umile, serena , gioiosa. Doveva ammalarsi così tanto per indurre i suoi genitori a tornare a pregare e nella preghiera abbiamo scoperto una grande forza. Un diacono che veniva a visitare Virginia in ospedale, con  il quale un giorno mi sono lamentata perchè Dio non la faceva guarire nonostante le numerose preghiere, mi ha risposto che le preghiere non fanno guarire, o non nel senso che noi tutti intendiamo: le preghiere ci  rendono forti. E la preghiera ci ha guarito, la guarigione dello spirito. Attraverso la preghiera abbiamo trovato Dio su questa terra e viviamo un anticipo di paradiso, qualunque cosa ci possa capitare. Santa faustina Kovaska diceva : “Dio basta”. Se trovi lui, non hai più bisogno di niente. E’ per questo che Dio non sopporta i tiepidi, i cattolici insulsi, insipidi, quelli che non sanno neppure quello che fanno e perchè. Ho sentito cattolici praticanti che dicevano di credere in Dio ma non nella vita dopo la morte….. E Dio ci vomiterà se rimaniamo tiepidi. Se trovi veramente Dio, te ne innamori e non puoi rimanere così calmo e immobile, così piatto, come noi cattolici siamo. Smettiamola di cercare solo noi stessi nelle nostre sedute yoga e nei corsi di meditazione, facciamo un salto in chiesa, sediamoci, interroghiamo Chi è morto in croce e chiediamoci come ha fatto a sacrificarsi, morendo, per noi tutti. GuardiamoLo in faccia e iniziamo a instaurare un dialogo. Meno si prega e meno si pregherà ma più si prega e più ci si avvia per un sentiero virtuoso che conduce all’immortalità. Insomma mettiamo in cammino alla ricerca di Dio e sarà Lui a trovare noi e poi l’innamoramento è assicurato. Tiepidi non si può restare.

Apocalisse 3:14-22 >

“All’angelo della chiesa di Laodicea scrivi: Queste cose dice l’Amen, il testimone fedele e veritiero, il principio della creazione di Dio: Io conosco le tue opere: tu non sei né freddo né fervente. Oh, fossi tu pur freddo o fervente! Così, perché sei tiepido e non sei né freddo né fervente io ti vomiterò dalla mia bocca. Tu dici: ‘Sono ricco, mi sono arricchito e non ho bisogno di niente!’ Tu non sai, invece, che sei infelice fra tutti, miserabile, povero, cieco e nudo. Perciò io ti consiglio di comperare da me dell’oro purificato dal fuoco, per arricchirti; e delle vesti bianche per vestirti e perché non appaia la vergogna della tua nudità; e del collirio per ungerti gli occhi e vedere. Tutti quelli che amo, io li riprendo e li correggo; sii dunque zelante e ravvediti. Ecco, io sto alla porta e busso: se qualcuno ascolta la mia voce e apre la porta, io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con me. Chi vince lo farò sedere presso di me sul mio trono, come anch’io ho vinto e mi sono seduto con il Padre mio sul suo trono. Chi ha orecchi ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese.”

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