il sacrificio di Isacco

La scena biblica di Abramo che sottomettendosi alla richiesta di Dio arriva quasi a sacrificare il proprio figlio Isacco mi è apparsa sotto una nuova luce dopo le ultime esperienze di Virginia e di Annamaria in ospedale .  Sono ormai convinta che i figli insegnino ai genitori molto più di quello che i genitori insegnano ai figli. E’ stato di fronte alla malattia di Virginia  che mi sono resa conto della mia totale impotenza, impotenza di una madre a rpoteggere il proprio bambino da qualsiasi cosa di spiacevole. Quella sensazione frustante di impotenza mi ha portato a riflettere sul ruolo del genitore. poi mia madre mi ha detto una frase che mi ha accompagnata durante tutta la degenza in ospedale, i quasi quattro mesi passati accanto a Virginia. Entrando nella nostra stanza, mia mamma mi ha detto: “Lo sai , Sara, i figli non ci appartengono”. Sono poche parole, ma in esse c’è la più profonda pedagogia. I genitori non sono quelli che hanno l’ultima parola sul destino dei figli, ma sono quelli che sanno lasciar andare i propri figli, anche quelli più attesi e desiderati. E questo è quello che fa Abramo. Isacco è il figlio tanto atteso e desiderato, il figlio promesso e Abramo nella sua obbedienza a Dio, è disposto a perderlo.  La pagina della Bibbia è sempre di grand eattualità. Parla a noi genitori insegnandoci  a fare il nostro mestiere di genitori. un mestiere che si impara sul campo, giorno per giorno , a fianco ai nostri figli. un mestiere difficile che costa lacrime e fatica ma anche tanta soddisfazione. Soddisfazione che deve nascere non dal fatto che si fa del proprio figlio un’opera d’arte, un personaggio famoso e “arrivato”, ma dal fatto che si aiuta una cratura a diventare una persona, aiutandolo a conoscersi e lasciandolo libero di seguire il proprio viaggio. il viaggio per il quale è nato. Un genitore non può far altro che accompagnare il proprio figlio, amarlo ma non deve, per il troppo amore, fagocitarlo. E’ certo più facilea dirsi che a farsi. Lo so bene. Ognuno di noi ha una idea abbastanza chiara di ciò che vorrebbe per il proprio figlio ma a volte non è detto che ciò che noi genitori vogliamo sia poi la cosa giusta e adatta per i nostri figli. Una suora di Rovigo mi ha detto che dovevo pregare non per la guarigione di Virginia ma per il suo Bene. Perchè solo Dio conosce di cosa abbiamo bisogno.

Questo è quello che mi ha insegnato Virginia. Un genitore può solo stare vicino al proprio figlio, amarlo,  ma non può impedirgli di percorrere la propria strada. Non si può imporre ai figli il nostro volere. Noi chiedevamo a Virginia di guarire e lei ci guardava con i suoi occhioni belli e sereni e scuoteva il capo. Ci diceva di no. Capisco ora che non era venuta per restare, non era nata per imparare qualcosa ma per insegnarci tutto.Lei ci aveva scelti.  e io ho imparato tutto da lei.

ora guardo gli altri miei figli non più come oggetti di mia proprietà. Li ascolto e rispetto di più le loro particolarità e le loro inclinazioni. Spero di non fare l’errore di volerli fare diventare quello che non sono. Virginia me lo ha insegnato e devo fare tesoro di questo. Anche quando la loro strada è a me ignota o semplicemente nuova o sconosciuta. Penso che ognuno di noi sia venuto al mondo per uno scopo, una propria missione. Ora conosco quello di Virginia e sarà bello scoprire quello degli altri miei figli. Ora sono disposta a lasciarli crescere. perchè metterli al mondo vuol dire rispettarli come esseri autonomi, liberi e infine implica anche il coraggio di poterli perdere. Se poi si è credenti, si capisce che non c’è nessuna separazione. neppure di fronte alla morte. e che nell’affiancare i propri figli, non ci deve essere nessuna paura. Se anche Dio ce li chiede indietro, in fondo dobbiamo solo pensare che ce li aveva solo prestati per accudirli e amarli insieme a lui. E allora dobbiamo ringraziarlo per il tempo che ci ha concesso di camminare insieme su questa terra di pellegrini in viaggio.

il sacrificio di Isacco non è mai inutile o invano.

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2 commenti

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2 risposte a “il sacrificio di Isacco

  1. Non avevo mai pensato a quel passo biblico in questo senso. Grazie.
    Enrico

    • Penso che la Bibbia abbia tanto da dirci e che siano tanti i messaggi che ci può mandare perchè ogni volta che la leggiamo, siamo noi diversi.. vuoi perchè si cambia e si matura, vuoi perchè magari stiamo affrontando un momento particolare. Questo rende la Bibbia un testo eterno. Grazie per l’attenzione che mi hai dedicato. buona giornata , Sara

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